BW&BF

martedì 7 gennaio 2014

C'è un cadavere in biblioteca - Agatha Christie (1942)

"<<Intendete dirmi [...] che c'è un cadavere in biblioteca? Nella mia biblioteca?>>
<<Forse, signore, gradireste accertarvene voi stesso.>>"
Il colonnello Bantry ed il suo maggiordomo


TRAMA
Perbacco, per una rispettabile coppia di coniugi inglesi non c'è niente di peggio che essere svegliati la mattina dalla cameriera con la notizia che una bionda sconosciuta è stata trovata morta nella biblioteca. Quando succede è piuttosto fastidioso, bisogna ammetterlo. E così, mentre il colonnello Bantry informa la polizia del delitto e fa partire le indagini ufficiali, a sua volta la moglie non perde tempo e chiama l'amica Miss Jane Marple, fiduciosa nella sua capacità di applicare situazioni di paese ai misteri del caso, che unita ad un profondo cinismo e mancanza di fiducia in ciò che viene detto dalla gente fino ad allora si è rivelata vincente nella soluzione di diversi misteri.
Riuscirà anche stavolta la cara vecchietta di St. Mary Mead a sbrogliare la matassa e scoprire chi sia l'assassino?

RECENSIONE
Anche questa volta Agatha Christie ce l'ha fatta: come sempre è riuscita a tessere un intreccio di personaggi, fatti ed antefatti per cui, per quanto io mi sia sforzata di far funzionare le mie "celluline grigie" (come direbbe Poirot) non sono riuscita a capire in anticipo chi fosse l'assassino, non con certezza almeno. E ci è riuscita per ben due volte.
Avevo già letto questo romanzo insieme agli altri due della raccolta un paio di anni fa, ma siccome ricordavo solamente a grandi linee la storia l'ho riletto recentemente, e per la seconda volta mi sono sentita gabbata dalla grandissima scrittrice britannica.
Del racconto in sé non voglio parlarne molto: lo stile è quello tipico della Christie, e se vi dicessi troppo rischierei di darvi indizi inavvertitamente, o ancora peggio vi priverei del gusto di scoprire leggendo non solo la storia, ma anche i personaggi, sempre caratterizzati in maniera impeccabile.
Ma è proprio lo stile dell'autrice che per me rimane meraviglioso: in barba a tutti i giallisti che negli ultimi anni sono spuntati come funghi, la Christie dà ai suoi libri un forte sapore di Earl Grey e di campagna inglese, ed i personaggi, che si possono dividere tra "vittoriani" e "post-vittoriani", sono delineati in modo magistrale, a dimostrazione che la Regina indiscussa del genere rimane sempre lei. I primi sono ovviamente quelli della tradizione, dalle maniere sempre posate e dalla filosofia che, in fondo, una tazza di buon té possa risolvere qualsiasi problema. A questa categoria appartiene ovviamente la vecchietta protagonista di molti romanzi, e sicuramente la coppia di coniugi nella cui biblioteca viene trovato il cadavere in questo caso specifico.
I post-vittoriani sono invece i giovani, coloro che guardano al futuro (tenendo sempre conto che parliamo di giovani e di futuro degli anni dal 1930 al 1976), come ad esempio il nipote di Miss Marple, Raymond West. L'unica eccezione a queste due categorie, in quanto non inglese, è il belga Hercule Poirot, naturalmente.
In questo modo l'autrice riesce a darci in ogni storia, oltre al racconto in sé, anche un piccolo spaccato non tanto dell'Inghilterra quanto degli inglesi dell'epoca, probabilmente non senza un velo di nostalgia da parte sua, rendendo il tutto ancora più deliziosamente intrigante.
Un libro insomma che consiglio a chi ama il genere, ideale da leggere magari durante le vacanze, quando si vuole distogliere la mente dai pensieri quotidiani; e cosa c'è di meglio di un buon delitto per riuscirci?


BW

Nella nostra libreria:
Agatha Christie
Dalla raccolta "I grandi casi di Miss Marple"
C'é un cadavere in biblioteca (The Body in the Library)
ed. Oscar Mondadori
168 di 634 pag.
traduzione di Alberto Tedeschi e Grazia Maria Griffini

 

lunedì 6 gennaio 2014

Impero - Alberto Angela (2010)

"Il caldo è opprimente: se fuori non si respira, qui sembra di entrare in una fornace... dei pesanti colpi attraversano l'aria. Sono colpi poderosi, dal rimbombo metallico. Ci giriamo e davanti ai nostri occhi appare una scena dantesca: uomini sudati e seminudi sono riuniti in gruppi regolari; sopra le loro teste scorgiamo i pesanti martelli che si alzano per ricadere fragorosamente. Qui nascono i sesterzi che circolano nell'Impero."
Alberto Angela


RECENSIONE
Ideale seguito del riuscitissimo Una giornata nell'antica Roma, Impero riprende le cose esattamente da dove le avevamo lasciate. Se ricordate infatti, nel precedente libro Alberto Angela ci aveva accompagnato in uno splendido viaggio nel tempo per mostrarci come si vivesse quotidianamente nell'antica Roma. Avevamo così trascorso un'intera giornata, un martedì qualsiasi durante il regno di Traiano, e dalle prime luci dell'alba fino a notte inoltrata avevamo osservato come si svolgeva la vita nel 115 dopo Cristo e quali fossero le abitudini ed i piccoli gesti di tutti i giorni. 
Impero ricomincia questo meraviglioso itinerario nello spazio-tempo a partire esattamente dalla mattina successiva.
La formula è pressappoco la stessa, ma con una piccola variante; infatti, per capire meglio di cosa si tratta è necessario soffermarsi sul sottotitolo che porta la dicitura: "Viaggio nell'impero di Roma seguendo una moneta". Ed è così che veniamo catapultati all'interno della zecca nel preciso istante in cui viene coniato un sesterzio, una delle innumerevoli monete che escono ogni giorno da questo edificio, ma questa per noi sarà speciale perchè seguiremo tutto il suo percorso ed ogni volta che passerà di mano, noi ci sposteremo con essa compiendo in breve tempo un tragitto incredibile attraverso tutte le terre che allora erano sotto il dominio di Roma.
Avremo così la straordinaria opportunità di visitare gli insediamenti in Britannia, per poi recarci prima in una piccola cittadina chiamata Lutezia e che in seguito diverrà famosa col nome di Parigi, e successivamente nei pressi del Reno per assistere ai feroci combattimenti tra i legionari e le popolazioni barbariche che sconfinavano continuamente e poi ancora andremo in Spagna, ad Atene, nel Nordafrica fino ai confini orientali in Mesopotamia.
Come nel precedente volume, tutto questo è naturalmente un espediente per mostrarci le enormi differenze che sussistevano in un regno tanto vasto ed illustrarci anche alcune piccole storie di cittadini comuni facenti parte di quella che di fatto è stata, citando lo stesso Angela: "La prima, grande globalizzazione della storia".
I soliti bastian contrari (molto pochi in verità) che hanno attaccato l'opera accusano l'autore di scarsa originalità e spesso affermano che un libro di questo tipo non aggiunge nulla a quanto già non si sapesse prima. Ammesso che tutto questo sia vero io dico: E ALLORA? Francamente non vedo il problema. Forse non tutti hanno capito che questo, come altri lavori degli Angela, sono libri di un'importanza fondamentale in quanto hanno il potere di incuriosire anche chi mai si sognerebbe di affrontare materie del genere. Io trovo che la grande chiarezza e semplicità con la quale Alberto Angela illustra i temi presentati siano proprio il suo più grande merito: ovvero parlare di argomenti impegnativi e riuscire ad appassionare (facendosi capire) anche persone che magari non sono dotate di una cultura smisurata; il tutto senza stupidi snobismi. Eh sì perchè purtroppo, cari signori, a voi magari sembrerà strano ma non tutti hanno avuto la fortuna o le possibilità di studiare come e quanto avrebbero voluto. 
Pertanto io ribadisco che al di là di quello che può essere il giudizio su questo libro, bellissimo anche se io forse ho una leggera preferenza per il precedente, opere simili vadano solo che lodate perchè costituiscono un elemento preziosissimo contro il tremendo imbarbarimento culturale nel quale il nostro paese è sprofondato da diversi anni a questa parte.
E speriamo che gli Angela, padre e figlio, si conservino sempre in perfetta forma perchè abbiamo bisogno come il pane di personaggi così. Il resto sono chiacchiere, e basta.

BF


Nella nostra libreria:
Alberto Angela
Impero. Viaggio nell'Impero di Roma seguendo una moneta
ed. Rai Eri / Mondadori
506 pag.






domenica 5 gennaio 2014

Robinson Crusoe - Daniel Defoe (1719)

"30 settembre 1659. Io, povero misero Robinson Crusoe, naufragato in alto mare nel corso di una terribile tempesta, ho raggiunto la riva di quest'isola malaugurata e derelitta che ho chiamato Isola della Disperazione."
Robinson Crusoe

TRAMA
Il romanzo narra della vita di Robinson Crusoe, che a partire dall'età di diciannove anni salpa per il mare e vive diverse avventure, tra cui rapimenti e naufragi, a causa dei quali rimane 35 anni lontano da casa, di cui 12 in completa solitudine; incontra e salva poi il "selvaggio" Venerdì, al quale insegna la lingua inglese e la fede cristiana e col quale torna infine alla terra natìa.

RECENSIONE
Racconto d'avventura per eccellenza, Robinson Crusoe venne scritto da Defoe ispirandosi al vero naufragio, seppur molto più breve, vissuto da Alexander Selkirk nel 1704. Il motivo che lo spinse a realizzare quest'opera pare sia stato meramente economico: con il ricavato doveva infatti finanziare il matrimonio della figlia. Forse però non avrebbe mai immaginato che questo suo romanzo sarebbe diventato uno dei più grandi classici della letteratura di tutti i tempi.
Innumerevoli libri si sono ispirati al naufrago più famoso del mondo; tra di essi, vi ricordiamo Il signore delle mosche e Prigionieri del paradiso, di cui vi abbiamo già parlato in passato.
In effetti non poteva non essere un successo: l'autore è stato un vero e proprio maestro nel narrare nel 1719 quel genere di avventure che riempie gli occhi ed il cuore di ogni ragazzo e che ne accresce l'immaginazione e la fantasia, ma che allo stesso tempo anche un adulto riesce ad apprezzare.
Un caposaldo della letteratura mondiale che consiglio a chiunque, senza limiti di età, perchè un buon libro è buono per tutti, anche se ha quasi trecento anni sulle spalle.

BW 

Nella nostra libreria:
Daniel Defoe
Robinson Crusoe (The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe)
ed. Garzanti
327 pag.
traduzione di Riccardo Mainardi

 

sabato 4 gennaio 2014

Viaggio al centro della Terra - Jules Verne (1864)

"Improvvisamente mio zio mandò un grido. Per un momento pensai che avesse perduto l'equilibrio e stesse per cadere in uno dei tre abissi. Invece lo scorsi in piedi, con le braccia alzate e le gambe divaricate davanti a una roccia di granito al centro del cratere come un enorme piedistallo fatto per una statua di Plutone... <<Axel! Vieni a vedere!>> urlò mio zio. <<Dubiterai ancora, adesso?>>
Axel Liddenbrock


TRAMA
Axel Liddenbrock è un insegnante presso un prestigioso ginnasio di Amburgo che un giorno viene convocato urgentemente dal burbero zio Otto, professore di minearologia all'Università della città anseatica. Quest'ultimo ha ritrovato all'interno di un vecchio libro una pergamena scritta in caratteri runici. Insieme riescono a decifrare il documento che scoprono essere un sorta di crittogramma ad opera di tal Arne Saknussemm, un famoso alchimista islandese del cinquecento che, a quanto si dice, scomparve misteriosamente nel nulla.
Il manoscritto contiene una serie di accurate indicazioni su come raggiungere il centro della terra partendo dal vulcano Snæfells, in Islanda, pertanto il professor Liddenbrock decide di tentare l'impresa ed organizza immediatamente una spedizione. Reclutato lo scettico nipote Axel i due partono immediatamente da Amburgo e, dopo un paio di soste prima a Kiel poi a Copenhagen, raggiungono Reykjavik dove in seguito arruolano una taciturna ed esperta guida locale di nome Hanse Bjelke che li accompagna a destinazione in un itinerario attraverso la campagna islandese.
Il gran giorno è il 22 giugno, solstizio d'estate, quando il gruppo dopo essersi attrezzato con armi, picconi e vari strumenti scientifici ed aver fatto scorta di cibo, scende nella profondità del cratere del vulcano. 
Cosa li attenderà in questo viaggio ai limiti del razionale?

RECENSIONE
Grande classico di un autore che è stato un autentico precursore di temi ed argomenti che saranno sviluppati solo dopo molti anni, Viaggio al centro della Terra può essere considerato, a ragione, uno di quei libri che più hanno contribuito a dare origine alla fantascienza.
Io ricordo che lo lessi a circa nove anni, e che mi colpì subito moltissimo sia per i contenuti fantastici della storia, sia per i numerosi colpi di scena che contraddistinguono tutta la narrazione. Verne, dal canto suo, nonostante la sua scrittura possa risultare a tratti non delle più scorrevoli, soprattutto a causa dei numerosi termini presi dalla geologia e da altre scienze specifiche, confeziona comunque un romanzo la cui lettura risulta tuttavia molto gradevole e che è in grado di far vivere al lettore una serie di avventure a dir poco mirabolanti e ricche di pathos.
Nonostante si tratti un'opera scritta ormai 150 anni fa, credo ad ogni modo che Viaggio al centro della Terra sia uno di quei libri perfettamente adatti a far sognare ragazzi di tutte le età e, se non l'avete già fatto, cercate di leggere questo libro prima di vedere i mediocri film che ne sono stati tratti o rischiereste davvero di rovinarvi il palato per nulla.
Se poi siete amanti della fantascienza, sia di quella più moderna e patinata sia di quella che spesso viene impropriamente definita "di serie B", sappiate solo che questo è un romanzo assolutamente imprescindibile e che ha profondamente influenzato tutti i più grandi autori del genere e non solo.
150 anni e non sentirli.

BF


Nella nostra libreria:
Jules Verne
Viaggio al centro della Terra (Voyage au centre de la Terre)
ed. Oscar Mondadori
254 pag.
traduzione di Maria Bellonci



venerdì 3 gennaio 2014

I segreti erotici dei grandi chef - Irvine Welsh (2006)

"È solo un cuoco del cazzo... quanti stronzi come lui alla fine si credono Napoleone."
Danny Skinner

TRAMA
Danny Skinner è un giovane di successo, è simpatico, bello, carismatico e ama ogni genere di divertimento. La sua vita potrebbe essere perfetta, se non fosse per due grossi nei: il primo, che lo segna da tutta la vita, è quello di non sapere chi sia suo padre; Beverly, la madre, ex "punk n° 1 di Edimburgo", da sempre si rifiuta di dirgli chi sia stato quasi ventiquattro anni prima a metterla incinta.
Il secondo motivo di fastidio invece è più recente, e legato alla sua professione. Danny infatti lavora come Ispettore di Igiene Ambientale del comune, ed ultimamente è entrato in contatto ed in conflitto con il timido e "sfigato" collega Brian Kibby, che sembra essere il suo esatto contrario.
Se normalmente Danny non può proprio soffrire Brian, quando il padre di quest'ultimo si ammala gravemente comincia a peggiorare amcora di più il suo modo di vedere il collega, come se questo episodio avesse scatenato in lui un attacco acuto di gelosia.
Agli occhi di Skinner tutto sembra però andare per il verso giusto quando anche Brian contrae una malattia misteriosa ed apparentemente incurabile. Ma la sorte, si sa, è capricciosa, e sempre pronta a tendere agguati dietro l'angolo. 

RECENSIONE
Ispirandosi ad un grande classico della letteratura mondiale, come uno dei grandi chef citati dal titolo Welsh ha saputo aggiungere qualche ingrediente qua e là ricreando una vera e propria prelibatezza dal retrogusto amaro.
Non posso e non voglio svelarvi quale sia la sua famosa fonte d'ispirazione, altrimenti che gusto c'è a scoprirla leggendo questo romanzo dello scrittore scozzese? Vedrete che comunque non avrete alcuna difficoltà nel riconoscerla.
Come sempre Welsh ci colpisce con il suo stile crudo e sferzante, impietoso ed ironico, che non manca di strappare al lettore grasse ghignate alle spalle del malcapitato di turno, a volte anche per situazioni piuttosto drammatiche.
Trovo che, un po' come Una testa mozzata, seppur in modo diverso, anche I segreti erotici dei grandi chef si distacchi da quello che è il classico plot alla Welsh. Forse rispetto ad altri suoi libri famosi è addirittura "edulcorato" (sia ben chiaro, non aspettatevi arcobaleni ed unicorni, e nemmeno un linguaggio all'acqua di rose).
E può essere che sia proprio questa sua particolarità che me lo fa preferire, tanto da averlo scelto per il post di quest'oggi.
Oppure è stato il mio lato discolo stuzzicato dalla geniale impostazione grafica a cura di Guido Scarabottolo: badate, non mi riferisco solo all'immagine della cover; per capire di cosa sto parlando dovrete buttare un occhio anche alla quarta di copertina.

BW

Nella nostra libreria:
Irvine Welsh
I segreti erotici dei grandi chef (The Bedroom Secrets of the Master Chefs)
ed. Guanda Editore
432 pag.
traduzione di Massimo Bocchiola

 

giovedì 2 gennaio 2014

Ricatto - James Ellroy (2012)

"Questo Ellroy è una testa di cazzo... I suoi romanzi nefasti sono marchiati dal MIO stile."
Fred Otash


TRAMA
Il protagonista è Fred Otash, ex agente di polizia non proprio incorruttibile ed in seguito investigatore privato, figura realmente esisitita che, in quanto informatore del giornale scandalistico Confidential, riuscì spesso a creare grande imbarazzo nella Hollywood degli anni cinquanta rivelando i segreti più scabrosi dei più grandi divi del patinato mondo del jet set di quel periodo, oppure ricattandoli per fare in modo che i suddetti scandali non venissero dati in pasto al grande pubblico.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1992, infatti Otash si trova segregato in una cella all'interno del Purgatorio dei Perversi, nel Braccio degli Sconsiderati Scassa Famiglie. Qui, in una specie di folle pena del contrappasso, viene quotidianamente visitato dalle persone che in vita subirono le sue angherie, le quali adesso possono tormentarlo liberamente divertendosi un mondo a sfotterlo ed a pungolargli le chiappe con un forcone rovente.
I suoi aguzzini gli promettono che se confesserà tutto quello che di male ha fatto durante la sua esistenza, sarà perdonato e mondato da tutti i suoi peccati così, dopo avergli restituito le sue prestanti fattezze giovanili lo mettono telepaticamente in contatto con il famoso scrittore James Ellroy, al quale dovrà raccontare le sue controverse memorie.
Ed allora assistiamo ad una vera sarabanda delle peggiori depravazioni di tutti i più grandi attori, registi ed anche uomini politici dell'America del dopoguerra a partire da Marylin Monroe fino ad arrivare alle strane abitudini sessuali di Burt Lancaster, Ava Gardner, Marlon Brando e Katharine Hepburn.
Non si salva nessuno: tutti quanti da Lana Turner a J.F.K., da Walt Disney a Ingrid Bergman e persino il povero Rin Tin Tin vengono denigrati senza alcuna pietà e tutti i loro vizi e le loro perversioni sono descritte con grande dovizia di particolari dal nostro Fred che, nel frattempo, si scopre anche che riuscì addirittura ad avere una relazione con Liz Taylor.
Otash, nonostante detesti a morte Ellroy, gli riferisce comunque ogni cosa sperando in questo modo di redimersi agli occhi di tutti.
Ma basterà?

RECENSIONE
Regalo molto gradito che mi è stato fatto in occasione del Natale devo dire che, in barba alle recensioni negative lette da più parti sul web, io mi sono veramente divertito tantissimo a leggere Ricatto e in più di un'occasione mi sono anche fatto un bel po' di risate.
Premesso che, ormai ne ho la certezza, Ellroy deve disporre di un plotone di avvocati da far paura (non si spiega altrimenti come faccia a scrivere tutto ciò facendo nomi, cognomi ed indirizzi ed uscendone sempre illeso); credo che questo sia un libro che non vada preso troppo sul serio.
Per carità, sono convinto che molte delle vicende riportate possano benissimo corrispondere a verità, ma la mia impressione è che lo scrittore californiano si sia anche parecchio divertito ad infarcire il tutto con alcune delle cose più bizzarre che gli venivano in mente, tanto per vedere che effetto avrebbe fatto.
In sostanza io trovo che Ricatto sia un bel libriccino che si legge in pochissimo tempo e senza troppa fatica, insomma più un divertissement che un romanzo vero e proprio, e che abbia più che altro il compito di fare da antipasto al nuovo libro di Ellroy dal titolo provvisorio di Perfidia, che dovrebbe uscire nel 2014.
Concludendo, se avete amato Sei pezzi da mille e L.A. Confidential credo proprio che apprezzerete molto anche Ricatto; se al contrario non siete grandi appassionati di Ellroy, forse è meglio che vi orientiate su qualcosa d'altro.

BF


Nella nostra libreria:
James Ellroy
Ricatto (Shakedown)
ed. Einaudi Stile Libero Big
78 pag.
traduzione di Alfredo Colitto


 





mercoledì 1 gennaio 2014

Il senso di Smilla per la neve - Peter Høeg (1992)

"Ci sono diversi modi per cercare di mascherare una depressione. [...] Io scelgo la via groenlandese. Chiudersi nell'umore nero. Mettere la propria sconfitta sotto il microscopio e soffermarsi a guardare."
Smilla Qaavigaaq Jaspersen

TRAMA
Smilla Jaspersen è una trentasettenne che vive a Copenhagen. Nata in Groenlandia, grazie alle sue origini è una delle massime esperte di ghiaccio e neve al mondo.
E così, quando viene trovato il cadavere del suo vicino di casa, il bambino di cinque anni Esajas, apparentemente caduto da un tetto mentre giocava, non può fare a meno di notare che qualcosa non torna.
Sarà forse che il bambino, anch'esso groenlandese, era praticamente l'unica persona con cui Smilla aveva un rapporto, o forse semplicemente il suo "senso per la neve" ha destato la sua curiosità; fatto sta che la donna, sfidando le autorità locali che hanno chiuso il caso, comincia ad indagare per conto proprio, per scoprire cosa si cela dietro alla morte del bambino.

RECENSIONE
Come riporta l'accattivante copertina dell'edizione in nostro possesso, Il senso di Smilla per la neve è "Un capolavoro. Il capostipite del thriller scandinavo. Un bestseller planetario lodato anche dalla critica."
Effettivamente, mi ricordo che quando ero piccola ed era uscito questo romanzo era diventato un vero e proprio caso editoriale, anche grazie alla trasposizione cinematografica che ne era stata tratta. All'epoca però avevo solo sette anni, per cui ero molto più interessata alle storie di Roald Dahl che non al thriller del momento, così l'ho accantonato fino al mese scorso in un cassettino della mia memoria.
Finchè, spinta dalla curiosità che ho in generale per i gialli sommata al mio amore per i paesi del Nord, ho riaperto il cassettino e mi sono finalmente decisa a leggerlo.
Oddio, "finalmente" mi sembra un po' esagerato. La critica l'avrà anche lodato, ma sicuramente non lo farò io.
Partiamo dalla protagonista, Smilla: una donna totalmente priva di sugo, dalle conoscenze più ampie di Pico De Paperis e dall'agilità e forza degne del miglior Chuck Norris, che però riesce a stare "sulle scatole" persino a sè stessa (lo dice lei!).
Passiamo alla trama: non si capisce niente. Se riuscirete a resistere e a finire il libro vedrete che all'appello dei cattivi mancano solo Hitler e Godzilla, e probabilmente solo perchè avevano già altri impegni. E comunque il ritmo è pari a zero, non appena si ha l'illusione che stia per succedere qualcosa ecco che scatta il flashback, l'ennesimo sulla Groenlandia, e com'era bella la vita in Groenlandia, e com'è brutta la vita in Danimarca, e via piagnucolando di questo passo.
Se però qualcuno di voi avesse letto questo romanzo e, al contrario di me, avesse capito cosa succede, sarei ben felice se potesse spiegarmelo; evidentemente non sono abbastanza intelligente/colta/??? per comprenderne il senso, ma come sempre sono più che disposta a parlarne e, perchè no?!, eventualmente anche a cambiare idea.
Per il momento però Il senso di Smilla per la neve resta uno dei libri più brutti e noiosi che io abbia mai letto, e che nemmeno il mio amore per il Nord Europa riesce a mitigare.

BW

Nella nostra libreria:
Peter Høeg
Il senso di Smilla per la neve (Frøken Smillas Fornemmelse for Sne)
ed. Oscar Mondadori
480 pag.
traduzione di Bruno Berni