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mercoledì 16 luglio 2014

Altamente esplosivo - Joe R. Lansdale (2010)

"La testa di Leroy fu percorsa da una serie di idee, alcune delle quali implicavano un filo teso a mezza altezza e che si concludevano tutte con qualche tipo di trionfo per lui e con Draighton steso supino, intento a rialzarsi come uno scarafaggio rovesciato"
Joe R. Lansdale, da 'Re delle Ombre'

RECENSIONE
Uno scrittore prolifico come il buon vecchio Joe R. non può ovviamente limitarsi a scrivere romanzi, ma per forza di cose produce anche racconti brevi, dai quali magari successivamente sviluppa storie più lunghe e strutturate.
Tra l'enorme quantità di short novels dell'autore di Nacogdoches, Fanucci ha selezionato 10 racconti inediti e da essi ha pubblicato la raccolta che vi proponiamo oggi, intitolata Altamente esplosivo.
10 storie diverse tra loro, che permettono al lettore ghiotto di lansdaliate di gustarsi scenari alla 1984, western classici ma anche dalle spiccate tonalità dark, personaggi horror con uno spiccato senso dell'umorismo e così via, soddisfacendo tutti i gusti.
Lansdale non delude, e come sempre si dimostra uno scrittore estremamente eclettico con il talento naturale di spaziare da un genere all'altro senza alcuna fatica. Forse Altamente esplosivo non sarà il suo libro migliore o il più rappresentativo, ma sicuramente chi già conosce ed apprezza l'autore del Texas orientale rimarrà soddisfatto da queste dieci piccole chicche che, come afferma lo stesso Lansdale nella prefazione, sono state scelte da lui personalmente tra le sue preferite o tra quelle più amate dal pubblico americano.
Un'occasione da non farsi scappare per amare ancora di più questo narratore poliedrico ed avere una visione a 360 gradi del suo indiscutibile talento creativo.

BW

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Altamente esplosivo. 10 racconti inediti (Drive-in Date; Surveillance; Dirt Devils; The Long Dead Day; The Gentleman's Hotel; Big Man: A Fable; King of Shadows; White Mule-Spotted Pig; It Washed Up; Hide and Horns)
ed. Fanucci Editore
234 pag.
traduzione di Luca Conti


   

venerdì 28 marzo 2014

Dal libro al film: Non è un paese per vecchi - Cormac McCarthy (2005)

"Un tempo dicevo che quelli con cui avevamo a che fare erano sempre gli stessi. Gli stessi con cui aveva a che fare mio nonno. Ai suoi tempi rubavano il bestiame. Oggi spacciano la droga. Ma adesso forse non è più vero... Mi sa che gente così non l'abbiamo mai vista prima d'ora. Gente di questo tipo. Non so neanche cosa bisognerebbe fare con loro. Se uno li ammazzasse tutti, toccherebbe costruire una dépendance dell'inferno."
Ed Tom Bell


IL LIBRO
Texas, 1980. Llewelyn Moss, saldatore e reduce dal Vietnam, è a caccia di antilopi nei pressi del Rio Grande, ai confini con il Messico.
Così facendo, si ritrova casualmente su quella che sembra essere la scena di una violenta sparatoria tra trafficanti di droga: jeep crivellate di colpi, cadaveri sul terreno ed una grande partita di eroina sul retro di un pick-up.
Al volante del mezzo, c'è un messicano ferito in modo molto grave che chiede a Llewelyn di portargli dell'acqua ma questi, dopo avergli detto che non ne ha, parte alla ricerca del probabile ultimo sopravvissuto; colui che, in teoria, dovrebbe essere fuggito con il denaro.
Lo trova infatti poco più avanti, morto e con una cartella tra le gambe contenente svariati mazzetti di banconote.
Non credendo ad un simile colpo di fortuna, Llewelyn prende il malloppo (circa due milioni di dollari) e si allontana in tutta fretta da quel luogo pericolosissimo.
Durante la notte però, colto da un forte senso di colpa, decide di tornare sul posto per soccorrere l'uomo ferito. 
Ma quando Moss giunge in prossimità del luogo del misfatto con l'acqua per il messicano, trova quest'ultimo freddato da un colpo in fronte. A questo punto si rende conto di essere in grave pericolo e cerca di ritornare in fretta al proprio veicolo per fuggire al più presto.
Ma la fortuna, che aveva servito a Llewelyn un'occasione d'oro per cambiare vita, si riprende tutto con gli interessi quando l'uomo nota che un altro fuoristrada spunta improvvisamente da un'altura proprio di fianco al suo pick-up, che viene accuratamente passato al setaccio da due loschi figuri. 
Llewelyn quindi, maledicendosi per la propria stupidità, si vede costretto a scappare a piedi dalla parte opposta, ma viene visto dagli occupanti della jeep che lo inseguono sparandogli addosso.
Pur essendo ferito ad una spalla, riesce ugualmente a far perdere le proprie tracce e a fare ritorno alla roulotte che divide con la giovane moglie Carla Jean. Senza scendere nei particolari Moss la avverte che una forte minaccia incombe su di loro e la convince a rifugiarsi dalla madre in una anonima cittadina del Texas occidentale.
Separatosi dalla consorte, il reduce del Vietnam recupera la cartella con i soldi e, consapevole di essere braccato da gente senza scrupoli che grazie al numero di targa del suo veicolo abbandonato ormai sa tutto di lui, si lancia in un disperato tentativo di fuga.
Nel frattempo, anche l'anziano sceriffo della contea Ed Tom Bell, ormai prossimo alla pensione e uomo regolato da profondi valori e da un solido codice d'onore ormai sorpassato, ha raggiunto la scena del massacro iniziale e riconosciuto il mezzo del suo concittadino.
Ma non è finita. Un pericolo ben più terrificante incombe di fatto su Llewelyn: un sicario psicopatico e terribilmente letale di nome Chigurh che, armato di una micidiale arma ad aria compressa, si è lanciato anch'egli alla caccia del bottino scomparso, lasciando dietro di sè una lunga scia di sangue.
Lo sceriffo così, avendo realizzato in che razza di guaio si sia cacciato il fuggitivo, tenta di rintracciarlo in una folle corsa contro il tempo, sperando di riuscire a trovarlo prima dei trafficanti. E soprattutto, prima di Anton Chigurh.

 
IL FILM
Poco dopo l'uscita del libro, il noto produttore Scott Rudin rimase talmente folgorato dal romanzo di McCarthy che ne comprò immediatamente i diritti per farne al più presto un film. 
Contattò così i fratelli Coen, i quali nel frattempo stavano lavorando su di un altro progetto ma che, una volta interpellati, si dimostrarono fin da subito molto entusiasti, tanto da riuscire a realizzare una sceneggiatura in brevissimo tempo.





Non è un paese per vecchi venne quindi girato nella primavera-estate del 2007 ed uscì in anteprima il 9 novembre dello stesso anno, suscitando fin dall'inizio buone impressioni negli addetti ai lavori.
Ma è nella Notte degli Oscar 2008 che il film fece il botto, guadagnandosi quattro statuette tra le più importanti (miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura non originale) su otto nomination complessive, ed ottenendo grandi consensi da parte della critica.
Totalmente fedele al romanzo, l'adattamento cinematografico di Ethan e Joel Coen colpisce incredibilmente per come riesce a trasporre benissimo il messaggio che costituisce l'ossatura portante dell'opera.
La storia infatti, vista attraverso gli occhi dello sceriffo Ed Tom Bell (interpretato da un magnifico Tommy Lee Jones), ci presenta un uomo, lo sceriffo appunto, ancora legato ad un passato in cui anche i criminali, pur essendo tali, avevano comunque un qualche principio morale, ma che si sta accorgendo del drastico cambiamento che sta avvenendo nella società, sempre più violenta e brutale.
Un forte senso di inadeguatezza e di disagio  traspare così dalle amare riflessioni dell'anziano tutore dell'ordine il quale, non riconoscendosi più in questo sistema, è sempre più deciso ad abbandonare l'incarico. 
Ed ecco così che il titolo, assai esplicativo, riassume in maniera efficacissima questo stato d'animo: i tempi stanno cambiando, ed in peggio. Non ci sono più i fuorilegge di una volta, sta facendo sempre più la sua comparsa un'altra specie di malviventi, del tutto spietata e sconosciuta. Di conseguenza bisogna lasciare spazio ad una nuova tipologia di guardiani della legge perchè questo Non è un paese per vecchi.
Vero e proprio western ambientato in epoca moderna, Non è un paese per vecchi ha il proprio punto di forza nell'intreccio tra i personaggi, diversissimi tra loro ma uniti da un destino beffardo, e che costituiscono i vertici di un triangolo.
Dello sceriffo Bell abbiamo già detto, analizziamo ora gli altri due protagonisti.  Josh Brolin presta le fattezze a Llewelyn Moss che, nella più classica tradizione dei Coen, raffigura l'ennesimo personaggio anonimo che si trova all'improvviso al centro di una vicenda molto più grande di lui e che, come avviene per il vile marito che in Fargo (altro gioiello dei due fratelli) fa rapire la moglie, più cerca di tirarsi fuori dalle sabbie mobili nelle quali è finito e più affonda.
L'ultimo vertice è infine formato dal glaciale e sanguinario Anton Chigurh, la cui ottima interpretazione di Javier Bardem (primo spagnolo a vincere l'Oscar) dà vita ad uno dei "cattivi" più memorabili degli ultimi tempi.
Il risultato finale di tutto questo è un film epico e romantico al tempo stesso, che viene devastato da improvvise e brevi esplosioni di violenza. Violenza che però non è mai fine a sè stessa, ma sempre funzionale ai fini del racconto.
Naturalmente il mio consiglio non può che essere quello di leggere possibilmente prima il bellissimo romanzo di McCarthy, e solo in seguito visionare il film ma, essendo la pellicola così coerente all'opera originaria, diciamo che l'una non preclude necessariamente l'altra.
In ogni caso, che preferiate il libro o il film (o come me tutti e due), una cosa è certa: entrambi sono, nel loro campo, degli autentici capolavori.

BF
Nella nostra libreria:
Cormac McCarthy
Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men)
ed. Einaudi
251 pag.
traduzione di Martina Testa

 

sabato 15 febbraio 2014

Meridiano di sangue - Cormac McCarthy (1985)

"La guerra c'è sempre stata. Prima che nascesse l'uomo, la guerra lo aspettava. Il mestiere per eccellenza attendeva il suo professionista per eccellenza. Così era e così sarà. Così e non diversamente."
Il giudice Holden


TRAMA
Siamo nei luoghi di frontiera tra Stati Uniti e Messico, intorno al 1850. Un ragazzo adolescente, dopo esser fuggito dal nativo Tennessee ed aver girovagato tra Missouri, Louisiana e Texas, arriva infine ad arruolarsi nell'esercito agli ordini del capitano White. Ma dopo esser scampato ad un'aggressione da parte dei Comanche, che in un'imboscata massacrano la sua compagnia, finisce per essere arrestato a Chihuahua dalla polizia messicana. In carcere, viene ingaggiato insieme ad altri due galeotti in una squadra di mercenari comandata dal truce capitano Glanton, uomo totalmente privo di coscienza e rimorso che ha fatto un patto con Trias, il governatore cittadino. Il contratto è molto particolare: cento dollari per ogni scalpo indiano, e mille per la testa di Gomez, il messicano che si è messo a capo della banda di Apache che sta seminando terrore e morte nei villaggi vicini.
Altra personalità di spicco all'interno di questa variegata masnada di cacciatori di scalpi è poi il giudice Holden. Alto, corpulento e totalmente glabro, egli è una figura enigmatica che, oltre ad essere un uomo di grande cultura, ha anche una notevole dimestichezza con le armi. Personaggio assolutamente diabolico e fuori da ogni schema questo, capace di discorrere di filosofia fino all'alba e, dopo pochi istanti, di uccidere a mazzate un bambino innocente, il tutto senza batter ciglio.
La compagnia parte così in una vera e propria caccia all'uomo, ma fin dalle prime battute si intuisce che quei luoghi selvaggi e dimenticati da Dio assomigliano sempre più all'inferno in Terra. E sarà un lungo percorso tra violenza, distruzione ed orrore.

RECENSIONE
Avete presente i cowboy descritti nei grandi western degli anni quaranta/cinquanta, gli eroi duri e ruvidi ma con un profondo senso dell'onore e della giustizia?
Bene, dimenticateveli.
I cowboy di McCarthy infatti sono dei miserabili, degli straccioni, degli esseri assolutamente rivoltanti sotto tutti i punti di vista e privi del più minuscolo briciolo di morale.
Meridiano di sangue racconta il lato più sporco e sgradevole dell'epopea del West, quello che nessun regista si è mai sognato di mostrare, con l'eccezione forse del noto film di Ralph Nelson Soldato blu. Pellicola assai violenta e che venne molto criticata questa ma che, se confrontata con l'opera di McCarthy, sembra quasi una gita a Gardaland.
Leggendo il romanzo ci si imbatte di continuo in luoghi che sono stati teatri di carneficine impressionanti, degne di uno scenario post apocalittico e che vengono immortalate con immensa bravura dall'autore che, va detto, fa un uso eccezionale della proprie grandi capacità descrittive, ricorrendo spesso ad immagini assai suggestive.
Basterebbe solo citare come McCarthy racconta la prima apparizione degli indiani, un'orda barbarica vomitata dalle più nere profondità degli inferi, un elenco di creature terrificanti che passano e se ne vanno sotto lo sguardo terrorizzato dei protagonisti. Un passaggio davvero memorabile e che da solo motiva la lettura di tutto il libro.
Unico difetto di Meridiano di sangue è, a mio parere, l'eccessiva lentezza che si avverte in alcuni punti e che può portare a spezzare un po' il ritmo della lettura, ma nel complesso trovo che si tratti di un'opera notevole sotto moltissimi aspetti. 
Chiaro che se siete impressionabili o avete lo stomaco debole non è sicuramente la prima cosa che vi consiglierei, ma ormai sappiamo bene che una delle caratteristiche peculiari dello scrittore di El Paso è proprio questo suo modo di narrare intenso e splendidamente brutale. 
Non dimentichiamoci poi che egli, per contro, è anche in grado di regalare descrizioni di paesaggi che lasciano senza fiato tanto sono pregne di poesia e di lirismo, pertanto io considero McCarthy uno dei maggiori autori esistenti.
Insomma, sappiate che non sarà facile e che dovrete fare una buona scorta di coraggio, ma credo che Meridiano di sangue sia un libro che debba essere letto perchè, non facendolo, si rischia di perdere qualcosa di unico e di potentissimo. Una lettura violenta e malata, dove la ferocia la fa da assoluta padrona, ricca di pagine piene zeppe di situazioni inimmaginabili ed a volte persino disturbanti, ma che sono convinto che si avvicinino moltissimo a quello che è stato il vero spirito del selvaggio West. 
Roba da far venire gli incubi a John Wayne.

BF


Nella nostra libreria:
Cormac McCarthy
Meridiano di sangue o Rosso di sera nel West (Blood Meridian Or the Evening Redness in the West)
ed. Einaudi
344 pag.
traduzione di Raul Montanari








venerdì 24 gennaio 2014

Una coppia perfetta - Joe R. Lansdale (2013)

"Tirai fuori il cellulare e chiamai Leonard.
<<Dimmi>> rispose
<<Hai presente quell'Henry? Beh l'ho appena visto. É grosso.>>
<<Grosso quanto?>>
<<Hai presente il robot di Ultimatum alla Terra?>>
<<Oh, cazzo.>>
<<Già.>>"
Hap Collins


RECENSIONE
Ormai abbiamo imparato a conoscerli bene: Hap il bianco, il liberal, il sentimentale dalle cotte facili. Leonard è invece il repubblicano, il reduce del Vietnam patito di armi, ed è nero ed omosessuale; due caratteristiche queste ultime che nella cittadina del Texas orientale dove sono ambientate le loro avventure non lo rendono certo il personaggio più popolare.
Insieme formano veramente Una coppia perfetta, come annuncia il titolo di questo volume che raccoglie tre storie finora inedite in Italia che hanno per protagonisti i due personaggi più amati creati dalla stupefacente immaginazione di Joe Lansdale.
E stupefacente è anche la capacità dei due amici di andarsi sempre a cercare (e trovare) nuove rogne, soprattutto a causa del maledetto viziaccio di non farsi mai i cavoli loro e dell'abitudine innata di cercare di risolvere i problemi più con il cuore, e le mani, che non con il cervello. Per fortuna che c'è pure Brett, la bella e focosa compagna di Hap che ogni tanto, ma non sempre, riesce a farli ragionare un attimo impedendo ai due casinisti di fare del loro peggio.
Così il prolifico autore di Gladewater ci regala tre perle in cui mostra di essere (e con lui anche i suoi personaggi) ancora una volta in formissima, raccontando come solo lui sa fare le diverse ed ingarbugliatissime vicende in cui vengono coinvolti i nostri due (anti)eroi.
Nella prima, dal tarantiniano titolo Le iene, Hap e Leonard sono alle prese con Donny, un ragazzino ingenuo che, in modo del tutto incosciente, è entrato in una banda di tizi assai poco raccomandabili che rapinano furgoni blindati capitanata da un orribile figuro che si fa chiamare Smokestack (cioè ciminiera). Il giovanotto, una volta resosi conto della reale natura dei suoi compari, vorrebbe chiamarsi fuori ma non sa come fare ed inoltre ha paura della possibile vendetta degli altri componenti della gang. Kelly quindi, il fratello maggiore, chiede aiuto ai due "detective per caso" affinchè possano riportargli a casa il fratellino, possibilmente tutto d'un pezzo. 
Un classico racconto in stile Lansdale, non originalissimo se vogliamo, ma senza dubbio godibile e pieno sia di azione, sia di quei meravigliosi ed esilaranti dialoghi che risultano essere da sempre tra le componenti più apprezzate dell'intera serie.
Il secondo episodio, Veil in visita, scritto a quattro mani insieme all'amico Andrew Vachss, è di sicuro uno dei più atipici di Hap e Leonard. Si svolge infatti all'interno di un'aula di tribunale, dove sta avendo luogo un processo a carico di Leo accusato di aver incendiato per l'ennesima volta la casa dei vicini spacciatori di crack.
A provare ad evitargli una dura condanna verrà chiamato l'enigmatico Veil, avvocato decisamente fuori dagli schemi che pare essere legato ad Hap da un'oscura vicenda di sangue avvenuta molti anni prima e che, tanto per cambiare, Leonard detesta cortesemente.
Infine abbiamo Una mira perfetta, racconto che ci mostra una bella donna vittima di stalking da parte dell'ex marito, un caso solo apparentemente semplice che si complica in modo pazzesco fino alle più estreme conseguenze.
Insomma, come di consueto quando ci sono di mezzo i due amici texani, preparatevi ad una bella scorpacciata di botte, sparatorie e battutacce al vetriolo in questa raccolta che, seppur non imperdibile, si lascia divorare in pochissimo tempo e che provvede a saziare la fame di Hap e Leonard in attesa che arrivi il piatto forte, ovvero il nuovo capitolo della saga che al momento sembrerebbe chiamarsi Blue to the bone
Alla prossima avventura dunque e, mi raccomando, che nessuno nel frattempo si azzardi a toccare i wafer alla vaniglia di Leonard, altrimenti sì che saranno guai...

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard (Hyenas, Veil's Visits, Dead Aim)
ed. Einaudi Stile Libero Big
191 pag.
traduzione di Luca Briasco







venerdì 10 gennaio 2014

Devil Red - Joe R. Lansdale (2010)

"<<Che cazzo è quella roba?>> dissi.
<<Un berretto da cacciatore di cervi. Si chiama deerstalker.>>
<<Deerstalker?>>
<<Tipo quello che indossava Sherlock Holmes al cinema.>>
<<Sì, lo so, ma cos'è che te ne fai tu?>>
<<Lo indosso.>>
<<E io dovrei ficcarmi in testa una bombetta, mettermi sottobraccio un ombrello e farmi chiamare Watson?>>
<<Ti va?>>"
Hap Collins e Leonard Pine


TRAMA
Colpo di scena: Hap e Leonard, giunti ormai ad un'età in cui la maggior parte delle persone iniziano a non vedere l'ora di diventare nonni, pare che abbiano deciso finalmente di mettere giudizio e così pensano di mettersi a lavorare seriamente. 
Non ci credete? Avete ragione.
Infatti se è vero che, soprattutto Hap, comincia ad essere un po' stanco di andare in giro a rischiare sempre la pelle e forse preferirebbe passare ad un periodo leggermente più tranquillo della propria vita, bisogna tener presente che avendo sempre intorno quel demonio di Leonard Pine tutto ciò è abbastanza improbabile e i buoni propositi vanno a farsi friggere.
Così accade che i due vengano assunti alle dipendenze dell'ex tenente di polizia Marvin Hanson, amico di vecchia data, che ha deciso di aprire una piccola agenzia investigativa.
Il loro primo incarico è un'operazione di recupero crediti che non crea particolari grattacapi a due come loro, soprattutto in virtù dei loro modi assai spicci; ma il cliente che si presenta in ufficio il giorno successivo propone un lavoro leggermente più spinoso e problematico.
La signora Juanita Christopher, che arriva accompagnata da un aitante giornalista amico di famiglia di nome Cason Statler, è disposta a pagare un gran bel gruzzolo di quattrini per scoprire chi ha ucciso il proprio figlio Ted, freddato mentre faceva jogging nel parco cittadino insieme alla fidanzata Mimi oltre due anni prima. La polizia ha etichettato tutto quanto come il classico cold case, per loro è ormai praticamente impossibile rintracciare un assassino che ha un vantaggio tale, ma Juanita è convintissima che il delitto del figlio e della sua ragazza sia stato eseguito dietro commissione. I nostri due detective iniziano così le indagini e ben presto si rendono conto che l'assassinio di Ted e Mimi ha qualcosa in comune con altri omicidi irrisolti avvenuti tempo addietro. Sulla scena di ognuno di questi crimini infatti qualcuno, presumibilmente il killer, ha lasciato una specie di firma: un disegno raffigurante un diavolo rosso.
C'è n'è abbastanza perchè i due amici, ed a questo punto anche colleghi, si buttino come loro solito a capofitto dentro a questo nuovo, spaventoso mistero.

RECENSIONE
Ottavo, e per ora ultimo, capitolo della saga targata Hap & Leo dal momento che il successivo Una coppia perfetta sarà composto esclusivamente da alcuni brevi racconti.
Se Sotto un cielo cremisi era stato per certi versi un libro un po' di transizione, si potrebbe dire che Devil Red dà probabilmente il via a quello che sarà il "nuovo corso" delle avventure dei due inseparabili compari dal cazzotto facile e dalla lingua più tagliente di un rasoio.
Lansdale, com'è comprensibile dopo molti anni e dopo molti episodi riuscitissimi, cerca di dare una rimescolata alla formula che tanta fortuna ha portato a questo ciclo di avventure, apprezzate davvero da una grande moltitudine di lettori, soprattutto (e lo dico con grande orgoglio) in Italia.
Non è un caso infatti che questo romanzo, come già avvenuto anche in un'altra occasione, sia stato prima lanciato sul mercato italiano E POI negli Stati Uniti, a riprova del fatto di quanto lo scrittore texano sia amato nel nostro paese, e di quanto egli ci tenga in considerazione. Troppa grazia verrebbe da dire, ma credo che questi attestati di stima non possono che farci bene, e mi sembrava giusto sottolinearlo.
Lo stile che caratterizza questo tipo di racconti ormai penso che lo conosciate: azione, ritmo, suspance ma come sempre anche un'ironia talmente greve e sboccata (ma non stupida) che porta inevitabilmente a sganasciarsi dalle risate. Oltre a tutto ciò, come già accennato prima, entriamo in una nuova fase che con ogni probabilità contraddistinguerà d'ora in avanti questi due personaggi; un taglio un po' più "maturo", anche malinconico se vogliamo. Ma non dimentichiamoci che stiamo sempre parlando di Hap e Leonard: due tipi che, seppur con qualche capello grigio in più ed alcuni acciacchi sulle spalle, sono ancora capaci di gonfiare di botte "bulletti" nel pieno vigore degli anni.
Funzionerà? Staremo a vedere. Di sicuro mi sembra che con Devil Red abbiamo imboccato la strada giusta.

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Devil Red (Devil Red)
ed. Fanucci Editore
283 pag.
traduzione di Luca Conti




venerdì 27 dicembre 2013

Sotto un cielo cremisi - Joe R. Lansdale (2009)

"Non mi piace sentirmi chiamare 'negro', nemmeno se è un negro che lo fa."
Leonard Pine


TRAMA
Tutto inizia quando Marvin Hanson, ormai rimessosi dal tremendo incidente di alcuni anni prima e del quale porta ancora i segni, si presenta accompagnato da Leonard a casa di Hap e Brett.
Dopo che il signor Pine riesce, com'è consuetine, a scroccare al padrone di casa una bella merenda a base di latte, biscotti e Dr. Pepper, Marvin illustra il motivo della sua visita.
Sua nipote Gadget infatti frequenta da qualche tempo un ragazzotto che ama atteggiarsi da gangsta spacciando droga con alcuni amici poco raccomandabili, e la ragazza è talmente innamorata di questo Tanedrue (così si chiama il giovanotto) da essere diventata lei stessa tossicodipendente nonchè totalmente succube del fidanzato che, spesso e volentieri, non si fa scrupolo nemmeno di metterle le mani addosso.
Marvin chiede dunque ai due di andare a recuperare l'ingenua nipotina in modo da toglierla da quel brutto giro e di far capire all'allegra brigata che d'ora in avanti dovranno lasciarla in pace, se nel fare questo poi dovesse scapparci qualche sberla beh, pazienza!
I nostri eroi si recano dunque alla roulotte di Tanedrue e, dopo aver discusso la questione a modo loro si riportano a casa Gadget ma, prima di andarsene Hap in segno di spregio, butta giù dalla tazza del W.C. tutta la cocaina presente nella stanza, per un valore di diverse migliaia di dollari.
Purtroppo però, la droga era di proprietà di un'organizzazione ben più potente e pericolosa la quale non è per nulla contenta che qualcuno abbia mandato giù dallo scarico i loro potenziali guadagni e così spedisce un misterioso e letale killer di nome Vanilla Ride sulle tracce di Hap e Leonard per far loro capire che stavolta hanno pestato i piedi alle persone sbagliate.
E per i nostri amici saranno di nuovo montagne di guai. 

RECENSIONE
"Da un bel pezzo non si sparava più a nessuno..." recita l'incipit di Sotto un cielo cremisi, ed in effetti sono passati ben otto anni dall'ultima avventura della coppia più bella del mondo e la lunga inattività si sa, può far male.
Questo libro infatti è, a mio parere, un buon gradino sotto ai migliori episodi della serie (Mucho Mojo, Il mambo degli orsi e Bad Chili) pur essendo tuttavia molto piacevole e divertente da leggere, con una formula collaudatissima che riesce sempre a strappare risate ed arricchita da frangenti di buon coinvolgimento emotivo.
Il ritmo c'è, i personaggi (magnifico Il Tonto) pure, forse magari manca un po' di quella freschezza che contraddistingueva i lavori sopracitati, ma credo comunque che sia un romanzo tutto sommato meritevole di attenzione.
Certo, se siete neofiti di Lansdale non vi consiglierei di iniziare proprio da qui ma trovo in ogni modo più che naturale che in una saga ci possano essere momenti altissimi ed altri un po' meno riusciti. Non lamentiamoci del brodo grasso, suvvia!


BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Sotto un cielo cremisi (Vanilla Ride)
ed. Fanucci Editore
312 pag.
traduzione di Luca Conti


venerdì 13 dicembre 2013

Capitani oltraggiosi - Joe R. Lansdale (2001)

"<<Quel furbetto bugiardo, - disse Leonard - Gli ho fatto una domanda, tanto per essere cordiale, e lui ne ha approfittato per dirmi l'ora sbagliata. Se riesco a mettergli le mani addosso, voglio picchiarlo finchè comincerà ad avere dei flashback.>>
<<Di cosa?>>
<<Di me che lo picchio.>>
<<Posso picchiarlo un po' anch'io?>>
<<Se sarà rimasto qualcosa, non ho nulla in contrario. Sei il mio migliore amico.>>"
Leonard Pine e Hap Collins


TRAMA
Hap e Leonard questa volta hanno trovato lavoro nientepopodimenoche come guardiani in un allevamento industriale di polli.
Una notte Hap, smontando dal turno, sente dei gemiti soffocati provenire dal terreno adiacente allo stabilimento. Scavalcata la rete di recinzione, si trova davanti una ragazza che sta subendo un vero e proprio pestaggio da parte di un pazzo. Hap interviene e riesce, non senza fatica, a neutralizzare l'aggressore e a salvare la ragazza.
Il giorno seguente viene contattato dal padre della giovane che intende ringraziare Hap con una ricompensa di 100.000 dollari ed un mese di ferie extra per lui e l'amico Leonard. Egli è infatti il proprietario dell'azienda di pollame presso la quale i due sono impiegati.
Anche se comprensibilmente imbarazzati i Nostri accettano, trovandosi così con un mucchio di soldi da spendere ed un mese di assoluto relax davanti.
Hap però sta vivendo una fase difficile della storia con Brett, tant'è che il rapporto si è raffreddato notevolmente, mentre Leonard pare aver finalmente messo la testa a posto grazie al suo nuovo compagno John, col quale tutto sembra andare a meraviglia.
Ed è proprio da un'idea di quest'ultimo che prende il via tutto quanto. John infatti, suggerisce ad Hap e Leonard di andare a godersi un po' di tranquillità in una crociera ai Caraibi, e così i due alla fine si convincono ad imbarcarsi.
Una volta a bordo però, si rendono conto che la qualità del servizio è piuttosto bassa e così Leonard non trova niente di meglio da fare che litigare con un cameriere. Litigio questo che risulterà decisivo in quanto il permaloso inserviente il giorno successivo darà ai due un orario di reimbarco errato lasciandoli così a terra, a Playa del Carmen, e con pochissimo denaro.
E adesso inizia il bello, perchè due che riescono a mettersi nei casini persino in vacanza su una nave da crociera chissà cosa possono combinare in un paese straniero, senza soldi e perdipiù dopo essere stati inspiegabilmente aggrediti da una banda di malavitosi locali.
Fatto sta che tra belle ragazze in difficoltà, poliziotti corrotti, brutali energumeni, capimafia messicani con la passione del nudismo e altro ancora, verremo coinvolti nell'ennesimo valzer fatto di sangue, violenza e morti ammazzati, ma anche tante, tante risate com'è ormai consuetudine nelle avventure di Hap e Leonard.


RECENSIONE
Per chi, come il sottoscritto, ha letto tutti i capitoli della loro saga, Hap e Leonard sono praticamente degli amici, persone quasi realmente esistenti e questo credo che valga un po' per tutti quelli che si sono affezionati ai due personaggi scaturiti dalla fervidissima immaginazione di Lansdale.
Se devo essere sincero, Capitani oltraggiosi non è il mio preferito tra tutti gli episodi che vedono protagonisti i due simpaticissimi texani, ma è un romanzo che comunque si mantiene su livelli più che accettabili.
Forse si potrà obiettare che la trama in alcuni punti risulta magari un po' raffazzonata (ed io concordo con ciò), si potrà dire che alcuni personaggi tandono a rappresentare dei cliché (d'accordo anche su questo), però Lansdale è sempre Lansdale e narratori bravi come lui oggigiorno ce ne sono davvero pochi.
Tra echi di Hemingway (Il vecchio e il mare) ed il classico pulp estremamente caratteristico dell'autore, ci ritroviamo così a leggere di nuove (dis)avventure della coppia peggio assortita e strampalata che ci possa essere.
Ripeto, di certo non è questo il capolavoro di Lansdale, ma se avete già confidenza con Hap e Leonard non sarà certo una recensione un po' sottotono a farvi desistere dall'aquistare questo romanzo, ci mancherebbe! 
Senza contare che un libro di Lansdale, anche se magari non eccelso, merita sempre una possibilità perchè, mal che vada, di certo non vi annoierete a leggerlo. 
Lunga vita a Big Joe!

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Capitani oltraggiosi (Captains Outrageous)
ed. Einaudi Stile Libero Big
273 pag.
traduzione di Alfredo Colitto









venerdì 29 novembre 2013

Rumble Tumble - Joe R. Lansdale (1998)

"Tu hai il cuore tenero, Hap. Io, se trovo un nido di vipere, posso schiacciarle senza pensarci due volte. Tu daresti loro da mangiare, le alleveresti, e forse le manderesti pure all'università. Non dico che una cosa è giusta e l'altra sbagliata. Solo che tu sei fatto in un modo, e ti troverai ad affrontare persone fatte in un altro modo. Se quello che ha detto il nano è vero, ci stiamo mettendo contro la mafia dell'Oklahoma. Se entriamo in campo, dovremo giocare con gente che prende molto seriamente quello che fa..."
Leonard Pine

TRAMA
Avendo perso la casa, Hap è ospite nell'abitazione dell'amico fraterno Leonard, ma la convivenza non è delle più facili soprattutto a causa di Hap che si rivela essere sciatto, pigro e disordinato, caratteristiche queste che mandano letteralmente in bestia Leonard e che provocano discussioni dagli effetti esilaranti per chi legge. L'apice si tocca nella geniale spiegazione che Leonard fornisce all'amico sull'utilità di cambiare sempre il rotolo di carta igienica e nella reazione al ritrovamento di un paio di mutande sporche (ovviamente di Hap) sotto il divano del salotto.
Le cose tra Hap e la bella Brett intanto sembrano procedere bene e così Leonard cerca di spingere l'amico ad andare a convivereanche se Hap non ne sembra ancora convinto del tutto.
Ma un giorno Brett viene contattata da due strani tizi, un nano bardato da cowboy ed un energumeno dalla scarsa intelligenza, che dicono di essere ex dipendenti di Jim Clemente, boss mafioso di Tulsa, e la informano che sua figlia Tillie si trova nei guai.
La ragazza infatti, nata dal precedente e disastroso matrimonio di Brett, si è data alla carriera di prostituta ma è finita in un giro decisamente brutto, quello di Jim Clemente per l'appunto.
Tillie ha cercato di tirarsene fuori ma sembra sia stata scoperta e così c'è il rischio che Clemente voglia punirla, magari mandandola nel peggiore dei suoi bordelli. 
Brett è disperata e chiede ad Hap di darle una mano a riportare a casa Tillie, naturalmente alla coppia si aggiunge Leonard e così, dopo essersi riforniti di armi "fredde", cioè non registrate, il gruppetto parte alla volta di Hootie Hoot, amena località dell'Oklahoma dove Tillie è stata vista l'ultima volta.
Quello che si scatenerà da qui in avanti sarà un gigantesco Rumble Tumble, ovvero quello che in parole povere, da noi si chiama "un gran casino".


RECENSIONE
E così siamo giunti al quinto capitolo del Ciclo di Hap e Leonard e, come al solito, anche in questo caso preparatevi a tanta azione, un bel po' di violenza e sparatorie assortite. Ma anche a farvi un sacco di risate, com'è ormai una piacevole consuetudine nei romanzi di Lansdale. Tra temutissimi boss, scagnozzi maldestri, redneck, killer pentiti in pieno trip religioso, ragazzacce e ragazzacci, questa storia si caratterizza per il ritmo sfrenato e pressochè senza sosta che l'autore imprime praticamente fin dalle primissime pagine.
Politicamente scorrettissimi, sboccati e strampalati ma con un cuore d'oro, i nostri eroi sono l'esatto contrario dei cavalieri senza macchia in quanto, per portare a compimento le loro missioni, tendono ad infangarsi eccome e non solo in senso figurato. 
Le loro azioni sono dettate sempre da un profondo sentimento di lealtà e di giustizia, pronti costantemente ad aiutare chi è in difficoltà sebbene, nel farlo, spesso si vedono costretti ad usare metodi non propriamente puliti e legali.
Negli anni ho sentito molti giudizi discordanti su Rumble Tumble: c'è chi lo considera il miglior lavoro di Lansdale, e chi invece ne critica l'eccessivo uso della violenza soprattutto (a suo dire) per mascherare una trama molto povera.
I pareri sono tutti legittimi ovviamente, ma io credo che ormai si sia capito cosa ci si possa aspettare da uno scrittore come Lansdale... insomma se cercate trame intricatissime e personaggi tormentati allora lasciate perdere. Joe è un autore multiforme, e chi lo conosce lo sa, ma quando utilizza il linguaggio del pulp e dell'hard boiled lo fa dannatamente bene anche perchè non si perde troppo in chiacchiere e bada decisamente al sodo.
C'è chi ha definito il texano "uno scrittore che presta alla perfezione il proprio talento a generi cosiddetti minori". Penso che sia una delle definizioni più azzeccate che si possano dare ad un autore così che, sebbene sia molto dotato, non ha nessuna paura di sporcarsi le mani.

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Rumble Tumble (Rumble Tumble)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
251 pag.
traduzione di Alfredo Colitto





venerdì 15 novembre 2013

Bad Chili - Joe R. Lansdale (1997)

"<<Ho sentito che hai avuto problemi con uno scoiattolo>>
<<Già>>
<<Sembra che ti abbia ridotto male...>>
<<Sì, ma dovresti vedere com'è ridotto lui>>
<<Stiamo controllando per vedere se aveva un complice. Sai, qualcuno che gli faceva da palo, nel bosco. Speriamo di poterlo arrestare prima del fine settimana. Se qualche altro scoiattolo, o un opossum, dovesse cantare, forse potremmo inchiodare il colpevole addirittura prima di sera.>>"
Charlie Blank e Hap Collins
 

TRAMA
Dopo l'apocalittica odissea vissuta in quel di Grovetown, nel precedente capitolo di questa serie, lo scenario è dunque il seguente: il tenente Marvin Hanson si trova sempre in stato vegetativo in seguito ad un tremendo incidente stradale, Leonard prosegue la sua relazione fatta di continui tira e molla con Raul mentre Hap, depresso per come sono andate le cose, cerca di dimenticare Florida andandosene a lavorare per alcuni mesi su di una piattaforma petrolifera. Una volta tornato sulla terraferma, per prima cosa va a trovare Leonard, il quale nel frattempo pare abbia rotto definitivamente con Raul che ora frequenta un biker graziosamente soprannominato Cazzo-di-Cavallo. I due se ne vanno così in campagna a sparare alle lattine ed a sfogarsi parlando dei propri insuccessi amorosi quando, all'improvviso, dal vicino boschetto spunta uno scoiattolo rabbioso che aggredisce e morde Hap ad un braccio. Leonard accompagna l'amico in ospedale dove, al fine di ottenere dalla propria assicurazione un risarcimento delle spese sanitarie che dovrà sostenere, è costretto a farsi ricoverare per qualche giorno. Qui Hap conosce Brett, un'infermiera dal passato turbolento e dalla lingua decisamente sciolta, che affascina subito il Nostro al punto di fargli dimenticare ogni cosa.
Poco dopo il detective Charlie Blank si presenta in ospedale a fargli visita e lo informa che Cazzo-di-Cavallo è stato ritrovato cadavere e Leonard, che in precedenza aveva avuto un diverbio a base di legnate col biker, è scomparso nel nulla da molte ore e formalmente sospettato dell'omicidio.
Hap a questo punto fa la cosa naturalmente più logica per un casinista del suo calibro: convinto dell'innocenza di Leonard, fugge dall'ospedale per andare a cercare l'amico ed avvertirlo che, non solo i poliziotti, ma anche i compari del teppista ucciso sono sulle sue tracce con intenzioni tutt'altro che amichevoli.
Come se non bastasse poi, entra nella vicenda anche King Arthur, il cosiddetto "re del chili", un industriale eccentrico che sembra essere coinvolto in un sacco di attività poco pulite.
Insomma, se pensate che tutto questo sia già più che sufficiente come riassunto della trama di Bad Chili, allora sicuramente non avete mai avuto il piacere di leggere delle gesta di Hap e Leonard. Questo infatti, è solamente l'inizio.

RECENSIONE
Giunti all'avventura numero quattro del duo di detective più sconclusionati ed irresistibili di sempre, appare chiaro fin dall'inizio che Lansdale ha ormai raggiunto un'indubbia padronanza del genere ed una notevole abilità nel costruire trame incredibilmente coinvolgenti. I personaggi di Hap e Leonard, oltre ai comprimari come ad esempio il fenomenale Jim Bob o lo spassosissimo Charlie, hanno preso definitivamente forma e sono stati plasmati molto bene dal genio dell'autore con tratti distintivi ben marcati, quasi come se fossero veramente persone in carne ed ossa.
In Bad Chili però, oltre al consueto ed azzeccatissimo mix di cruda violenza ed ironia trascinante, a mio avviso l'elemento decisivo è costituito proprio dall'intreccio pazzesco di situazioni ed avvenimenti che fanno quasi emergere il sospetto che Lansdale stavolta abbia esagerato e messo un po' troppa carne sul fuoco, salvo renderci conto in seguito che il tutto è stato frutto di una scelta ben precisa. A conferma di ciò infatti la storia riprende quota con grande velocità per poi lanciarsi a capofitto in un altro finale da vivere letteralmente col fiato sospeso.
Una serie di ingredienti di prima qualità dosati ad arte da uno chef brillante ed esperto che vanno a comporre la più piccante scodella di chili che abbiate mai avuto occasione di gustare. 
Buon appetito!

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Bad Chili (Bad Chili)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
257 pag.
traduzione di Alfredo Colitto






venerdì 8 novembre 2013

Tramonto e polvere - Joe R. Lansadale (2004)

"<<Andrà tutto bene.>>
<<E che dirà suo marito, il signor Pete?>>
<<Non dirà un bel niente, Uncle Riley. Gli ho fatto saltare le cervella.>>"
Sunset e Uncle Riley

TRAMA
Texas orientale. Siamo nel pieno della Grande Depressione, in un'America fatta di disperazione, razzismo e brutalità.
E così, quando Carrie Lynn Jones, da tutti chiamata Sunset per via dei suoi capelli rosso fuoco, spara al marito per difendersi dall'ennesimo tentativo di stupro, uccidendolo, potrebbe passare guai seri. Come se non bastasse, pochi minuti dopo l'omicidio, mentre la donna ancora giace sotto il peso morto del cadavere dell'ormai ex marito, un tremendo tornado spazza via tutta la casa.
Non sapendo cos'altro fare, Sunset, aiutata da due neri di passaggio, si reca presso la casa dei suoceri e comunica loro che Pete, il figlio, è appena morto per mano sua.
Entrambi reagiscono con rabbia e disperazione alla notizia, ma durante la notte Marilyn, la suocera di Sunset, si rende conto di aver sempre saputo che in fondo il figlio era uno "stronzo violento" al pari del padre, che sicuramente il giorno dopo l'avrebbe picchiata a sangue come già accaduto in passato. E decide che non vuole più sopportare questa vita. Munita di ago e filo da pesca, cuce il marito addormentato tra il letto ed il lenzuolo, immobilizzandolo, e lo picchia sfogando così un'intera vita di soprusi. Poi lo caccia di casa, minacciando di ucciderlo se si fosse ripresentato. Al suo posto accoglie in casa sua la nuora e Karen, la nipote adolescente.
La morte di Pete però non comporta soltanto un lutto nella famiglia Jones, ma un grosso disagio per tutto il paese. Il defunto infatti era anche lo sceriffo di Camp Rapture, comunità di boscaioli che ruota intorno alla segheria di proprietà di Marilyn. 
Ma il problema si risolve immediatamente: la stessa Sunset diventa infatti sceriffo, aiutata dalla suocera, dalla figlia, da Clyde, un ragazzone "grande e grosso quanto basta per affrontare un alligatore a male parole" e dal misterioso Hillbilly, un affascinante hobo.
L'improbabile gruppo si troverà così ad indagare su un cadavere sconosciuto rinvenuto nel campo di un nero, Zendo, che si rivelerà ben presto essere solamente la punta di un terrificante iceberg.

RECENSIONE
Noir in chiave western, Tramonto e polvere è forse il mio romanzo di Lansdale preferito in assoluto. Chi di voi ha letto solamente i libri appartenenti al Ciclo di Hap e Leonard forse si stupirà nel ritrovarsi davanti a scenari che ricordano i vecchi film di cowboy, ma chi invece conosce la variegata produzione dello scrittore texano sa già che il Vecchio West è una delle ambientazioni preferite da questo autore.
Il libro, come in genere quelli di Lansdale, alterna momenti drammatici a parentesi molto divertenti, anche se caratterizzate sempre da un black humour tagliente ed al limite del grottesco, pur non superando mai il confine del buon gusto. Durante la storia si affrontano temi molto forti ed attuali, come quello della violenza sulle donne e del razzismo.
Un romanzo che mi ha fatto salire di un ulteriore gradino sulla scala dei miei scrittori preferiti il grandissimo Joe R. Lansdale, che ho avuto l'onore ed il piacere di incontrare più volte, durante una delle quali mi ha scritto una dedica sulla mia copia di questo libro. E perdonatemi se per una volta faccio un po', come si dice dalle mie parti, la "sboròuna".


BW

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Tramonto e polvere (Sunset and sawdust)
ed. Einaudi Stile Libero Big
373 pag.
traduzione di Luca Conti



venerdì 1 novembre 2013

Il mambo degli orsi - Joe R. Lansdale (1995)

"Cristo, stavo incominciando a pensare come Leonard. Erano tutti dei pezzi di merda finchè non veniva dimostrato il contrario."
Hap Collins

 
TRAMA
E' la notte di Natale a LaBorde, Texas orientale, e Leonard Pine decide di festeggiarla a modo suo: prendendo a sonori ceffoni gli spacciatori che infestano il quartiere e dando fuoco per l'ennesima volta alla casa in cui si ritrovano per concludere i loro affari.
Interviene quindi sul posto il detective Charlie Blank, vecchia conoscenza dei nostri eroi che, tra una spiritosaggine e l'altra, non può esimersi dall'arrestare  Hap e Leonard e condurli alla centrale di polizia.
Qui arriva il tenente Marvin Hanson, anch'egli amico dei due che fa loro una proposta: Florida Grange, la bella e giovane avvocatessa di colore che in passato ebbe una storia con Hap e che ora sta vivendo una burrascosa relazione con lo stesso Marvin, si è recata nella cittadina di Grovetown per un'indagine di lavoro, ma da qualche tempo non fa più avere sue notizie.
Hanson è comprensibilmente preoccupato in quanto Grovetown è un luogo tristemente famoso per non essere proprio un covo di progressisti, un posto dove i neri sono visti decisamente male e dove "la legge sui diritti civili non è considerata una legge vera". Temendo che possa essere successo qualcosa di poco piacevole a Florida, il tenente Hanson fa capire di essere disposto a passare sopra ai reati commessi da Hap e Leonard, se questi ultimi si renderanno disponibili ad andare nella ridente cittadina a controllare la situazione.
I due così, dopo aver pensato a procurarsi qualche arma, partono e si ritrovano in un luogo che, fin dal loro arrivo, si mostra tutt'altro che ospitale e dove si scontrano con un razzismo che fa davvero pensare che, per molti versi, a Grovetown il tempo si sia fermato agli anni trenta.
Cercando di scoprire cosa sia successo a Florida, Hap e Leonard che, oltre ad essere nero ricordiamolo, è anche gay e con un carattere piuttosto litigioso, faranno la cosa che gli riesce meglio in assoluto: ficcarsi nei guai. 
E saranno veramente guai grossi.

RECENSIONE
Scoppientante, pieno di ritmo e con la solita, pungente ironia che caratterizza Lansdale, Il mambo degli orsi è un noir atipico, per così dire. Infatti, pur non mancando di momenti crudissimi e di un forte alone di mistero, il tratto distintivo di questo romanzo è l'irresistibile e ruvido, oserei dire "bisunto" senso dell'umorismo che pervade tutta la storia.
Sono davvero spassosi i siparietti che vedono impegnati i due con la popolazione locale: vi lascio solo immaginare la reazione di un branco di bifolchi razzisti e violenti, ma non sveglissimi, quando Hap presenta Leonard come "Il dottor Pine, maggior esperto mondiale di formiche natalizie", e quest'ultimo che si definisce "Il negro più furbo del mondo".
Ma il vero punto di forza di Lansdale è la sua magistrale bravura nel tratteggiare dei personaggi davvero indimenticabili come ad esempio il burbero sceriffo di Grovetown, dal carattere scontroso ed afflitto da un'orchite che non gli dà pace, o la signora Garner, simpatica vecchietta dall'eloquio non propriamente signorile, che affitta ai protagonisti una lercia roulotte.
La trama infine, pur non essendo nulla di particolarmente straordinario, risulta comunque coinvolgente e riesce senza troppa fatica a calamitare l'interesse di chi legge fino al convulso finale.
Insomma ormai dovreste averlo capito, con Hap e Leonard non ci si annoia mai, quindi non indugiate oltre e lasciatevi trasportare dalla sapiente mano di Joe R. Lansdale nei pericolosi vicoli di Grovetown.
Good luck!

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Il mambo degli orsi (The Two-Bear Mambo)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
299 pag. 
traduzione di Stefano Massaron







venerdì 18 ottobre 2013

Mucho Mojo - Joe R. Lansdale (1994)

"La casa era calda e lercia, il caminetto era pieno di sporcizia, e ovunque c'erano grandi matasse di ragnatele. Al nostro passaggio, la polvere si alzava e volteggiava nella luce che colava tra i pesanti tendaggi delle finestre, e c'era un puzzo di stantio che veniva da un sacco di cose. Una, ne ero certo, era zio Chester in persona."
Hap Collins

 
TRAMA
In una mattina di luglio sotto il sole cocente del Texas, nel vivaio di rose  presso cui ha trovato lavoro (al solito precario) Hap Collins, si presenta l'amico Leonard chiedendo di poter parlare con lui.
Chester Pine, lo zio di Leonard, è morto, quindi i due si recano insieme a comprare gli abiti per il funerale dopodichè, durante una bevuta consolatoria, Leonard confessa che anche se zio Chester non approvava affatto il suo stile di vita, in fondo gli era molto affezionato, essendo stato per lui quasi come un padre.
Dopo la cerimonia funebre Florida Grange, una giovane avvocatessa di colore alla cui bellezza Hap fin da subito non è affatto immune, comunica a Leonard che il defunto zio lo ha citato nel testamento, pertanto egli deve presentarsi nel suo studio il giorno dopo per conoscere in cosa consiste il lascito.
Zio Chester lascia in eredità al nipote la sua vecchia casa diroccata, la stessa in cui Leonard da ragazzo ha trascorso molto tempo, oltre ad una bella somma di denaro e ad una busta contenente tantissimi buoni omaggio validi per alcuni ristoranti e fast food della zona.
La casa, che si trova nel quartiere più malfamato della città, ha decisamente bisogno di ristrutturazioni, così Leonard convince Hap a dargli una mano nei lavori necessari per renderla di nuovo confortevole per poi eventualmente venderla ad un prezzo maggiore.
I due amici si mettono sotto di buona lena e, dopo aver fatto conoscenza con l'anziana invalida MeMaw Carter, adorabile vicina di casa che si sdebita con loro per alcune gentilezze nei suoi confronti preparandogli squisite torte di mele, trovano anche il tempo di litigare con una banda di spacciatori di crack che occupano la casa di fronte.
Ma un giorno fanno un'agghiacciante scoperta: sotto le assi della cantina trovano infatti lo scheletro di un bambino rinchiuso in un baule. Dentro il baule sono presenti anche diverse riviste pedopornografiche.
Immediatamente Hap e Leonard avvertono la polizia, che si presenta da loro nella persona del tenente Marvin Hanson e dal suo vice Charlie Blank e vengono a conoscenza del fatto che da qualche tempo ogni anno, nel mese di agosto, nel quartiere scompare un bambino di colore, solitamente figlio illegittimo di una qualche prostituta della zona. Zio Chester si era presentato più volte a denunciare i fatti ma il capo della polizia locale però, aveva sempre fatto in modo di non approfondire troppo questi avvenimenti, in considerazione del fatto che avvenivano tutti nella zona definita "marcia" della città.
Nel frattempo, dopo che dalla cantina di casa Pine spuntano purtroppo altri scheletri di bambini, l'improvvisata coppia di detective ritrova il cadavere di un amico di zio Chester all'interno di un furgoncino affondato in uno stagno. Le indagini intanto proseguono e quello che si incomincia a delineare è un quadro davvero terribile, che pare coinvolgere diversi membri "insospettabili" della comunità.

RECENSIONE
Seconda avventura per Hap e Leonard e, mentre per il precedente Una stagione selvaggia abbiamo parlato di libro bello, ma non eccezionale, bisogna subito dire che per quanto riguarda Mucho Mojo invece, siamo assolutamente in "zona-capolavoro".
La trama infatti è molto più articolata rispetto a quella del suo predecessore, e forse anche in virtù del tema trattato, molto più "nera". La scrittura di Lansdale è il consueto cocktail di azione, colpi di scena e dialoghi memorabili e la caratterizzazione dei personaggi, incredibilmente convincente. 
Preferisco quindi non dilungarmi eccessivamente su questo lavoro,  anche perchè c'è poco da dire senza incappare nel rischio spoiler. Questo è uno di quei libri che, una volta aperti, non ti lasciano più andare e ti trascinano fino alla fine senza che tu, caro lettore, riesca a separartene per più di qualche ora. Se non vi fidate delle mie parole, ritenendole magari esagerate, lasciate almeno che vi dica che le persone alle quali ho prestato Mucho Mojo, TUTTE mi hanno detto che si tratta di un libro splendido.
Non sarebbe forse il caso di dargli una possibilità?

BF

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Mucho Mojo (Mucho Mojo)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
278 pag.
traduzione di Vittorio Curtoni