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domenica 29 giugno 2014

Actarus. La vera storia di un pilota di robot - Claudio Morici (2007)

"<<Non l'ho fatto apposta, Dottore.>>
<<E ci mancherebbe!>>
<<Giuro, sono cose che capitano...>>
<<Alcor, a te capitano sempre! Hai disintegrato una scuola di ballo!>>
<<Ho anche distratto il mostro che aveva bloccato Goldrake con i raggi protonici, che ne sapevo che stavano facendo il saggio?!?>>
<<Alcor, guardami. Ti ricordi com'eri quando ci siamo conosciuti?>>
<<Certo che me lo ricordo.>>
<<Ti ricordi come mai ti chiamavano tutti Alcol?>>"
Alcor e il dottor Procton

TRAMA
Anno 2076. La Terra è da tempo in guerra contro Vega che continua ad attaccare il nostro pianeta con i suoi terribili mostri combattenti. Ma per fortuna c'è Goldrake, il gigantesco robot pilotato da Actarus, un ragazzo bello e coraggioso, che riesce ogni volta a respingere i feroci assalti degli extraterrestri.  Che seguono sempre lo stesso copione, come se fosse un qualcosa di già prestabilito. Anche tre o quattro volte alla settimana.
Il problema è che Actarus non ce la fa più, è stufo di questa routine fatta solo di lavoro tra combattimenti, esplosioni e briefing presso l'Istituto Spaziale. Non ne può più del dottor Procton e dei suoi interminabili discorsi-fiume sulla necessità di difendere la razza umana, sull'importanza di rimanere UNITI. E non ne può più nemmeno del maldestro Alcor che, da ex alcolizzato, tedia il povero Actarus con continue raccomandazioni sui pericoli delle dipendenze. E neppure di Venusia, ninfomane e dalla personalità inconsistente, o dei tecnici dell'Istituto Spaziale che ormai passano tutto il loro tempo a navigare su chat-line di appuntamenti. 
E così il nostro eroe per tirare avanti si imbottisce di Peroni e guarda programmi spazzatura alla tivù, chiedendosi se ne valga davvero la pena di continuare a fare questa vita. Vorrebbe tornare su Fleed, la sua stella natale, per staccare un po' la spina, rilassarsi e godersi un assaggio della tanto decantata spregiudicatezza sessuale delle ragazze del luogo, ma purtroppo al momento c'è troppo da fare e quelli dell'Istituto non possono permettersi di mandarlo in ferie.
Ed allora avanti sempre allo stesso modo, tra alabarde spaziali, magli perforanti e folli messaggi video dei ribelli di Vega che assumono sempre di più i deliranti toni dei comunicati delle organizzazioni terrostiche. Finchè un giorno Actarus si imbatte per caso in Roberta, anoressica attivista no global che si batte per le cause più disparate e della quale si innamora perdutamente.
Roberta così insinua nell'ingenuo Actarus il sospetto che le cose non siano sempre come sembrano, anzi... 
Ed è così che avviene l'inimmaginabile.

RECENSIONE
A volte può succedere che un libro ci colpisca e susciti il nostro interesse fin dalla copertina. Ebbene per me con Actarus - La vera storia di un pilota di robot è stato esattamente così. D'altronde non poteva essere altrimenti con un titolo del genere, capace di risvegliare in me (e sono certo anche in tanti altri) bellissimi e lontani ricordi di pomeriggi passati davanti alla televisione a seguire le avventure di Atlas UFO Robot e di tanti altri cartoni animati che un tempo andavano per la maggiore. Noi trentacinque-quarantenni, in particolare, siamo proprio la generazione che ha subito in pieno l'invasione dei cosiddetti "robottoni giapponesi", che per noi bambini di allora rappresentavano degli eroi in tutto e per tutto, tanto da ritrovarci ogni giorno in cortile, non solo per giocare, ma anche per commentare le puntate appena terminate, in un corrispettivo infantile di un qualsiasi "Bar Sport".
Ammetto che non conoscevo Claudio Morici quando ho acquistato questo romanzo, e non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma devo dire che lo scrittore romano si è rivelato un autore sorprendente, brillantissimo ed assolutamente folle, nel senso migliore del termine.
Morici prende uno dei più amati cartoni di culto dei tardi anni settanta e ne fa una parodia divertente ed acutissima, senza lasciarsi andare a forzature esagerate o stupide.
Ed è questo il lato geniale di Actarus; il fatto cioè che, pur essendo tutta la storia rivisitata in maniera grottesca ed ironica, ci sia anche la possibilità di cogliere diversi riferimenti ad alcune situazioni molto attuali e, pur senza volersi prendere troppo sul serio, Morici ne fa una critica piuttosto decisa.
E poi c'è tutta una serie di momenti estremamente esilaranti, dove si ride davvero alla grande, e che ci mostrano i nostri eroi alle prese con i piccoli problemi di tutti i giorni come la spesa, o le serate passate a chiacchierare nei bar alla moda senza combinare nulla, e che ce li rendono un po' più umani.
Oppure ci sono le piccole rivalità tra piloti di robot, come può avvenire in qualsiasi altra categoria. Ed ecco allora che veniamo a conoscenza di come, sotto sotto, Actarus non sopporti Jeeg Robot d'Acciao ("Possibile che continuino ancora a scambiarmi per lui?!") o lanci frecciatine velenose a Daitarn 3 ("Con quell'alettone sembra un turco dello spazio...") oppure venga sfottuto senza pietà da quel macho ottuso di Gundam ("Guarda che se ti piace il pisello non fa niente, resti sempre mio amico, basta che con me fai finta di nulla e non parli di queste cose, ok?").
Insomma se volete divertirvi vi consiglio caldamente questo strabiliante omaggio confezionato veramente col cuore, come solo un fan poteva fare, e se eravate patiti del cartone non potete in alcun modo esimervi dal leggerlo. Tuttavia, se appartenete invece alle generazioni successive e per voi Goldrake non è altro che qualcosa che odora di preistorico, potreste ugualmente farvi due sane risate con questo gioiellino e, chissà, trovarvi di colpo a cercarne i DVD o le vecchie VHS. Il tutto perchè magari anche in voi è scoccata la stessa scintilla che colpì noi, bambini dagli occhi sgranati all'inverosimile, mentre venivamo avvertiti dalle materne annunciatrici RAI a proposito delle scene di violenza presenti nel programma, come avveniva ogni giorno a partire da quel fatidico 4 aprile 1978.

BF

Nella nostra libreria:
Claudio Morici
Actarus. La vera storia di un pilota di robot
ed. Meridiano Zero
222 pag.







domenica 23 marzo 2014

Giallo su giallo - Gianni Mura (2007)

"<<E ringrazi i suoi, giù a Roma. Si sono mossi subito.>>
<<Ci credo, non succede spesso che un inviato sia accusato di omicidio proprio alla vigilia di un Tour che può vincere un italiano.>>
<<Non me ne intendo, io seguo solo il rugby. Per me il ciclismo è uno sport da pazzi furiosi.>>"
L'avvocato Rigaud e Gianni Mura


TRAMA
Gianni Mura, firma di prim'ordine ed inviato di "la Repubblica" al Tour de France, viene coinvolto il giorno prima dell'inizio della corsa in un brutto fattaccio. 
Una giovane prostituta che un paio d'ore prima aveva tentato di abbordarlo, viene ritrovata strangolata fuori dalla porta della sua stanza d'albergo.
Inizialmente sospettato, viene scagionato quasi subito, giusto in tempo per poter seguire la tappa inaugurale ed inviare alla redazione il primo di una lunga serie di fantastici articoli (che ci vengono tutti proposti) scritti col suo stile inconfondibile.
Ma, quando qualche sera dopo viene ucciso un giornalista molto popolare che seguiva anch'egli la manifestazione, allora fa capolino lo spettro del "Serial killer del Tour" ed entra in gioco il distinto ed acuto commissario Magrite. Una via di mezzo tra il famoso pittore surrealista Magritte, e uno dei detective più celebri della narrativa poliziesca, Maigret, il commissario indaga con un metodo piuttosto anomalo ma efficace su queste morti misteriose che stanno insanguinando la gara ciclistica più prestigiosa del mondo.
Scandito dai commenti alla tappa dell'autorevole inviato, Giallo su giallo usa nomi fittizi dietro ai quali si celano le star del ciclismo mondiale, ma per chi ne mastica un po' di due ruote non sarà difficile realizzare che, tanto per fare alcuni esempi, lo strafavorito Bill Sheldon altri non è che Lance Armstrong, mentre il nostro Mirko Valli in realtà è Ivan Basso, Tommy Borkamp è Tom Boonen e Kapetanov è Vinokurov.
Giallo è il colore della competizione francese, come la maglia che viene indossata dal leader della classifica, ma in questo caso il giallo ha anche un altro e più oscuro significato; proprio come i post-it numerati (gialli naturalmente) che l'assassino lascia accanto ai cadaveri delle vittime.


RECENSIONE
Cresciuto alla scuola di un altro grande Gianni del giornalismo sportivo mondiale, sto parlando ovviamente di Brera, Gianni Mura credo che sia l'unico rimasto in Italia ad appartenere a quella vecchia scuola che comprendeva anche, oltre al già citato Brera anche l'indimenticato e grandissimo Beppe Viola, che parlava di sport con vasta competenza, ma senza mai alzare i toni e la voce (come al contrario avviene sempre più spesso al giorno d'oggi), raccontando gli avvenimenti con un garbo ed un'eleganza ormai quasi scomparse; il tutto condito da un'ironia sagace e genuina.
In questo libro, che è un vero e proprio atto d'amore non solo verso il Tour, ma anche nei confronti di un certo modo di viverlo e di raccontarlo, Mura inserisce una buona trama poliziesca, non certo un capolavoro massimo del genere, ma accattivante quel tanto che basta per coinvolgere il lettore fino all'ultima pagina. 
Un giallo che però in verità è un piccolo pretesto per narrare delle tantissime leggende ed imprese eroiche che costellano questa celeberrima corsa: dalle miriadi di personaggi, anche improbabili, che hanno affollato (ed affollano) le sale stampa, agli splendidi ed evocativi paesaggi delle Alpi Provenzali o della campagna bretone, fino alle abbuffate a base di specialità locali e vini pregiati nelle quali gli addetti ai lavori si scambiano opinioni e segreti, spesso facendo le ore piccole.
Mura ha seguito questa kermesse per la prima volta nel 1967, l'anno della tragedia di Tommy Simpson al Mont Ventoux (rievocata dall'autore in modo splendido, pur nella sua drammaticità) e, da autorevole cronista, snocciola tutta una serie di aneddoti, alcuni divertenti, altri meno, a proposito di quel villaggio o di quella particolare salita.
Emerge anche una forte nostalgia per un tempo che non c'è più, quando Il Tour de France era una carovana che, come un grande circo, percorreva il Paese e che si svolgeva in mezzo alla gente, costituendo un'occasione di festa. Come afferma infatti egli stesso: "A Luchon ho visto Merckx e gli altri dormire su brande allineate nei corridoi del liceo, far la coda per le docce dopo un tappone pirenaico. Quello era il Tour-caserma di Goddet e Lévitan, indossavano una sahariana che era quasi un'uniforme. Adesso è un'altra cosa. Quel Tour si fa rimpiangere, questo è difficile amarlo."
Primo romanzo del giornalista milanese, che nel 2007 si è aggiudicato il Premio Grinzane-Cesare Pavese per la narrativa, Giallo su giallo è senza dubbio una lettura assolutamente rilassante e piacevole, anche se magari non siete ciclofili accaniti.

Il giorno scelto per questo post non è casuale, infatti oggi si corre la Milano-Sanremo, ovvero la grande classica che tradizionalmente dà il via alla stagione ciclistica. Intendo così portare un mio piccolissimo omaggio ad uno sport che, come il calcio o l'automobilismo, è tra quelli che più hanno acceso la fantasia popolare e che, purtroppo, sono anche gli stessi che oggi rischiano di essere rovinati definitivamente dai troppi interessi in ballo, piuttosto che da violenze, imbecillità assortite, regolamenti assurdi o, nel caso appunto del ciclismo, dalla piaga del doping.
Augurandomi che questo magnifico sport riesca a ritrovare quel minimo di credibilità necessario a far sì che torni di nuovo ad accendere la passione della gente, segnalo questo godibilissimo libro all'attenzione non solo degli sportivi (che sono sicuro, se lo berranno in un fiato) ma anche a chi, in generale, ama la buona scrittura.

P.S. Invito caldamente mio fratello, ex ciclista dilettante ed amante dei buoni libri, quando ne avrà il tempo (ed io so bene che ora come ora purtroppo ne ha poco) a leggere Giallo su giallo in quanto, e su questo sono pronto a mettere tutte e due le mani sul fuoco, arriverà ad amarlo alla follia.
Sono persino disposto a prestarglielo, pensa un po' te cosa non si farebbe per un fratello!

BF


Nella nostra libreria:
Gianni Mura
Giallo su giallo
ed. Universale Economica Feltrinelli
227 pag.


lunedì 10 marzo 2014

I love shopping per il baby - Sophie Kinsella (2007)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il quinto della Serie di I love shopping. Se non avete letto il precedente, intitolato I love shopping con mia sorella, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.

 
"Okay, niente panico. Andrà tutto bene. Naturalmente. Naturalmente."
Becky Brandon, nata Bloomwood

TRAMA
Nel precedente I love shopping con mia sorella avevamo lasciato la nostra amata Becky appena dopo la sua scoperta di essere incinta.
E dopo un rocambolesco matrimonio da favola e la rivelazione che la sorella che aveva sempre pensato di avere esiste davvero, un bambino sembra proprio essere la ciliegina che ci voleva per completare la meravigliosa torta che è la sua vita.
Anche perchè per il futuro pargolo è assolutamente indispensabile fare shopping: in fondo non si può fare a meno di avere una carrozzina per la città, una per le strade sterrate ed una gemellare (non si sa mai!), per non parlare poi di pagliaccetti, abitini e giocattoli vari.
Per quanto riguarda il parto in sè (che dev'essere assolutamente naturale, in fondo non può essere tanto doloroso, no?), ovviamente Becky vuole il meglio; e se il meglio significa una ex di Luke come ginecologa pazienza. Siamo tutte persone adulte, no? Vero?

RECENSIONE
Gli ormoni, si sa, possono giocare brutti scherzi alle donne in stato interessante. E se la donna in questione si chiama Becky Brandon, nata Bloomwood, si può stare certi che il livello di follia raggiungerà picchi altissimi. Ma sempre strappandoci sorrisi e grasse risate.
Per l'ennesima volta la Kinsella ha fatto centro con la sua eroina più famosa, riuscendo a sfruttare una formula ormai ampiamente collaudata senza però mai cadere nella monotonia e nella banalità.
Lo stile frizzante di questo quinto capitolo della serie ci accompagna durante la gravidanza di Becky, facendoci vivere le speranze, i sogni, le paure e le ingenuità che può provare una ragazza che per la prima volta si trova a vivere questa esperienza.
Non manca, come ovvio che sia, una degna antagonista che BISOGNA necessariamente detestare: perchè lei "É una stronza con i capelli rossi e io la odio!".
Un libro divertente dalla prima all'ultima pagina, che termina con la promessa di un seguito che si preannuncia altrettanto esplosivo.

BW

Nella nostra libreria:
Sophie Kinsella
I love shopping con il baby (Shopaholic & Baby)
ed. Oscar Mondadori
355 pag.
traduzione di Adriana Colombo e Paola Frezza Pavese

lunedì 20 gennaio 2014

Quella maledetta estate - Giovanni Minoli (2007)

"Non lo dico, il Paese che ha mandato l'aereo ad abbattere sul... e che ha puntato male il missile [...]. Guardi che il nome di questo Paese è stato scritto da tutti i giornali. Ma io non voglio che venga presentata una sorta di protesta ad una grande potenza alleata ed amica. E non sono gli Stati Uniti d'America."
Francesco Cossiga, intervista a RadioRai, 25 gennaio 2007


RECENSIONE
É la sera di venerdì 27 giugno 1980 quando tutto ha inizio. Un Dc-9 dell'Itavia partito da Bologna e diretto all'aereoporto di Palermo esplode nei cieli a nord dell'isola di Ustica. L'ultimo contatto tra i piloti dell'aereo e i vari controllori di volo che ne seguono il tragitto tra l'Emilia e la Sicilia avviene alle 20,59. Poi, improvvisamente, più nulla. I morti saranno 81: è quella che diverrà tristemente famosa come la strage di Ustica. Si fanno da subito le ipotesi più disparate: si parla di una bomba a bordo, di un cedimento strutturale, di un missile, di una collisione con un altro velivolo ed anche di una battaglia aerea nei cieli del Mar Tirreno ma alla fine il lungo iter giudiziario si chiuderà senza colpevoli. Nel frattempo spariranno i tracciati radar, alcuni operatori che erano in servizio quella sera verranno esplicitamente invitati a fare silenzio sulla vicenda e diversi testimoni-chiave troveranno la morte in circostanze misteriose.
Passano appena trentacinque giorni da quel tragico venerdì sera e la storia si ripete. 
Il mattino di sabato 2 agosto infatti la stazione di Bologna è gremita di persone che attendono con impazienza i treni che le condurranno nelle varie mete di villeggiatura. Alle 10,25 l'inferno. Una bomba contenuta in una valigia all'interno della sala d'aspetto di seconda classe scoppia, devastando completamente un'intera area dell'edificio ed investendo anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, nonchè il parcheggio dei taxi antistante la stazione.
É una vera carneficina: i morti saranno 85 e i feriti più di 200, alcuni dei quali subiranno gravi mutilazioni.
Per questa ecatombe sono stati condannati come esecutori i terroristi neri Francesca Mambro, Giuseppe Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini, ma la sentenza lascia insoddisfatti non solo quelli che non sono convinti della loro colpevolezza, ma anche i famigliari delle povere vittime che attendono ancora, a distanza di più di trent'anni, di sapere chi furono i mandanti di quel tremendo massacro.
Questo testo di Giovanni Minoli (realizzato con la collaborazione di Piero A. Corsini), al quale è allegato un DVD contenente l'interessantissimo documentario curato da Giulia Foschini e Marco Melega, cerca di far luce su quello che nessun tribunale ha mai appurato, ossia un possibile collegamento tra le due stragi.
Scritto in modo molto chiaro e comprensibile, Quella maledetta estate tra le altre cose ci dà l'opportunità di leggere (ed ascoltare sul DVD) le conversazioni, letteralmente allucinanti, che avvennero la sera del 27 giugno 1980 tra i vari operatori radar e lo Stato Maggiore dell'Aereonautica subito dopo la perdita di contatto con il Dc-9.
Il libro inoltre ricostruisce molto bene quello che era lo scenario politico internazionale di quei giorni, approfondendo tutte le piste legate alla tragedia di Ustica e proponendo una serie di documenti inediti riguardanti la strage della stazione di Bologna.
Un documento a mio avviso molto importante per provare a capire qualcosa di più su due delle pagine più nere della nostra storia, a prescindere dalle idee personali che ognuno può essersi fatto in merito, e per tentare di dare una risposta ai tanti interrogativi che ci si pone sul perchè in poco più di un mese siano morte 166 persone.

BF

Nella nostra libreria:
Giovanni Minoli (con Piero A. Corsini)
Quella maledetta estate. Ustica 1980: una strage italiana
ed. Rai Eri / Rizzoli
114 pag. + DVD




martedì 17 settembre 2013

Una giornata nell' antica Roma - Alberto Angela (2007)

 "Un universo sorprendente e irripetibile nella storia, che conosceremo esplorando una giornata qualsiasi. Diciamo così: un martedì di 1892 anni fa..."
Alberto Angela

RECENSIONE
Roma è una città che da sempre ha esercitato un notevole fascino su moltissime persone in tutto il mondo: le sue piazze, i palazzi, le sue splendide chiese, i grandiosi monumenti...
Quando si pensa a Roma, però, solitamente il primo pensiero va a quella che è stata senza dubbio la più grande e gloriosa civiltà mai esistita nell'antichità e che ancora oggi ha pochi eguali. Un impero che riuniva gli scenari più disparati, dai torridi deserti africani fino alle gelide foreste del Nord Europa, e dove al centro di tutto c'era la capitale ed i suoi abitanti.
E chi non ha mai sognato di poter disporre di una macchina del tempo per poter vedere com'era veramente la vita a quell'epoca, aldilà delle immagini stereotipate e spesso anche poco credibili che ci vengono proposte dai kolossal  hollywoodiani tanto in voga negli ultimi anni?
In questo bellissimo saggio finalmente tutto ciò è possibile. Con Alberto Angela nelle vesti di vostro personale Cicerone potrete esplorare ogni angolo dell'Urbe nel periodo del suo massimo splendore, ovvero sotto il dominio dell'imperatore Traiano, nel 115 dopo Cristo.
Trascorrerete un'intera giornata, dall'alba fino a tarda notte, in giro per la città e potrete ammirare le bellezze e le miserie della Roma Imperiale.
Ad ogni capitolo corrisponde un determinato momento della giornata, ad esempio al mattino presto scoprirete come facevano colazione i Romani, come si vestivano e come si acconciavano i capelli le matrone o quali prodotti di bellezza usassero. Più tardi potrete passeggiare per il Foro Boario, il gigantesco mercato del bestiame, e vedere come venivano condotti gli affari oppure andare a contemplare i magnifici Fori Imperiali. Dopo uno spuntino in una delle numerose popinae, le capostipiti dei nostri bar, dove ascolterete gli ultimi pettegolezzi ed anche qualche freddura "spinta", farete un salto alle terme, appuntamento irrinunciabile per ogni Romano che si rispetti. Vi inoltrerete nei vicoli malfamati della Suburra e vivrete i combattimenti nel Colosseo, raccontati con un'enfasi che vi darà davvero l'impressione di essere presenti sugli spalti. Assisterete ad uno spettacolare banchetto e così via fino al capitolo conclusivo dove, a notte inoltrata, avrete l'occasione di capire come veniva vissuto il sesso allora e che abitudini avessero sotto le lenzuola i nostri predecessori.
E' uno stile, quello di Alberto Angela, leggero ed al contempo molto appassionante senza quella spocchia e pesantezza che a volte purtroppo contraddistiguono i testi che trattano questo tipo di argomenti. Usando un linguaggio comprensibile a tutti, ma mai ordinario, caratteristica questa che ha indubbiamente ereditato dal padre, l'autore riesce davvero a proiettare chi legge per le strade della capitale dell'Impero, descrivendone alla perfezione l'atmosfera, l'ambiente e persino i profumi che si respiravano in quei giorni.
Concludendo, si tratta di un libro veramente molto interessante consigliato a chi, come me, è appassionato di storia antica ma anche (e soprattutto) a chi non è abitualmente avvezzo a questo genere di letture.


BF

Nella nostra libreria:
Alberto Angela
Una giornata nell'antica Roma - Vita quotidiana, segreti e curiosità

ed. Rai Eri / Oscar Mondadori
331 pag.


Una testa mozzata - Irvine Welsh (2007)

"C'è dentro più politica nelle parole di 50 Cent che in mille dischi di quel finocchio hippy che senti tu!"
Alan King

TRAMA
Cos'hanno in comune il ventiseienne Jason King, alto 1 metro e 56, fantino fallito, patito del Subbuteo, frequentatore dell'unico pub di Cowdenbeath (Fife centrale, Scozia) con la ventiquattrenne Jenni Cahill, ricca figlia di papà, cicciottella e un po' viziata, che da sempre vive all'ombra della compagna di equitazione, migliore amica nonché rivale Lara? Apparentemente nulla, almeno fino a quando una serie di tragicomici e surreali eventi non li fanno avvicinare.

RECENSIONE
Irvine Welsh è sicuramente uno dei migliori scrittori borderline degli ultimi 20 anni, dallo stile inconfondibile e appassionante. Ma prima di parlare di questo racconto in particolare vorrei spendere una parola di elogio per il meraviglioso lavoro svolto da Massimo Bocchiola, traduttore della maggior parte dei libri di Welsh pubblicati in Italia. Chiunque abbia un minimo di esperienza, anche solo scolastica, di traduzione dall'inglese sa che non è semplice tradurre il linguaggio colloquiale rendendo comunque chiare e credibili quelle sfumature che nella madrelingua sono invece così spontanee da essere quasi scontate. Se poi si pensa che la traduzione non è stata fatta dal British English ma dallo Scots si può apprezzare ancora di più il genio di Bocchiola. Per il linguaggio dei protagonisti, non ha usato nessun dialetto, cliché in cui sarebbe stato facilissimo incappare, ma non è nemmeno italiano semplice. É un linguaggio tutto particolare, ma allo stesso tempo immediato e chiaro a chiunque. Peraltro l'alternanza di voci narranti nei vari capitoli, caratteristica tipica di Welsh, rende ancora più avvincente la storia, in cui ci si immedesima fin da subito e che non si riesce a fare a meno di leggere tutta d'un fiato.
Se non siete neofiti dei libri di Welsh, non aspettatevi la crudezza di Trainspotting o gli eccessi de Il lercio, poiché questa in fondo, anche se a modo tutto suo, vuole essere una semplice storia d'amore, circondata da vicende e personaggi che la rendono originale e credibile al tempo stesso. Personalmente, trovo che sia uno dei lavori migliori dello scrittore di Leith, che ha saputo ben dosare humour, romanticismo e situazioni dark creando un racconto che sicuramente vi piacerà leggere anche più di una volta.

BW

Nella nostra libreria:
Irvine Welsh
Una testa mozzata (Kingdom of Fife)
ed. Guanda Editore
252 pag.
traduzione di Massimo Bocchiola