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giovedì 17 luglio 2014

La ragazza dagli occhi d'argento - Dashiell Hammett (1923)

"Quel tale che disse Divide et impera sapeva il fatto suo."
Samuel Dashiell Hammett

TRAMA
Un investigatore privato di San Francisco, mentre sta cercando un ragazzo scomparso, viene coinvolto suo malgrado in una vicenda ben più seria. Infatti, nel corso dell'indagine, si ritrova ad interrogare una coppia di pacifici anziani che lo invitano ad entrare in casa loro a prendere un tè. Qui viene aggredito ed immobilizzato da uno strano terzetto composto dal classico malvivente tutto muscoli e poco cervello, da un grasso ed elegante cinese con uno spiccato accento britannico e da una signorina dal grande fascino ma estrememente decisa ed astuta. Ma grazie ad un aiuto insperato il detective riesce a liberarsi ed ingaggia così una violenta colluttazione con gli uomini della banda, mentre la donna si dà alla fuga.
La ritroverà qualche mese dopo, nel bel mezzo di un'altra faccenda dai contorni assai poco chiari.

RECENSIONE
Pubblicato nel lontanissimo 1923, La ragazza dagli occhi d'argento è capace di condensare nel breve spazio di un centinaio di pagine l'esempio di come si debba scrivere un buon romanzo poliziesco, con tanto di sparatorie ed inseguimenti notturni in auto, e riuscire a farlo risultare attuale e piacevole dopo ben novant'anni.
Del resto non ci si deve stupire più di tanto, dal momento che l'autore di questo racconto noir dai toni vagamente onirici è nientepopodimenochè mr. Dashiell Hammett, cioè colui che viene riconosciuto universalmente come il padre dell'hard boiled. Lo stesso Raymond Chandler, uno che di narrativa gialla qualcosa ne sapeva, ebbe modo di affermare in più occasioni: "Hammett restituì l'assassinio alle persone che lo commettono per delle ragioni, non per fornire un cadavere, e con i mezzi a portata di mano di tutti, non con pistole intarsiate, curaro e veleni tropicali. E tutto questo avveniva sulla strada, non all'interno di lussuose magioni di campagna avvolte nella nebbia."
Insomma si può già intuire da queste parole l'importanza di uno scrittore simile, che all'estero (e specialmente nei paesi anglofoni) viene giustamente considerato alla stregua di un vero profeta, ma che in Italia purtroppo risulta ancora piuttosto sconosciuto. Io stesso ammetto di esser venuto in contatto con i lavori dell'autore di Baltimora solo in maniera abbastanza casuale e fortunosa, visto che mi sono imbattuto in un suo libro mentre stavo cercando tutt'altro. Detto questo, come faccio spesso, lessi l'incipit della storia che mi ero ritrovato fra le mani e, dovete credermi, venni letteralmente catapultato in una frazione di secondo sulle strade della San Francisco degli anni trenta, città in cui era ambientato il racconto in questione.
Questa è una sorta di magia potentissima che solamente gli scrittori di razza riescono a ricreare, e Dashiell Hammett fa senza alcun dubbio parte di questa cerchia.

BF

Nella nostra libreria:
Dashiell Hammett
La ragazza dagli occhi d'argento (The Girl With The Silver Eyes)
ed. Sellerio editore
100 pag.
traduzione di Simona Modica


mercoledì 9 luglio 2014

Dirk Gently, agenzia investigativa olistica - Douglas Adams (1987)

"Svlad Cjelli. Noto come Dirk, anche se, pure qui, 'noto' non era proprio la parola giusta. Famigerato casomai; ricercato, eternamente chiacchierato, anche queste cose erano vere. Ma noto? Solo nel caso in cui poteva esserlo un grave incidente in autostrada: tutti rallentano per dare un'occhiata, ma nessuno vuole avvicinarsi troppo alle fiamme. Ignobile, gli si addiceva di più. Svlad Cjelli, ignobilmente noto come Dirk."
Douglas Nöel Adams

TRAMA
Richard MacDuff lavora come programmatore presso la WayForward Technologies, azienda leader in Gran Bretagna per quanto riguarda i software e di proprietà di Gordon Way, il quale sfortunatamente è anche il fratello di Susan, la fidanzata di Richard. Quest'ultimo da un po' di tempo è parecchio sotto pressione in quanto non riesce a rendere come dovrebbe sul lavoro, ed anche con Susan le cose non vanno molto meglio. Come se non bastasse, Gordon cerca di usare la sorella per spingere Richard ad essere più efficiente.
Così accade che una sera Gordon Way viene assassinato e Richard, principale sospettato, fa perdere le proprie tracce e chiede aiuto al vecchio compagno di college Svlad Cjelli, alias Dirk Gently, titolare dell'omonima agenzia investigativa olistica, specializzato nel ritrovare gatti scomparsi e risolvere casi di divorzi complicati.
Tra monaci elettrici, fantasmi, cavalli rinchiusi in stanze da bagno, professori universitari suonati e macchine del tempo, l'ineffabile Dirk Gently cercherà non solo di discolpare l'amico ma, tra una cosa e l'altra, dovrà anche salvare l'intero genere umano dall'estinzione.

RECENSIONE
"Sherlock Holmes una volta ha detto che, eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la risposta. A me, però, non piace eliminare l’impossibile."
Si presenta così Dirk Gently, il detective più improbabile e folle di tutti i tempi, partorito da quel geniaccio mai abbastanza rimpianto che risponde al nome di Douglas Adams, già noto per la strabiliante saga Guida galattica per gli autostoppisti.
Originario della Transilvania, rotondetto, occhialuto, vestito con un impermeabile logoro e perennemente al verde, Svlad Cjelli, questo il suo vero nome, rinnova la grande tradizione britannica in fatto di investigatori privati, ma al contrario però.
Infatti Dirk è un vero e proprio anti-detective con un metodo di investigazione del tutto particolare basato principalmente su astrusi calcoli matematici e bizzarri ragionamenti.
Il risultato non può che essere esilarante e chi ha già avuto modo di apprezzare l'umorismo bislacco e sagace di Adams troverà sicuramente modo di godersi al meglio anche Dirk Gently, agenzia investigativa olistica non solo in virtù delle numerose perle qui racchiuse (alcune davvero da applausi), ma anche grazie all'indubbio carisma di un nuovo eroe che è pressochè impossibile non amare fin da subito.
Romanzo complessivamente buono, anche se forse non al livello dei migliori episodi della Guida, l'unico difetto di quest'opera sta nell'essere eccessivamente lento e nella trama a volte un po' confusa. Poi, quando si arriva a circa un terzo del libro e fa la propria comparsa Dirk Gently, il ritmo si fa più sostenuto e l'intero romanzo ne benificia alla grande, raggiungendo livelli di divertimento e delirio tipicamente adamsiani.
Giocando amabilmente con il vecchio stereotipo del detective "maledetto" di tanti classici hard boiled degli anni quaranta-cinquanta, lo scrittore di Cambridge ne fa una sorta di riuscitissima parodia e ci dà così un'altra dimostrazione del proprio grande talento, anche se in questo modo non fa che aumentare ulteriormente il dispiacere per la sua prematura dipartita.


BF

Nella nostra libreria:
Douglas Adams
Dirk Gently, agenzia investigativa olistica (Dirk Gently's Holistic Detective Agency)
ed. Oscar Mondadori
293 pag.
traduzione di Andrea Buzzi

 

giovedì 26 giugno 2014

In fuga - Jim Thompson (1958)

"La fuga è tante cose. Qualcosa di pulito e rapido, come un uccello che lambisce il cielo. O qualcosa di sudicio e strisciante, una serie di movimenti da granchio in una melma simbolica e reale, un procedere furtivo, saltando di lato, correndo all'indietro."
James "Jim" Myers Thompson

TRAMA
Doc McCoy è un criminale dal grande carisma e dotato di un sangue freddo fuori dal comune. La moglie Carol, giovane ex bibliotecaria, è graziosa ma anche un po' insicura e sempre preoccupata di poter deludere il marito. Insieme, come novelli Bonnie & Clyde, rapinano banche. Ora Doc è da poco uscito di carcere in seguito ad una condanna che gli è stata ridotta non di poco grazie all'adorata Carol che "ha fatto un po' la carina" con l'incorruttibile giudice Beynon. 
Doc organizza così un colpo che dovrebbe essere quello definitivo, con il quale ci si possa sistemare per sempre e che sul momento riesce anche bene, se non fosse che il suo complice, Rudy "Testa di torta" Torrento, si rivela uno psicopatico violento ed inaffidabile tanto da costringere McCoy a levarlo di mezzo. Ma Rudy, pur ferito gravemente, non muore, ed anzi si mette sulle tracce dei due coniugi che a questo punto sono braccati non solo dalla polizia, ma anche da un ferocissimo assassino desideroso di vendicarsi al più presto.

RECENSIONE
Brutale. Sporco. Folle. Sono questi i primi aggettivi che mi vengono in mente per definire al meglio questo libro, uno tra i più noti, di Jim Thompson.
Probabilmente vi sarà capitato di vedere il film del grande Sam Peckinpah Getaway!, con Steve McQueen ed Ali McGraw o il suo più recente remake (manco a dirlo, pessimo) con Alec Baldwin e Kim Basinger, ma forse non sapete che sono la trasposizione cinematografica proprio di questo romanzo.
Ma, pur essendo il film di Peckinpah assolutamente degno di nota e la performance di Steve McQueen nei panni di Doc indubbiamente grandiosa, vi sono alcune piccole, ma importanti, differenze con il libro. 
Il McCoy di Peckinpah, tanto per cominciare, è il classico "ladro gentiluomo" con un profondo senso dell'onore e che fugge in quanto la vita in prigione gli risulta intollerabile. Il protagonista di In fuga invece è un individuo sì apparentemente cordiale e signorile, ma in realtà è una vera iena del tutto priva di scrupoli. Inoltre, la galera non lo spaventa affatto ma la vede semplicemente come un ostacolo, una seccatura. Soprattutto perchè lui ha ormai passato i quaranta ed un'altra condanna potrebbe significare per lui la fine della storia con la dolce Carol che è molto più giovane di lui e bella scalpitante.
Un libro molto più fisico e d'azione rispetto ai lavori dei primi anni cinquanta dello scrittore di Anadarko, più incentrati sull'aspetto psicologico dei personaggi. Qui abbiamo gente massacrata di botte, spari in faccia, donne prese a calci ed altre violenze assortite con le quali Thompson riesce magistralmente a distribuire una forte dose di ferocia all'interno di una trama molto più lineare del solito e, forse anche in virtù di questo, più facilmente assimilabile da un pubblico più vasto.
Ancora una volta devo tessere le lodi di questo autore dal talento sopraffino ed alquanto sottovalutato, e che vanta un sempre più crescente pubblico di estimatori composto tra l'altro anche da alcuni nomi eccellenti come Stephen King e Bruce Springsteen, da sempre fan accaniti di Mr. Thompson.
L'unico aspetto negativo riguarda il numero piuttosto esiguo di opere tradotte in italiano, in particolare se consideriamo la sua sterminata produzione, ma io attendo fiducioso.

BF

Nella nostra libreria: 
Jim Thompson
In fuga (The Getaway)
ed. Fanucci Editore
177 pag.
traduzione di Anna Martini


 


sabato 31 maggio 2014

Notizie dalle tenebre - Joe R. Lansdale (2014)

"<<Mr Fine, è un piacere vederla>> [...]
<<Chiamami Stubble, o Stubbs. Non che tu mi sia particolarmente simpatico, ma Mr Fine mi fa sentire vecchio, e la cosa non mi garba. E poi, ogni tanto capita di vederci. Perciò possiamo dire di conoscerci.>>
<<Molto bene, Stubbs...>>
<<Un momento, [...] lasciamo perdere. Chiamami Mr Fine. Suona meglio, venendo dalla tua bocca.>>"
Lo sceriffo e nonno (da "Il vecchio sulla sedia a rotelle")

RECENSIONE
Notizie dalle tenebre, come a volte accade, è un libro che in America, paese natale di Lansdale, non esiste. Esso è infatti una raccolta di alcuni dei racconti che lo scrittore texano scrisse in età giovanile, prima di diventare l'autore acclamato che oggi conosciamo. Come spiega egli stesso nell'introduzione al libro le storie sono state scelte insieme all'editor italiano, e a malincuore, per motivi di spazio, ne ha dovute lasciar fuori molte altre; ma state tranquilli! Non si esclude che in futuro venga pubblicata anche una seconda raccolta.
I sedici episodi selezionati sono quasi tutti inediti in Italia, tranne uno, che forse qualcuno di voi (e mi piace pensare che sia anche, almeno in piccola parte, merito mio) può aver letto: si tratta di Bubba Ho-Tep, di cui vi ho parlato qualche mese fa.
Gli altri racconti toccano i temi ed i generi più svariati, in pieno stile Lansdale: si va dagli omaggi a due immensi scrittori americani, H.P. Lovecraft e Mark Twain, per passare a storie che parrebbero quasi uscite dalla penna di Stephen King. Ma anche strampalate vicende con protagonisti alquanto bizzarri, come l'orso dal carattere decisamente poco gustoso di Mr Orso, o il tanto acuto quanto scorbutico nonnino de Il vecchio sulla sedia a rotelle.
Vi piace l'horror? Oppure preferite le buone, vecchie storie di avventura (e scazzottate) in stile "Hap e Leonard"? O meglio ancora forse il western? Qualunque sia stata la vostra risposta, la scelta è sempre la stessa: Notizie dalle tenebre, fidati di me, vi piacerà!
Voglio però segnalare una svista, nel racconto La caccia: prima e dopo, in cui il protagonista, per andare a caccia con la moglie, affida i figli ai propri genitori; ma alcune pagine dopo spiega che i medesimi sono morti svariati anni prima! Questo lapsus, comunque, non va ad inficiare in alcun modo la bontà della storia.
Detto ciò, non vi resta che tuffarvi a capofitto nella lettura di questo meraviglioso libro, sperando che Lansdale mantenga la promessa e non ci faccia attendere troppo a lungo per la seconda puntata di questo graditissimo "Best of".

BW

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Notizie dalle tenebre (tratti da "Bleeding Shadows", "The Best of Joe Lansdale", "High Cotton" e "Trapped in the Saturday Matinée")
ed. Einaudi Stile Libero Big
468 pag.
traduzione di Luca Briasco

    

giovedì 8 maggio 2014

Proiettili d'argento - Élmer Mendoza (2008)

"Che vuoi aspettarti dalla vita se comincia tra le urla della madre che partorisce e il pianto del neonato?"
Edgar "Zurdo" Mendieta

TRAMA 
Edgar Mendieta detto "Zurdo" (Mancino) è un detective della Polizia Federale di Culiacán, stato di Sinaloa, Messico.
Scapolo, un passato nella Narcotici, è un poliziotto dai modi spicci e decisi che non è mai riuscito a fare carriera, soprattutto per non essersi lasciato corrompere dai boss locali, cosa che invece molti suoi colleghi hanno fatto senza alcun rimorso. Abbandonato da una donna di cui era profondamente innamorato e pesantemente traumatizzato dagli abusi subiti da bambino ad opera di un sacerdote, Mendieta, per cercare di combattere i propri demoni, non solo va in cura da un analista, ma tracanna anche birra e tequila a fiumi.
Poi un giorno accade che Bruno Canizales, avvocato di grande successo, figlio di un importante uomo politico ed in procinto di essere nominato "Professionista dell'anno", viene rinvenuto cadavere nel proprio appartamento, ucciso da un proiettile d'argento che gli ha perforato il cranio.
Il caso viene affidato a Zurdo, il quale, con l'aiuto della collega Gris Toledo, inizia a scandagliare la vita privata della vittima, che si rivela essere piuttosto movimentata. Canizales infatti, oltre a far parte di un'eccentrica setta new age, pare fosse solito intrattenere diverse relazioni sia con donne che con uomini, ed inoltre aveva avuto, tra le altre, anche una burrascosa storia con Samantha Valdés, viziata ed irascibile figlia di un potentissimo narcotrafficante. 
Come se non bastasse, in città stanno spuntando sempre più di frequente dei cadaveri di uomini evirati ed avvolti in pesanti coperte, che fanno pensare a dei regolamenti di conti nell'ambiente dei narcos.
Una torbida e pericolosissima vicenda di sesso, violenza, corruzione e malavita sulla quale non sarà affatto facile fare luce, come il detective Mendieta sta per scoprire suo malgrado.

RECENSIONE
Scritto con uno stile conciso ed incalzante, coinvolgente e mai monotono, Proiettili d'argento è un bel poliziesco piuttosto classico ma ben costruito, reso intrigante anche dall'ambientazione messicana, che agli occhi di noi europei risulta particolarmente "esotica".
Élmer Mendoza, autore che ammetto di non aver mai sentito nominare prima d'ora, mi ha piacevolmente sorpreso con questa storia oscura che mischia amore, morte e sordidi legami tra potere politico e narcotraffico, sullo sfondo di un Paese alla disperata ricerca di stabilità, ma che è sempre di più alle prese con dei livelli di criminalità e di corruzione elevatissimi che coinvolgono ormai tutti i settori.
Molto umano e tratteggiato magistralmente è poi il protagonista Edgar Mendieta, caratteristica figura di "sbirro" che non si piega ai compromessi, ma che possiede anche una visione della realtà assai pragmatica; essendo cresciuto in un quartiere popolare, infatti, egli dimostra di conoscere bene la mentalità dei malavitosi, avendo anche alcuni amici fra le loro fila.
Tra omicidi, sparatorie infernali, narcos ingioiellati che vestono Versace, grossi Hummer dai vetri oscurati e ragazze tanto belle quanto ambigue, Proiettili d'argento è un bel libro che, pur non essendo nulla di particolarmente nuovo o sconvolgente, è in ogni caso assolutamente raccomandato agli amanti delle storie ad alta tensione, con un paio di bei colpi di scena che di certo non guastano.
In conclusione poi, credo sia giusto sottolineare l'opera di traduzione a cura di Pino Cacucci, il quale è riuscito a trasporre ottimamente una lingua ben diversa dallo spagnolo che si parla a Madrid e che presenta tantissimi termini gergali di strada la cui origine risale addirittura agli Aztechi.

BF

Nella nostra libreria:
Élmer Mendoza
Proiettili d'argento (Balas de plata)
ed. La Nuova Frontiera
271 pag.
traduzione di Pino Cacucci


 



domenica 4 maggio 2014

Raccolto rosso - Dashiell Hammett (1929)

"Oh, sei marcio! Non te ne frega niente di quello che può succedermi. Mi stai usando nello stesso modo in cui usi gli altri..."
Dinah Brand

TRAMA
Un investigatore privato del quale non conosciamo il nome e che lavora presso l'agenzia Continental di San Francisco viene ingaggiato dal signor Donald Wilsson. Costui abita a Personville, oscura cittadina mineraria di provincia dove, oltre ad essere il proprietario di entrambi i quotidiani locali, rappresenta anche una figura estremamente autorevole e rispettata.
Il detective si reca così a casa di Wilsson il quale però non è ancora rientrato e la moglie, dopo aver ricevuto una strana telefonata che la costringe ad uscire a tarda ora, si scusa dicendo che il marito passerà la notte fuori.
Il mattino seguente tutta la città viene al corrente del fatto che il signor Donald Wilsson è stato assassinato a colpi di calibro 32.  Ma anzichè decidere di rientrare a San Francisco, il protagonista sceglie di rimanere e dare inizio ad una serie di indagini che rivelano ben presto come la zona sia al centro di numerosi traffici illeciti di vario genere i quali coinvolgono molti membri influenti della comunità, uno tra tutti il padre della vittima, l'imprenditore minerario Elihu Wilsson. Il nostro investigatore così facendo si rende conto per quale motivo la città sia soprannominata "Poisonville", e di come dietro alla propria facciata tranquilla si nasconda in realtà un'autentica polveriera pronta ad esplodere alla minima scintilla.

RECENSIONE
Noto anche come Piombo e sangue, questo classico dell'hard boiled si fa subito notare per la struttura decisamente fuori dagli schemi, specialmente rispetto ai gialli "classici" dello stesso periodo. 
Infatti il nodo che costituisce l'omicidio, avvenimento attorno al quale ruota solitamente tutta la trama e che viene risolto solo nel finale, viene qui sciolto dopo poche pagine. Ma solo per catapultare il lettore nel cuore della storia vera e propria, che raggiunge il suo climax nella parte centrale del romanzo, dove un'impressionante sequela di sparatorie, fughe, violenze e morti ammazzati dà vita ad una narrazione che sfrutta alla grande l'abilità dell'autore nel costruire una vicenda travolgente e piena di ritmo. 
Raccolto rosso è un buonissimo libro che, nonostante abbia quasi novant'anni sulle spalle, è totalmente privo della staticità ed in alcuni casi anche dell'esagerata artificiosità che contraddistinguono diverse opere di scrittori gialli ben più celebrati di Dashiell Hammett (il quale, tanto per cambiare, è morto povero in canna e dimenticato da tutti) e che, se sceneggiato adeguatamente, potrebbe essere magnificamente trasposto sul grande schermo, facendo la gioia dei tanti appassionati odierni di cinema pulp.
Unica imperfezione da segnalare, a mio parere, è il finale eccessivamente convulso e confusionario che tende a rendere un po' meno scorrevole la lettura lasciando anche scoperta qualche falla nella trama.
Per il resto, se amate le atmosfere noir ed in generale i romanzi di azione sono proprio dell'avviso che non dovreste assolutamente rinunciare a regalarvi qualche ora di divertimento condito da scontri a fuoco ed inseguimenti all'ultimo respiro in compagnia di Raccolto rosso e di Dashiell Hammett.

BF

Nella nostra libreria:
Dashiell Hammett
Raccolto rosso (Red Harvest)
ed. Oscar Mondadori
229 pag.
traduzione di Sergio Altieri




lunedì 31 marzo 2014

Diavoli di donne - Jim Thompson (1954)

"Aveva il culo poggiato sopra a un malloppo da centomila, e faceva battere la nipote per un piatto di fagioli. 
Sì, funzionava.
Mi garbava che fosse così, quindi decisi che così era."
Frank "Dolly" Dillon


TRAMA
Questa è la storia di Frank "Dolly" Dillon, un uomo al quale tutti hanno sempre reso la vita impossibile.
Lui non è che un poveraccio che ha sempre lavorato duro per cercare di emergere, ma c'è sempre stato qualcuno che gliel'ha impedito. E quel qualcuno sono le donne (o come le chiama lui, "baldracche") che ha incontrato sulla propria strada che, avendo capito che razza di persona per bene lui fosse, prima l'hanno sfruttato e poi se ne sono andate prendendosi tutto senza dare nulla in cambio.
Naturalmente questa è la sua versione dei fatti, e non è che le cose siano sempre andate così, anzi. Ma Dolly è fatto un po' in questo modo: paranoico, un po' vittimista e leggermente misogino.
Fatto sta che ora, non più giovanissimo, è finito a fare il venditore porta a porta in una scialba cittadina del Midwest per conto della Pay Easy, una dubbia società di prodotti di largo consumo.
Continuamente punzecchiato dal suo superiore, il viscido ma furbo Staples, a causa del suo rendimento non esaltante, Dolly un giorno suona alla porta di una vecchia signora che gli propone di pagare un servizio di posate in natura, offrendogli il corpo della giovane nipote Mona.
Il venditore ambulante così, rimasto solo con la ragazza, capisce subito che la zia è solita farla prostituire al fine di ottenere piccoli favori e, attratto ed anche impietosito, decide di aiutarla.
Dolly è sposato con Joyce, un'altra di quelle che non hanno mai fatto altro che tormentarlo, che però al termine di un litigio particolarmente violento, se ne va di casa.
A questo punto Dolly, che nel frattempo è venuto a sapere dall'ingenua e timida Mona che la zia custodisce segretamente in cantina un bel po' di soldi, organizza un piano veramente perfetto per impadronirsi del denaro e fuggire con la giovane.
L'occasione è davvero ghiotta ma, come spesso accade, per quanto un piano sia studiato nei minimi dettagli (e questo non lo è affatto), alla fine c'è sempre qualcosa di imprevisto che rischia di mandare all'aria tutto quanto.

RECENSIONE
É ufficiale: io adoro Jim Thompson. 
Che ci volete fare, mi piace tantissimo il suo stile, il modo di raccontare le sue storie che pullulano di uomini sconfitti, di donne smaliziate e dozzinali e, più in generale, di un'umanità fatta di perdenti e di disperati. Come un altro grandissimo della letteratura americana, Bukowski, Thompson riesce a rendere al meglio quando dà vita a vicende corrotte, con personaggi squallidi e miserabili. Personaggi che però rimangono ben impressi nella mente del lettore grazie alle straordinarie caratterizzazioni realizzate dallo scrittore dell'Oklahoma.
E così anche Dolly Dillon entra a far parte della leggendaria galleria dei protagonisti creati da Thompson per le sue opere, dal cinico e scaltro Joe Wilmot di Nulla più di un omicidio, al docile psicolabile Kid Collins di É già buio, dolcezza: tutta gente allo sbando alla quale il destino offre un'ultima opportunità per cercare di dare una svolta alla propria sciagurata esistenza. 
Diavoli di donne è un romanzo che parte da una trama semplice, quasi banale, ma che arriva ai vertici assoluti per quanto riguarda un genere, il noir, che Thompson è riuscito a nobilitare, grazie anche alla recente riscoperta di molti suoi lavori che al tempo vennero accantonati un po' troppo frettolosamente. Da segnalare a questo proposito il finale di questo libro, assolutamente sorprendente ed anche sperimentale, soprattutto se pensiamo a quando è stato scritto.
Un'ulteriore nota di merito (dovuta) va al traduttore Luca Briasco, per il non facile lavoro di "attualizzazione" del linguaggio thompsoniano, senza tuttavia snaturarlo.
Agguerrita ed iperproduttiva macchina da guerra letteraria, al pari forse solo di Dick e del nostro Scerbanenco, l'autore di Anadarko concepì centinaia tra racconti e romanzi nel corso della propria vita, smentendo clamorosamente chi afferma che quantità non è mai sinonimo di qualità.
Le due cose raramente possono coesistere, è vero, ma se si possiedono la genialità visionaria e l'enorme talento di Jim Thompson, è proprio il caso di dire che nulla è impossibile.

BF

Nella nostra libreria:
Jim Thompson
Diavoli di donne (A Hell of a Woman)
ed. Fanucci Editore 
197 pag.
traduzione di Luca Briasco 


 











giovedì 20 marzo 2014

Traditori di tutti - Giorgio Scerbanenco (1966)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il secondo della Quadrilogia di Duca Lamberti. Se non avete letto il precedente, intitolato Venere privata, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.


 "...anche con un bocciuol di rosa si può soffocare una persona, se glielo si spinge abbastanza in fondo alla gola."
Giorgio Scerbanenco

TRAMA
É uno strano individuo quello che si presenta nello studio di Duca Lamberti, ex medico radiato dall'Ordine e che sta pensando di seguire le orme paterne entrando in Polizia. Silvano Solvere, questo è il suo nome, si rivolge a lui su consiglio dell'avvocato Turiddu Sompani, che Duca aveva conosciuto in carcere e che reputava "repellente", per una questione piuttosto insolita.
Duca infatti dovrà, dietro lauto compenso, ricostruire l'imene ad una ragazza che deve sposarsi e far credere al futuro marito, un ricco commerciante di carni della zona, di essere ancora illibata. L'ex medico, anche se non molto convinto, alla fine accetta in quanto estremamente bisognoso di denaro.
La ragazza che deve sottoporsi all'intervento, Giovanna Marelli, si reca quindi da Duca portando con sè una valigetta e chiedendo di poterla lasciare lì, spiegando che sarebbe passato a ritirarla Silvano il giorno dopo. Il dottor Lamberti, che sente puzza di bruciato, acconsente ma fa sorvegliare i movimenti della giovane da Mascaranti, uomo fidato del commissario Carrua. 
Così si viene a sapere che l'avvocato Sompani, a quanto pare, è annegato qualche sera prima insieme ad un'amica dentro ad una Fiat 1300 finita in un canale nella campagna pavese, e che la famosa valigetta si trova ancora a casa di Duca perchè Silvano non è venuto a prenderla. E non verrà mai, dal momento che qualcuno ha riempito di piombo l'auto sulla quale viaggiavano lui e Giovanna, ammazzandoli entrambi. Una miriade di inquietanti interrogativi affollano ora la mente di Duca Lamberti.
Perchè Silvano ha affermato di essere grande amico dell'avvocato Sompani, senza minimamente accennare al fatto che quest'ultimo fosse morto già da qualche giorno? C'è qualche legame tra la strana operazione che ha dovuto eseguire e la tragica morte della ragazza? E soprattutto, cosa contiene quella misteriosa valigetta custodita nel suo studio e che nessuno è riuscito a ritirare?

RECENSIONE
Uno scrittore è grande quando riesce ad anticipare i tempi, quando coglie cioè prima degli altri l'aria che tira; ed in questo (ma non solo) Giorgio Scerbanenco era senza dubbio uno scrittore vero. Traditori di tutti venne pubblicato nel 1966, in un'epoca in cui l'Italia non aveva ancora perso la propria innocenza, cosa che avverrà qualche anno più tardi (per la precisione circa un mese e mezzo dopo la prematura scomparsa dell'autore italo-ucraino) con la strage di Piazza Fontana, che diede il via ai tristemente famosi "anni di piombo" e che fece precipitare il Paese in una spirale di violenza inaudita e terrificante. Scerbanenco, con i suoi romanzi (specie quelli del ciclo di Duca Lamberti) aveva probabilmente capito che la società italiana stava cambiando e che in breve si sarebbe passati dagli episodi di malavita della quale erano protagonisti pochi ed isolati "sbandati" ad un'esplosione di ferocia e di criminalità incontrollata, come effettivamente poi avvenne. La stessa Milano dei suoi racconti non è più, come qualcuno insisteva a dipingerla, la città laboriosa che ospita al massimo qualche elemento folkloristico della vecchia ligera, ma è divenuta ormai un ritrovo di pericolosissimi delinquenti di ogni tipo, come è anche facile immaginare che accada in una metropoli di quasi due milioni di abitanti.
Traditori di tutti ci racconta questa fase di passaggio, col solito stile sobrio ed essenziale del suo autore, con una caratterizzazione dei personaggi ancora più profonda e riuscita rispetto a Venere privata e, sempre rispetto a quest'ultimo, ci offre una storia che trasuda molta più brutalità e violenza, e che si spinge oltre fino all'utilizzo di effetti grandguignoleschi. La trama poi, in apparenza intricata, si snoda in un finale nitido e che funge quasi da colpo di scena, pur non essendo tale. Mi rendo conto che ciò che ho appena scritto non è che sia molto chiaro, ma non posso proprio dire di più o rischierei di rovinarvi il piacere di scoprire da voi i retroscena di questa torbidissima vicenda.
Questo, tra le altre cose, è anche un libro nel quale si percepisce la rabbia, la frustrazione e l'indignazione di chi è tenuto a far rispettare la legge, ma che spesso viene messo in una condizione di impotenza. Traditori di tutti, che in Francia vinse anche il prestigiosissimo Grand prix de littérature policière narra in modo molto crudo, e a volte anche con un briciolo di retorica (comprensibile visti i tempi in cui venne dato alle stampe), una storia dura di gente spietata e di quelli che danno loro la caccia, i poliziotti cioè, uomini risoluti e che non disdegnano di fare ricorso alle maniere forti; insomma dei veri e propri antieroi in tutto e per tutto.
Per appassionati e cultori del genere, un libro semplicemente imprescindibile.

BF


Nella nostra libreria:
Giorgio Scerbanenco
Traditori di tutti
ed. Garzanti
224 pag.






 

venerdì 24 gennaio 2014

Una coppia perfetta - Joe R. Lansdale (2013)

"Tirai fuori il cellulare e chiamai Leonard.
<<Dimmi>> rispose
<<Hai presente quell'Henry? Beh l'ho appena visto. É grosso.>>
<<Grosso quanto?>>
<<Hai presente il robot di Ultimatum alla Terra?>>
<<Oh, cazzo.>>
<<Già.>>"
Hap Collins


RECENSIONE
Ormai abbiamo imparato a conoscerli bene: Hap il bianco, il liberal, il sentimentale dalle cotte facili. Leonard è invece il repubblicano, il reduce del Vietnam patito di armi, ed è nero ed omosessuale; due caratteristiche queste ultime che nella cittadina del Texas orientale dove sono ambientate le loro avventure non lo rendono certo il personaggio più popolare.
Insieme formano veramente Una coppia perfetta, come annuncia il titolo di questo volume che raccoglie tre storie finora inedite in Italia che hanno per protagonisti i due personaggi più amati creati dalla stupefacente immaginazione di Joe Lansdale.
E stupefacente è anche la capacità dei due amici di andarsi sempre a cercare (e trovare) nuove rogne, soprattutto a causa del maledetto viziaccio di non farsi mai i cavoli loro e dell'abitudine innata di cercare di risolvere i problemi più con il cuore, e le mani, che non con il cervello. Per fortuna che c'è pure Brett, la bella e focosa compagna di Hap che ogni tanto, ma non sempre, riesce a farli ragionare un attimo impedendo ai due casinisti di fare del loro peggio.
Così il prolifico autore di Gladewater ci regala tre perle in cui mostra di essere (e con lui anche i suoi personaggi) ancora una volta in formissima, raccontando come solo lui sa fare le diverse ed ingarbugliatissime vicende in cui vengono coinvolti i nostri due (anti)eroi.
Nella prima, dal tarantiniano titolo Le iene, Hap e Leonard sono alle prese con Donny, un ragazzino ingenuo che, in modo del tutto incosciente, è entrato in una banda di tizi assai poco raccomandabili che rapinano furgoni blindati capitanata da un orribile figuro che si fa chiamare Smokestack (cioè ciminiera). Il giovanotto, una volta resosi conto della reale natura dei suoi compari, vorrebbe chiamarsi fuori ma non sa come fare ed inoltre ha paura della possibile vendetta degli altri componenti della gang. Kelly quindi, il fratello maggiore, chiede aiuto ai due "detective per caso" affinchè possano riportargli a casa il fratellino, possibilmente tutto d'un pezzo. 
Un classico racconto in stile Lansdale, non originalissimo se vogliamo, ma senza dubbio godibile e pieno sia di azione, sia di quei meravigliosi ed esilaranti dialoghi che risultano essere da sempre tra le componenti più apprezzate dell'intera serie.
Il secondo episodio, Veil in visita, scritto a quattro mani insieme all'amico Andrew Vachss, è di sicuro uno dei più atipici di Hap e Leonard. Si svolge infatti all'interno di un'aula di tribunale, dove sta avendo luogo un processo a carico di Leo accusato di aver incendiato per l'ennesima volta la casa dei vicini spacciatori di crack.
A provare ad evitargli una dura condanna verrà chiamato l'enigmatico Veil, avvocato decisamente fuori dagli schemi che pare essere legato ad Hap da un'oscura vicenda di sangue avvenuta molti anni prima e che, tanto per cambiare, Leonard detesta cortesemente.
Infine abbiamo Una mira perfetta, racconto che ci mostra una bella donna vittima di stalking da parte dell'ex marito, un caso solo apparentemente semplice che si complica in modo pazzesco fino alle più estreme conseguenze.
Insomma, come di consueto quando ci sono di mezzo i due amici texani, preparatevi ad una bella scorpacciata di botte, sparatorie e battutacce al vetriolo in questa raccolta che, seppur non imperdibile, si lascia divorare in pochissimo tempo e che provvede a saziare la fame di Hap e Leonard in attesa che arrivi il piatto forte, ovvero il nuovo capitolo della saga che al momento sembrerebbe chiamarsi Blue to the bone
Alla prossima avventura dunque e, mi raccomando, che nessuno nel frattempo si azzardi a toccare i wafer alla vaniglia di Leonard, altrimenti sì che saranno guai...

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard (Hyenas, Veil's Visits, Dead Aim)
ed. Einaudi Stile Libero Big
191 pag.
traduzione di Luca Briasco







sabato 18 gennaio 2014

Nulla più di un omicidio - Jim Thompson (1949)

"Se siete fatti come me, probabilmente in vita vostra avrete visto mille coppie che vi hanno indotto a pensare perchè e a come diavolo sono finite insieme. E se siete fatti come ero fatto io, probabilmente l'avreste attribuito all'alcol o ad un genitore col fucile puntato."
Joe Wilmot


TRAMA
Stoneville è la classica cittadina americana di provincia dell'immediato dopoguerra: tranquilla e sonnacchiosa, dove la gente lavora e la sera va a letto presto. Uno dei pochi punti di svago è rappresentato da un cinema, il Barclay, che è molto popolare nella zona e parecchio frequentato, specialmente nei weekend. Elizabeth è la proprietaria di questo cinema, anche se in realtà il merito del successo si deve principalmente allo spirito d'iniziativa di suo marito Joe Wilmot. Più giovane di lei di una decina d'anni, Joe ha saputo rilanciare con grande abilità questa sala cinematografica che stava rischiando la chiusura e, con una serie di mosse astute e di piccoli espedienti al limite della legalità, è riuscito ad estinguere i debiti che gravavano sulla moglie ed ora i due vivono più che decorosamente.
Ma non vanno più molto d'accordo da diverso tempo ormai, soprattutto a causa del carattere fortemente autoritario di Elizabeth. Quando poi ella sorprende il marito a letto con Carol, la loro giovane domestica bruttina ed un po' goffa, il loro matrimonio giunge definitivamente al capolinea.
Elizabeth però non chiede il divorzio e non si abbandona a scenate isteriche, anzi, concepisce un piano diabolico per far sì che alla fine tutti risultino felici e contenti.
Pertanto la moglie tradita accetta sì di farsi da parte senza troppo clamore, ma in cambio vuole un bel gruzzolo, diciamo 25000 dollari, giusto il premio della polizza dell'assicurazione sulla vita stipulata qualche anno prima.
Già ma come fare? Beh basta fare in modo che una donna sconosciuta e sola al mondo muoia al posto suo, magari in un incendio. A quel punto Elizabeth sparirebbe per sempre con i soldi e Joe e Carol potrebbero andare a vivere insieme indisturbati. 
Facile no? Basta che ognuno reciti bene la propria parte e nessuno a Stoneville sospetterà niente. In fondo non è così complicato, non è Nulla più di un omicidio.

RECENSIONE
Prima incursione nel noir da parte di Jim Thompson, il quale grazie soprattutto ai lavori successivi si consacrerà come uno dei maestri assoluti del genere.
Scritto in modo già piuttosto maturo e con quello stile secco ed ossessivo che diverrà in seguito uno dei suoi tratti più peculiari, questa piccola chicca pulp vede un Thompson impegnato ad abbattere a mazzate il muro di ipocrisia che aleggia sulla piccola e pacifica Stoneville, simbolo di quella provincia americana che spesso farà da sfondo alle sue avventure.
Sebbene rappresenti il suo esordio nei territori dell'hard boiled, Nulla più di un omicidio presenta già diversi tratti distintivi che si ritroveranno più avanti in molte altre sue opere.
Uno di questi abbiamo già detto è una decisa condanna verso uno stile di vita tipico dei piccoli centri abitati, secondo lui improntati su una facciata di finto perbenismo e che invece si rivelano essere territori fertilissimi per crimini di ogni tipo.
Un altro è il suo modo di vedere l'istituzione del matrimonio, descritto spesso come una vera e propria prigione che tende lentamente a consumare le persone e a metterle una contro l'altra, inevitabilmente; il tutto dovuto probabilmente alla sua disastrosa esperienza coniugale, anche se pare che l'ex moglie abbia più volte smentito in tal senso, dipingendo Thompson come il classico "marito modello".
Infine i suoi personaggi femminili totalmente controcorrente. Se cercate nei suoi libri le donne fatali, le famose dark ladies che popolano l'immaginario noir letterario e cinematografico di quegli anni, è facile che rimarrete delusi. Scordatevi le Ingrid Bergman o le Marlene Dietrich dunque, perchè le donne di Thompson sono spesso sgraziate, alcolizzate, pazze, non particolarmente attraenti ed a volte addirittura con qualche deformità.
Nulla più di un omicidio è il primo passo dell'autore verso un viaggio che lo porterà faccia a faccia con i propri demoni e le proprie ossessioni, e perciò ritengo che, pur non trattandosi ancora del miglior Thompson, questo sia un libro che non potete fare a meno di leggere, in particolare se volete comprendere meglio da dove abbiano origine le morbose visioni dello scrittore di Anadarko.

BF


Nella nostra libreria:
Jim Thompson
Nulla più di un omicidio (Nothing More Than Murder)
ed. Fanucci Editore
216 pag.
traduzione di Anna Martini







venerdì 10 gennaio 2014

Devil Red - Joe R. Lansdale (2010)

"<<Che cazzo è quella roba?>> dissi.
<<Un berretto da cacciatore di cervi. Si chiama deerstalker.>>
<<Deerstalker?>>
<<Tipo quello che indossava Sherlock Holmes al cinema.>>
<<Sì, lo so, ma cos'è che te ne fai tu?>>
<<Lo indosso.>>
<<E io dovrei ficcarmi in testa una bombetta, mettermi sottobraccio un ombrello e farmi chiamare Watson?>>
<<Ti va?>>"
Hap Collins e Leonard Pine


TRAMA
Colpo di scena: Hap e Leonard, giunti ormai ad un'età in cui la maggior parte delle persone iniziano a non vedere l'ora di diventare nonni, pare che abbiano deciso finalmente di mettere giudizio e così pensano di mettersi a lavorare seriamente. 
Non ci credete? Avete ragione.
Infatti se è vero che, soprattutto Hap, comincia ad essere un po' stanco di andare in giro a rischiare sempre la pelle e forse preferirebbe passare ad un periodo leggermente più tranquillo della propria vita, bisogna tener presente che avendo sempre intorno quel demonio di Leonard Pine tutto ciò è abbastanza improbabile e i buoni propositi vanno a farsi friggere.
Così accade che i due vengano assunti alle dipendenze dell'ex tenente di polizia Marvin Hanson, amico di vecchia data, che ha deciso di aprire una piccola agenzia investigativa.
Il loro primo incarico è un'operazione di recupero crediti che non crea particolari grattacapi a due come loro, soprattutto in virtù dei loro modi assai spicci; ma il cliente che si presenta in ufficio il giorno successivo propone un lavoro leggermente più spinoso e problematico.
La signora Juanita Christopher, che arriva accompagnata da un aitante giornalista amico di famiglia di nome Cason Statler, è disposta a pagare un gran bel gruzzolo di quattrini per scoprire chi ha ucciso il proprio figlio Ted, freddato mentre faceva jogging nel parco cittadino insieme alla fidanzata Mimi oltre due anni prima. La polizia ha etichettato tutto quanto come il classico cold case, per loro è ormai praticamente impossibile rintracciare un assassino che ha un vantaggio tale, ma Juanita è convintissima che il delitto del figlio e della sua ragazza sia stato eseguito dietro commissione. I nostri due detective iniziano così le indagini e ben presto si rendono conto che l'assassinio di Ted e Mimi ha qualcosa in comune con altri omicidi irrisolti avvenuti tempo addietro. Sulla scena di ognuno di questi crimini infatti qualcuno, presumibilmente il killer, ha lasciato una specie di firma: un disegno raffigurante un diavolo rosso.
C'è n'è abbastanza perchè i due amici, ed a questo punto anche colleghi, si buttino come loro solito a capofitto dentro a questo nuovo, spaventoso mistero.

RECENSIONE
Ottavo, e per ora ultimo, capitolo della saga targata Hap & Leo dal momento che il successivo Una coppia perfetta sarà composto esclusivamente da alcuni brevi racconti.
Se Sotto un cielo cremisi era stato per certi versi un libro un po' di transizione, si potrebbe dire che Devil Red dà probabilmente il via a quello che sarà il "nuovo corso" delle avventure dei due inseparabili compari dal cazzotto facile e dalla lingua più tagliente di un rasoio.
Lansdale, com'è comprensibile dopo molti anni e dopo molti episodi riuscitissimi, cerca di dare una rimescolata alla formula che tanta fortuna ha portato a questo ciclo di avventure, apprezzate davvero da una grande moltitudine di lettori, soprattutto (e lo dico con grande orgoglio) in Italia.
Non è un caso infatti che questo romanzo, come già avvenuto anche in un'altra occasione, sia stato prima lanciato sul mercato italiano E POI negli Stati Uniti, a riprova del fatto di quanto lo scrittore texano sia amato nel nostro paese, e di quanto egli ci tenga in considerazione. Troppa grazia verrebbe da dire, ma credo che questi attestati di stima non possono che farci bene, e mi sembrava giusto sottolinearlo.
Lo stile che caratterizza questo tipo di racconti ormai penso che lo conosciate: azione, ritmo, suspance ma come sempre anche un'ironia talmente greve e sboccata (ma non stupida) che porta inevitabilmente a sganasciarsi dalle risate. Oltre a tutto ciò, come già accennato prima, entriamo in una nuova fase che con ogni probabilità contraddistinguerà d'ora in avanti questi due personaggi; un taglio un po' più "maturo", anche malinconico se vogliamo. Ma non dimentichiamoci che stiamo sempre parlando di Hap e Leonard: due tipi che, seppur con qualche capello grigio in più ed alcuni acciacchi sulle spalle, sono ancora capaci di gonfiare di botte "bulletti" nel pieno vigore degli anni.
Funzionerà? Staremo a vedere. Di sicuro mi sembra che con Devil Red abbiamo imboccato la strada giusta.

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Devil Red (Devil Red)
ed. Fanucci Editore
283 pag.
traduzione di Luca Conti




venerdì 27 dicembre 2013

Sotto un cielo cremisi - Joe R. Lansdale (2009)

"Non mi piace sentirmi chiamare 'negro', nemmeno se è un negro che lo fa."
Leonard Pine


TRAMA
Tutto inizia quando Marvin Hanson, ormai rimessosi dal tremendo incidente di alcuni anni prima e del quale porta ancora i segni, si presenta accompagnato da Leonard a casa di Hap e Brett.
Dopo che il signor Pine riesce, com'è consuetine, a scroccare al padrone di casa una bella merenda a base di latte, biscotti e Dr. Pepper, Marvin illustra il motivo della sua visita.
Sua nipote Gadget infatti frequenta da qualche tempo un ragazzotto che ama atteggiarsi da gangsta spacciando droga con alcuni amici poco raccomandabili, e la ragazza è talmente innamorata di questo Tanedrue (così si chiama il giovanotto) da essere diventata lei stessa tossicodipendente nonchè totalmente succube del fidanzato che, spesso e volentieri, non si fa scrupolo nemmeno di metterle le mani addosso.
Marvin chiede dunque ai due di andare a recuperare l'ingenua nipotina in modo da toglierla da quel brutto giro e di far capire all'allegra brigata che d'ora in avanti dovranno lasciarla in pace, se nel fare questo poi dovesse scapparci qualche sberla beh, pazienza!
I nostri eroi si recano dunque alla roulotte di Tanedrue e, dopo aver discusso la questione a modo loro si riportano a casa Gadget ma, prima di andarsene Hap in segno di spregio, butta giù dalla tazza del W.C. tutta la cocaina presente nella stanza, per un valore di diverse migliaia di dollari.
Purtroppo però, la droga era di proprietà di un'organizzazione ben più potente e pericolosa la quale non è per nulla contenta che qualcuno abbia mandato giù dallo scarico i loro potenziali guadagni e così spedisce un misterioso e letale killer di nome Vanilla Ride sulle tracce di Hap e Leonard per far loro capire che stavolta hanno pestato i piedi alle persone sbagliate.
E per i nostri amici saranno di nuovo montagne di guai. 

RECENSIONE
"Da un bel pezzo non si sparava più a nessuno..." recita l'incipit di Sotto un cielo cremisi, ed in effetti sono passati ben otto anni dall'ultima avventura della coppia più bella del mondo e la lunga inattività si sa, può far male.
Questo libro infatti è, a mio parere, un buon gradino sotto ai migliori episodi della serie (Mucho Mojo, Il mambo degli orsi e Bad Chili) pur essendo tuttavia molto piacevole e divertente da leggere, con una formula collaudatissima che riesce sempre a strappare risate ed arricchita da frangenti di buon coinvolgimento emotivo.
Il ritmo c'è, i personaggi (magnifico Il Tonto) pure, forse magari manca un po' di quella freschezza che contraddistingueva i lavori sopracitati, ma credo comunque che sia un romanzo tutto sommato meritevole di attenzione.
Certo, se siete neofiti di Lansdale non vi consiglierei di iniziare proprio da qui ma trovo in ogni modo più che naturale che in una saga ci possano essere momenti altissimi ed altri un po' meno riusciti. Non lamentiamoci del brodo grasso, suvvia!


BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Sotto un cielo cremisi (Vanilla Ride)
ed. Fanucci Editore
312 pag.
traduzione di Luca Conti


sabato 7 dicembre 2013

È già buio, dolcezza - Jim Thompson (1955)

"<<Stavo andando a sud con questo amico mio, Jack Billingsley - scommetto che li conosce, i Billingsley, grande famiglia nel settore immobiliare - e il motore della macchina si è spento. Sono tornato a piedi a un'officina per chiedere aiuto. Sicchè torno con il carro attrezzi, e che io sia dannato se quel pazzo di Jack non se n'è andato. Dev'essere successo che...>>
<<...Jack ha fatto partire la macchina da solo>> concluse lei. <<Ecco cos'è successo. Ha cominciato a cercarla e in qualche modo vi siete superati a vicenda sulla statale. Ora lui non sa dov'è lei e lei non sa dove si trova lui...>>"
William Collins e Fay Anderson

TRAMA
William "Kid" Collins è un bel ragazzone biondo dal temperamento mite e gentile. Ma è anche appena evaso da un ospedale psichiatrico perchè in effetti in lui c'è qualcosa che non va. A volte viene colto da esplosioni di collera irrefrenabili ed in questi casi è meglio allontanarsi perchè può diventare davvero molto pericoloso. Come quella volta, quando era ancora un pugile dal brillante avvenire, in cui ammazzò a furia di cazzotti il proprio avversario sul ring.
Un giorno in un bar fa la conoscenza di Fay, una bella donna con dei trascorsi da dimenticare e finita nel tunnel dell'alcolismo. Fay decide di ospitarlo a casa sua, dove gli presenta un signore di mezza età dai modi solo in apparenza cortesi ed affabili, che si fa chiamare Zio Bud.
Insieme stanno progettando un rapimento ai danni di un bambino di sette anni, Charles Vanderventer III, giovanissimo rampollo di una famiglia di facoltosi industriali e decidono di coinvolgere nel piano anche il buon Kid.
Il rapimento, per quanto realizzato maldestramente, ha successo, ed ora l'improvvisata banda non deve far altro che mettersi in contatto con i genitori per il riscatto dietro pagamento di un bel gruzzolo, naturalmente lasciando fuori dalla faccenda la polizia altrimenti il ragazzo potrebbe patirne le conseguenze...
Fin dall'inizio però, i caratteri totalmente differenti dei tre entrano fortemente in conflitto, anche perchè nessuno si fida dell'altro: Fay è una graziosa signorina che quando inizia a bere diventa intrattabile e del tutto inaffidabile mentre Zio Bud è un truffatore da strapazzo privo di tempra, che però ama atteggiarsi da leader. 
E poi c'è il nostro Kid che è buono ed educato, ma anche estremamente imprevedibile. E con un terzetto del genere, è praticamente impossibile che le cose vadano per il verso giusto.

RECENSIONE
Niente da dire, il vecchio Jim non sbaglia un colpo. È gia buio, dolcezza infatti, è un altro centro clamoroso.
Un intreccio noir carico di angoscia e di paranoia, una storia che cattura, dei personaggi tra i più derelitti che si possano immaginare. Nessuno è in realtà ciò che può apparire ad una prima occhiata quindi attenzione a giudicare troppo in fretta le persone, questo è un tema piuttosto ricorrente nei romanzi di Thompson, e nemmeno È già buio, dolcezza fa eccezione.
Ma qui viene anche introdotto un elemento nuovo dato dalla grande e a tratti spiazzante sensibilità di Kid Collins che in certi frangenti emerge in maniera del tutto inaspettata.
E qui sta la notevole bravura di Thompson: riuscire ad inserire dei momenti di grande tenerezza in una vicenda che parla di persone miserabili, avide e disgraziate, senza per questo scadere nello zuccheroso o, peggio ancora, nel buonismo da quattro soldi.
Riguardo al finale poi, pur stando attento a non anticipare nulla, vi posso solo dire che è quasi commovente. E non è poco, per uno come Thompson che ha sempre avuto la fama di "duro".
Per Natale, se siete state buoni, fatevi un bel regalo: comprate questo libro. Vedrete che ne varrà la pena.

BF


Nella nostra libreria:
Jim Thompson
È già buio, dolcezza (After Dark, My Sweet)
ed. Fanucci Editore
196 pag.
traduzione di Anna Martini