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martedì 8 luglio 2014

La spiaggia più lontana - Ursula K. Le Guin (1972)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il terzo del Ciclo di Earthsea. Se non avete letto il precedente, intitolato Le tombe di Atuan, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.
 

"Quando aspiriamo al potere sulla vita, a ricchezze infinite, sicurezza inattaccabile, immortalità... allora il desiderio diventa avidità. E se la conoscenza si allea alla cupidigia, sopravviene il male. Allora l'equilibrio del mondo è turbato, e la rovina piomba sui piatti della bilancia."
Sparviero ad Arren

TRAMA
Preoccupanti notizie giungono da diverse isole all'orecchio dell'Arcimago di Roke, ovvero Ged, Sparviero: pare infatti che tutte le streghe e gli incantatori stiano perdendo i loro poteri, e che anche gli incantesimi e le magie più semplici non possano essere evocati. In questo modo anche gran parte dell'aiuto che essi davano alle loro comunità per le incombenze quotidiane è sparito, e tutto ciò sta gettando nel più grande sconforto gli uomini, che perdono la loro vitalità, si ammalano e muoiono.
Così, quando è Arren, figlio del Re di Enlad, a portare di persona l'ennesima conferma di questo misterioso flagello che colpisce le arti magiche, Sparviero decide che è giunto il momento per lui di lasciare Roke e di partire alla ricerca della fonte del male. Se in passato era stato un semplice allievo, ora sta a lui accogliere come aiutante Arren, che sarà il suo compagno in questa avventura perigliosa.

RECENSIONE
Purtroppo questo terzo capitolo del Ciclo di Earthsea è stato per me una mezza delusione: lento ed introspettivo fino alla noia, non nascondo che svariate volte mi ha fatta addormentare di sasso, molto meglio di qualsiasi tisana o sonnifero. Paragonandolo al romanzo che mi aveva fatta innamorare di Ged e delle sue avventure, Il mago, La spiaggia più lontana sembra quasi scritto da un'altra persona. Eppure sono passati solo quattro anni tra i due romanzi... Se il primo faceva sentire il lettore partecipe dell'avventura di Sparviero, quasi fosse al suo fianco, qui abbiamo a che fare con un Ged ormai adulto e con un ragazzino viziato e presuntuoso, anche se lo si vorrebbe far passare come il nuovo ragazzo che deve compiere un viaggio di formazione per abbandonare la fanciullezza e abbracciare a sua volta l'età adulta.
L'azione è poi quasi inesistente, e anche laddove succede qualcosa è tutto descritto come se fosse al ralenti, ma questo anziché farci apprezzare maggiormente i dettagli serve soltanto a smorzare la dinamica e rendere persino questi momenti piatti ed insipidi.
Spero sinceramente che si tratti solo di un momento di stanchezza della Le Guin: d'altronde la pluripremiata autrice non ha scritto solamente questo Ciclo, anzi, e proprio a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta ha sfornato diverse opere. Per questo la si può e la si deve perdonare per questo romanzo; da parte mia confido ciecamente in una ripresa che mi faccia tornare a battere il cuore per il Mago di Earthsea negli ultimi due volumi del Ciclo.

BW

Nella nostra libreria:
Ursula K. Le Guin
Dalla raccolta "La leggenda di Earthsea"
La spiaggia più lontana (The Farthest Shore)
ed. Nord
174 di 832 pag.
traduzione di Roberta Rambelli

 

martedì 10 giugno 2014

Le tombe di Atuan - Ursula K. Le Guin (1970)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il secondo del Ciclo di Earthsea. Se non avete letto il precedente, intitolato Il mago di Earthsea, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.
 

"Oh, i Senza Nome posino gli occhi sulla fanciulla loro offerta, che in verità è nata senza nome. Accettino la sua vita e gli anni della sua vita fino al momento della sua morte, che appartiene ugualmente a loro. Possano trovarla accettabile! Che sia divorata!"
Le sacerdotesse durante il rituale della Divorata

TRAMA
Sull'isola di Atuan, presso il popolo Karg, si professa l'oscuro culto dei Senza Nome, divinità o esseri ancestrali a cui si dedica in primis la Divorata, la Senza Nome, la Sacerdotessa Eternamente Rinata. Ella ha il nome di Arha, e nei secoli si succedono le sue varie "reincarnazioni". Quando muore una Sacerdotessa delle Tombe, comincia la ricerca di una bambina nata lo stesso giorno della sua morte, ed al compimento del quinto anno di età viene portata via dai genitori e condotta nel Luogo delle Tombe.
Più volte Tenar, una ragazzina che è l'attuale Arha, ha sentito raccontare questa storia, e di come la portarono via dalla madre. Da quando arrivò in quel luogo mistico la sua istruzione è stata continua, e dalla Somma Sacerdotessa del Tempio Thar e dalla Somma Sacerdotessa del re-dio Kossil ha appreso come muoversi in quel terrificante luogo, dove solo lei, le sacerdotesse ed i loro servitori eunuchi possono addentrarsi senza essere uccisi. Le Tombe sono tenebrose, al loro interno la luce è vietata poiché farebbe adirare i suoi oscuri Signori, e per muoversi occorre utilizzare il tatto e, soprattutto, la propria memoria per ricordare il percorso.
Arha è attratta però da un posto in particolare all'interno delle Tombe: il Labirinto, dentro il quale lei sola può recarsi. Rammentando gli insegnamenti di Thar, che a sua volta li ha appresi dalla precedente Arha, esplora ogni giorno sempre più in profondità quel luogo, conscia che un piccolo errore di valutazione la porterebbe a morte certa, ma anche sollevata dall'impossibilità da parte della malvagia Kossil di seguirla sin lì.
Ma un giorno, mentre si trova nelle Tombe, accade un fatto incredibile: un'improvvisa, seppur fioca, luce rischiara le tenebre; e dietro la luce Arha vede un uomo.

RECENSIONE
Nel 1970, fresca di Premio Nebula per La mano sinistra delle Tenebre, Ursula K. Le Guin pubblica il secondo romanzo del Ciclo di Earthsea. Come avrete notato dalla trama però i riferimenti al romanzo precedente sono pochi: la protagonista è infatti diversa, non è più il Mago Ged ma la Sacerdotessa Tenar/Arha. L'ambiente in cui vive, una sorta di sorellanza al cui interno solamente gli eunuchi sono ammessi, ricorda tanto, almeno a me, l'Ordine del Bene Gesserit, creato da Herbert cinque anni prima nel suo capolavoro della fantascienza Dune.
Rispetto a Il mago questo seguito è diverso anche nella forma, non solo nel protagonista: mentre nel primo romanzo il ritmo era infatti più sostenuto, pur proponendo diverse parti di riflessione ed introspezione, i primi due terzi abbondanti de Le tombe di Atuan sono piuttosto lenti, senza azione, monotoni ed un po' noiosi. Bella l'idea della sacerdotessa-bambina votata al culto dei Senza Nome fin dalla nascita, ma il personaggio si rivela purtroppo più insipido delle aspettative, tanto che nell'ultimo terzo, quando subentra l'uomo misterioso, ne è quasi scalzato dal ruolo di protagonista.
Molto bella ed interessante invece, sempre a mio modestissimo parere, l'ambientazione: credo che il buio e il labirinto (o ciò che rappresenta, ovvero il pericolo di smarrirsi) siano due delle paure ancestrali dell'uomo. Racchiusi nello stesso luogo e creati sapientemente dalla penna della Le Guin lasciano anche al lettore un senso di inquietudine, aumentato dalla presenza invisibile ma certa delle creature a cui è dedicato questo tempio dell'oscurità, e che ci ricordano un altro essere terribile già incontrato in questo Ciclo.
Le tombre di Atuan è quindi un bel romanzo, ma penalizzato dall'aspettativa creatasi dal suo precedente: sono sicura infatti che, se lo si prendesse come opera indipendente, risulterebbe migliore. Non ci resta che attendere il prossimo capitolo delle avventure ambientate ad Earthsea per scoprire come l'autrice farà evolvere i suoi personaggi, o se ne creerà ancora di nuovi.

BW

Nella nostra libreria:
Ursula K. Le Guin
Dalla raccolta "La leggenda di Earthsea"
Le tombe di Atuan (The Tombs of Atuan)
ed. Nord
126 di 832 pag.
traduzione di Roberta Rambelli

  

martedì 13 maggio 2014

Il mago di Earthsea - Ursula K. Le Guin (1968)

"Da un grande potere derivano grandi responsabilità."
Ben Parker al nipote, Peter Parker (l'Uomo Ragno)

TRAMA
Ged è un ragazzo che vive sull'isola di Gont, nell'arcipelago di Earthsea. Un giorno, ripetendo delle strane parole casualmente sentite pronunciare dalla zia, scopre di avere un talento naturale per la magia. Questo dono viene confermato quando riesce a salvare il villaggio da degli spietati guerrieri facendo calare su di esso una fitta nebbia, nascondendolo.
Poco dopo si presenta Ogion, un mago, che diventa maestro e mentore di Ged, insegnandogli tutto ciò che conosce; poi Ged si reca sull'isola di Roke, dove si trova la più grande scuola di magia di Earthsea, ma lì, ahimé!, la sua spavalderia e la continua competizione con Diaspro (o Jasper, a seconda dell'edizione), un compagno di studi, lo porta a tentare un pericolosissimo incantesimo: cerca di evocare lo spirito di un morto, che però gli si rivolta contro, arrivando quasi ad ucciderlo.
Ged dovrà allora crescere come mago e come persona, vincendo innanzitutto i suoi demoni interiori, per poter tentare di sconfiggere l'essere che ha liberato.

RECENSIONE
Ricordo di aver letto la prima volta Il mago verso i 12-13 anni, su consiglio di un'amica, e dopo averlo letteralmente divorato la ringraziai di tutto cuore, perché era un romanzo veramente stupendo. Mentre leggevo le gesta di Ged mi immaginavo quanto sarebbe stato fantastico poter andare anche io a Roke, poter apprendere tutte le rune che mi avrebbero permesso di diventare una potente maga, e allo stesso tempo capivo che comunque si trattava di una metafora, che quello del ragazzo era innanzitutto un percorso interiore che l'avrebbe condotto dall'infanzia all'età adulta, esattamente la fase della vita che stavo attraversando io (in realtà se chiedete a mia madre vi dirà che a questo step non ci sono ancora arrivata!).
Scherzi a parte, a distanda di più di dieci anni, non ricordo nemmeno bene come, scoprii che in realtà Il mago (o Il mago di Earthsea) era solamente il primo di un ciclo di cinque romanzi, e senza esitazione acquistai l'edizione che li racchiudeva tutti.
Ma anche se fosse un romanzo singolo non avrei comunque potuto fare a meno di recensirlo, perché è un libro veramente degno di nota, che quasi trent'anni prima di Harry Potter propose l'idea di un ragazzo (guarda caso orfano, almeno di madre) che se ne va da casa per frequentare una scuola di magia.
Le atmosfere dipinte dalla Le Guin sono cupe, dark, e i personaggi sono caratterizzati molto bene, anche se, per ovvie ragioni, quello su cui più si sofferma è naturalmente Ged.
Se proprio, pistola alla testa, dovessi cercare un difetto di questo romanzo... beh, posso dire di essere contenta di averlo letto la prima volta da ragazzina, perché in questo modo credo di averlo potuto apprezzare ancora di più che se lo avessi affrontato già con gli occhi di un'adulta, proprio per i motivi che spiegavo prima.
D'altronde, se non mi fosse piaciuto, sarebbe stato veramente molto stupido averne due copie nella libreria, no?

BW

Nella nostra libreria:
Ursula K. Le Guin

Il mago (A Wizard of Earthsea)
ed. Mondadori
214 pag.
traduzione di Ilva Tron

e

Dalla raccolta "La leggenda di Earthsea"
Il mago di Earthsea (A Wizard of Earthsea)
ed. Editrice Nord
151 di 832 pag.
traduzione di Roberta Rambelli