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martedì 11 febbraio 2014

Il condominio - J.G. Ballard (1975)

"La popolazione di questo condominio non è assolutamente omogenea come sembra a prima vista. Presto ci rifiuteremo di parlare con chiunque sia al di fuori della nostra enclave."
Adrian Talbot


TRAMA
In una zona residenziale di Londra, si innalza per quaranta piani uno sfavillante grattacielo nuovo di zecca. Sfarzoso ed imponente, l'edificio, oltre a contare duemila appartamenti e numerosi ascensori, dispone anche di una banca, due piscine, un centro estetico, un supermercato, un ristorante ed altro ancora; insomma una vera città a tutti gli effetti.
La struttura dell'enorme condominio inoltre è divisa al suo interno in base alle disponibilità economiche degli abitanti: ai piani bassi infatti ci sono gli alloggi meno costosi e, man mano che si sale, il lusso e le dimensioni degli appartamenti aumentano in maniera direttamente proporzionale, fino ad arrivare al principesco attico all'ultimo piano di proprietà di Anthony Royal, il ricco architetto che ha progettato il palazzo.
Dopo un periodo iniziale relativamente tranquillo, però, una serie di piccoli blackout e banali disagi, del tutto trascurabili in una struttura del genere, portano gli inquilini dapprima in uno stato di insofferenza repressa a stento, e successivamente in una situazione di anarchia totale.
I comportamenti dei condomini degenerano sempre più, ogni giorno che passa, e l'avveniristica costruzione si trasforma a poco a poco in una specie di cittadella completamente isolata dal mondo esterno, all'interno della quale si sviluppa una società tribale, divisa in clan comandati dai rispettivi capi. Il condominio viene così gradualmente devastato da orde di barbari che fino a poco tempo prima erano persone rispettabilissime (dentisti, hostess, attori, medici, pubblicitari) ed ora lottano fra di loro rendendosi protagonisti di scontri violentissimi, saccheggi, stupri e vandalismi assortiti.
Oltre al già citato Royal, che insieme ai suoi compagni dei piani alti ha costruito delle barricate al fine di non dover dividere i propri agi con quelli dei piani inferiori, gli altri due protagonisti sono Richard Wilder, giornalista che tenta la scalata all'ultimo piano per uccidere l'architetto e prendere possesso così dell'intero grattacielo, e Robert Laing, medico fresco di divorzio che pare interessato unicamente alla propria sopravvivenza, cercando di non farsi coinvolgere nelle violenze.
In questo campo di battaglia che è diventato il condominio, con montagne di rifiuti maleodoranti sparsi ovunque ed un clima generale di sfacelo, osserviamo un folto nucleo di persone ridursi allo stadio primordiale, liberando così i propri istinti più bestiali.

RECENSIONE
Qualche mese fa avevo recensito piuttosto negativamente Cocaine nights, il primo libro di Ballard che mi fosse mai capitato di leggere. Ero rimasto molto deluso da quello che tuttora reputo un romanzo mediocre, ma mi ero ripromesso di fare un altro tentativo con lo scrittore londinese, anche alla luce della sua grande fama di autore innovativo ed estremamente capace.
Beh, ora posso dire di aver fatto bene. Se non avessi fatto questo piccolo sforzo, infatti, mi sarei perso il piacere di leggere un libro come Il condominio, che è qualcosa di davvero incredibile.
Con uno stile freddissimo, quasi da scienziato che visiona i risultati di un proprio esperimento, Ballard descrive la lenta parabola discendente di un nutrito gruppo di esseri umani che lentamente perdono i propri freni inibitori fino ad assomigliare più a creature primitive che a uomini.
Il romanzo è molto crudo, e sicuramente non idoneo ai più impressionabili, però se amate le ambientazioni post-apocalittiche ed un po' di ultra violenza non vi turba credo proprio che dovreste dargli un'occhiata.
Tra Il signore delle mosche e 1997: Fuga da New York, l'opera ballardiana sfugge a qualsiasi facile definizione o etichetta e, anche in virtù dell'anno di pubblicazione ormai distante quasi quarant'anni, si pone decisamente tra i precursori di un genere di racconto che è diventato molto popolare in seguito. Forse mi sbaglierò ma credo che, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente, uno come Joe R. Lansdale per il suo La notte del drive in qualche piccolo spunto da questo libro l'abbia preso.
Impossibile non soffermarsi in conclusione sulla metafora molto potente che emerge dalla lettura; ovvero quello delle classi socialmente meno abbienti che cercano a tutti i costi di elevarsi ad uno status migliore, mentre i pochi che fanno parte dell'élite saranno sempre totalmente contrari alla divisione dei propri privilegi. In altre parole, si potrebbe dire che Il condominio tra i molti aspetti che presenta ci fornisce anche questa personale interpretazione della lotta di classe; ma, aldilà di queste analisi che magari lasciano il tempo che trovano, io consiglio vivamente di leggerlo soprattutto perchè si tratta di un gran bel libro. E per me è un motivo più che sufficiente.

BF

Nella nostra libreria:
J.G. Ballard
Il condominio (High-Rise)
ed. Universale Economica Feltrinelli
189 pag.
traduzione di Paolo Lagorio




giovedì 31 ottobre 2013

Le notti di Salem - Stephen King (1975)

"<<Il ragazzo non è suo figlio.>>
<<No.>>
<<Ha fatto una strana confessione. A dire il vero, in tanti anni di servizio divino non avevo mai udito una confessione tanto strana.>>
<<Questo non mi sorprende.>>"
Padre Gracon e Ben Mears

TRAMA
Ben Mears è uno scrittore di successo, e per il suo prossimo romanzo ha deciso di ispirarsi agli avvenimenti accaduti molti anni prima in una villa di Jerusalem's Lot, il paesino dove aveva vissuto da bambino.
Si trasferisce dunque a 'salem's Lot, in una pensioncina, e ben presto fa la conoscenza di alcuni abitanti del luogo. In particolare si lega a due persone: stringe subito amicizia con il professore di letteratura del liceo locale Matt Burke e inizia una relazione con la giovane studentessa Susan Norton.
Ma contemporaneamente al suo trasferimento, altri due uomini misteriosi vanno ad abitare a Casa Marsten, proprio la villa al centro delle attenzioni di Ben. Da allora avvengono dei fatti strani ed oscuri, fino alla scomparsa di un bambino ed alla tragica morte di suo fratello, appena più grande.
Ma come Salem ben presto scoprirà, questo non è che l'inizio dell'orrore; e Ben, Matt e Susan, aiutati dal medico del paese Jimmy, dal dodicenne Mark e dal prete cattolico Padre Callahan dovranno lottare per sopravvivere a forze maligne e soprannaturali.

RECENSIONE
Secondo romanzo di Stephen King, può essere considerato il primo del filone horror vero e proprio.
Se a tratti manca del ritmo e della capacità di coinvolgimento che hanno reso altre opere dello scrittore del Maine degli autentici capolavori, getta comunque le basi per alcuni di essi.
Un esempio lampante è il concetto che il Male sia una sorta di umore che fuoriesce, al pari del sudore o delle lacrime, dal corpo degli uomini, e che esso possa impregnare dei luoghi che diventano essi stessi delle calamite che convogliano verso di sè presenze e forze malvage. Questa teoria viene esposta chiaramente ne Le notti di Salem, per poi essere il fulcro di altri romanzi tra i più famosi di King, come Shining, di cui vi ho già parlato, e del meraviglioso It, a mio modesto parere forse il più bello in assoluto.
Un'ottima lettura propedeutica all'immaginario del Re del Brivido, ideale per una notte di Halloween da incubo.

BW

Nella nostra libreria:
Stephen King
Le notti di Salem ('Salem's Lot)
ed. Bompiani
441 pag.
traduzione di Carlo Brera


domenica 15 settembre 2013

L'anno della lepre - Arto Paasilinna (1975)

"C'è qualcosa di positivo nella fuga, se prima si ha combattuto."
Arto Tapio Paasilinna

TRAMA
Quando il giornalista finlandese Kaarlo Oskari Vatanen, frustrato ed annoiato dalla routine della vita moderna, una sera investe con l'auto una lepre, coglie l'occasione per iniziare una nuova vita.
Raccolta la lepre ferita, comincia con essa un'avventura on the road lungo tutta la Finlandia, in un viaggio interiore oltre che fisico alla ricerca della vera felicità.

RECENSIONE
Per questo mio primo post avevo la sindrome da foglio bianco: migliaia di titoli da recensire in testa, e nessuna idea chiara su quale scegliere per primo. Così ho deciso di cominciare proprio da quel libro che mi ha fatto conoscere Arto Paasilinna, lo straordinario autore finlandese su cui ho scritto la mia tesi di laurea.
L'anno della lepre è forse il suo libro più famoso, e sicuramente uno dei più belli. Più che un romanzo, si tratta di una serie di brevi racconti a sé stanti uniti dal fil rouge del viaggio, tema ricorrente peraltro di Paasilinna.
Immergendosi nelle magiche atmosfere del Nord, si scopre una natura dolce e crudele allo stesso tempo, in cui oltre agli esseri umani anche lo stesso ambiente e gli animali diventano protagonisti della storia.
Una fiaba per adulti, un romanzo per bambini, che seppur scritto quasi quarant'anni fa risulta attuale anche letto ai giorni nostri, tanto da aver vinto nel 1994, anno della prima pubblicazione in Italia, il Premio Letterario Giuseppe Acerbi.
Un libro assolutamente da leggere se si vuole evadere dalla realtà e perdersi in meravigliosi scenari bucolici, senza disdegnare di quando in quando episodi divertenti e momenti estremamente toccanti.


BW

Nella nostra libreria:
Arto Paasilinna
L'anno della lepre (Jäniksen vuosi)
ed. IPERBOREA
204 pag.
traduzione di Ernesto Boella