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mercoledì 26 marzo 2014

Strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone - Dale Furutani (2011)

"La prego, dica al commissario Suzuki che il diversivo di un caso bizzarro mi è sempre gradito. Inoltre a volte un reato minore, specie se insolito, può rivelarsi più importante di quanto sembri."
Sigerson-san al Dott. Watanabe

TRAMA
Junichi Watanabe è un medico giapponese specializzato in medicina olandese (o medicina occidentale), che ha studiato in gioventù per più di due anni a Londra, dove ha imparato a conoscere ed apprezzare la cultura occidentale, in particolar modo quella inglese.
Una volta tornato in patria è diventato medico condotto, e viste le sue conoscenze linguistiche e culturali diventare medico della cittadina di Karuizawa, dove numerosissimi gaijin, ovvero stranieri, soggiornano o risiedono, è stata la scelta più elementare.
Un giorno riceve in visita il colonnello inglese Ashworth, che gli chiede il favore di ospitare in casa sua un misterioso esploratore norvegese, tale Sigerson, che deve essere protetto da misteriosi, potenti nemici che lo vogliono uccidere, ed è addirittura il ministero degli esteri di Sua Maestà che ritiene necessaria la sua protezione.
Inizialmente scettico e titubante, Watanabe accetta con riluttanza di incontrare il gaijin prima di negargli la propria ospitalità; ma non appena fa la sua conoscenza capisce che l'uomo (che pare stranamente molto più inglese che norvegese) è dotato di un'intelligenza brillante e di una fortissima curiosità, caratteristiche che gli permettono, nonostante non conosca affatto la cultura del paese in cui si trova, di avere delle deduzioni che lo portano a conclusioni assolutamente geniali.
I due diventano così coinquilini, e grazie alla intermediazione linguistica da parte di Watanabe Sigerson-san riesce a risolvere casi più o meno gravi che colpiscono la piccola cittadina nipponica.

RECENSIONE
Iniziamo con una breve parentesi, perché quando qualcuno è bravo trovo sia assolutamente doveroso riconoscerne i meriti. A maggior ragione se quel qualcuno sono tanti "qualcuno". Strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone infatti è stato tradotto come attività di stage dagli allievi della Scuola di specializzazione in traduzione editoriale di Torino, ma sono stati così bravi da realizzare una traduzione assolutamente omogenea, tanto che nessuno, se non si prendesse la briga di guardare all'inizio del libro, capirebbe che è ad opera di ben 19 persone (più la curatrice).
Chiusa questa parentesi, il secondo plauso va fatto al signor Furutani, che staccatosi dal suo personaggio più famoso Kaze Matsuyama (si può notare una citazione nel racconto Il caso del maneki neko) è riuscito comunque ad escogitare una trovata simpatica e fantasiosa per portare un personaggio famoso come Sherlock Holmes in Giappone.
Chiunque abbia letto anche solo un racconto sull'investigatore di Baker Street non può che sorridere di fronte ad alcuni particolari: ad esempio, se in Inghilterra è il Dott. Watson ad essere il narratore delle imprese dell'amico, in Giappone lo è il suo collega e quasi omonimo Dott. Watanabe; l'espediente stesso escogitato per giustificare la presenza dell'inglese nel Paese del Sol Levante; infine, lo stesso, identico humour che caratterizzava l'Holmes di Conan Doyle.
Al di là dei personaggi, anche la trama è molto ben costruita, sia quella dei singoli casi, sia quella che li unisce e forma l'intero libro. Lo stile poi è quello tipico di Furutani, e se avete letto i precedenti romanzi che formano la Trilogia del Samurai sapete già di cosa parlo. Se invece siete neofiti dell'autore americano di origini giapponesi, non posso comunque fare a meno di consigliarvi vivamente di leggere Strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone, poiché si tratta di un'opera assolutamente deliziosa, oltre che spassosa ed appassionante.

BW

Nella nostra libreria:
Dale Furutani
Strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone (The Curious Adventures of Sherlock Holmes in Japan)
ed. Marcos Y Marcos
252 pag.
traduzione di Flora Arone, Alessia Borin, Paolo Cocco, Chiara De Bernardi, Simona Depaoli, Serena Fabris, Marta Formagnana, Ilaria Gentile, Chiara Longo, Sofia Mangano, Manuela Mastroianni, Sara Monsurrò, Roberta Sapino, Agnese Scarpa, Mariangela Scrimaglio, Elisabetta Spediacci e Angela Tursi
a cura di Paola Mazzarelli

 

sabato 21 dicembre 2013

Inheritance - Christopher Paolini (2011)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il quarto del Ciclo dell'Eredità. Se non avete letto il precedente, intitolato Brisingr, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post. 

"Guliä waíse medh ono, Argetlam.
(Buona fortuna, Mano d'Argento)"
Arya

TRAMA
Siamo dunque giunti all'ultimo atto del feroce scontro tra Eragon Ammazzaspettri, aiutato da Saphira Squamadiluce e da tutti i loro alleati, e Galbatorix ed i suoi sostenitori.
È inutile dilungarsi sulla trama del libro: se siete arrivati fin qui, sapete di dovervi aspettare battaglie e rese dei conti, non solo sul piano fisico, ma anche su quello dei rapporti personali tra i diversi personaggi. Si tratta pur sempre dell'ultimo libro, no?

RECENSIONE
L'alunno Paolini Christopher, ormai un po' fuori corso, ha comunque fatto i compiti: diverse battaglie, anche piuttosto ben descritte, riusciranno a saziare la vostra fame di azione, piuttosto carente nel precedente capitolo della saga, su questo non ci piove. L'autore deve aver fatto delle ricerche di storia, tattica e strategia militare. Resta pur sempre il dubbio che la maggior parte di esse però siano state fatte sulle opere tolkeniane, prima fra tutte Il Signore degli Anelli, di cui troviamo numerorsi riferimenti (non voglio credere che si tratti di banalissimi plagi, dal momento in cui sono così smaccatamente palesi). Non posso dirvi a cosa mi riferisco, perché ovviamente non voglio spoilerarvi nulla, ma chiunque di voi abbia anche solo visto i film della Trilogia dell'Anello diretti da Peter Jackson riuscirà a cogliere queste "citazioni".
Detto questo, il romanzo rimane comunque un buon libro, di sicuro non il migliore, ma comunque leggibile. Se avete letto tutti gli altri non potete astenervi dal leggerlo, se non altro per concludere la saga (non amo le cose lasciate in sospeso). Dubito però che, se mai Paolini dovesse scrivere un altro libro, attenderò con ansia che esso venga pubblicato.

BW

Nella nostra libreria:
Christopher Paolini
Inheritance (Inheritance)
ed. Rizzoli romanzo
834 pag.
traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo in collaborazione con Michela Proietti