BW&BF

Visualizzazione post con etichetta King S.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta King S.. Mostra tutti i post

mercoledì 23 luglio 2014

Terre desolate - Stephen King (1991)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il terzo della Serie della Torre Nera. Se non avete letto il precedente, intitolato La chiamata dei tre, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.


"<<Non tutto è silenzio nella dimora dei defunti. Guarda, il dormiente cammina.>>
<<Il demone...>>
<<No. È un mostro. Qualcosa che c'è fra le due porte, fra i mondi. Qualcosa che sta aspettando. E sta aprendo gli occhi.>>"
Eddie Dean e Roland di Gilead 

TRAMA
Al termine degli eventi narrati ne La chiamata dei tre, Roland e quelli che ora sono a tutti gli effetti i coniugi Dean, Eddie e Susannah, si inoltrano nei boschi alle spalle del Mare Occidentale. Qui si imbattono in Shardik, un gigantesco orso che fa da guardia a uno dei dodici portali. Dopo averlo sconfitto, Roland spiega ai compagni che vi sono dodici portali interdimensionali ai quali sono stati assegnati dodici guardiani, enormi cyborg costruiti in un lontano passato da una civiltà tecnologicamente molto avanzata. I portali sono posti in cerchio ai confini del mondo e sono uniti da dei vettori. Al centro di questi vettori sta la Torre Nera. Purtroppo però questi vettori stanno andando fuori fase e questo contribuisce a distorcere le distanze, distruggendo così questo mondo.
Nello stesso tempo i nostri devono cercare anche di entrare in contatto con Jake, un bambino di undici anni che vive nella New York del 1977, dove venne ucciso da uno psicopatico travestito da prete e che Roland aveva già conosciuto in un'altro tempo nel primo capitolo.
Dopo averlo salvato, i tre devono cercare di portarlo definitivamente nel loro mondo, chiamato ora "Medio Mondo", in quanto Jake è in possesso di alcuni oggetti molto preziosi ai fini della buona riuscita della missione e per formare così il loro ka-tet, una forma di energia molto particolare che si sprigiona tramite un qualcosa di riconducibile vagamente ad uno "spirito di squadra", volto ad unire un gruppo di persone con un destino ed un obiettivo comuni.

RECENSIONE
Terzo capitolo della monumentale saga di Stephen King, Terre desolate devo dire che è, finora, il mio preferito.
Molto movimentato e coinvolgente, questo terzo episodio che si inserisce probabilmente come libro di transizione in attesa degli stupefacenti eventi che, come il finale lascia presupporre, caratterizzeranno il libro successivo, sa regalare istanti di grande pathos praticamente dal principio alla fine.
Probabilmente meno d'atmosfera, ma molto più carico d'energia e di ritmo, Terre desolate è anche il primo volume nel quale confesso di non essere stato costretto ogni tanto a sospendere la lettura per tornare a ricontrollare passaggi od avvenimenti che non ero sicuro di aver compreso bene. 
Scorrevole innanzitutto, e poi questo romanzo si segnala anche per essere ricco di particolari e di situazioni che "Il Re" comincia sapientemente ad incastrare tra di loro come solo lui sa fare.
Non voglio assolutamente dire di più per timore di farmi sfuggire qualcosa di troppo, ma il mio consiglio è quello di non scoraggiarvi se i primi due episodi vi sono apparsi un po' monotoni (soprattutto il primo), tenete duro perchè questa è un'opera immensa che va valutata nel suo insieme.
Niente paura quindi, e proseguite il viaggio, in quanto la mia impressione è che da adesso in poi ci sarà davvero da divertirsi.

BF

Nella nostra libreria:
Stephen King
Terre desolate (The Waste Lands)
ed. Sperling Paperback
438 pag.
traduzione di Tullio Dobner







mercoledì 25 giugno 2014

La chiamata dei tre - Stephen King (1987)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il secondo della Serie della Torre Nera. Se non avete letto il precedente, intitolato L'ultimo cavaliere, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.


"Poi la visuale ruotò, non del tutto ma solo per metà, e questa volta guardò in uno specchio e vide una faccia che aveva già visto una volta in passato... su un tarocco. Gli stessi occhi scuri e capelli neri. La sua faccia era calma ma pallida, e negli occhi, gli occhi attraverso i quali guardava e che ora erano riflessi dallo specchio, Roland vide parte del terrore e dell'orrore di quella creatura che sulla carta da gioco era cavalcata dal babbuino."
Stephen Edwin King


TRAMA
Dopo aver sacrificato il piccolo Jake e dopo lo sconvolgente incontro-scontro con Walter o'Dim, alias "l'uomo in nero", Roland di Gilead si risveglia su di una spiaggia desolata popolata da strani mostri simili ad aragoste giganti che lo attaccano e lo feriscono amputandogli due dita della mano destra (quella che solitamente usa per sparare) con le loro enormi chele. Roland riesce ad avere la meglio su di loro, ma ben presto si rende conto con terrore che il morso di quelle creature è velenoso, e comincia a stare piuttosto male.
Ma deve assolutamente mettersi in marcia per trovare le tre porte dimensionali che, secondo quanto predettogli da Walter, serviranno a trasportare altrettante persone di epoche e mondi diversi in quel deserto di devastazione e squallore che è diventato il pianeta, e che sono assolutamente indispensabili per poter poi giungere alla Torre Nera.
Ed è così che, in preda ad una forte febbre, si imbatte in un portone montato su cardini invisibili, nel bel mezzo del nulla, sul quale è presente la scritta: IL PRIGIONIERO.
Roland lo apre e si accorge così di essere entrato in contatto con Eddie Dean, un giovane spacciatore che lavora per una potente famiglia mafiosa nella New York del 1987. 
Eddie è a bordo di un aereo di linea che lo sta riportando a casa da un "viaggio di lavoro" alle Bahamas dove ha condotto un affare per conto del proprio boss, ed ora sta trasportando, nascosto sotto i vestiti, un ingente quantitativo di droga.
Ma Eddie è troppo teso ed attira su di sè le attenzioni delle hostess, che decidono di tenerlo d'occhio. Se Eddie viene scoperto con la droga addosso, per lui è finita. Ma sarebbe finita anche per Roland, ed il pistolero questo non può assolutamente permetterlo...

RECENSIONE 
Trascorsi alcuni anni dal deludente ed insipido primo capitolo della saga, Stephen King cambia totalmente registro narrativo, aggiusta la mira, e questa volta fa un centro pazzesco con un romanzo semplicemente eccezionale. 
La chiamata dei tre infatti si distacca immediatamente dal suo sfortunato predecessore fin dalle primissime righe e, con una decisa virata a centottanta gradi, ci restituisce il miglior King forse di sempre, e cioè quello degli anni ottanta, periodo durante il quale ha sfornato capolavori come It, tanto per capirci.
La lettura torna ad essere scorrevole, le emozioni e la suspense la fanno di nuovo da padrone, e le pagine riprendono ad esser divorate con piacere una dopo l'altra da un lettore realmente sofferente di doversi separare dal volume, foss'anche solo per poche ore. 
È una condizione che tutti coloro che amano il "Re" hanno ben presente; quella sensazione di totale assorbimento nella storia ed immedesimazione completa nei personaggi che solo lui riesce a ricreare così dannatamente bene.
Meno western e molto più orientato verso la science fiction, La chiamata dei tre ha il grande merito, oltre che di riconciliarci con l'autore, anche di aprire scenari molto più ampi e che, a questo punto ne sono quasi certo, verranno sviluppati a dovere nel corso degli episodi successivi. 
Un ciclo di avventure che, stando così le cose, promette di regalare tantissimi altri stupendi momenti di evasione. Non è forse quello che da sempre si chiede ad un buon libro?

BF

Nella nostra libreria:
Stephen King
La chiamata dei tre (The Drawing of the Three)
ed. Sperling Paperback
345 pag.
traduzione di Tullio Dobner


  

 
 

sabato 31 maggio 2014

Notizie dalle tenebre - Joe R. Lansdale (2014)

"<<Mr Fine, è un piacere vederla>> [...]
<<Chiamami Stubble, o Stubbs. Non che tu mi sia particolarmente simpatico, ma Mr Fine mi fa sentire vecchio, e la cosa non mi garba. E poi, ogni tanto capita di vederci. Perciò possiamo dire di conoscerci.>>
<<Molto bene, Stubbs...>>
<<Un momento, [...] lasciamo perdere. Chiamami Mr Fine. Suona meglio, venendo dalla tua bocca.>>"
Lo sceriffo e nonno (da "Il vecchio sulla sedia a rotelle")

RECENSIONE
Notizie dalle tenebre, come a volte accade, è un libro che in America, paese natale di Lansdale, non esiste. Esso è infatti una raccolta di alcuni dei racconti che lo scrittore texano scrisse in età giovanile, prima di diventare l'autore acclamato che oggi conosciamo. Come spiega egli stesso nell'introduzione al libro le storie sono state scelte insieme all'editor italiano, e a malincuore, per motivi di spazio, ne ha dovute lasciar fuori molte altre; ma state tranquilli! Non si esclude che in futuro venga pubblicata anche una seconda raccolta.
I sedici episodi selezionati sono quasi tutti inediti in Italia, tranne uno, che forse qualcuno di voi (e mi piace pensare che sia anche, almeno in piccola parte, merito mio) può aver letto: si tratta di Bubba Ho-Tep, di cui vi ho parlato qualche mese fa.
Gli altri racconti toccano i temi ed i generi più svariati, in pieno stile Lansdale: si va dagli omaggi a due immensi scrittori americani, H.P. Lovecraft e Mark Twain, per passare a storie che parrebbero quasi uscite dalla penna di Stephen King. Ma anche strampalate vicende con protagonisti alquanto bizzarri, come l'orso dal carattere decisamente poco gustoso di Mr Orso, o il tanto acuto quanto scorbutico nonnino de Il vecchio sulla sedia a rotelle.
Vi piace l'horror? Oppure preferite le buone, vecchie storie di avventura (e scazzottate) in stile "Hap e Leonard"? O meglio ancora forse il western? Qualunque sia stata la vostra risposta, la scelta è sempre la stessa: Notizie dalle tenebre, fidati di me, vi piacerà!
Voglio però segnalare una svista, nel racconto La caccia: prima e dopo, in cui il protagonista, per andare a caccia con la moglie, affida i figli ai propri genitori; ma alcune pagine dopo spiega che i medesimi sono morti svariati anni prima! Questo lapsus, comunque, non va ad inficiare in alcun modo la bontà della storia.
Detto ciò, non vi resta che tuffarvi a capofitto nella lettura di questo meraviglioso libro, sperando che Lansdale mantenga la promessa e non ci faccia attendere troppo a lungo per la seconda puntata di questo graditissimo "Best of".

BW

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Notizie dalle tenebre (tratti da "Bleeding Shadows", "The Best of Joe Lansdale", "High Cotton" e "Trapped in the Saturday Matinée")
ed. Einaudi Stile Libero Big
468 pag.
traduzione di Luca Briasco

    

mercoledì 28 maggio 2014

L'ultimo cavaliere - Stephen King (1982)

"<<Credi in una vita dopo la morte?>>
<<Penso che sia questa.>>"
Roland e Brown

TRAMA
In un futuro imprecisato, il mondo è "andato avanti", sconvolto cioè da una non meglio definita catastrofe e regredito ad un'epoca simile a quella del Far West. Qui è ambientata la storia di Roland di Gilead, abile pistolero ed unico membro rimasto in vita di un antica confraternita, il quale è lanciato all'inseguimento di un misterioso individuo chiamato "l'uomo in nero".
Questo enigmatico figuro pare che sia un potentissimo stregone in grado, tra le altre cose, di resuscitare i morti, ma per Roland è di vitale importanza raggiungerlo in quanto solo lui può condurlo ad un luogo arcano e leggendario noto come Torre Nera.
E così, il pistolero si reca prima in un villaggio dove l'uomo in nero ha soggiornato tempo prima e dove ha lasciato un demone nel tentativo di farlo desistere dall'impresa, poi si mette sulle sue tracce attraverso uno sterminato deserto popolato da mutanti ed altre entità malvage. Qui, in una vecchia stazione di posta abbandonata, incontrerà un ragazzino di nome Jake che deciderà di seguire Roland fin sulle montagne che sorgono al termine di questa landa desolata, in una disperata caccia all'uomo (in nero).

RECENSIONE
Primo capitolo della serie della Torre Nera, L'ultimo cavaliere venne scritto da Stephen King quand'era ancora studente universitario, e si vede. Eccome se si vede.
Se da un lato infatti non posso non esaltarmi davanti ad un'ambientazione meravigliosa, in un perfetto stile spaghetti-western che, per quanto mi riguarda, risulta molto più intrigante di foreste nordiche popolate da elfi, draghi, troll ed altri elementi classici del fantasy, dall'altro devo ammettere che questo primo volume non mi ha affatto entusiasmato, anzi.
La trama appare confusa, disordinata e difficile da seguire, il ritmo troppo lento, e poi il linguaggio usato da King è qualcosa di esageratamente barocco ed ampolloso, tanto da far perdere spesso il filo del discorso. 
Qualche esempio? Ecco qua: "Una delle donne lo seguì con gli occhi strabuzzati ed il soggolo svolazzante". Io sono ignorante, e su questo non c'è dubbio, però mi spiegate che significa? Oppure c'è qualcuno che riesce a farmi capire com'è fatto un "sole filisteo"? E poi sostantivi ed attributi come cengia, natece, fitolacca, bruschino, cachinno... Una sequela di termini ed aggettivi astrusi e desueti che il povero traduttore (al quale va tutta la mia solidarietà) è stato costretto ad utilizzare per rendere come meglio poteva il lessico di un King che, seppur a tratti lascia intravedere lampi del genio narrativo che diverrà, qui appare uno scrittore ancora decisamente acerbo.
Dispiace molto, perchè L'ultimo cavaliere offre diversi spunti interessanti e, complice anche una struttura composta da numerosi flashback, riesce anche a solleticare la curiosità del lettore, peccato però che poi il giovane Stephen tenda a perdersi un po' troppo creando un effetto di piattezza e di monotonia generale che non facilita il compito a chi legge.
Eh va beh, non drammatizziamo, può capitare a tutti qualche piccolo passo falso, specialmente quando si è agli esordi, vedremo in seguito come si svilupperà questa saga. Spero solamente, e passatemi la battuta, che stavolta il buon giorno NON si veda dal mattino.

BF

Nella nostra libreria:
Stephen King
L'ultimo cavaliere (The Gunslinger)
ed. Sperling Paperback
224 pag.
traduzione di Tullio Dobner


 

sabato 8 marzo 2014

A volte ritornano - Stephen King (1978)

"QUITTERS, INC.
Smettetela di andare in fumo!
237, 46ª Strada Est
Si riceve per appuntamento"
Biglietto da visita della Quitters, Inc.


RECENSIONE
Pubblicato per la prima volta nel 1978, A volte ritornano è la prima raccolta di racconti firmata da Stephen King. In essa sono riunite diverse storie, alcune uscite precedentemente su diverse riviste, altre totalmente inedite.
I temi toccati dai venti episodi sono molto diversi tra loro, e non per tutti il "Re del Brivido" ha fatto ricorso al soprannaturale, come ama spesso fare; perchè in realtà l'orrore e la paura possono celarsi dietro la vita di tutti i giorni, e basta una scelta sbagliata o addirittura una sfortunata casualità per ritrovarsi in un incubo.
Numerose sono state le versioni cinematografiche o televisive tratte proprio da alcuni di questi racconti, e già questo è indicativo dell'alta qualità di quest'opera; anche se a mio parere le migliori storie sono rimaste sulla carta, e trovo che sia un vero peccato, visto che per alcune sarebbe bastato un budget non esagerato.
Ad esempio Quitters, Inc., la mia preferita in assoluto, e totalmente basata sulla psicologia, e davvero con due lire ne avrebbero potuto fare un buon film. Ma lo stesso discorso varrebbe anche per Secondo turno di notte, Il cornicione, Primavera da fragole.
In generale comunque quasi tutti i capitoli sono di grande impatto e tengono il lettore col fiato sospeso, avvolgendolo di un senso d'angoscia sempre crescente come un sudario. L'unico che a mio avviso sembra un po' "rallentato" rispetto agli altri è proprio quello d'apertura, Jerusalem's Lot, anche se credo che sia stata una cosa voluta da parte di King che ha deciso di scriverlo in stile lovecraftiano.
In ogni caso, che apprezziate o meno lo stile del "Solitario di Providence", scommetto che amerete quello dello scrittore del Maine, e come è successo a me vi capiterà di rileggere più di una volta questa raccolta di alcune delle sue opere giovanili. In fondo, è difficile resistere all'invito che fa lo stesso King nella prefazione: "Parliamo, voi e io. Parliamo della paura".

BW

Nella nostra libreria:
Stephen King
A volte ritornano (Night Shift)
ed. Bompiani
381 pag.
traduzione di Hilia Brinis

  

sabato 25 gennaio 2014

Pet sematary - Stephen King (1983)

"Cara, è soltanto un cimitero di animali."
Louis Creed

TRAMA
In una bella giornata di fine estate la famiglia Creed, composta da Louis, sua moglie Rachel, i figli Ellie e Gage e dal gatto Church, si trasferisce da Chicago nella piccola cittadina di Ludlow nel Maine, in quanto Louis ha appena ottenuto il posto di responsabile del servizio medico presso la locale Università.
I Creed fanno da subito amicizia con una coppia di anziani vicini, Jud e Norma Crandall, i quali stravedono letteralmente per i due bambini mentre Louis, che è rimasto orfano di padre in tenerissima età, si affeziona tantissimo a Jud iniziando a vedere in lui una sorta di nuova figura paterna.
I problemi iniziano il giorno in cui Jud decide di portare la famiglia a fare una passeggiata nei boschi dietro casa. Il sentiero infatti conduce ad una radura nella quale sorge un piccolo cimitero dove i bambini del paese sono soliti seppellire da sempre i loro animaletti da compagnia e questa cosa non fa piacere a Rachel, che in seguito litiga aspramente per questo motivo col marito, dal momento che teme che la piccola Ellie possa essere rimasta in qualche modo impressionata. Va detto che Rachel non si è mai completamente ripresa dal trauma della morte della sorella Zelda, avvenuta diversi anni prima a causa di una meningite spinale.
Proprio quando tutto sembra essersi risolto, si verifica un altro evento sconvolgente del quale è vittima questa volta Louis. Victor Pascow, uno studente dell'Università, rimane coinvolto in un incidente stradale e poco prima di morire rivolge al giovane medico, pur non conoscendolo, le sue ultime parole. La notte seguente Louis ha un incubo vividissimo, nel quale lo stesso Victor gli mostra il noto "cimitero degli animali" e gli intima di non avvicinarsi ad esso per nessuna ragione.
Egli a questo punto si sveglia molto scosso, per poi calmarsi una volta resosi conto che si è trattato solo di un sogno, probabilmente causato dalla brutta esperienza vissuta il giorno prima.
Tutto a posto, se non fosse che poco dopo si accorge di avere i piedi sporchi di terriccio e di aghi di pino...

RECENSIONE
Prima di iniziare, permettetemi di dare un piccolo consiglio a chi non ha ancora letto quello che io considero uno dei migliori romanzi di Stephen King: occhio, perchè Pet sematary ci va giù davvero pesante. E fa realmente paura, come solo pochi altri libri sono in grado di fare.
Pet sematary infatti suscita forti sensazioni in grado di sconvolgere anche il lettore più scafato. Se pensate che io stia esagerando vi dico solo una cosa: premesso che penso di essere una persona emotivamente nella media (per intenderci non sono certo un "cuore di pietra" ma nemmeno uno facilmente impressionabile), l'unica volta che mi capitò di leggere questo libro, oltre a vivere momenti di grande paura ed inquietudine, mi ritrovai spesso con gli occhi pieni di lacrime in preda ad una tristezza intensa. Dopodichè lo riposi nello scaffale, e non lo toccai mai più. Anzi, qualche anno dopo lo regalai ad un mio amico dell'epoca. Successivamente lo ricomprai, ma solo per farlo leggere a BookWorm, io non ho ancora avuto il coraggio di riaffrontarlo un'altra volta.
Capisco che il tutto possa apparire un po' eccessivo, ma il grande potere destabilizzante di questo romanzo, oltre forse al fatto che lo lessi in un periodo particolarmente brutto della mia vita, ha contribuito a far sì che divenisse una specie di spauracchio.
Ciò non toglie che, a quanto pare, non sono proprio l'unico a pensarla così dal momento che quanti hanno avuto a che fare con Pet sematary affermano quasi tutti di aver avvertito le stesse violente emozioni.
Stephen King, solito grandissimo narratore, si cimenta qui in alcuni dei suoi temi prediletti come ad esempio la famiglia felice che poco a poco si ritrova con l'esistenza sconvolta, i traumi sepolti nel passato che tendono a riaffiorare, il suo strano rapporto di amore-odio con le macchine, gli incidenti stradali, il folklore e le leggende dei Nativi Americani.
Oscuro e devastante, Pet sematary è a tutti gli effetti un libro che, seppur rappresenti una delle migliori prove dello scrittore del Maine, risulta tra i suoi lavori più sottovalutati e, certamente, meno conosciuti. In Italia poi, credo che abbia riscosso addirittura più notorietà il film che ne è stato tratto (senza infamia e senza lode), intitolato Cimitero vivente, forse anche per merito della notevole colonna sonora realizzata dai Ramones, il gruppo preferito di King.
Una storia cupa e piena di spettri sulla quale aleggia costantemente la domanda: una volta perduta la felicità, cosa saresti disposto a fare pur di riottenerla?

BF

Nella nostra libreria:
Stephen King
Pet sematary (Pet Sematary)
ed. Sperling Paperback
417 pag.
traduzione di Hilia Brinis








giovedì 12 dicembre 2013

Il gioco di Gerald - Stephen King (1992)

"Gerald, smettila di fare lo stupido e respira, dannazione!"
Jessie Mahout

TRAMA
La vita matrimoniale tra Jessie Mahout e suo marito, il rinomato avvocato Gerald Burlingame, dopo quasi vent'anni si trova in una fase un po' stagnante, in particolar modo dal punto di vista sessuale.
E così, quando Gerald le propone di trascorrere un weekend fuori stagione nel loro cottage sulle rive del Lago Kashwakamak, nel Maine occidentale, seppur un po' riluttante, Jessie accetta. Il programma dell'intero fine settimana consiste nello sperimentare un gioco erotico proposto da Gerald, che prevede l'uso di due paia di manette (di quelle vere, da poliziotto, non quelle ridicole di plastica che si rompono subito) con le quali ammanettare la moglie alla testiera del massiccio letto matrimoniale.
Ma quando tutto sta per aver inizio, Jessie ha un ripensamento; non si sente a suo agio con questo tipo di eroticità, e cerca di far capire il proprio punto di vista al marito. Ma Gerald ci tiene davvero, si è persino preso un giorno di ferie dal lavoro per cercare di vivacizzare il rapporto di coppia, e non sembra affatto intenzionato a cedere, adesso che Jessie è lì, davanti a lui, nuda ed alla sua mercé.
Presa da rabbia e frustrazione, la donna fa l'unica cosa che le viene istintiva nella sua condizione: rifila una pedata ai testicoli del marito. Per quanto doloroso, non ci sarebbe nulla di male; se non fosse che questo causa a Gerald un malore che si rivela fatale.
E così Jessie si ritrova lontana da casa, nuda, ammanettata ad un letto, con le chiavi delle manette nei pantaloni del marito morto ed isolata da tutto e da tutti.
O no?

RECENSIONE
Consigliatomi e prestatomi anni fa da BarFly (all'epoca la "nostra libreria" non esisteva ancora), ho letto Il gioco di Gerald una notte d'estate in cui ero a casa da sola. Pessima idea. Non perchè non sia un romanzo ben scritto, au contraire!
Questo libro, infatti, si distingue dalla maggior parte delle opere di Stephen King perchè parte da una situazione assolutamente plausibile, e tutto sommato anche "normale". Non appena il marito di Jessie muore, non si può fare a meno di immedesimarsi in lei, arrivando persino a provare le sue stesse sensazioni, come i crampi, il bisogno di urinare, la fame, la sete e il terrore.
Anche in questo caso il Re del Brivido si dimostra capace di creare da una situazione "minima" un intero romanzo, perfettamente riuscito. Come un abile muratore, una volta gettate le fondamenta aggiunge pazientemente un mattone alla volta, ovvero un elemento narrativo (la consapevolezza che le chiavi sono lontane; il bicchiere d'acqua, ad appena pochi centimetri, ma comunque al di là della sua portata; la porta d'ingresso difettosa, che non si è chiusa bene e che adesso sbatte...), fino a costruire un'intero castello di puro terrore. 
Come in altre sue opere, l'autore del Maine affronta tra l'altro il tema dell'infanzia, e dei traumi ad essa legati che condizionano chi li prova per tutta la vita, arrivando anche a toccare argomenti molto spinosi.
Insomma, avete capito: Il gioco di Gerald è un libro che vi consiglio assolutamente di leggere. Fate solo attenzione a non ripetere il mio errore; e soprattutto assicuratevi di aver chiuso bene la porta.

BW

Nella nostra libreria:
Stephen King
Il gioco di Gerald (Gerald's Game)
ed. Sperling Paperback
368 pag.
traduzione di Tullio Dobner

giovedì 31 ottobre 2013

Le notti di Salem - Stephen King (1975)

"<<Il ragazzo non è suo figlio.>>
<<No.>>
<<Ha fatto una strana confessione. A dire il vero, in tanti anni di servizio divino non avevo mai udito una confessione tanto strana.>>
<<Questo non mi sorprende.>>"
Padre Gracon e Ben Mears

TRAMA
Ben Mears è uno scrittore di successo, e per il suo prossimo romanzo ha deciso di ispirarsi agli avvenimenti accaduti molti anni prima in una villa di Jerusalem's Lot, il paesino dove aveva vissuto da bambino.
Si trasferisce dunque a 'salem's Lot, in una pensioncina, e ben presto fa la conoscenza di alcuni abitanti del luogo. In particolare si lega a due persone: stringe subito amicizia con il professore di letteratura del liceo locale Matt Burke e inizia una relazione con la giovane studentessa Susan Norton.
Ma contemporaneamente al suo trasferimento, altri due uomini misteriosi vanno ad abitare a Casa Marsten, proprio la villa al centro delle attenzioni di Ben. Da allora avvengono dei fatti strani ed oscuri, fino alla scomparsa di un bambino ed alla tragica morte di suo fratello, appena più grande.
Ma come Salem ben presto scoprirà, questo non è che l'inizio dell'orrore; e Ben, Matt e Susan, aiutati dal medico del paese Jimmy, dal dodicenne Mark e dal prete cattolico Padre Callahan dovranno lottare per sopravvivere a forze maligne e soprannaturali.

RECENSIONE
Secondo romanzo di Stephen King, può essere considerato il primo del filone horror vero e proprio.
Se a tratti manca del ritmo e della capacità di coinvolgimento che hanno reso altre opere dello scrittore del Maine degli autentici capolavori, getta comunque le basi per alcuni di essi.
Un esempio lampante è il concetto che il Male sia una sorta di umore che fuoriesce, al pari del sudore o delle lacrime, dal corpo degli uomini, e che esso possa impregnare dei luoghi che diventano essi stessi delle calamite che convogliano verso di sè presenze e forze malvage. Questa teoria viene esposta chiaramente ne Le notti di Salem, per poi essere il fulcro di altri romanzi tra i più famosi di King, come Shining, di cui vi ho già parlato, e del meraviglioso It, a mio modesto parere forse il più bello in assoluto.
Un'ottima lettura propedeutica all'immaginario del Re del Brivido, ideale per una notte di Halloween da incubo.

BW

Nella nostra libreria:
Stephen King
Le notti di Salem ('Salem's Lot)
ed. Bompiani
441 pag.
traduzione di Carlo Brera


venerdì 4 ottobre 2013

Shining - Stephen King (1977)

"<<Grady? È lei?>>
<<In persona. A quanto pare l'hanno messa sotto chiave.>>
<<Mi faccia uscire, Grady. Presto.>>
<<Vedo che non ha avuto modo di occuparsi della faccenda di cui abbiamo discusso, signore. La punizione di sua moglie e di suo figlio.>>"
Jack Torrance e Mr. Grady

TRAMA
Jack Torrance è un professore universitario, aspirante scrittore. È sposato con Wendy, ha un bel bambino sano di cinque anni di nome Danny, e la sua vita potrebbe essere meravigliosa, se non fosse per la grave dipendenza dall'alcool che gli è costata il posto di lavoro.
Per mantenere sè e la sua famiglia, è quindi costretto ad accettare il ruolo di custode invernale per un rinomato albergo del Colorado, l'Overlook Hotel. Il lavoro non è esattamente dei più stimolanti, anche a causa dell'isolamento dovuto alla posizione stessa dell'albergo ed all'imperversare del maltempo; ciononostante, sembra proprio essere quello che ci vuole per aiutare Jack ha scrivere il romanzo che ha in mente e per disintossicarsi definitivamente dalle sue dipendenze.
Danny però, che fin da piccolo manifesta strani poteri, ha dei cattivi presagi riguardo l'imponente edificio; come se non bastasse i suoi presentimenti sono confermati da Mr. Hallorann, il cuoco della struttura che come Danny ha il potere della luccicanza.
Ma un bambino non ha molta voce in capitolo quando si tratta di accettare un lavoro, peraltro ben retribuito. E così la famiglia Torrance si ritrova intrappolata in un ambiente ostile che si rivela quasi un essere senziente e con volontà propria. La volontà di uccidere.

RECENSIONE
Se avete visto l'omonimo film di Kubrick, dimenticatelo. Non perchè non sia un film degno di essere visto, tutt'altro. Ma le atmosfere, le sensazioni e soprattutto alcune parti fondamentali della storia sono state volutamente ignorate.
Il grande regista ha dato una sua versione del libro, che non concorda però con quella di King, tanto che quest'ultimo se ne è dissociato fin da subito. 
Da parte mia, per quanto possa valere, confesso, pur amando entrambe le versioni della storia, di preferire senza ombra di dubbio quella del libro: non solo perchè è quella originale così come è stata concepita, ma proprio perchè più ricca di dettagli, emozioni e scene. In particolare mi hanno colpita tutti gli episodi che avvengono in esterno, totalmente tagliati nella versione cinematografica.
Insomma, se siete amanti del thriller o dell'horror amerete sicuramente questo capolavoro del Maestro del Brivido.

BW

Nella nostra libreria:
Stephen King
Shining (The Shining)
ed. Tascabili Bompiani
429 pag.
traduzione di Adriana dell'Orto

  

mercoledì 18 settembre 2013

La lunga marcia - Richard Bachman (1979)

"Sei ancora in tempo a cambiare idea..."
Mrs. Garraty

TRAMA
Ray Garraty è un ragazzo di 16 anni, orfano di padre, che fa la stessa vita di tantissimi altri ragazzini della sua età. E come tanti altri ragazzini della sua età si è iscritto volontario alla "Lunga marcia", ma a differenza di tanti altri lui è uno dei 100 sorteggiati per gareggiare. La lunga marcia è l'evento dell'anno, la lotteria a cui tanti ambiscono a partecipare perché il premio per il vincitore è poter ricevere tutto ciò che si desidera per il resto della propria vita. Ma è anche l'evento nel quale non esiste un secondo classificato.
La lunga marcia infatti ha solo tre regole:
1 - Bisogna camminare ad almeno 6 chilometri l'ora; se si scende sotto i 6 chilometri l'ora, si prende un'ammonizione.
2 - Si recupera un'ammonizione se per un'ora non se ne prende un'altra; si può arrivare ad un massimo di tre ammonizioni contemporaneamente; alla quarta ammonizione si viene congedati.
3 - Vince chi rimane per ultimo senza essere congedato.
Peccato che il congedo non sia una semplice stretta di mano, ma un'esecuzione da parte dei militari del Maggiore, il leader-dittatore organizzatore della lunga marcia.  

RECENSIONE
Quando ho letto per la prima volta questo romanzo sapevo ovviamente chi era Richard Bachman, anche se non avevo mai letto nulla firmato da lui prima, ma soprattutto non sapevo di cosa parlasse il libro se non a grandi linee. Ma la magia è scattata subito, mi sono immersa nella lettura e per 279 pagine sono stata Garraty, ho vissuto le sue paure, le sue debolezze, i suoi dolori. L'angoscia di rallentare, di essere ammonito, di essere congedato corre a braccetto con un distacco quasi indifferente dalla realtà che ci circonda, tanto che verrebbe da gridare ai ragazzi: "Fermi! Cosa state facendo? Perché correte con tanta smania incontro alla morte?"
Bachman é riuscito a creare un reality show ante litteram, ancora prima del suo stesso Running man, ma se non si fa caso all'anno di pubblicazione si potrebbe pensare che al contrario si sia ispirato ad essi, anche perché le atmosfere che è riuscito a ricreare sono identiche: lo stesso pubblico esaltato, indifferente alla tragedia che si sta compiendo davanti ai suoi occhi, anzi, bramoso di riuscire a cogliere quell'attimo preciso in cui un ragazzino smetterà di vivere.
C'è chi dice che la lunga marcia sia una metafora della vita stessa, il percorso che conduce al destino che ci accomuna tutti. Non lo so, non ho pretese di andare a cercare significati nascosti nei libri. O un libro mi piace, oppure no. E La lunga marcia mi è piaciuto.


BW

Nella nostra libreria:
Richard Bachman
La lunga marcia (The long walk)
ed. Sperling Paperback
279 pag.
traduzione di Beata Della Frattina