BW&BF

Visualizzazione post con etichetta Stevenson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stevenson. Mostra tutti i post

giovedì 19 giugno 2014

Il diamante del Rajà - Robert Louis Stevenson (1878)

"Svelto lo disotterrò, e vide che era un elegante astuccio rilegato in marocchino con cerniera e fregi dorati. Questo astuccio stava profondamente calcato entro il terreno, e perciò era sfuggito alle affrettate ricerche di Mr. Raeburn. Mr. Rolles lo aprì, e scoppiò in un grido di meraviglia."
Robert Louis Stevenson

RECENSIONE
L'Occhio della Luce è il sesto diamante più grosso del mondo e viene donato dal Rajà di Kashgar direttamente a Thomas Vandeleur, un semplice ufficiale dell'esercito britannico per ricompensarlo di un misterioso e non definito servigio. 
In seguito, Vandeleur diviene grazie al diamante uno dei membri più eleganti della società londinese ed è così che si sposa con una splendida ragazza, molto più giovane di lui ed attratta, più che dal futuro marito, dalla meravigliosa gemma in suo possesso.
Ma la novella Lady inizia ben presto a dissipare ingenti quantità di denaro per i propri capricci, finchè un giorno si vede costretta a convocare Mr. Harry Hartley, il suo fedele ed effeminato segretario a lei devoto in tutto e per tutto, ed affidargli una pesante scatola di cartone per consegnarla ad uno sconosciuto nobiluomo. Nel tragitto Harry viene però derubato del contenuto della scatola, che a questo punto si scopre essere composto dalle gemme di famiglia di sir Thomas, diamante del Rajà compreso, che avrebbero dovuto ripagare i numerosissimi debiti contratti da Lady Vandeleur. 
Il diamante inizia a passare così di mano in mano, e da Londra passa ad Edimburgo, per poi arrivare a Parigi, ma sempre portando sfortuna a chiunque ne entra in possesso di volta in volta.
Strutturato in un modo simile ad un'altra opera dello stesso Stevenson, Il Club dei Suicidi, pubblicata anch'essa nel 1878, anche Il diamante del Rajà è composto da quattro racconti che hanno protagonisti diversi, ma che sono tutti accomunati dal filo conduttore rappresentato dalla ricerca dello straordinario gioiello. Ritroviamo anche uno dei personaggi più stravaganti di Stevenson, il bizzarro principe Florizel di Boemia, già presente ne Il Club dei Suicidi, che in quest'occasione riveste un ruolo decisamente più marginale, anche se troverà ugualmente il modo di lasciare il segno.
Con il suo consueto ed inimitabile stile pregno di eclettismo, Stevenson dà un ulteriore sfoggio della sua grande abilità nel saper tessere trame estremamente suggestive e coinvolgenti, spaziando senza alcuna difficoltà in generi molto diversi tra loro. 
Ed è proprio per la sua grandiosa versatilità e per la notevole sensibilità artistica che io reputo da sempre l'autore edimburghese uno dei più adatti per avvicinare i bambini alla narrativa ed, in virtù del suo essere uno scrittore completo, dotato di una creatività fuori dal comune, può essere apprezzato in ugual modo anche da lettori più "maturi".
Il diamante del Rajà quindi non è che un'altra ennesima riprova di quanto appena detto.

BF

Nella nostra libreria:
Robert Louis Stevenson
Il diamante del Rajà (The Rajah's Diamond)
ed. Sellerio editore
121 pag.
traduzione di Carlo Linati


venerdì 7 marzo 2014

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde - Robert Louis Stevenson (1886)

"Non è facile a descriversi. C'è qualcosa di non chiaro nel suo aspetto; qualcosa di sgradevole, anzi di veramente detestabile. Non avevo mai visto un uomo che mi ripugnasse tanto, e non so la ragione."
Il signor Enfield

TRAMA
Mentre sta rincasando, nelle prime ore di un mattino d'inverno, il signor Enfield si imbatte in un uomo dall'aspetto turpe, rozzo e volgare che, dopo aver fatto cadere una bambina per terra, anzichè scusarsi ed aiutarla, la calpesta e se ne va come se nulla fosse.
Egli insegue pertanto il losco figuro e, una volta raggiunto, riesce a trascinarlo per la collottola dinanzi ai famigliari della fanciulla i quali, in virtù del fatto che ella non sia ferita ma solo spaventata, decidono di non denunciarlo, limitandosi a chiedere un risarcimento di cento sterline.
Così, questo individuo dall'aria molto poco raccomandabile si infila in uno scantinato poco lontano e riemerge con un assegno corrispondente alla cifra esatta e firmato da un uomo molto conosciuto e stimato in tutta Londra.
Enfield fa notare che l'assegno potrebbe essere benissimo un falso in quanto è perlomeno bizzarro che un personaggio del genere possa entrare in una cantina alle quattro del mattino e risalirne con un assegno di quella cifra perdipiù firmato da un'altra persona ed invece, con grande sorpresa di tutti, l'assegno risulta buono. 
Tutto questo viene raccontato da Enfield al cugino, l'avvocato Utterson, nel corso di una passeggiata attraverso il quartiere di mercanti in cui, qualche tempo prima, si è svolta la vicenda. Utterson chiede quindi ad Enfield se sia a conoscenza del nome di quell'uomo tanto brutale quanto misterioso e il cugino risponde che egli disse di chiamarsi Hyde.
Questo fa preoccupare oltremodo l'avvocato a causa di un episodio avvenuto recentemente. Il dottor Henry Jekyll, uno dei suoi più noti e rispettati clienti, gli ha fatto pervenire un testamento olografo nel quale si afferma che, in caso di morte o di inspiegata assenza per di più di tre mesi da parte del dottor Jekyll, tutto il suo patrimonio debba passare all' "amico e benefattore Edward Hyde".
Incuriosito e turbato quindi l'avvocato si reca presso l'abitazione di una vecchia conoscenza di Jekyll, il dottor Lanyon, il quale gli rivela che negli ultimi tempi questi era solito comportarsi in modo strano ed insolito e di come ultimamente non l'abbia più visto in giro. Utterson decide perciò di mettersi sulle tracce del fantomatico signor Edward Hyde, mentre un dubbio atroce e terribile inizia a farsi largo nella sua mente.

RECENSIONE
Grande classico della letteratura fantastica, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde costituisce anche, a detta di molti, il massimo capolavoro del celeberrimo scrittore scozzese. Stevenson infatti, trattando il tema dello sdoppiamento della personalità, riesce a combinare sapientemente diversi elementi propri del giallo, del poliziesco e della narrativa gotica realizzando un racconto che presenta una trama avvincente e piena di suspense.
Opera che non ha certo bisogno di presentazioni, ebbe un impatto devastante sul pubblico dell'epoca, essendo un libro che tratta argomenti assai oscuri che turbarono non poco la buona società britannica di allora, immersa nei fasti dell'età vittoriana.
Pensate solo che, quando circa due anni dopo la sua pubblicazione, Londra fu sconvolta dai terribili omicidi attribuiti al famigerato "Jack lo Squartatore", furono in molti, funzionari di polizia compresi, ad ipotizzare che l'assassino potesse essere un medico che compiva i delitti sotto l'influsso della propria personalità malefica quando questa prendeva il sopravvento.
Numerosissime e disparate infine, le trasposizioni sotto forma di film, cartoni animati, opere teatrali o fumetti che il romanzo ha ispirato. Se proprio devo fare una menzione tra tutte, amo spesso citare la divertentissima parodia del 1963 con protagonista Jerry Lewis dal titolo Le folli notti del dottor Jerryll.
Concludo questa breve recensione riportando le parole dello scrittore di noir Alessandro Perissinotto che ritengo assolutamente azzeccate e con le quali non potrei essere più d'accordo:

"Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde dovrebbe essere il romanzo feticcio di tutti quelli che, come me, scrivono noir e polizieschi; dovrebbe esserlo non solo perchè Stevenson sa creare nel lettore una tensione spasmodica, ma soprattutto perchè ci mostra quale maledetta trappola sia l'idea di separare il bene dal male: una trappola nella quale noi giallisti cadiamo troppo spesso."

Sottoscrivendo in toto questa affermazione, direi che non c'è davvero bisogno di aggiungere nient'altro.


BF

Nella nostra libreria: 
Robert Louis Stevenson
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (Strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde)
ed. BUR Rizzoli
105 pag.
traduzione di Oreste Del Buono


 

martedì 3 dicembre 2013

Il ragazzo rapito - Robert Louis Stevenson (1886)

"Non darei nulla ad un Campbell, all'infuori di una palla di piombo nel corpo."
Alan Breck

TRAMA
Ambientato nel 1751 durante il periodo delle guerre civili in Scozia, Il ragazzo rapito ci racconta la storia di David Balfour, un diciassettenne rimasto orfano che, con l'aiuto del pastore del suo villaggio, si reca verso la casa dello zio Ebenezer per reclamare l'eredità che gli spetta.
Lo zio, pur apparendo astioso ed avido, lo ospita per la notte in una casa cadente e semidiroccata, anche se in realtà poco dopo organizza di nascosto il rapimento del nipote ad opera del capitano di una nave schiavista diretta verso le Caroline.
La nave però, giunta sulle coste settentrionali della Scozia, naufraga a causa di una fitta nebbia e David riesce a raggiungere la terraferma. Qui, in preda alla febbre, trascorre alcuni giorni riposandosi e cercando di guarire. Una volta ristabilitosi, trova un messaggio di Alan Breck, un altro superstite al naufragio con il quale in precedenza aveva stretto amicizia e si incammina per raggiungerlo.
Nel viaggio il ragazzo viene coinvolto suo malgrado nell'assassinio della "Volpe Rossa", avvenimento storico realmente accaduto, ed una volta raggiunto Alan i due sono costretti a fuggire in quanto ufficialmente ricercati per omicidio.
Durante la fuga tra di loro nasce un grande affiatamento nonostante le diversità. Alan infatti, è più anziano ed è un Highlander cattolico, rivoluzionario e dalla parte degli Stuart mentre David è un cosiddetto Lowlander, nonchè conservatore e fedele alla Corona Inglese.
Braccati dai soldati di Re Giorgio, saranno costretti a nascondersi tra montagne e foreste nel meraviglioso scenario delle Highlands, fino alla conclusione della vicenda.

RECENSIONE
Altro grande romanzo di formazione, Il ragazzo rapito ci dà l'opportunità oltre al fatto di leggere un bel racconto ricco di avventure avvincenti, anche di imparare un po' di storia.
In questo caso si ha modo di conoscere alcuni retroscena delle insurrezioni giacobite che avvennero con grande spargimento di sangue nel XVIII secolo. 
Ma c'è anche una forte componente romanzesca composta da avventure marinare, naufragi, duelli, attentati ed inseguimenti. Ancora una volta Stevenson, come nel precedente L'isola del tesoro, riprende il tema del ragazzo che, attraverso una serie di peripezie e di fatti tragici, riesce alla fine a maturare fino a ritrovarsi uomo a tutti gli effetti.
Un racconto ricco di spunti che sicuramente non mancherà di appassionarvi, siate voi ragazzi o adulti, non a caso Stevenson l'ha sempre considerata la sua opera meglio riuscita.

BF


Nella nostra libreria:
Robert Louis Stevenson
Il ragazzo rapito (Kidnapped)
ed. Garzanti
267 pag.
traduzione di Alberto Mario Ciriello







domenica 27 ottobre 2013

L'isola del tesoro - Robert Louis Stevenson (1883)

"Quindici uomini sulla cassa del morto, yo-ho-ho!
E una bottiglia di rum!
Il vino e il diavolo hanno fatto il resto, yo-ho-ho!
E una bottiglia di rum!"
La Canzone dei Pirati

TRAMA 
Jim Hawkins è un 14enne che vive a Black Hill Cove, un borgo marinaro nell'Inghilterra sud-occidentale, intorno al 1750. I suoi genitori sono i proprietari della locanda "Admiral Benbow", che si affaccia direttamente sul mare.
Un giorno fa il suo ingresso nella taverna un vecchio marinaio dall'aspetto truce e che porta con sè una cassa. L'uomo, che vuole essere chiamato semplicemente "Capitano", si insedia come inquilino a tempo indeterminato e richiede una camera con la vista sulla baia. Il ragazzo è molto turbato ed insieme affascinato dal rude lupo di mare che passa il tempo ad ubriacarsi, ad intimorire gli altri avventori ed a scrutare l'oceano con un cannocchiale.
Un giorno Jim viene preso in disparte dal capitano che gli promette una bella mancia ogni mese se l'avvertirà tempestivamente della presenza in paese di un uomo con una gamba sola.
Dopo qualche tempo, si presenta all' "Admiral Benbow" un mendicante cieco, che  chiede a Jim di condurlo da Bill Bones alias "Il Capitano", perchè deve consegnargli la macchia nera che, nel gergo piratesco è una specie di avviso di condanna a morte. Bones, ricevuto il messaggio, viene colto da un malore e sentendosi prossimo alla fine, confida al giovane di essere stato al servizio del leggendario pirata chiamato Capitano Flint, e di essere scappato con qualcosa di importante che serve per ritrovare un fantastico tesoro.
Nel giro di qualche giorno, nonostante le sapienti cure del dottor Livesey, Bill Bones muore e così Jim, che nel frattempo ha perso il padre, si mette a frugare nella cassa del vecchio capitano con l'intenzione di prendere qualcosa come risarcimento, dal momento che l'ex pirata già da un po' non pagava l'alloggio.
Grande è la sorpresa del ragazzo quando trova il baule pieno di dobloni d'oro e, su consiglio della madre, decide di prendere solo ciò che gli spetta. Tutto ad un tratto però un gruppo di pirati irrompono al piano di sotto con intenzioni assai poco amichevoli, così madre e figlio fuggono in preda alla paura, ma non prima che Jim riesca ad impossessarsi di un pacchettino contenente una tela cerata recante disegni e strane annotazioni.
I due così scappano e chiedono rifugio al dottor Livesey, persona di buon cuore nonchè importante magistrato, al quale il ragazzo mostra il pacchettino che contiene quello che si rivela essere il diario di Flint, con all'interno una mappa per arrivare ad un tesoro.
Livesey contatta quindi il cavalier Trelawney, un armatore di sua conoscenza, al fine di ottenere una nave per poter organizzare una spedizione, naturalmente raccomandandosi di non rivelare a nessuno il vero scopo del viaggio.
Trelawney inizia così ad ingaggiare l'equipaggio per la goletta, che viene ribattezzata "Hispaniola", tra i quali vi è anche colui che viene assunto come cuoco di bordo, un personaggio dall'aria torva che cammina con l'aiuto di una gruccia, in quanto privo di una gamba.

RECENSIONE
"Si può dire di essere stati adolescenti davvero, se non si è mai letto L'isola del tesoro?". Non ricordo chi l'ha detto, ma non potrei esser più d'accordo con questa affermazione, essendo questo a mio giudizio, IL romanzo di formazione per eccellenza.
Ricordo ancora quando lo lessi per la prima volta, in quarta elementare, prendendolo a prestito dalla piccola biblioteca della mia scuola (Dio benedica le vecchie biblioteche scolastiche!). Un libro vecchio, con le pagine ingiallite e mezze strappate riattaccate con lo scotch, e con le illustrazioni dai colori un po' sbiaditi che raffiguravano alcuni dei protagonisti.
E' uno di quei libri che, se li leggi a quell'età (e magari anche qualche anno dopo), ti fanno subito desiderare di trovarti a vivere un'avventura straordinaria, in mezzo a pirati senza scrupoli, isole misteriose ed inestimabili tesori, circondato dal blu dell'oceano. Tutto questo persino ad uno come me che, addirittura, non ha nemmeno mai impararato a nuotare.
Penso che il fascino de L'isola del tesoro stia tutto qui, semplice eppure notevolmente efficace anche al giorno d'oggi, dal momento che si tratta tuttora di una delle opere letterarie che vantano il maggior numero di adattamenti, siano essi dichiarati oppure no.
Un libro per ragazzi? Certo, ma anche per chi vuole tornare a sentirsi tale per un po'. E per farlo, si è sempre in tempo.

BF

Nella nostra libreria:
Robert Louis Stevenson
L'isola del tesoro (Treasure Island)
ed. BUR ragazzi
320 pag.
traduzione di Bianca Maria Talice  


 



 
 

lunedì 16 settembre 2013

Il Club dei Suicidi - Robert Louis Stevenson (1878)

"Talvolta il diavolo sa essere cavalleresco"
Principe Florizel

TRAMA
Il Principe Florizel di Boemia ed il suo fido Grande Scudiero, il Colonnello Geraldine, hanno uno strano modo di passare il tempo: quando la noia li assale, infatti, si rendono irriconoscibili con i travestimenti più improbabili e partono per autentiche "spedizioni" nelle strade e nei locali londinesi, alla ricerca di qualsiasi cosa possa stuzzicare il loro interesse, anche la più bizzarra.
Ed è così che una notte i due, complice un'improvvisa nevicata, si rifugiano in una taverna di infimo ordine dove fanno la conoscenza di un giovane dai modi eleganti che sta offrendo a tutti quanti deliziosi pasticcini alla crema disposti in grandi vassoi sorretti da due aiutanti che lo seguono ovunque. Incuriosito, il Principe chiede il perché di un comportamento così insolito, e per tutta risposta il giovane racconta una storia a dir poco pazzesca che  permetterà a quest'ultimo di entrare in contatto con il fantomatico "Club dei Suicidi".

RECENSIONE
Inizia così il primo dei tre racconti di questo libro, forse uno dei meno conosciuti di Stevenson, che narra le eccentriche avventure del Principe Florizel e del Colonnello Geraldine, racconti che hanno come tema dominante questo misterioso circolo, al quale tutti pare non vedano l'ora di aderire. Una specie di setta in cui si può entrare facilmente, ma dalla quale si può uscire in un solo modo, e dove non sono ammessi ripensamenti di alcun tipo.
Tre brevi episodi che si lasciano leggere tutti in un fiato, che solleticano amabilmente la curiosità del lettore e che tuttavia non sono privi anche di un pizzico di suspance.

BF

Nella nostra libreria:
Robert Louis Stevenson
Il Club dei Suicidi (The Suicide Club)
ed. CARTE SCOPERTE
118 pag.
traduzione di Attilio Brilli