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venerdì 24 gennaio 2014

Una coppia perfetta - Joe R. Lansdale (2013)

"Tirai fuori il cellulare e chiamai Leonard.
<<Dimmi>> rispose
<<Hai presente quell'Henry? Beh l'ho appena visto. É grosso.>>
<<Grosso quanto?>>
<<Hai presente il robot di Ultimatum alla Terra?>>
<<Oh, cazzo.>>
<<Già.>>"
Hap Collins


RECENSIONE
Ormai abbiamo imparato a conoscerli bene: Hap il bianco, il liberal, il sentimentale dalle cotte facili. Leonard è invece il repubblicano, il reduce del Vietnam patito di armi, ed è nero ed omosessuale; due caratteristiche queste ultime che nella cittadina del Texas orientale dove sono ambientate le loro avventure non lo rendono certo il personaggio più popolare.
Insieme formano veramente Una coppia perfetta, come annuncia il titolo di questo volume che raccoglie tre storie finora inedite in Italia che hanno per protagonisti i due personaggi più amati creati dalla stupefacente immaginazione di Joe Lansdale.
E stupefacente è anche la capacità dei due amici di andarsi sempre a cercare (e trovare) nuove rogne, soprattutto a causa del maledetto viziaccio di non farsi mai i cavoli loro e dell'abitudine innata di cercare di risolvere i problemi più con il cuore, e le mani, che non con il cervello. Per fortuna che c'è pure Brett, la bella e focosa compagna di Hap che ogni tanto, ma non sempre, riesce a farli ragionare un attimo impedendo ai due casinisti di fare del loro peggio.
Così il prolifico autore di Gladewater ci regala tre perle in cui mostra di essere (e con lui anche i suoi personaggi) ancora una volta in formissima, raccontando come solo lui sa fare le diverse ed ingarbugliatissime vicende in cui vengono coinvolti i nostri due (anti)eroi.
Nella prima, dal tarantiniano titolo Le iene, Hap e Leonard sono alle prese con Donny, un ragazzino ingenuo che, in modo del tutto incosciente, è entrato in una banda di tizi assai poco raccomandabili che rapinano furgoni blindati capitanata da un orribile figuro che si fa chiamare Smokestack (cioè ciminiera). Il giovanotto, una volta resosi conto della reale natura dei suoi compari, vorrebbe chiamarsi fuori ma non sa come fare ed inoltre ha paura della possibile vendetta degli altri componenti della gang. Kelly quindi, il fratello maggiore, chiede aiuto ai due "detective per caso" affinchè possano riportargli a casa il fratellino, possibilmente tutto d'un pezzo. 
Un classico racconto in stile Lansdale, non originalissimo se vogliamo, ma senza dubbio godibile e pieno sia di azione, sia di quei meravigliosi ed esilaranti dialoghi che risultano essere da sempre tra le componenti più apprezzate dell'intera serie.
Il secondo episodio, Veil in visita, scritto a quattro mani insieme all'amico Andrew Vachss, è di sicuro uno dei più atipici di Hap e Leonard. Si svolge infatti all'interno di un'aula di tribunale, dove sta avendo luogo un processo a carico di Leo accusato di aver incendiato per l'ennesima volta la casa dei vicini spacciatori di crack.
A provare ad evitargli una dura condanna verrà chiamato l'enigmatico Veil, avvocato decisamente fuori dagli schemi che pare essere legato ad Hap da un'oscura vicenda di sangue avvenuta molti anni prima e che, tanto per cambiare, Leonard detesta cortesemente.
Infine abbiamo Una mira perfetta, racconto che ci mostra una bella donna vittima di stalking da parte dell'ex marito, un caso solo apparentemente semplice che si complica in modo pazzesco fino alle più estreme conseguenze.
Insomma, come di consueto quando ci sono di mezzo i due amici texani, preparatevi ad una bella scorpacciata di botte, sparatorie e battutacce al vetriolo in questa raccolta che, seppur non imperdibile, si lascia divorare in pochissimo tempo e che provvede a saziare la fame di Hap e Leonard in attesa che arrivi il piatto forte, ovvero il nuovo capitolo della saga che al momento sembrerebbe chiamarsi Blue to the bone
Alla prossima avventura dunque e, mi raccomando, che nessuno nel frattempo si azzardi a toccare i wafer alla vaniglia di Leonard, altrimenti sì che saranno guai...

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard (Hyenas, Veil's Visits, Dead Aim)
ed. Einaudi Stile Libero Big
191 pag.
traduzione di Luca Briasco







venerdì 10 gennaio 2014

Devil Red - Joe R. Lansdale (2010)

"<<Che cazzo è quella roba?>> dissi.
<<Un berretto da cacciatore di cervi. Si chiama deerstalker.>>
<<Deerstalker?>>
<<Tipo quello che indossava Sherlock Holmes al cinema.>>
<<Sì, lo so, ma cos'è che te ne fai tu?>>
<<Lo indosso.>>
<<E io dovrei ficcarmi in testa una bombetta, mettermi sottobraccio un ombrello e farmi chiamare Watson?>>
<<Ti va?>>"
Hap Collins e Leonard Pine


TRAMA
Colpo di scena: Hap e Leonard, giunti ormai ad un'età in cui la maggior parte delle persone iniziano a non vedere l'ora di diventare nonni, pare che abbiano deciso finalmente di mettere giudizio e così pensano di mettersi a lavorare seriamente. 
Non ci credete? Avete ragione.
Infatti se è vero che, soprattutto Hap, comincia ad essere un po' stanco di andare in giro a rischiare sempre la pelle e forse preferirebbe passare ad un periodo leggermente più tranquillo della propria vita, bisogna tener presente che avendo sempre intorno quel demonio di Leonard Pine tutto ciò è abbastanza improbabile e i buoni propositi vanno a farsi friggere.
Così accade che i due vengano assunti alle dipendenze dell'ex tenente di polizia Marvin Hanson, amico di vecchia data, che ha deciso di aprire una piccola agenzia investigativa.
Il loro primo incarico è un'operazione di recupero crediti che non crea particolari grattacapi a due come loro, soprattutto in virtù dei loro modi assai spicci; ma il cliente che si presenta in ufficio il giorno successivo propone un lavoro leggermente più spinoso e problematico.
La signora Juanita Christopher, che arriva accompagnata da un aitante giornalista amico di famiglia di nome Cason Statler, è disposta a pagare un gran bel gruzzolo di quattrini per scoprire chi ha ucciso il proprio figlio Ted, freddato mentre faceva jogging nel parco cittadino insieme alla fidanzata Mimi oltre due anni prima. La polizia ha etichettato tutto quanto come il classico cold case, per loro è ormai praticamente impossibile rintracciare un assassino che ha un vantaggio tale, ma Juanita è convintissima che il delitto del figlio e della sua ragazza sia stato eseguito dietro commissione. I nostri due detective iniziano così le indagini e ben presto si rendono conto che l'assassinio di Ted e Mimi ha qualcosa in comune con altri omicidi irrisolti avvenuti tempo addietro. Sulla scena di ognuno di questi crimini infatti qualcuno, presumibilmente il killer, ha lasciato una specie di firma: un disegno raffigurante un diavolo rosso.
C'è n'è abbastanza perchè i due amici, ed a questo punto anche colleghi, si buttino come loro solito a capofitto dentro a questo nuovo, spaventoso mistero.

RECENSIONE
Ottavo, e per ora ultimo, capitolo della saga targata Hap & Leo dal momento che il successivo Una coppia perfetta sarà composto esclusivamente da alcuni brevi racconti.
Se Sotto un cielo cremisi era stato per certi versi un libro un po' di transizione, si potrebbe dire che Devil Red dà probabilmente il via a quello che sarà il "nuovo corso" delle avventure dei due inseparabili compari dal cazzotto facile e dalla lingua più tagliente di un rasoio.
Lansdale, com'è comprensibile dopo molti anni e dopo molti episodi riuscitissimi, cerca di dare una rimescolata alla formula che tanta fortuna ha portato a questo ciclo di avventure, apprezzate davvero da una grande moltitudine di lettori, soprattutto (e lo dico con grande orgoglio) in Italia.
Non è un caso infatti che questo romanzo, come già avvenuto anche in un'altra occasione, sia stato prima lanciato sul mercato italiano E POI negli Stati Uniti, a riprova del fatto di quanto lo scrittore texano sia amato nel nostro paese, e di quanto egli ci tenga in considerazione. Troppa grazia verrebbe da dire, ma credo che questi attestati di stima non possono che farci bene, e mi sembrava giusto sottolinearlo.
Lo stile che caratterizza questo tipo di racconti ormai penso che lo conosciate: azione, ritmo, suspance ma come sempre anche un'ironia talmente greve e sboccata (ma non stupida) che porta inevitabilmente a sganasciarsi dalle risate. Oltre a tutto ciò, come già accennato prima, entriamo in una nuova fase che con ogni probabilità contraddistinguerà d'ora in avanti questi due personaggi; un taglio un po' più "maturo", anche malinconico se vogliamo. Ma non dimentichiamoci che stiamo sempre parlando di Hap e Leonard: due tipi che, seppur con qualche capello grigio in più ed alcuni acciacchi sulle spalle, sono ancora capaci di gonfiare di botte "bulletti" nel pieno vigore degli anni.
Funzionerà? Staremo a vedere. Di sicuro mi sembra che con Devil Red abbiamo imboccato la strada giusta.

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Devil Red (Devil Red)
ed. Fanucci Editore
283 pag.
traduzione di Luca Conti




venerdì 27 dicembre 2013

Sotto un cielo cremisi - Joe R. Lansdale (2009)

"Non mi piace sentirmi chiamare 'negro', nemmeno se è un negro che lo fa."
Leonard Pine


TRAMA
Tutto inizia quando Marvin Hanson, ormai rimessosi dal tremendo incidente di alcuni anni prima e del quale porta ancora i segni, si presenta accompagnato da Leonard a casa di Hap e Brett.
Dopo che il signor Pine riesce, com'è consuetine, a scroccare al padrone di casa una bella merenda a base di latte, biscotti e Dr. Pepper, Marvin illustra il motivo della sua visita.
Sua nipote Gadget infatti frequenta da qualche tempo un ragazzotto che ama atteggiarsi da gangsta spacciando droga con alcuni amici poco raccomandabili, e la ragazza è talmente innamorata di questo Tanedrue (così si chiama il giovanotto) da essere diventata lei stessa tossicodipendente nonchè totalmente succube del fidanzato che, spesso e volentieri, non si fa scrupolo nemmeno di metterle le mani addosso.
Marvin chiede dunque ai due di andare a recuperare l'ingenua nipotina in modo da toglierla da quel brutto giro e di far capire all'allegra brigata che d'ora in avanti dovranno lasciarla in pace, se nel fare questo poi dovesse scapparci qualche sberla beh, pazienza!
I nostri eroi si recano dunque alla roulotte di Tanedrue e, dopo aver discusso la questione a modo loro si riportano a casa Gadget ma, prima di andarsene Hap in segno di spregio, butta giù dalla tazza del W.C. tutta la cocaina presente nella stanza, per un valore di diverse migliaia di dollari.
Purtroppo però, la droga era di proprietà di un'organizzazione ben più potente e pericolosa la quale non è per nulla contenta che qualcuno abbia mandato giù dallo scarico i loro potenziali guadagni e così spedisce un misterioso e letale killer di nome Vanilla Ride sulle tracce di Hap e Leonard per far loro capire che stavolta hanno pestato i piedi alle persone sbagliate.
E per i nostri amici saranno di nuovo montagne di guai. 

RECENSIONE
"Da un bel pezzo non si sparava più a nessuno..." recita l'incipit di Sotto un cielo cremisi, ed in effetti sono passati ben otto anni dall'ultima avventura della coppia più bella del mondo e la lunga inattività si sa, può far male.
Questo libro infatti è, a mio parere, un buon gradino sotto ai migliori episodi della serie (Mucho Mojo, Il mambo degli orsi e Bad Chili) pur essendo tuttavia molto piacevole e divertente da leggere, con una formula collaudatissima che riesce sempre a strappare risate ed arricchita da frangenti di buon coinvolgimento emotivo.
Il ritmo c'è, i personaggi (magnifico Il Tonto) pure, forse magari manca un po' di quella freschezza che contraddistingueva i lavori sopracitati, ma credo comunque che sia un romanzo tutto sommato meritevole di attenzione.
Certo, se siete neofiti di Lansdale non vi consiglierei di iniziare proprio da qui ma trovo in ogni modo più che naturale che in una saga ci possano essere momenti altissimi ed altri un po' meno riusciti. Non lamentiamoci del brodo grasso, suvvia!


BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Sotto un cielo cremisi (Vanilla Ride)
ed. Fanucci Editore
312 pag.
traduzione di Luca Conti


venerdì 13 dicembre 2013

Capitani oltraggiosi - Joe R. Lansdale (2001)

"<<Quel furbetto bugiardo, - disse Leonard - Gli ho fatto una domanda, tanto per essere cordiale, e lui ne ha approfittato per dirmi l'ora sbagliata. Se riesco a mettergli le mani addosso, voglio picchiarlo finchè comincerà ad avere dei flashback.>>
<<Di cosa?>>
<<Di me che lo picchio.>>
<<Posso picchiarlo un po' anch'io?>>
<<Se sarà rimasto qualcosa, non ho nulla in contrario. Sei il mio migliore amico.>>"
Leonard Pine e Hap Collins


TRAMA
Hap e Leonard questa volta hanno trovato lavoro nientepopodimenoche come guardiani in un allevamento industriale di polli.
Una notte Hap, smontando dal turno, sente dei gemiti soffocati provenire dal terreno adiacente allo stabilimento. Scavalcata la rete di recinzione, si trova davanti una ragazza che sta subendo un vero e proprio pestaggio da parte di un pazzo. Hap interviene e riesce, non senza fatica, a neutralizzare l'aggressore e a salvare la ragazza.
Il giorno seguente viene contattato dal padre della giovane che intende ringraziare Hap con una ricompensa di 100.000 dollari ed un mese di ferie extra per lui e l'amico Leonard. Egli è infatti il proprietario dell'azienda di pollame presso la quale i due sono impiegati.
Anche se comprensibilmente imbarazzati i Nostri accettano, trovandosi così con un mucchio di soldi da spendere ed un mese di assoluto relax davanti.
Hap però sta vivendo una fase difficile della storia con Brett, tant'è che il rapporto si è raffreddato notevolmente, mentre Leonard pare aver finalmente messo la testa a posto grazie al suo nuovo compagno John, col quale tutto sembra andare a meraviglia.
Ed è proprio da un'idea di quest'ultimo che prende il via tutto quanto. John infatti, suggerisce ad Hap e Leonard di andare a godersi un po' di tranquillità in una crociera ai Caraibi, e così i due alla fine si convincono ad imbarcarsi.
Una volta a bordo però, si rendono conto che la qualità del servizio è piuttosto bassa e così Leonard non trova niente di meglio da fare che litigare con un cameriere. Litigio questo che risulterà decisivo in quanto il permaloso inserviente il giorno successivo darà ai due un orario di reimbarco errato lasciandoli così a terra, a Playa del Carmen, e con pochissimo denaro.
E adesso inizia il bello, perchè due che riescono a mettersi nei casini persino in vacanza su una nave da crociera chissà cosa possono combinare in un paese straniero, senza soldi e perdipiù dopo essere stati inspiegabilmente aggrediti da una banda di malavitosi locali.
Fatto sta che tra belle ragazze in difficoltà, poliziotti corrotti, brutali energumeni, capimafia messicani con la passione del nudismo e altro ancora, verremo coinvolti nell'ennesimo valzer fatto di sangue, violenza e morti ammazzati, ma anche tante, tante risate com'è ormai consuetudine nelle avventure di Hap e Leonard.


RECENSIONE
Per chi, come il sottoscritto, ha letto tutti i capitoli della loro saga, Hap e Leonard sono praticamente degli amici, persone quasi realmente esistenti e questo credo che valga un po' per tutti quelli che si sono affezionati ai due personaggi scaturiti dalla fervidissima immaginazione di Lansdale.
Se devo essere sincero, Capitani oltraggiosi non è il mio preferito tra tutti gli episodi che vedono protagonisti i due simpaticissimi texani, ma è un romanzo che comunque si mantiene su livelli più che accettabili.
Forse si potrà obiettare che la trama in alcuni punti risulta magari un po' raffazzonata (ed io concordo con ciò), si potrà dire che alcuni personaggi tandono a rappresentare dei cliché (d'accordo anche su questo), però Lansdale è sempre Lansdale e narratori bravi come lui oggigiorno ce ne sono davvero pochi.
Tra echi di Hemingway (Il vecchio e il mare) ed il classico pulp estremamente caratteristico dell'autore, ci ritroviamo così a leggere di nuove (dis)avventure della coppia peggio assortita e strampalata che ci possa essere.
Ripeto, di certo non è questo il capolavoro di Lansdale, ma se avete già confidenza con Hap e Leonard non sarà certo una recensione un po' sottotono a farvi desistere dall'aquistare questo romanzo, ci mancherebbe! 
Senza contare che un libro di Lansdale, anche se magari non eccelso, merita sempre una possibilità perchè, mal che vada, di certo non vi annoierete a leggerlo. 
Lunga vita a Big Joe!

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Capitani oltraggiosi (Captains Outrageous)
ed. Einaudi Stile Libero Big
273 pag.
traduzione di Alfredo Colitto









venerdì 29 novembre 2013

Rumble Tumble - Joe R. Lansdale (1998)

"Tu hai il cuore tenero, Hap. Io, se trovo un nido di vipere, posso schiacciarle senza pensarci due volte. Tu daresti loro da mangiare, le alleveresti, e forse le manderesti pure all'università. Non dico che una cosa è giusta e l'altra sbagliata. Solo che tu sei fatto in un modo, e ti troverai ad affrontare persone fatte in un altro modo. Se quello che ha detto il nano è vero, ci stiamo mettendo contro la mafia dell'Oklahoma. Se entriamo in campo, dovremo giocare con gente che prende molto seriamente quello che fa..."
Leonard Pine

TRAMA
Avendo perso la casa, Hap è ospite nell'abitazione dell'amico fraterno Leonard, ma la convivenza non è delle più facili soprattutto a causa di Hap che si rivela essere sciatto, pigro e disordinato, caratteristiche queste che mandano letteralmente in bestia Leonard e che provocano discussioni dagli effetti esilaranti per chi legge. L'apice si tocca nella geniale spiegazione che Leonard fornisce all'amico sull'utilità di cambiare sempre il rotolo di carta igienica e nella reazione al ritrovamento di un paio di mutande sporche (ovviamente di Hap) sotto il divano del salotto.
Le cose tra Hap e la bella Brett intanto sembrano procedere bene e così Leonard cerca di spingere l'amico ad andare a convivereanche se Hap non ne sembra ancora convinto del tutto.
Ma un giorno Brett viene contattata da due strani tizi, un nano bardato da cowboy ed un energumeno dalla scarsa intelligenza, che dicono di essere ex dipendenti di Jim Clemente, boss mafioso di Tulsa, e la informano che sua figlia Tillie si trova nei guai.
La ragazza infatti, nata dal precedente e disastroso matrimonio di Brett, si è data alla carriera di prostituta ma è finita in un giro decisamente brutto, quello di Jim Clemente per l'appunto.
Tillie ha cercato di tirarsene fuori ma sembra sia stata scoperta e così c'è il rischio che Clemente voglia punirla, magari mandandola nel peggiore dei suoi bordelli. 
Brett è disperata e chiede ad Hap di darle una mano a riportare a casa Tillie, naturalmente alla coppia si aggiunge Leonard e così, dopo essersi riforniti di armi "fredde", cioè non registrate, il gruppetto parte alla volta di Hootie Hoot, amena località dell'Oklahoma dove Tillie è stata vista l'ultima volta.
Quello che si scatenerà da qui in avanti sarà un gigantesco Rumble Tumble, ovvero quello che in parole povere, da noi si chiama "un gran casino".


RECENSIONE
E così siamo giunti al quinto capitolo del Ciclo di Hap e Leonard e, come al solito, anche in questo caso preparatevi a tanta azione, un bel po' di violenza e sparatorie assortite. Ma anche a farvi un sacco di risate, com'è ormai una piacevole consuetudine nei romanzi di Lansdale. Tra temutissimi boss, scagnozzi maldestri, redneck, killer pentiti in pieno trip religioso, ragazzacce e ragazzacci, questa storia si caratterizza per il ritmo sfrenato e pressochè senza sosta che l'autore imprime praticamente fin dalle primissime pagine.
Politicamente scorrettissimi, sboccati e strampalati ma con un cuore d'oro, i nostri eroi sono l'esatto contrario dei cavalieri senza macchia in quanto, per portare a compimento le loro missioni, tendono ad infangarsi eccome e non solo in senso figurato. 
Le loro azioni sono dettate sempre da un profondo sentimento di lealtà e di giustizia, pronti costantemente ad aiutare chi è in difficoltà sebbene, nel farlo, spesso si vedono costretti ad usare metodi non propriamente puliti e legali.
Negli anni ho sentito molti giudizi discordanti su Rumble Tumble: c'è chi lo considera il miglior lavoro di Lansdale, e chi invece ne critica l'eccessivo uso della violenza soprattutto (a suo dire) per mascherare una trama molto povera.
I pareri sono tutti legittimi ovviamente, ma io credo che ormai si sia capito cosa ci si possa aspettare da uno scrittore come Lansdale... insomma se cercate trame intricatissime e personaggi tormentati allora lasciate perdere. Joe è un autore multiforme, e chi lo conosce lo sa, ma quando utilizza il linguaggio del pulp e dell'hard boiled lo fa dannatamente bene anche perchè non si perde troppo in chiacchiere e bada decisamente al sodo.
C'è chi ha definito il texano "uno scrittore che presta alla perfezione il proprio talento a generi cosiddetti minori". Penso che sia una delle definizioni più azzeccate che si possano dare ad un autore così che, sebbene sia molto dotato, non ha nessuna paura di sporcarsi le mani.

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Rumble Tumble (Rumble Tumble)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
251 pag.
traduzione di Alfredo Colitto





venerdì 15 novembre 2013

Bad Chili - Joe R. Lansdale (1997)

"<<Ho sentito che hai avuto problemi con uno scoiattolo>>
<<Già>>
<<Sembra che ti abbia ridotto male...>>
<<Sì, ma dovresti vedere com'è ridotto lui>>
<<Stiamo controllando per vedere se aveva un complice. Sai, qualcuno che gli faceva da palo, nel bosco. Speriamo di poterlo arrestare prima del fine settimana. Se qualche altro scoiattolo, o un opossum, dovesse cantare, forse potremmo inchiodare il colpevole addirittura prima di sera.>>"
Charlie Blank e Hap Collins
 

TRAMA
Dopo l'apocalittica odissea vissuta in quel di Grovetown, nel precedente capitolo di questa serie, lo scenario è dunque il seguente: il tenente Marvin Hanson si trova sempre in stato vegetativo in seguito ad un tremendo incidente stradale, Leonard prosegue la sua relazione fatta di continui tira e molla con Raul mentre Hap, depresso per come sono andate le cose, cerca di dimenticare Florida andandosene a lavorare per alcuni mesi su di una piattaforma petrolifera. Una volta tornato sulla terraferma, per prima cosa va a trovare Leonard, il quale nel frattempo pare abbia rotto definitivamente con Raul che ora frequenta un biker graziosamente soprannominato Cazzo-di-Cavallo. I due se ne vanno così in campagna a sparare alle lattine ed a sfogarsi parlando dei propri insuccessi amorosi quando, all'improvviso, dal vicino boschetto spunta uno scoiattolo rabbioso che aggredisce e morde Hap ad un braccio. Leonard accompagna l'amico in ospedale dove, al fine di ottenere dalla propria assicurazione un risarcimento delle spese sanitarie che dovrà sostenere, è costretto a farsi ricoverare per qualche giorno. Qui Hap conosce Brett, un'infermiera dal passato turbolento e dalla lingua decisamente sciolta, che affascina subito il Nostro al punto di fargli dimenticare ogni cosa.
Poco dopo il detective Charlie Blank si presenta in ospedale a fargli visita e lo informa che Cazzo-di-Cavallo è stato ritrovato cadavere e Leonard, che in precedenza aveva avuto un diverbio a base di legnate col biker, è scomparso nel nulla da molte ore e formalmente sospettato dell'omicidio.
Hap a questo punto fa la cosa naturalmente più logica per un casinista del suo calibro: convinto dell'innocenza di Leonard, fugge dall'ospedale per andare a cercare l'amico ed avvertirlo che, non solo i poliziotti, ma anche i compari del teppista ucciso sono sulle sue tracce con intenzioni tutt'altro che amichevoli.
Come se non bastasse poi, entra nella vicenda anche King Arthur, il cosiddetto "re del chili", un industriale eccentrico che sembra essere coinvolto in un sacco di attività poco pulite.
Insomma, se pensate che tutto questo sia già più che sufficiente come riassunto della trama di Bad Chili, allora sicuramente non avete mai avuto il piacere di leggere delle gesta di Hap e Leonard. Questo infatti, è solamente l'inizio.

RECENSIONE
Giunti all'avventura numero quattro del duo di detective più sconclusionati ed irresistibili di sempre, appare chiaro fin dall'inizio che Lansdale ha ormai raggiunto un'indubbia padronanza del genere ed una notevole abilità nel costruire trame incredibilmente coinvolgenti. I personaggi di Hap e Leonard, oltre ai comprimari come ad esempio il fenomenale Jim Bob o lo spassosissimo Charlie, hanno preso definitivamente forma e sono stati plasmati molto bene dal genio dell'autore con tratti distintivi ben marcati, quasi come se fossero veramente persone in carne ed ossa.
In Bad Chili però, oltre al consueto ed azzeccatissimo mix di cruda violenza ed ironia trascinante, a mio avviso l'elemento decisivo è costituito proprio dall'intreccio pazzesco di situazioni ed avvenimenti che fanno quasi emergere il sospetto che Lansdale stavolta abbia esagerato e messo un po' troppa carne sul fuoco, salvo renderci conto in seguito che il tutto è stato frutto di una scelta ben precisa. A conferma di ciò infatti la storia riprende quota con grande velocità per poi lanciarsi a capofitto in un altro finale da vivere letteralmente col fiato sospeso.
Una serie di ingredienti di prima qualità dosati ad arte da uno chef brillante ed esperto che vanno a comporre la più piccante scodella di chili che abbiate mai avuto occasione di gustare. 
Buon appetito!

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Bad Chili (Bad Chili)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
257 pag.
traduzione di Alfredo Colitto






venerdì 1 novembre 2013

Il mambo degli orsi - Joe R. Lansdale (1995)

"Cristo, stavo incominciando a pensare come Leonard. Erano tutti dei pezzi di merda finchè non veniva dimostrato il contrario."
Hap Collins

 
TRAMA
E' la notte di Natale a LaBorde, Texas orientale, e Leonard Pine decide di festeggiarla a modo suo: prendendo a sonori ceffoni gli spacciatori che infestano il quartiere e dando fuoco per l'ennesima volta alla casa in cui si ritrovano per concludere i loro affari.
Interviene quindi sul posto il detective Charlie Blank, vecchia conoscenza dei nostri eroi che, tra una spiritosaggine e l'altra, non può esimersi dall'arrestare  Hap e Leonard e condurli alla centrale di polizia.
Qui arriva il tenente Marvin Hanson, anch'egli amico dei due che fa loro una proposta: Florida Grange, la bella e giovane avvocatessa di colore che in passato ebbe una storia con Hap e che ora sta vivendo una burrascosa relazione con lo stesso Marvin, si è recata nella cittadina di Grovetown per un'indagine di lavoro, ma da qualche tempo non fa più avere sue notizie.
Hanson è comprensibilmente preoccupato in quanto Grovetown è un luogo tristemente famoso per non essere proprio un covo di progressisti, un posto dove i neri sono visti decisamente male e dove "la legge sui diritti civili non è considerata una legge vera". Temendo che possa essere successo qualcosa di poco piacevole a Florida, il tenente Hanson fa capire di essere disposto a passare sopra ai reati commessi da Hap e Leonard, se questi ultimi si renderanno disponibili ad andare nella ridente cittadina a controllare la situazione.
I due così, dopo aver pensato a procurarsi qualche arma, partono e si ritrovano in un luogo che, fin dal loro arrivo, si mostra tutt'altro che ospitale e dove si scontrano con un razzismo che fa davvero pensare che, per molti versi, a Grovetown il tempo si sia fermato agli anni trenta.
Cercando di scoprire cosa sia successo a Florida, Hap e Leonard che, oltre ad essere nero ricordiamolo, è anche gay e con un carattere piuttosto litigioso, faranno la cosa che gli riesce meglio in assoluto: ficcarsi nei guai. 
E saranno veramente guai grossi.

RECENSIONE
Scoppientante, pieno di ritmo e con la solita, pungente ironia che caratterizza Lansdale, Il mambo degli orsi è un noir atipico, per così dire. Infatti, pur non mancando di momenti crudissimi e di un forte alone di mistero, il tratto distintivo di questo romanzo è l'irresistibile e ruvido, oserei dire "bisunto" senso dell'umorismo che pervade tutta la storia.
Sono davvero spassosi i siparietti che vedono impegnati i due con la popolazione locale: vi lascio solo immaginare la reazione di un branco di bifolchi razzisti e violenti, ma non sveglissimi, quando Hap presenta Leonard come "Il dottor Pine, maggior esperto mondiale di formiche natalizie", e quest'ultimo che si definisce "Il negro più furbo del mondo".
Ma il vero punto di forza di Lansdale è la sua magistrale bravura nel tratteggiare dei personaggi davvero indimenticabili come ad esempio il burbero sceriffo di Grovetown, dal carattere scontroso ed afflitto da un'orchite che non gli dà pace, o la signora Garner, simpatica vecchietta dall'eloquio non propriamente signorile, che affitta ai protagonisti una lercia roulotte.
La trama infine, pur non essendo nulla di particolarmente straordinario, risulta comunque coinvolgente e riesce senza troppa fatica a calamitare l'interesse di chi legge fino al convulso finale.
Insomma ormai dovreste averlo capito, con Hap e Leonard non ci si annoia mai, quindi non indugiate oltre e lasciatevi trasportare dalla sapiente mano di Joe R. Lansdale nei pericolosi vicoli di Grovetown.
Good luck!

BF


Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Il mambo degli orsi (The Two-Bear Mambo)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
299 pag. 
traduzione di Stefano Massaron







venerdì 18 ottobre 2013

Mucho Mojo - Joe R. Lansdale (1994)

"La casa era calda e lercia, il caminetto era pieno di sporcizia, e ovunque c'erano grandi matasse di ragnatele. Al nostro passaggio, la polvere si alzava e volteggiava nella luce che colava tra i pesanti tendaggi delle finestre, e c'era un puzzo di stantio che veniva da un sacco di cose. Una, ne ero certo, era zio Chester in persona."
Hap Collins

 
TRAMA
In una mattina di luglio sotto il sole cocente del Texas, nel vivaio di rose  presso cui ha trovato lavoro (al solito precario) Hap Collins, si presenta l'amico Leonard chiedendo di poter parlare con lui.
Chester Pine, lo zio di Leonard, è morto, quindi i due si recano insieme a comprare gli abiti per il funerale dopodichè, durante una bevuta consolatoria, Leonard confessa che anche se zio Chester non approvava affatto il suo stile di vita, in fondo gli era molto affezionato, essendo stato per lui quasi come un padre.
Dopo la cerimonia funebre Florida Grange, una giovane avvocatessa di colore alla cui bellezza Hap fin da subito non è affatto immune, comunica a Leonard che il defunto zio lo ha citato nel testamento, pertanto egli deve presentarsi nel suo studio il giorno dopo per conoscere in cosa consiste il lascito.
Zio Chester lascia in eredità al nipote la sua vecchia casa diroccata, la stessa in cui Leonard da ragazzo ha trascorso molto tempo, oltre ad una bella somma di denaro e ad una busta contenente tantissimi buoni omaggio validi per alcuni ristoranti e fast food della zona.
La casa, che si trova nel quartiere più malfamato della città, ha decisamente bisogno di ristrutturazioni, così Leonard convince Hap a dargli una mano nei lavori necessari per renderla di nuovo confortevole per poi eventualmente venderla ad un prezzo maggiore.
I due amici si mettono sotto di buona lena e, dopo aver fatto conoscenza con l'anziana invalida MeMaw Carter, adorabile vicina di casa che si sdebita con loro per alcune gentilezze nei suoi confronti preparandogli squisite torte di mele, trovano anche il tempo di litigare con una banda di spacciatori di crack che occupano la casa di fronte.
Ma un giorno fanno un'agghiacciante scoperta: sotto le assi della cantina trovano infatti lo scheletro di un bambino rinchiuso in un baule. Dentro il baule sono presenti anche diverse riviste pedopornografiche.
Immediatamente Hap e Leonard avvertono la polizia, che si presenta da loro nella persona del tenente Marvin Hanson e dal suo vice Charlie Blank e vengono a conoscenza del fatto che da qualche tempo ogni anno, nel mese di agosto, nel quartiere scompare un bambino di colore, solitamente figlio illegittimo di una qualche prostituta della zona. Zio Chester si era presentato più volte a denunciare i fatti ma il capo della polizia locale però, aveva sempre fatto in modo di non approfondire troppo questi avvenimenti, in considerazione del fatto che avvenivano tutti nella zona definita "marcia" della città.
Nel frattempo, dopo che dalla cantina di casa Pine spuntano purtroppo altri scheletri di bambini, l'improvvisata coppia di detective ritrova il cadavere di un amico di zio Chester all'interno di un furgoncino affondato in uno stagno. Le indagini intanto proseguono e quello che si incomincia a delineare è un quadro davvero terribile, che pare coinvolgere diversi membri "insospettabili" della comunità.

RECENSIONE
Seconda avventura per Hap e Leonard e, mentre per il precedente Una stagione selvaggia abbiamo parlato di libro bello, ma non eccezionale, bisogna subito dire che per quanto riguarda Mucho Mojo invece, siamo assolutamente in "zona-capolavoro".
La trama infatti è molto più articolata rispetto a quella del suo predecessore, e forse anche in virtù del tema trattato, molto più "nera". La scrittura di Lansdale è il consueto cocktail di azione, colpi di scena e dialoghi memorabili e la caratterizzazione dei personaggi, incredibilmente convincente. 
Preferisco quindi non dilungarmi eccessivamente su questo lavoro,  anche perchè c'è poco da dire senza incappare nel rischio spoiler. Questo è uno di quei libri che, una volta aperti, non ti lasciano più andare e ti trascinano fino alla fine senza che tu, caro lettore, riesca a separartene per più di qualche ora. Se non vi fidate delle mie parole, ritenendole magari esagerate, lasciate almeno che vi dica che le persone alle quali ho prestato Mucho Mojo, TUTTE mi hanno detto che si tratta di un libro splendido.
Non sarebbe forse il caso di dargli una possibilità?

BF

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Mucho Mojo (Mucho Mojo)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
278 pag.
traduzione di Vittorio Curtoni








venerdì 4 ottobre 2013

Una stagione selvaggia - Joe R. Lansdale (1990)

"<<A quanto pare il tuo amico non ci trova molto simpatici...>>
<<È vero, negli anni Sessanta non ha partecipato a nessun movimento tranne quello per schivare le pallottole, mentre cercava di evitare che gli sparassero nel culo in Vietnam>>"
Howard e Hap


TRAMA
Hap Collins negli anni sessanta è uno studente che, come tanti altri in quel periodo, vuole cambiare il mondo dedicandosi a varie forme di attivismo politico. Poi un giorno conosce Trudy Fawst, compagna d'università bellissima ed impegnata anch'essa nel movimento studentesco, i due si innamorano follemente e si sposano.
Poco dopo ad Hap arriva la fatidica chiamata di arruolamento per il Vietnam ed egli decide di rifiutarsi di partire, facendosi così arrestare.
Durante i diciotto mesi della sua detenzione però, accade che Trudy lo lascia per un altro, questo per Hap rappresenta il crollo definitivo di quegli ideali in cui aveva tanto creduto in modo forse un po' ingenuo ma sicuramente sincero. 
Hap volta così pagina ed incontra un nero di nome Leonard Pine, uno che in Vietnam c'è stato, ed è pure tornato a casa con un paio di medaglie al merito. Leonard ha un carattere un po' spigoloso ed è meglio non farlo arrabbiare, vista la sua capacità di gonfiare di botte energumeni grossi il doppio di lui.
Ah, poi c'è un'altra cosa: Leonard è omosessuale. Non è per nulla effeminato, anzi si può dire che è un vero macho, grande appassionato di armi e di arti marziali. Insomma è lontano anni luce dallo squallido e stucchevole stereotipo del gay tutto urletti e mossettine e quei pochi che hanno la pessima idea di infastidirlo o di insultarlo per via delle sue preferenze sessuali solitamente vincono un giro al pronto soccorso più vicino.
Hap e Leonard, pur essendo molto diversi sotto tanti aspetti, diventano inseparabili. Anzi, praticamente fratelli.
Passano così molti anni ed un pomeriggio mentre i due compagnoni si divertono a sparare al piattello chi è che si rifà viva? Trudy, ovviamente! È un po' invecchiata certo, ma non ha perso un briciolo del suo fascino tant'è che Hap, nonostante gli avvertimenti più o meno educati dell'amico, si ritrova vittima di una passione che credeva di essersi lasciato alle spalle.
Trudy però, che nel frattempo si è risposata con un certo Howard, approfitta dei sentimenti di Hap nei suoi confronti per chiedergli un grosso favore: ci sarebbe da recuperare il bottino di una rapina avvenuta diversi anni prima,  un milione di dollari nascosti in una barca affondata nello stesso fiume melmoso dove Hap andava a giocare da ragazzo, e che lui conosce alla perfezione.
La banda è formata oltre che da Trudy ed Howard, da altri due ex hippy; vale a dire un tizio un po' strambo di nome Chub e da Paco, un uomo enigmatico dal volto orribilmente sfigurato. Leonard intanto, coinvolto suo malgrado nell'affare in nome dell'amicizia fraterna, non è molto entusiasta della piega che ha preso la faccenda e non fa nulla per nasconderlo.
Prende il via in questo modo la caccia al tesoro più bislacca di tutti i tempi, messa in piedi da una banda che definire improvvisata è poco.
I patti sono chiari: una volta recuperato il malloppo, si divide il tutto in parti uguali e con quei soldi  ognuno è libero di fare ciò che preferisce. 
Non fa una grinza, se non fosse che forse ci potrebbe essere qualcuno più ingordo degli altri che non si accontenta della propria fetta, ed allora in quel caso potrebbero sorgere grossi problemi...

RECENSIONE
Una premessa: Joe R. Lansdale è uno dei miei autori preferiti di tutti i tempi quindi, se nel recensire un qualunque suo lavoro vi potrò sembrare fazioso o poco obiettivo non preoccupatevi, è proprio così. E adesso parliamo di questo romanzo.
Iniziano con questo primo episodio le mirabolanti avventure di Hap e Leonard, la più incredibile coppia di detective dilettanti che memoria d'uomo ricordi. 
Costantemente senza soldi, con lavori precari e situazioni sentimentali spesso complicate, ma legati da un sentimento di amicizia e rispetto reciproco formidabili, i due giovanotti (che per la cronaca al momento del loro debutto sono già entrati da un po' negli "anta") hanno fin dall'inizio tutte le caratteristiche di "magnifici perdenti" ai quali è pressochè impossibile non affezionarsi. Dei veri e propri antieroi che difficilmente ne combinano una giusta, ma che in un modo o nell'altro, riescono sempre a cavarsela.
Una stagione selvaggia è da molti considerato come l'episodio meno riuscito di tutto il ciclo di Hap e Leonard e in un certo senso devo ammettere che c'è del vero in questo giudizio.
Capiamoci meglio: il racconto non è affatto brutto ed anzi è di gran lunga superiore a moltissimi altri libri di genere, però diciamo che qui Lansdale sta ancora prendendo le misure, si sta scaldando in vista dei folgoranti capitoli successivi della coppia.
Il ritmo non manca, i dialoghi sono come al solito da incorniciare e lo spettacolo di Leonard che si diverte a "massacrare" gli ideali hippy a suon di battutacce al vetriolo è semplicemente impagabile.
Non mancano tuttavia nemmeno i consueti colpi di scena in stile Lansdale e la caratterizzazione dei personaggi è, neanche a dirlo, impeccabile.
L'unica magagna sta forse nella trama, non proprio originalissima, ma a questa mancanza l'autore riesce a sopperire con molto mestiere.
Se non avete mai letto nulla dello scrittore texano quindi, preparatevi ad essere spazzati via da un tornado di emozioni e di avventure che vi lascerà senza parole, i racconti del ciclo Hap e Leonard sono tutti così.
E pensate che il meglio deve ancora venire.

BF

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Una stagione selvaggia (Savage Season)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
192 pag.
traduzione di Costanza Prinetti