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giovedì 10 aprile 2014

Amore e sesso nell'antica Roma - Alberto Angela (2012)

"Esattamente come noi, i romani conoscevano diverse categorie di baci, a seconda delle circostanze... Esisteva per esempio il bacio di saluto tra i militari, quello di congedo, quello funebre, quello di riconciliazione, quello di felicitazione ecc.
E poi, ovviamente, esistevano i baci d'amore. E c'è una sorpresa. Se da noi tra un uomo e una donna esiste fondamentalmente un solo bacio d'amore, i romani usavano tre nomi diversi per distinguerne le diverse origini, caratteristiche e finalità..."
Alberto Angela


RECENSIONE
Continua la fortunata serie di libri di Alberto Angela dedicati alla società dell'antica Roma, e questa volta le tematiche affrontate si fanno ancora più interessanti e pure un pochino hot.
Se nel primo volume di questa collana infatti il bravo divulgatore scientifico ci conduceva in un viaggio per le strade dell'Urbe dall'alba fino a tarda notte, e nel secondo ci dava modo di scoprire tantissime curiosità sui luoghi più sperduti dell'impero seguendo il percorso di un sesterzio, questa volta ci svela tutti segreti più intimi degli antichi Romani in materia di amore e di abitudini sessuali.
Basate come al solito su scoperte fatte nei siti archeologici e sull'analisi di testi originali dell'epoca, oltre che ad uno scrupoloso lavoro svolto in laboratorio, le ricostruzioni fatte dall'autore e dal suo team ancora una volta sorprendono sia per l'incredibile cura dei dettagli e per la ricchezza dell'insieme, sia per il consueto ed ormai peculiare modo in cui viene trattato il tutto; vale a dire con estrema competenza e eleganza, usando comunque uno stile fluente ed un lessico estremamente accessibile.
Verremo così a conoscenza del fatto che, se per alcuni aspetti com'è inevitabile, i nostri antenati si comportavano in maniera per noi inconcepibile (il matrimonio, ad esempio, era RIGOSORAMENTE un legame al fine di procreare e nulla più, che non aveva nulla a che fare con i sentimenti), per altre cose invece lascia letteralmente sbalorditi verificare quanto fossero simili a noi.
Solitamente, gli antichi Romani nell'immaginario comune vengono spesso associati al sesso sfrenato, orge selvagge ed a perversioni di ogni tipo, beh inutile sottolineare che tutte queste cose, pur vere, non rappresentano comunque uno specchio fedele della realtà quotidiana dei cittadini dell'impero.
Sarebbe come a dire che se tra mille anni qualcuno ritrovasse alcuni dvd dei film di Rocco Siffredi, pensasse che nella nostra epoca tutti fossero in grado di compiere le acrobazie in camera da letto delle quali è capace il buon Rocco da Ortona. O almeno, diciamo che io non ne sono assolutamente in grado purtroppo... e se qualcuno di voi ci riesce, beh... tanto di cappello!
Per il resto Alberto Angela si dimostra per l'ennesima occasione un abilissimo e piacevole compagno d'avventura, molto bravo anche a mettere i suoi amici (cioè noi) perfettamente a loro agio, narrando i fatti con tono colloquiale ed, in alcuni momenti, anche scherzoso.
Chiudo così, oltre naturalmente a consigliare caldamente questo saggio un po' insolito ma molto gradevole, con alcune cose sparse che avreste voluto sapere sul sesso ai tempi dell'antica Roma, e che non avete mai osato chiedere.
Ad esempio, la classica posizione della donna che sta sopra all'uomo era chiamata mulier equitans e pare che fosse in assoluto una delle preferite, in particolare dal gentil sesso. Oppure sapevate che anche i romani facevano uso di oggetti che ricordano moltissimo i moderni sex toys? Oppure ancora che marito e moglie facevano l'amore solitamente vestiti di tutto punto, al buio ed in modo frettoloso, spesso in posizioni speciali che si riteneva avessero il potere di aumentare le probabilità di concepimento? E che comunque la regola generale era la seguente: moglie e marito si devono accoppiare solo per procreare eredi, mentre per l'amore e il sesso fatto con passione e trasporto si ricorre agli amanti.
Queste sono solo alcune delle numerosissime indiscrezioni presenti nel libro, ma tante altre vi aspettano e così vedrete che, pur comportandovi un po' da voyeur, alla fine ne saprete molto di più sulle modalità che regolavano la sfera amorosa e sessuale di quella che è stata una delle più progredite civiltà del passato. E magari chissà, se avete spirito avventuroso, nulla vi vieta di sperimentare con i vostri rispettivi partner alcune delle tecniche particolari che vi vengono descritte e trarne utili insegnamenti.
Mai dire mai!

BF

Nella nostra libreria:
Alberto Angela
Amore e sesso nell'antica Roma
ed. Mondadori / Rai Eri
316 pag.







domenica 9 marzo 2014

Portland Souvenir - Chuck Palahniuk (2003)

"A Portland, chiunque vive come minimo tre vite."
Katherine Dunn

RECENSIONE
Mah.
Noto in libreria questa guida un po' particolare, che mi pare simpatica e decisamente originale, sulla città di Portland, Oregon, scritta da uno dei suoi più illustri abitanti; l'idea mi stuzzica e la compro ma mentre leggo non posso fare a meno di pensare: "Mah." Ed una volta che l'ho terminata rimango più che mai perplesso.
L'idea non è affatto malvagia: una guida turistica totalmente folle sulla città che ospita "i più scoppiati fra gli scoppiati, la crema dei disadattati" (definizione questa, che ho già sentito a proposito di almeno altre dieci città in America ed altrettante in Europa, ma vabè...), seguendo itinerari e visitando luoghi piuttosto anticonvenzionali, quelli che difficilmente verrebbero menzionati in una classica Lonely Planet, tanto per capirci. Tutto questo raccontato con ironia, neanche troppa a dir la verità, da Palahniuk, che vive lì dal 1980 e che ogni tanto inserisce alcune sue "cartoline", brevi aneddoti di vita vissuta nella città in questione.
Il celebre autore di Fight Club, bravo a non focalizzare troppo l'attenzione su di sè, si muove alla ricerca dei posti più caratteristici di Portland e dintorni, come la "casa autopulente", la Chiesa di Elvis o il museo dei giocattoli del Capitano Kidd, intervistando eccentriche star locali come il reverendo Chuck, possessore di una Chevrolet Bel Air abbastanza fuori dal comune, i "cacciatori di fantasmi" Bob e Renee Chamberlain, oppure Teresa Dulce, attivista per la causa delle lavoratrici del sesso, od anche solo suggerendo in quale ristorante si possano gustare le migliori focaccine al limone e lavanda.
Quello che non mi piace proprio è l'eccessivo, insopportabile autocompiacimento che si respira praticamente in ogni parola di tutte le persone interpellate, a partire dalla nota (non la conosco, ammetto l'ignoranza) autrice di Cuori sgozzati, Katherine Dunn, la quale si lascia andare a fesserie del tipo: "Qui a Portland siamo tutti profughi e fuggiaschi". Già, profughi e fuggiaschi col conto in banca abbastanza robusto se, come dice testualmente lo stesso Palahniuk, la città pullula di quelli che vengono chiamati in modo canzonatorio "Trustafarians", cioè i sedicenti hippies ed attivisti anarchici che si battono per un sacco di cause "fingendosi poveri nonostante le consistenti rendite che ricevono dai fondi fiduciari istituiti per loro dalle famiglie ricche". Perdonate la franchezza, ma se c'è una cosa che non tollero proprio è questa figura modaiola del reietto-chic. 
Corona il tutto una variegata serie delle immancabili leggende metropolitane che, come spesso capita in questi casi, ritengo siano in gran parte panzane create ad hoc, come del resto fanno pensare i parecchi "Si dice", "Si narra" e "Pare che" del narratore.
E poi, sinceramente, io sarò fatto in modo strano per carità, ma più uno si affanna cercando di shockarmi dimostrando di essere a tutti i costi "alternativo" o "estremo", più io mi annoio terribilmente. Insomma, a me questa guida non ha assolutamente fatto venir voglia di visitare Portland, che suppongo fosse il principale obiettivo per cui sia stata scritta.
Il risultato finale a mio parere è quantomai deludente e la colpa, secondo me, non è neppure da attribuirsi a Palahniuk il quale sono abbastanza convinto che si sia dedicato a quest'opera pieno di buone intenzioni, ma trovo semplicemente che l'idea non abbia funzionato.
Ma io ripeto, a volte tendo ad essere parecchio "fatto a modo mio" e non escludo che a qualcun altro invece questo lavoro possa risultare parecchio utile oltrechè gradevole. Un mio vecchio amico, tempo fa, mi disse: "I tuoi consigli sono sempre utilissimi, mi basta fare esattamente il contrario di ciò che dici!". Se sarà così anche per voi, tutto di guadagnato!

BF

Nella nostra libreria: 
Chuck Palahniuk
Portland Souvenir. Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (Fugitives & Refugees)
ed. Oscar Mondadori
180 pag.
traduzione di Matteo Colombo