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mercoledì 4 giugno 2014

I pilastri della terra - Ken Follett (1989)

"Agnes non aveva mai perdonato a Tom di essersi lasciato sfuggire quell'occasione. Non capiva quanto fosse irresistibile l'idea di costruire una cattedrale: la complessità dell'organizzazione, la sfida intellettuale dei calcoli, l'imponenza dei muri, la bellezza e la grandiosità dell'edificio ultimato. Da quando aveva assaggiato quel vino inebriante, Tom non poteva accontentarsi di qualcosa di più modesto."
Ken Follett


TRAMA
Inghilterra, XII secolo. Tutta la vicenda ruota intorno alla costruzione di una cattedrale presso il priorato di Kingsbridge. Vi sono molti interessi in ballo: da una parte abbiamo Tom il costruttore, che ha cercato rifugio in quel luogo con la speranza di trovare un lavoro che gli consenta di sfamare i propri cari; poi vi è Philip, recentemente nominato priore nonostante la giovane età, uomo retto e pio sicuramente nato per ricoprire quella carica, che ha però ottenuto solo scendendo a patti, suo malgrado, con il vescovo Waleran Bigod. Entrambe queste figure, Tom e Philip, sognano di poter costruire questo imponente monumento a Dio, ma solo quando la vecchia cattedrale viene incendiata e completamente distrutta il priore è costretto a lasciar perdere le economie ed a dare il via al progetto.
Potenti figure politiche però si intrometteranno più volte in questa impresa titanica: è in corso infatti una sanguinosa guerra civile tra gli schieramenti che supportano il re Stefano I e quelli che appoggiano invece Matilde, sua cugina e legittima erede al trono in quanto figlia del defunto Enrico I, ragion per cui i nobili e l'alto clero non esitano a sfruttare anche delle vicende di paese come pedine dei loro giochi di potere.
Il sadico William Hamleigh, il cui padre è stato nominato conte di Shiring dopo aver catturato e consegnato a Stefano il suo predecessore accusato di appoggiare la sua rivale, non accetta l'autorità di Philip, né che egli sia un amministratore migliore di lui, ed a più riprese non esita a dare sfoggio di tutta la sua brutalità per riuscire ad ottenere ciò che vuole; ma il suo desiderio più grande è di conquistare il cuore di Aliena, figlia del deposto conte di Shiring.
Ma William è solo un violento ed uno sciocco, che ben poco ha preso della malvagia astuzia materna, e come una marionetta viene manovrato dalla madre e da Waleran Bigod. Il ragazzo ne è consapevole, ma ugualmente esegue gli ordini non sapendo come poter fare altrimenti.
Intrighi, imbrogli, fede, religione, politica: uno spaccato di cinquant'anni di storia inglese concentrati quasi esclusivamente nel priorato di Kingsbridge per un capolavoro della letteratura mondiale.

RECENSIONE
Ma cosa diavolo mi è saltato in testa quando mi sono imbarcata in questa lettura?! Per una persona che ogni due giorni deve parlare di un libro diverso, un'opera di più di mille pagine sembra un'impresa folle, oltre che impossibile.
Beh, meno male che alla fine ho accettato la sfida: I pilastri della terra è in assoluto uno dei romanzi più belli che ho letto, almeno negli ultimi due anni. E dire che, lunghezza a parte, non aveva molti elementi a suo favore: è un romanzo storico, ed io per quanto riguarda la storia sono veramente ignorante. So che non è una bella cosa da dire, ma purtroppo c'è poco da fare, c'è chi è portato per alcune materie, e chi per altre, e io sono una da materie scientifiche e linguistiche.
Ma Ken Follett è stato talmente abile nel dipingere i personaggi, tessere gli eventi e curare tutto fin nel minimo dettaglio da rapire totalmente la mia attenzione e farmi divorare quest'opera mastodontica, tanto imponente quanto la cattedrale di Kingsbridge.
Non si può non amare Tom, Philip, Jack e Aliena, così come non si può non detestare William, Waleran, Remigius e tutti i pretendenti al trono. Ma non solo: mentre l'edificio viene eretto, è affascinante per il lettore neofita apprendere nozioni di architettura e di storia della stessa, scoprire l'evoluzione che ha portato dallo stile romanico a quello gotico, e gli espedienti che hanno dovuto escogitare gli ingegneri ed i costruttori dell'epoca per ovviare alla mancanza di tecnologia, ed evitare al contempo che le proprie creazioni crollassero miseramente su sè stesse.
Un romanzo che consiglio davvero a chiunque, perchè trovo che sia talmente avvincente e ben scritto da essere uno di quei libri che vanno letti almeno una volta nella vita.

BW

Nella nostra libreria:
Ken Follett
I pilastri della terra (The Pillars of the Earth)
ed. Oscar Mondadori
1030 pag.
traduzione di Roberta Rambelli

lunedì 3 febbraio 2014

Tsugumi - Banana Yoshimoto (1989)

"Se sei così cattiva e non hai niente di meglio da fare, puoi anche morire subito!"
Maria a Tsugumi

TRAMA
Maria Shirakawa fin da bambina vive in una situazione famigliare un po' particolare: sua madre infatti non è la moglie ufficiale del padre, bensì l'amante, e così la famiglia vive separata e si vede solo durante i fine settimana, in attesa che l'uomo ottenga il divorzio.
Mentre il papà vive a Tōkiō, lei e la mamma vivono in un villaggio della penisola di Izu, situato sul mare ma con la montagna proprio alle sue spalle. E infatti la maggior parte del paese vive di turismo; non fa eccezione la pensione Yamamoto, gestita dalla zia Masako e dalla sua famiglia, e dove la stessa Maria e la mamma soggiornano e contribuiscono.
E così Maria cresce insieme a Yōko, la cugina più grande di un anno, e Tsugumi, che di anni invece ne ha uno in meno. Le due sorelle non potrebbero essere più diverse: mentre Yōko è gentile, sorridente, buona e piena di energia, Tsugumi, a causa di una malattia molto debilitante che più volte ha minacciato di essere fatale, è cresciuta viziata, cattiva e piena di rabbia verso il mondo.
Ma in seguito all'ennesimo episodio di maleducazione Maria sbotta e fa qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima: sgrida la cugina, e le dice chiaro e tondo quello che pensa. Questo evento inaspettato, paradossalmente, anziché dividere per sempre le vite delle due bambine al contrario crea un forte, fortissimo legame tra loro, tanto che Maria diventa l'unica in grado di capire la prepotente cuginetta.
Passano gli anni, Maria e la mamma sono andate a vivere finalmente nella capitale insieme al papà, ma d'estate la ragazza, che nel frattempo è cresciuta e ha compiuto diciannove anni, torna comunque sempre dagli zii. Ed è proprio durante questa estate, l'ultima prima che la pensione Yamamoto non esista più, che si svolge la storia. Maria, Yōko e Tsugumi conosceranno Kyōichi, un ragazzo che invece si è trasferito da poco nel villaggio, e vivranno diverse vicende che segneranno per sempre la loro vita.

RECENSIONE
Tsugumi non è nato come libro, ma è uscito a puntate su Marie Claire Japan, e solo successivamente è stato pubblicato in un volume unico. Un po' si vede: i capitoli infatti sono fatti in modo da concludersi spesso con un qualcosa che ti spinge ad iniziare quello successivo, e vagamente mi ha ricordato la struttura di una soap che segue abitualmente mia mamma, Tempesta d'amore, in cui 90% della puntata è fatto di riassunti della puntata precedente, e negli ultimi cinque minuti un personaggio dice o fa qualcosa di eclatante, poi parte la sigla. Certo, Tsugumi non ha clamorosi colpi di scena, ma comunque nel suo piccolo adotta questa tecnica; non che sia sbagliato farlo, in fondo nel complesso funziona!
La nota negativa della storia per me è infatti un'altra: pur con uno stile piacevole, la Yoshimoto per l'ennesima volta ci ripropone Eros e Thanatos, amore e morte, e personalmente comincio a sentirmi un po' inappetente davanti all'ennesimo piatto della stessa minestra. Certo, il nome sul menu è diverso, e anche la decorazione della stoviglia; ma la zuppa rimane sempre e comunque la stessa.
Non mi spiego infatti come Tsugumi possa essere, citando la IV di copertina, "il più grande successo di Banana Yoshimoto". Ripeto, non è un brutto romanzo, è carino, ma rimane comunque la versione in villeggiatura di Kitchen e di Sonno Profondo.
Vabbé, in fondo i gusti non si discutono. Nella nostra libreria c'è già un altro romanzo dell'autrice, preso tempo fa ma non ancora letto perché, come ho già detto, cerco di leggere i romanzi di uno scrittore nell'ordine in cui li ha pubblicati per vederne l'evoluzione, anche se non sempre ci riesco. Lo leggerò sicuramente, sperando che la scrittrice giapponese mi stupisca con una rivoluzione tematica; in caso contrario, temo proprio che sarà l'ultimo suo che leggerò.

BW

Nella nostra libreria:
Banana Yoshimoto
Tsugumi (Tugumi - つぐみ)
ed. Universale Economica Feltrinelli
158 pag.
traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini

  

sabato 28 dicembre 2013

Sonno profondo - Banana Yoshimoto (1989)

"Da quanto tempo sarà che quando sono da sola dormo in questo modo? Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile. [...] Nessun dolore, nessuna tristezza laggiù: solo il mondo del sonno dove precipito con un tonfo. È soltanto nel momento in cui riapro gli occhi che mi sento un po' triste."
Terako 

TRAMA (SONNO PROFONDO)
Terako è una ragazza che soffre di narcolessia: è capace infatti di dormire per giornate intere, con un sonno talmente profondo da non sentire nulla, né rumori, né la sveglia, e normalmente nemmeno il telefono. L'unico suono capace di destarla dal suo stato onirico è lo squillo delle telefonate che le fa Iwanaga, il suo amante.
Terako infatti ormai da un anno e mezzo frequenta quello che era un suo capo al lavoro, e forse è proprio questo suo rapporto a causarle la necessità di dormire così tanto. Iwanaga è infatti un uomo sposato, la cui moglie è in coma irreversibile a causa di un incidente, e quindi la sua situazione di amante è molto complicata. Ciò nonostante, il compagno si prende cura di lei, tanto da permetterle di vivere agiatamente senza dover lavorare.
Ma nonostante il suo amore per lui Terako sente di non poter condividere tutto con l'amante: gli nasconde ad esempio la morte di Shiori, la sua ex coinquilina, morta apparentemente suicida, probabilmente a causa del lavoro particolare che faceva.
E così, l'unica cosa che le resta da fare, è rifugiarsi nel suo sonno profondo.

TRAMA (VIAGGIATORI NELLA NOTTE)
Il fratello di Shibami, Yoshihiro, è morto ormai da un anno, lasciando in sospeso il rapporto con due ragazze appartenenti a due mondi completamente diversi: la bionda americana Sarah e la giapponese, nonché sua cugina, Marie. Ma i fantasmi del passato, si sa, a volte ritornano.

TRAMA (UN'ESPERIENZA)
Da qualche tempo Fumi in sogno sente una canzoncina, sempre la stessa, che sembra chiamarla. Parlando con il suo ragazzo, Mizuo, scopre che tradizionalmente sono i fantasmi di persone che sono state vicine in vita a chiamare i vivi in quel modo, per lasciare loro un messaggio. A Fumi non resta allora che scoprire chi dei suoi conoscenti è morto recentemente, e qual'è il suo messaggio per lei.

RECENSIONE
Come aveva già fatto nel suo primo libro Kitchen, la Yoshimoto torna a raccontarci tre storie diverse legate da diversi fili conduttori.
La morte, ormai l'abbiamo capito è uno degli argomenti cari all'autrice, tanto da permearne ogni suo libro. L'amore, quello tormentato, va al passo con essa. In queste tre storie non possiamo fare a meno di notare la presenza di un ménage à trois, che fa soffrire gli elementi che lo compongono e che apparentemente solo la morte può risolvere.
E come un'esperienza pre-morte il sonno è il terzo elemento che contraddistingue questo libro, come indica lo stesso titolo: in esso ci rifugiamo per crearci il nostro mondo ideale, al riparo da tutti i pericoli e da tutti i problemi; ma la Yoshimoto fa di più, e sfociando in quello che in occidente verrebbe visto come paranormale (sono convinta che invece un giapponese vedrebbe la stessa cosa come una credenza della tradizione) lo rende un tramite comunicativo non solo tra morti e vivi, ma addirittura ipotizza che vegliando da vicino una persona che dorme se ne possano assorbire tutte le paure più profonde.
È strana la Yoshimoto, non riesco ancora ad identificarla: il libro è carino, piuttosto simile a Kitchen, a mio parere meno bello di Presagio Triste, ma comunque carino. Di sicuro abbastanza interessante da spingermi in un futuro prossimo a leggere il quarto dei suoi romanzi, Tsugumi.


BW

Nella nostra libreria:
Banana Yoshimoto
Sonno profondo (白河夜船 - Shirakawa Yofune)
ed. Universale Economica Feltrinelli
139 pag.
traduzione di Giorgio Amitrano e Alessandro Giovanni Gerevini

sabato 2 novembre 2013

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore - Luis Sepúlveda (1989)

"Pensi, dottore. È qui da tanti anni e non ha ancora imparato nulla. Pensi. Quel gringo figlio di puttana ha ucciso i cuccioli e sicuramente ha ferito il maschio [...] Ora la femmina va in giro impazzita di dolore. Va a caccia dell'uomo."
Antonio José Bolívar Proaño

TRAMA
La storia comincia durante una delle due visite annuali del dentista a El Idilio. Molti abitanti del villaggio attendono con impazienza il suo arrivo, per potersi far togliere i denti guasti e poter acquistare una dentiera dopo aver provato quelle a disposizione.
Ma per il vecchio Antonio José Bolívar l'arrivo del dottore è ancora più importante: come di consueto il dentista ha infatti portato all'amico un paio di romanzi d'amore da leggere.
Antonio José Bolívar infatti alcuni anni prima ha scoperto di saper leggere, e che la cosa gli piace. E dopo aver sperimentato diversi tipi di lettura ha stabilito che il genere che più lo appassiona è quello dei romanzi d'amore, "tristi da piangere a fiumi, con gente che si ama davvero e che soffre molto".
Ma purtroppo il momento di gioia derivato dalla conquista di due nuovi libri è guastato dalla scoperta raccapricciante del cadavere di un cacciatore ucciso dalla madre delle due prede, un tigrillo. Il problema più grande infatti non è il cadavere, ma il fatto che ora che l'animale ha assaggiato il sangue umano continuerà ad uccidere, folle di dolore, fin quando non verrà ucciso.
Il sindaco di El Idilio, odiato da tutti e soprannominato Lumaca a causa del suo sudare incessante, decide così di organizzare una spedizione per ammazzare il felino; e poiché odia Antonio José Bolívar, che non perde occasione di umiliarlo rendendolo ridicolo, cerca di cogliere due piccioni con una fava, inserendolo nel gruppo di uomini alla ricerca del tigrillo e mandandolo successivamente da solo a completare l'opera.
Ma il vecchio ha passato una buona parte della sua vita presso gli shuar, gli indios che abitano da quelle parti, e presso di loro ha appreso i segreti della vita della Foresta. E lo scontro con la belva sarà una lotta ad armi pari, tra due animali della giungla, due cacciatori (anche se Antonio José Bolívar non si considera tale), che potrà concludersi solamente con la morte di almeno uno di loro.

RECENSIONE
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore è un libro abbastanza breve, ma ciò nonostante si divide nettamente in due parti ben distinte. La prima, dal primo capitolo al quarto, può essere considerata in preparazione della seconda, dal quinto capitolo all'ottavo.
Nei primi capitoli infatti impariamo a conoscere i personaggi che saranno protagonisti della storia vera e propria: il sindaco Lumaca, gli shuar, che possono essere considerati personaggio collettivamente in quanto rappresentano l'approccio rispettoso e selvaggio alla vita della Foresta, i gringos, che al contrario rappresentano i ricchi bianchi arroganti e sprezzanti del prossimo, convinti di poter comprare tutto con i loro soldi, ma soprattutto il tigrillo e Antonio José Bolívar. L'unico personaggio di spicco presentato all'inizio (anzi è proprio la prima persona di cui si parla) che però non sarà influente per lo svolgimento della storia è il dentista, l'amico del vecchio che gli procura il piacere della lettura. Esilarante è un aneddoto che lo vede protagonista, un flashback rievocato proprio dall'amico, che non voglio svelarvi per non privarvi del piacere di leggerlo.
La seconda parte è invece quella "seria", riflessiva, e d'azione, quella da cui traspaiono le militanze ecologiste dell'autore, attivista di Greenpeace. Sì, perché l'odio di Antonio José Bolívar per i gringos, i cacciatori esaltati dall'ebbrezza del pericolo ma non coraggiosi abbastanza da battersi con animali in grado di contrastarli davvero, l'opera di deforestazione ecc. è in realtà la voce dello stesso Sepúlveda. Ma per quanto, personalmente, pur adorando gli animali (migliori per me di molte persone), sia contraria ai fanatismi di quell'organizzazione, vi garantisco che il modo in cui l'autore cileno parla di questi problemi "ecologici" non è assolutamente fastidioso, anzi, il lettore non può fare a meno di sdegnarsi a sua volta per le barbarie descritte.
Insomma, il romanzo d'esordio di Sepúlveda è un libro piacevole da leggere, con il giusto equilibrio di momenti seri ed aneddoti divertenti, non un capolavoro, a mio modestissimo parere, ma che consiglio. E pur non essendo un romanzo d'amore, piacerebbe anche allo stesso Antonio José Bolívar.

BW

Nella nostra libreria:
Luis Sepúlveda
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore (Un viejo che leía novelas de amor)
ed. Guanda Editore
132 pag.
traduzione di Ilide Carmignani

  

mercoledì 18 settembre 2013

Freddo a luglio - Joe R. Lansdale (1989)

"C'è un intero repertorio di modi per rintracciare una persona scomparsa e, se non li conosco tutti, me ne mancheranno al massimo uno o due, e se valessero qualcosa comunque li conoscerei."
Jim Bob Luke
  
TRAMA
LaBorde è una piccola cittadina del Texas orientale. Pacifica, tranquilla e dove tutti si conoscono, insomma il classico posto dove "non succede mai nulla".
Qui vive Richard Dane, sposato, un figlio di quattro anni, un'attività di corniciaio e niente grilli per la testa. Una vita serena quindi, fino a che in una notte di luglio la sua esistenza non viene sconvolta dall'irruzione in casa sua di un ladro che, vedendosi colto sul fatto spara a Richard, mancandolo, mentre Richard invece riesce a colpire il malvivente uccidendolo sul colpo. Dane viene quindi accompagnato alla stazione di polizia di LaBorde per la deposizione, dove viene informato che trattandosi di legittima difesa, con ogni probabilità il caso verrà archiviato subito senza nemmeno finire in tribunale.
Tutto a posto? Neanche per idea, perchè in città poco dopo si fa vivo Ben Russell, un pregiudicato con alcuni precedenti per rapina e che guarda caso è anche il padre di Freddy, il ladro ucciso. Questi, una volta rintracciato Dane, lo minaccia facendogli chiaramente capire di aver intenzione di vendicarsi colpendo Jordan, il suo bambino. 
Di conseguenza ai Dane viene assegnato un agente di scorta, ma ciò non impedisce a Ben di  introdursi in casa loro per attuare il suo tragico piano, soltanto che una volta giunto nella cameretta del piccolo non trova il coraggio di compiere un gesto tanto vile e scoppia in lacrime lasciandosi arrestare. 
Richard, pur essendo terribilmente scosso, cerca ugualmente di riprendere la vita di tutti i giorni, ma il mattino seguente trova per caso il portafoglio di Ben, evidentemente cadutogli la sera prima, e guardandovi dentro nota uno foto di Freddy. Il problema è che l'uomo nella foto non assomiglia per niente al ladruncolo ucciso da Richard, anzi, è decisamente un'altra persona! Quindi chi è che Richard ha ucciso veramente e perchè la polizia ha identificato il cadavere come Freddy Russell, pur trattandosi chiaramente di due persone ben distinte? Difficile credere ad un semplice errore... e se ci fosse sotto qualcosa di ben più grosso?

RECENSIONE
Freddo a luglio è un racconto che racchiude in sè gli ingredienti classici di un buon thriller in stile Lansdale: tensione ai massimi livelli, mistero, colpi di scena spiazzanti, una buona dose di azione ed il caratteristico senso dell'umorismo che ormai è diventato un marchio di fabbrica dell'autore texano.
Scritto nel lontano 1989, quando era ancora sconosciuto ai più, in questo libro Lansdale ci guida magistralmente in una storia che coinvolge sempre di più, pagina dopo pagina, in un turbinìo di eventi e di emozioni al quale è praticamente impossibile rimanere indifferenti.
In definitiva si tratta di un'avvincente mystery novel in salsa texana fortemente speziata, un romanzo che cattura fin da subito e che rappresenta a mio giudizio una bella prova dello scrittore di Gladewater. Se amate il genere,  tuffatevi in questo libro e sono convinto che difficilmente rimarrete delusi.


BF 

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Freddo a luglio (Cold in July)
ed. Fanucci Editore
251 pag.
traduzione di Giancarlo Carlotti