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martedì 27 maggio 2014

Misteri d'Italia - Carlo Lucarelli (2002)

"Questa è la storia più incredibile che abbiate mai sentito raccontare."
Carlo Lucarelli

RECENSIONE
Se in Mistero in blu Lucarelli ci aveva parlato di casi di cronaca nera famosi al pubblico ma che comunque riguardavano persone "comuni", in Misteri d'Italia rispolvera invece casi clamorosi perchè avevano coinvolto personaggi famosi, scomodi perchè appartenenti ad ambienti "delicati", oppure perchè, per un motivo o per l'altro, avevano coinvolto numerose persone, anche innocenti.
Ma andiamo con ordine: se adesso vi elenco i capitoli che compongono questo saggio del giornalista e scrittore emiliano, magari quelli di voi che hanno qualche ruga in più sul volto ricorderanno immediatamente almeno la maggior parte di questi episodi di cronaca, se non tutti.
Essi sono:
- Michele Sindona
- Graziella Campagna
- La strage di Gioia Tauro
- Mauro De Mauro
- Enrico Mattei
- Roberto Calvi
- Antonio Ammaturo
- Antonino Gioè
- Sergio Castellari
- La banda della Uno Bianca
Sia che facciate parte di coloro che questi casi li hanno seguiti sui giornali sia che invece di essi abbiate solo sentito parlare (o nemmeno quello) troverete probabilmente molto interessante il contenuto di questo libro, scritto come sempre con il caratteristico stile di Lucarelli.
In ogni caso, trovo che valga la pena leggerlo anche solo in considerazione del fatto che si tratta di vicende che hanno segnato la storia del nostro paese. Verrebbe quasi da pensare che si tratti solo di un romanzo giallo, con tanti, troppi protagonisti; va purtroppo però ricordato che il sangue che scorre lungo le pagine di Misteri d'Italia è stato davvero versato nel corso di tre decenni di storia italiana.

BW

Nella nostra libreria:
Carlo Lucarelli
Misteri d'Italia. I casi di Blu Notte
ed. Einaudi Stile Libero
262 pag.

 

venerdì 2 maggio 2014

Incubo a seimila metri - Richard Matheson (2002)

"Era il bambolotto più brutto che avesse mai visto. Di legno lavorato, lungo una ventina di centimetri, aveva un corpo scheletrico e una testa spropositata. La sua espressione era cattiva in modo maniacale, i denti aguzzi erano completamente a nudo, gli occhi maligni sporgevano dalle orbite. Nella mano destra stringeva una spada più lunga di lui. Un'elegante catena d'oro gli cingeva il corpo dalle spalle alle ginocchia..."
Richard Matheson (da "La preda")

RECENSIONE
Avevo circa dodici anni quando mio fratello maggiore rientrò dalla videoteca con una cassetta VHS destinata a sconvolgermi profondamente.
Si trattava di un film ad episodi intitolato Ai confini della realtà ed era composto da quattro remake di alcuni dei più celebri capitoli della famosa serie tv americana, con quattro grandissimi registi (Joe Dante, John Landis, Steven Spielberg e George Miller) impegnati a dirigerne uno a testa. Da ragazzino patito di fantascienza ed horror ero felicissimo della scelta fatta da mio fratello, e quella sera stessa guardammo il film in questione.
Bene. Ancora ricordo la terribile notte insonne che trascorsi, soprattutto a causa dell'ultimo episodio, quello denominato "Terrore ad alta quota", nel quale un passeggero di un volo di linea notturno, guardando fuori dal finestrino, si accorge che c'è una strana creatura antropomorfa appollaiata sull'ala dell'aereo che, incurante del temporale che sta infuriando, inizia a danneggiare uno dei motori.
Ok, io ancora non lo potevo sapere, ma quell'episodio era preso da un celebre racconto di Richard Matheson intitolato Incubo a seimila metri, dal quale in seguito poi lo stesso Matheson realizzò la sceneggiatura dell'episodio della serie tv originale, risalente al 1963.
Questo è solo il più famoso dei diciassette gioielli riuniti in questa antologia dello scrittore statunitense che uno come Stephen King ha sempre affermato essere il proprio maestro, ma vi assicuro che anche gli altri sedici non sono assolutamente da meno, anzi. Diciassette storie affilate come la lama di un rasoio, che si leggono tutte in un fiato e che il fiato spesso lo mozzano, con atmosfere opprimenti ed angoscianti e con storie da far davvero rabbrividire.
Fantasyhorror, thrillernoir: molti sono i generi che trovano spazio in queste cronache in cui spesso è la paranoia a farla da padrone, come in La casa impazzita o La legione dei cospiratori, oppure ci si perde in autentici labirinti di follia come invece accade in Il vestito di seta bianca, Figlio di sangue, Paglia umida e La danza dei morti.
E poi, se appartenete a quella categoria di persone che adorano sentire i brividi di paura correre impazziti lungo la colonna vertebrale, devo comunicarvi che facilmente qui troverete pane per i vostri denti. Infatti ho tenuto per ultimi i migliori racconti del lotto, che per me sono nell'ordine: Una chiamata da lontano, nel quale un'anziana invalida viene tormentata da misteriose telefonate nel cuore della notte. Poi c'è Eliminazione lenta, che assume i contorni e le atmosfere di un racconto "pirandelliano" ambientato ai giorni nostri, e soprattutto La preda, forse il più inquietante in assoluto, che consiglio vivamente a tutti coloro (come BookWorm ad esempio) subiscano il fascino dei pupazzi, ed in generale dei giocattoli, "diabolici".
Personalmente ritengo Matheson uno degli scrittori che più hanno saputo reinventare la narrativa fantastica e dell'orrore partendo da elementi classici propri di autori leggendari (Lovecraft, Poe), per poi riuscire a rielaborarli in un modo del tutto nuovo.
Narratore dotatissimo ed anche estremo, per certi versi, Richard Matheson appartiene in ogni caso alla mia esclusiva cerchia di "mostri sacri" e, nonostante nella sua vastissima produzione siano anche presenti cose che non mi facciano impazzire, è innegabile che quando lo sceneggiatore originario di Brooklyn è in forma sul serio, non ce n'è per nessuno.
E penso che Incubo a seimila metri sia lì a dimostrarlo.

BF

Nella nostra libreria:
Richard Matheson
Incubo a seimila metri (Nightmare at 20,000 feet)
ed. Fanucci Editore
270 pag.
traduzione di Maurizio Nati



venerdì 11 aprile 2014

La vampira snob - Noémi Szécsi (2002)

"<<Che mangi, cos'è questa roba abominevole?>>
<<Insalata.>>
<<Non è questo che ti darà l'eterna giovinezza. Quante volte te l'avrò detto ormai, Jerne, dai retta a tua nonna: quando hai voglia di qualcosa di sostanzioso, ordina un fattorino della pizza!>>"
La nonna e Jerne

TRAMA
Jerne Voltampère è una giovane vampira ungherese che vive con la nonna. Ancora non è morta, per cui in realtà non ha ancora cominciato a succhiare sangue, però, con l'aiuto della bicentenaria parente, sta "studiando" per prepararsi al suo futuro prossimo: innanzitutto occorre trovare un buon lavoro, che le permetta di guadagnare abbastanza da non rendere sospettoso il proprio stile di vita ma che nello stesso tempo le impedisca di finire sotto i riflettori. La ragazza però è combattuta tra quello che deve fare per sopravvivere e il suo sogno di diventare una scrittrice di favole per bambini.
Tra aspiranti rockstar, poetesse tormentate, ristoratori vegetariani e vampiri (come vuole la tradizione) maledetti, La vampira snob racconta i vari episodi che segnano la vita (e anche la morte) di Jerne, comprendendo anche riflessioni letterarie e sociologiche.

RECENSIONE
In un mondo dove nell'immaginario collettivo il vampiro è diventato non più un essere dannato ma dannatamente bello, con tanto di manicure e sopracciglia disegnate, trovare un romanzo che prometteva di essere alternativo e divertente mi ha spinta ad acquistarlo senza esitazioni (il fatto poi che l'autrice fosse una connazionale di Bela Lugosi aggiungeva punti al libro).
La vampira snob in effetti non è un brutto libro, anche se purtroppo ha un po' deluso le mie aspettative e sicuramente non lo definirei eccezionale. L'idea di base è carinissima, e aveva un enorme potenziale, ma a mio avviso la Szécsi si è dilungata troppo su alcuni aspetti, rendendo il ritmo un po' fiacco e i vari episodi piuttosto scollegati tra loro, senza una vera e propria trama.
Va anche detto che probabilmente con la traduzione il senso stesso del romanzo ha perso molto: tantissimi sono infatti i riferimenti alla lingua, alla cultura ed alla storia dell'Ungheria, e non faccio fatica ad immaginare che per un lettore che nulla (o quasi) conosce di quel paese molti dettagli risultino insignificanti quando un lettore avvezzo a questi argomenti al contrario probabilmente li apprezzerebbe. 
In ogni caso La vampira snob è un libro assolutamente leggibile, magari prendendolo in prestito dalla biblioteca, se è possibile. Molto apprezzato comunque, almeno da parte mia, il tentativo da parte dell'autrice di uscire dalla massa dei libri sui vampiri che in questi anni ha decisamente sovraffollato gli scaffali delle librerie.

BW

Nella nostra libreria:
Noémi Szécsi
La vampira snob (Finnugor Vámpír)
ed. Baldini&Castoldi
300 pag.
traduzione di Laura Sgarioto

  

lunedì 13 gennaio 2014

I love shopping in bianco - Sophie Kinsella (2002)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il terzo della Serie di I love shopping. Se non avete letto il precedente, intitolato I love shopping a New York, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.

"Okay. Niente panico. Ce la posso fare. È assolutamente alla mia portata. È solo questione di spostarsi un po' verso sinistra, sollevare appena, e poi spingere con forza. Insomma, non sarà poi così difficile far entrare un mobile bar in un taxi, no?"
Becky Bloomwood

TRAMA
Nel capitolo precedente avevamo lasciato Becky con una proposta di andare a vivere insieme a New York da parte di Luke (o meglio: lui le aveva chiesto di diventare la sua personal shopper). Sì, perché finalmente Becky ha trovato il lavoro dei suoi sogni: fare la consulente personale presso il reparto donna di Barneys (ma non si tratta solo di scarpe e bei vestiti... siete completamente fuori strada!).
Da allora è passato un anno, un anno di convivenza in cui lei e Luke hanno imparato a conoscersi ed amarsi ancora di più (soprattutto lui ha tentato, invano, di contenere il numero di cose da lei acquistate).
È vero, stare lontani dai propri cari rende questa nuova vita d'oltreoceano un po' più triste. Ma la mancanza di Jane e Graham Bloomwod, i genitori di Becky, e di Suze, la sua migliore amica, viene compensata da nuove amicizie, come Danny, l'eccentrico e disoccupato stilista che vive al piano di sopra, Laurel, una delle clienti da Barneys, tanto brava nel suo lavoro quanto imbranata in fatto di fashion, e Michael, il socio in affari di Luke.
Insomma, come sempre tutto sembra andare bene, e quando Luke propone alla fidanzata di sposarlo, sembra andare ancora meglio.
Sembra: perché come sappiamo bene, nulla può essere semplice quando c'è di mezzo Becky Bloomwood, men che meno un matrimonio.

RECENSIONE
Se qualcuno di voi si è sposato, oppure ha aiutato degli amici nell'organizzazione del loro matrimonio, sa benissimo quanto sia difficile e complicato, anche se non si fanno le cose in grande e ci si limita a pochi invitati. Eppure nessun matrimonio può essere tanto intricato e tortuoso come quello ideato da Sophie Kinsella in questo suo terzo libro della serie I love shopping. La situazione rasenta il paradossale, ma allo stesso tempo è perfetta in ogni suo meccanismo e soprattutto è in pieno stile Becky Bloomwood.
Come al solito non voglio spoilerarvi nulla, ma vi giuro che io mai e poi mai sarei riuscita a districare la complicata matassa in cui la nostra (anti)eroina si va a cacciare. La soluzione all'enigma è degna della notissima compatriota della Kinsella, Agatha Christie, ma con quel pizzico rosa di humour e di ironia che è immancabile nei romanzi dell'autrice.
Un romanzo da leggere tutto d'un fiato, prendendo una pausa solo per ridere a crepapelle, che sconsiglio solamente in un caso: se state organizzando il vostro matrimonio, non leggetelo. Potrebbe venirvi un attacco di panico!

BW

Nella nostra libreria:
Sophie Kinsella
I love shopping in bianco (Shopaholic Ties the Knot)
ed. Oscar Mondadori
367 pag.
traduzione di Annamaria Raffo

   

lunedì 25 novembre 2013

In piedi sull'Arcobaleno - Fannie Flagg (2002)

"Queste erano alcune delle attività che entusiasmavano Bobby. Ma per lui anche il solo fatto di essere vivo era già motivo di eccitazione. In effetti, quale altro ragazzino al posto suo non si sarebbe svegliato al mattino saltando di gioia e pronto a mettersi in pista? Viveva nel bel mezzo del paese più grande del mondo; alcuni dicevano che uno più grande non c'era mai stato, nè ci sarebbe mai stato in futuro."
Fannie Flagg

TRAMA
Dorothy Smith, meglio conosciuta nella sua cittadina, Elmwood Springs, Missouri, come "Neighbor Dorothy", è una delle tante casalinghe che trasmettono programmi radiofonici direttamente da casa loro.
Ed è attraverso il suo programma che i suoi radioascoltatori si tengono aggiornati, tra una ricetta e l'altra, sugli avvenimenti del paese, a partire dalle vicende dei suoi figli Bobby ed Anna Lee.
Una panoramica dell'American Dream dagli anni Quaranta agli anni Novanta, in un divertente e tenero romanzo dell'autrice di Pomodori verdi fritti e di Hamburger & miracoli sulle rive di Shell Beach.

RECENSIONE
In piedi sull'Arcobaleno è in assoluto il mio romanzo preferito della scrittrice dell'Alabama. Non è costituito da una vera e propria trama, ma piuttosto da un insieme di episodi che si susseguono con il trascorrere degli anni. Leggero e divertente, è un libro che si legge in breve tempo proprio perchè molto scorrevole. Vi capiterà sicuramente di dire "Massì, un altro capitolo e poi smetto", e senza accorgervene vi ritroverete ad averlo già finito.
Tranquilli però: anche se impiegherete poco tempo, vi affezionerete subito allo scavezzacollo Bobby, alla romantica e un po' svampita Anna Lee, alla sfortunata Tot Whooten ed all'eccentrica ed irresistibile Nonna Smith, così come agli altri personaggi della storia.
Un libro che consiglio a tutti, uomini compresi. Se infatti pensate che sia un romanzo prettamente femminile, vi sbagliate di grosso: invero si tratta innanzitutto di uno spaccato che ritrae circa mezzzo secolo di storia americana, con le speranze ed i sogni che facevano brillare gli occhi dei bambini come Bobby.

BW

Nella nostra libreria:
Fannie Flagg
In piedi sull'Arcobaleno (Standing in the Rainbow)
ed. Sonzogno Editore
371 pag.
traduzione di Olivia Crosio

    

sabato 28 settembre 2013

Eragon - Christopher Paolini (2002)

"<<Stiamo diventando più potenti, Eragon, tutti e due. Ben presto nessuno potrà più sbarrarci la strada.>>
<<Già, ma quale strada dobbiamo scegliere?>>"
Saphira ed Eragon

TRAMA
Nel piccolo villaggio di Carvahall vive un ragazzo di quindici anni di nome Eragon, insieme al cugino appena più grande Roran ed allo zio Garrow, conducendo una vita tranquilla e monotona. Un giorno però, mentre è a caccia nelle pericolose foreste della Grande Dorsale, Eragon si imbatte in una strana pietra ovale, di un blu intenso e finemente lavorata, che suscita subito in lui fascino e inquietudine allo stesso tempo.
Decide così di prenderla con sé e di provare a barattarla con un po' di carne dal macellaio del villaggio, il burbero Sloan, padre della sedicenne Katrina, fidanzata in segreto con Roran. Ma il vecchio, quando scopre che la pietra proviene dalla Grande Dorsale, si rifiuta di vendergli la carne, ed anzi scaccia il ragazzo in malo modo.
Eragon così torna a casa senza essere riuscito a procurarsi la carne né cacciando né comprandola, ed amareggiato va a letto. Ma durante la notte si sveglia perché la pietra ha cominciato a squittire e a muoversi. Impaurito, decide di seppellirla, ma quando si avvicina ad essa la pietra si schiude, rivelandosi un uovo. Un uovo da cui è nato un drago blu.
Tra il ragazzo ed il drago nasce immediatamente un legame profondo, che diventa sempre più intenso man mano che passano i giorni. Eragon intuisce da subito la necessità di mantenere segreta l'esistenza del drago, anche perché da secoli i draghi su Alagaësia sono praticamente estinti, e l'unico conosciuto è il nero drago Shruikan che appartiene al crudele re Galbatorix, ma nonostante tutto decide di addestrarlo. Grazie agli insegnamenti del misterioso bardo Brom inoltre scopre che in realtà il suo drago è una femmina che sceglie come nome Saphira.
Tutto sembra svolgersi per il meglio, quando dei mostri chiamati Ra'zac fanno incursione a Carvahall e uccidono Garrow. Eragon, impotente, fugge insieme a Saphira e a Brom, ed inizia l'avventura che lo porterà a conoscere elfi, nani ed altre fantastiche creature e a cercare di unire loro e gli umani nel tentativo di sconfiggere il malvagio Galbatorix.

RECENSIONE
Se si è appassionati del genere fantasy non si può fare a meno di storcere un po' il naso davanti ad alcune palesi "scopiazzature". Ma essendo il primo romanzo di un ragazzo che in fondo, nel momento in cui l'ha scritto, aveva solo quindici anni, gli si può perdonare i numerosi plagi a Il Signore degli Anelli, alle Cronache del ghiaccio e del fuoco, e persino a Guerre stellari. In fondo il romanzo è piacevole, scritto bene anche se la trama è abbastanza infantile e scontata, e nonostante tutto abbastanza appassionante da spingere il lettore (almeno per me è stato così) a proseguire la saga leggendo anche gli altri tre libri che la compongono.
Eragon è un libro che mi sento di consigliare ai lettori appassionati del genere che non l'abbiano ancora letto, e che è adatto sia ad un pubblico più giovane sia ad uno più adulto, purché appunto si tenga conto dei difetti che ho già menzionato. Senza voler spoilerare, posso assicurare che dal secondo romanzo del Ciclo dell'Eredità Paolini ha migliorato molto, e quindi, se avrete la pazienza di leggere un libro sapendo già in partenza che probabilmente non diventerà il vostro libro preferito, potrete comunque gustarvi una piacevole saga.

BW

Nella nostra libreria:
Christopher Paolini
Eragon  (Eragon)
ed. BUR big
593 pag.
traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo

 

sabato 21 settembre 2013

L' uomo che cammina - Alan Warner (2002)

"A quest'ora sarà già arrivato a Ballachulish, quindi muovi subito quel culo flaccido. Mi hanno detto che ieri si è presentato al pub di Portnacroish, gridando: << Chi mi porterà lo scalpo della Volpe Rossa? >> Ha praticamente fatto a pezzi il locale. Un'ira di Dio."
Il Capo

TRAMA
Lo Zio è un vecchio pazzo con un occhio di vetro, grande consumatore di whisky nonchè reduce dalle scatenate esperienze lisergiche nella Londra degli anni sessanta, forse è anche per questo motivo che ogni tanto "dà di matto" e si caccia inevitabilmente in qualche guaio.
Questa volta, però, l'ha combinata veramente grossa: ha rubato diciassettemila sterline dalla cassa comune di un pub, cifra che doveva servire a finanziare le prossime trasferte al seguito della nazionale scozzese, ed è scappato a piedi verso le Highlands.
Il Capo, piccolo malavitoso locale, riesce a tener fuori dalla faccenda la polizia, a patto che l'intera somma venga recuperata al più presto, e così incarica il Nipote, suo dipendente nonchè DAVVERO nipote dello Zio, di trovare il fuggiasco e chiudere il tutto senza troppo clamore.
Lo Zio è anche una specie di leggenda presso gli abitanti degli sperduti villaggi di montagna dove è  conosciuto come l'Uomo Che Cammina in quanto si sposta sempre e solo a piedi. Che sia una giornata di sole o di pioggia battente, per lui non fa alcuna differenza, continua a marciare imperterrito fino a percorrere numerosi chilometri pur di fare il giro dei pub sparsi nella zona.
I pochi che hanno la malaugurata idea di offrirgli un passaggio, poi, vengono ricoperti dai più turpi e selvaggi insulti che si possano immaginare.
Il compito, dunque, non si presenta dei più facili, soprattutto se aggiungiamo che durante la sua personale caccia al ladro, al povero Nipote ne capitano di tutti i colori: viene abbordato da una coppia di anziani che intendono coinvolgerlo in una threesome, scampa per un soffio ad un naufragio, perde il cellulare che serviva a tenere i contatti con il Capo, subisce un ritorno di fiamma da parte di una vecchia ex che predilige pratiche sessuali alquanto perverse e molto altro, tanto che mano a mano che si va avanti, la vicenda prende i contorni di un'autentica odissea ambientata nelle Highlands.

RECENSIONE
Quarta prova dello scozzese Alan Warner, scrittore molto quotato in patria, L'uomo che cammina è un'avventura che cattura l'interesse fin da subito, anche se onestamente trovo gli elogi della critica britannica un po' esagerati per un libro che, seppur buono, non mi pare giustifichi tutta questa esaltazione.
Il romanzo è divertente, possiede un buon ritmo e la scrittura è cruda e senza fronzoli ma, almeno a giudizio di chi scrive, in alcuni passaggi la trama è piuttosto zoppicante ed alcune cose mi sembrano un po' forzate.
Si tratta però, di una lettura tutt'altro che noiosa e dove vi sono anche alcune apprezzabilissime  intuizioni da parte dell'autore che non lasceranno di certo insensibile chi legge.
In definitiva, si può dire che L'uomo che cammina è come uno di quei dischi che, nonostante non siano tra i nostri preferiti in assoluto, a volte ci fa piacere riascoltare, soprattutto in certi momenti.

BF

Nella nostra libreria: 
Alan Warner
L'uomo che cammina (The Man Who Walks)
ed. Guanda Editore
296 pag.
traduzione di Gabriella Facondo