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venerdì 25 luglio 2014

Dal libro al film: I Commitments - Roddy Doyle (1987)

"<<Che fai? Ti sei messo a vendere droga o roba del genere?>>
<<IOO? NO>> disse Jimmy
<<Allora che ci vengono a fare tutti 'sti coglioni a bussare alla porta?>>
<<Sto facendo dei provini.>>
<<Dei cosa?>>
<<Pro-vi-ni. Vogliamo formare un gruppo... Una band.>>
<<Chi, tu?>>
<<Sì.>>
<<E chi cazzo sei, Dickie Rock? C'è giù uno stronzetto in moto che chiede di te.>>"
Jimmy Rabbitte senior ed il figlio, Jimmy

IL LIBRO 
Barrytown, periferia nord di Dublino, anni ottanta. 
Jimmy Rabbitte è un grandissimo appassionato di musica e viene considerato da tutti come uno dei massimi esperti in materia così, quando i suoi due amici Outspan e Derek intendono dare una svolta alla propria band, si rivolgono a lui in cerca di alcune dritte.
Jimmy, ambizioso per natura, accetta così di diventare il loro manager ma chiede ai due carta bianca fin da subito. Il primo passo consiste nel licenziamento di Ray, l'attuale cantante, dopodichè il giovane Rabbitte annuncia ai due amici che è giunta l'ora di formare una band che rispecchi in tutto e per tutto il vero spirito di Dublino; un gruppo proletario che suoni musica per i proletari. Il loro genere d'ora in avanti sarà il soul, e si chiameranno Commitments, con l'articolo determinativo "The" davanti, proprio come tutti i grandi complessi degli anni sessanta.
A questo punto inizia una lunga serie di audizioni per trovare gli elementi mancanti che Jimmy recluta un po' tra gli amici del quartiere, un po' al lavoro, ed un po' tramite annunci sulle riviste specializzate.
E così abbiamo ben presto una band formata dal cantante Deco, talentuoso ma spaccone, il pianista James che suona l'organo in chiesa tra un'esame di medicina e l'altro, il timido sassofonista Dean, il batterista orfano di padre Billy, Derek al basso, Outspan alla chitarra e le tre splendide coriste Bernie, Natalie ed Imelda, tanto carine e brave quanto sboccate.
Ma colui che consente al gruppo di fare un salto di qualità arriva un giorno a bordo di una moto; è pelato, grassoccio e dimostra almeno una cinquantina d'anni. Joey "The Lips" Fagan, così dice di chiamarsi il bizzarro personaggio, suona la tromba come pochi, ha accompagnato tutti i mostri sacri del genere, da Sam Cooke a James Brown, ed afferma di essere stato mandato dal Signore a portare il soul ai fratelli irlandesi. In più Joey ha riconvertito il garage della propria madre a sala prove, ed il gioco è fatto! 
I Commitments in questo modo, dopo un buon periodo di rodaggio caratterizzato da qualche piccolo screzio dovuto soprattutto agli eccessi di Deco e presto appianati con abilità da Jimmy, sono pronti al debutto dal vivo. Che avviene in una sala ricreativa parrocchiale, per merito anche dell'opera di "convincimento" svolta da Mickah, un pazzo scatenato e violento ma molto leale con gli amici, che si ricicla ben presto come buttafuori ufficiale della band.
I Commitments migliorano concerto dopo concerto, ed attirano ormai un buon seguito di pubblico e l'interesse di alcuni giornalisti locali. Sembra dunque che la scalata al successo pianificata da Jimmy sia partita alla grande, ma quanto durerà questo stato di grazia?

IL FILM
Romanzo d'esordio di Roddy Doyle, I Commitments riceve fin dall'inizio recensioni più che entusiastiche e buonissime vendite, in virtù soprattutto della formula magica adottata dallo scrittore irlandese: trama lineare, incalzante e ritmata, personaggi tratteggiati benissimo ed una robusta e godibilissima dose di umorismo irish al cento per cento.
Così, sulla cresta dell'onda dei buoni riscontri ottenuti dal libro, qualche tempo dopo il regista Alan Parker dà il via alle riprese dell'omonimo film che uscirà nelle sale nel 1991.

  

The Commitments, pur presentando qualche piccola modifica rispetto al romanzo, si può comunque dire che sia molto fedele alla trama originaria, e non poteva essere altrimenti dal momento che è lo stesso Roddy Doyle ad occuparsi della sceneggiatura.
Bravo a cogliere l'essenza del libro, Alan Parker si limita ad inserire qualche tocco di poesia (e di retorica...) in più, che comunque non guasta, ma il suo principale merito è di riuscire a far rendere davvero al meglio una squadra di giovani attori che, in alcuni casi, non sono nemmeno professionisti veri e propri, ma semplici musicisti la cui performance davanti alla macchina da presa resterà un episodio isolato.
Manco a dirlo, tutto il film si avvale di una colonna sonora a dir poco strepitosa e, sebbene io non sia certo un appassionato di soul o rythm & blues, devo ammettere che le scene in cui la band si esibisce nei concerti suonando questi classici, risultano incredibilmente coinvolgenti e cariche di energia.
The Commitments farà incetta di Premi BAFTA ed arriverà ad ottenere una nomination agli Oscar 1992 per il montaggio, ed una come miglior film musicale ai Golden Globes. Inoltre Alan Parker grazie a questa pellicola, vincerà il premio come miglior regista al prestigioso Tokio International Film Festival del 1991.
Insomma, anche se non siete soulmen, il mio consiglio è di dare ugualmente un'occhiata sia al libro che al film, essendo entrambe le opere in grado di regalare numerosi momenti di divertimento e di evasione. E, come direbbe Joey "The Lips" Fagan:
"Aprite il vostro cuore ai Commitments, fratelli e sorelle!" 

BF

Nella nostra libreria:
Roddy Doyle
I Commitments (The Commitments)
ed. Guanda Editore
160 pag.
traduzione di Giuliana Zeuli

 
 





 

sabato 28 settembre 2013

Due pinte di birra - Roddy Doyle (2012)

"<<Senti, ma dov'è che è la Libia?>>
<<Boh...nel deserto.>>
<<Quale?>>
<<Eh?>>
<<Quale deserto?>>
<<Cazzo ne so, quello con la sabbia. Chiedi a Peter O'Toole.>>"
31-5-11

TRAMA
Due amici di mezza età si incontrano ogni settimana in un pub di Dublino e, tra una birra e l'altra, commentano le ultime notizie di costume, politica e sport.
Le imminenti elezioni, lo scandalo dei preti pedofili, la rielezione di Obama, la morte di Gheddafi, la grave crisi in Grecia, le prestazioni scadenti della nazionale irlandese durante Euro 2012, la gravidanza di Kate Middleton e finanche il comandante Schettino. Niente e nessuno viene risparmiato in quello che è, alla fine, una specie di diario irriverente che va dal maggio 2011 al dicembre 2012.
Ogni tanto poi, i due uomini si sfogano raccontandosi i piccoli problemi famigliari, come il nipotino di uno che ama infilare topi morti nel tostapane o la moglie dell'altro che,  distrutta dal dolore per la morte di Whitney Houston, decide di dar fondo a tutti i suoi risparmi per poter partecipare al funerale e rendere così omaggio alla sua cantante preferita.

RECENSIONE
Più che un vero romanzo, questa è una raccolta di dialoghi, sagaci e divertenti, una serie di conversazioni serali dove nessun avvenimento politico, sportivo o mondano sfugge all'attenzione dei due amici e viene affrontato con un'ironia sferzante e disincantata.
I dialoghi sono brevi, il libro è piacevole e si legge velocemente (io ci ho messo poco più di un'ora);  la struttura è tale che fa venire in mente le celebri strisce a fumetti di Andy Capp, altro fantastico e spassosissimo "animale da pub".
Se una sera doveste aver voglia di andare a bere qualcosa con gli amici ma per qualsiasi motivo ciò non vi è possibile, beh allora il mio suggerimento è il seguente: stappatevi una bella bottiglia di Guinness, mettetevi comodi e leggetevi questo ultimo regalo di Roddy Doyle, e con un po' di immaginazione, vi sembrerà davvero di essere lì con i due buontemponi dublinesi. Cercate solo di fare attenzione a non spruzzare birra sulle pagine a causa delle incontenibili risate che potrebbero scaturire dalla lettura di questo piccolo gioiellino.

BF


Nella nostra libreria:
Roddy Doyle
Due pinte di birra  (Two Pints)
ed. Guanda Editore
153 pag.
traduzione di Silvia Piraccini