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mercoledì 25 dicembre 2013

Canto di Natale - Charles Dickens (1843)

"Lieto Natale! Basta, con il lieto Natale! [...] Se potessi fare come dico io [...] ogni idiota che va in giro con il 'lieto Natale!' sulle labbra, dovrebbe venire bollito nel suo stesso pudding, e sepolto con un rametto di agrifoglio sul cuore. Questo vorrei!"
Ebenezer Scrooge

TRAMA
È la vigilia di Natale, e tutti nella vecchia Londra vittoriana si preparano a festeggiare la ricorrenza insieme ai propri cari. Tutti, tranne l'avaro e burbero Ebenezer Scrooge, un vecchio uomo d'affari dal carattere scontroso, a causa del quale non ha amici, né ne vuole avere, considerandoli solamente una perdita di tempo e, soprattutto, di soldi. Nemmeno l'invito a cena da parte del giovane nipote Fred, figlio della defunta sorella, riesce a sciogliere un po' il duro ghiaccio che circonda il suo cuore. E così, quando la notte si corica (dopo aver avuto delle strane visioni, tra cui il fantasma dell'ex socio in affari Marley) il suo unico pensiero è rivolto alla perdita di denaro che avrebbe comportato il successivo giorno di festa.
Ma il fantasma di Marley gli aveva predetto che per tre notti di seguito avrebbe ricevuto la visita di altrettanti spiriti. E infatti a turno il fantasma dei Natali passati, il fantasma di questo Natale ed il fantasma dei Natali ancora da venire gli mostrano ricordi, avvenimenti e premonizioni legati a lui ed al suo modo di rapportarsi con la festività, ma soprattutto con le persone con cui ha a che fare. Sarà sufficiente questa esperienza paranormale a cambiare il modo di vivere del vecchio Scrooge? 

RECENSIONE
Nel lontano 1843 Charles Dickens scrisse il più classico dei racconti natalizi, fonte d'ispirazione per innumerevoli parodie (se non siete più degli adolescenti sicuramente ricorderete il famosissimo Canto di Natale di Topolino, per citarne una) e che comunque conserva i temi cari allo scrittore britannico, come la povertà, l'infanzia negata o comunque disagiata, ma anche la fiducia nella generosità della gente. In uno dei personaggi più famosi del racconto, il bambino storpio Tiny Tim, possiamo rivedere parte della traumatica esperienza infantile dello stesso Dickens, il quale a soli dodici anni divenne suo malgrado l'uomo di casa, dal pesante compito di mantenere l'intera famiglia. É vero che il fardello di Tim è diverso, un grave problema di salute dovuto anche alla malnutrizione data dalla povertà e molto comune all'epoca tra i bambini dei ceti sociali più bassi; è comunque innegabile che egli sia un simbolo, e non solo un personaggio fine a sè stesso.
Messaggi sociali a parte, un plauso va fatto all'autore per aver scritto 170 anni or sono un racconto decisamente originale. Negli anni in cui il romanzo gotico cominciava a prendere piede, Dickens ha sapientemente mischiato una storia di fantasmi e un percorso di redenzione con l'aggiunta di un pizzico di magia natalizia creando un'autentica pietra miliare della letteratura mondiale.
Ultimo, ma non per importanza, va riconosciuto un ulteriore merito allo scrittore inglese: quello di aver ispirato Carl Barks per la creazione di Paperon de' Paperoni (che non a caso in inglese si chiama proprio Scrooge McDuck), il beniamino di molti bambini e non solo che, come Scrooge, è burbero e spilorcio.
Cos'altro resta da dirvi? Ah, sì: BUON NATALE!

BW

Nella nostra libreria:
Charles Dickens
Canto di Natale (A Christmas Carol)
ed. BUR ragazzi
143 pag.
traduzione di Maria Luisa Fehr

    

mercoledì 27 novembre 2013

La casa d'inferno - Richard Matheson (1971)

"Lo avevano trovato sdraiato sotto il portico della casa, quel mattino di settembre del 1940, nudo, rannicchiato come un feto, tremante e con lo sguardo perso nel vuoto. Quando lo avevano messo su una barella, aveva iniziato a vomitare sangue, i suoi muscoli si erano irrigiditi, diventando duri come pietre. Era rimasto in coma per tre mesi nell'ospedale di Caribou Falls."
Benjamin Fischer ripensa al suo ultimo soggiorno a Casa Belasco


TRAMA
Casa Belasco è una lussuosa villa sperduta nei boschi del Maine. Costruita subito dopo la prima guerra mondiale, ha ospitato per anni il ricchissimo proprietario Emeric Belasco che decise di abbandonare la città per trascorrere lì il resto della propria vita ospitando di volta in volta un gran numero di amici e conoscenti, anche per lunghi periodi.
Ben presto però iniziarono ad accadere cose terribili in quella casa: asserviti alla magnetica personalità del padrone di casa, anche grazie ad un massiccio consumo di alcol e droghe, gli ospiti si liberarono completamente di ogni inibizione ed, incoraggiati sempre più da Belasco, si dedicarono selvaggiamente a rituali orgiastici, stupri, omicidi, torture di ogni genere in un crescendo di aberrazioni degne del Marchese de Sade. Alla fine tutti gli occupanti della casa morirono, o uccidendosi l'uno con l'altro o impazzendo e suicidandosi, tranne Belasco del quale non venne mai ritrovato il corpo.
Così Casa Belasco si guadagnò da subito la fama di "dimora maledetta" in cui accadevano strani fenomeni di vario tipo. Nel 1931 venne fatto un tentativo per liberare la villa dalle presenze maligne, ma che fallì miseramente. Lo stesso avvenne nove anni dopo quando il gruppo composto da studiosi, esperti di fenomeni paranormali e dal giovanissimo e portentoso medium Benjamin Fischer morirono in circostanze agghiaccianti. L'unico superstite fu proprio Benjamin, allora quindicenne, che venne ritrovato fuori dalla casa nudo ed in stato di fortissimo shock.
Quasi trent'anni dopo, nel 1970, il vecchio miliardario Rolf Rudolph Deutsch, nuovo proprietario di Casa Belasco, decide di ingaggiare tre personalità autorevoli in vari campi, affinchè si stabiliscano per una settimana in quella che è stata ribattezzata "La casa d'inferno" e ne scoprano i misteri.
Così il dottor Lionel Barrett, eminente parapsicologo, la moglie Edith, sua aiutante, e Florence Tanner, ex attrice riscopertasi medium, attirati anche dall'ingente compenso di centomila dollari accettano la proposta di Deutsch.
Ai tre si unisce poi anche l'unico sopravvissuto del gruppo che tentò l'impresa nel 1940, Benjamin Fischer, che però proprio in seguito a quella traumatica esperienza perse i propri poteri medianici.
Il gruppo arriva quindi alla casa che si presenta immersa nella nebbia e circondata da un putrido stagno: roba da far immediatamente dietrofront e tornare subito nella civiltà, ma si sa che le apparenze spesso ingannano e in questi casi la suggestione gioca un ruolo fondamentale. Dopotutto il diavolo non può certo essere così brutto come lo si dipinge.
Vero?

RECENSIONE
In tutta sincerità, non so bene cosa pensare di questo libro. Richard Matheson è da sempre uno degli autori che più mi piace leggere e che più mi ha entusiasmato con le proprie storie, ma qui onestamente mi trovo un po' in difficoltà.
Non è che La casa d'inferno sia brutto, credo però che si tratti di uno di quei romanzi horror che, seppur buoni, risentano tantissimo del passare degli anni. Diciamo che non è che sia invecchiato benissimo, ecco.
La storia, incentrata sul classico tema della casa infestata, è ben scritta ed il talento di Matheson è ben presente in ogni pagina, ma quello che mi lascia perplesso sono i personaggi, che mi sono risultati piuttosto odiosi fin da subito, in un quello che mi è sembrato un misto di altezzosità e tremenda pesantezza. Se dovessi trascorrere una settimana con gente del genere per ventiquattro ore al giorno, penso che non avrei problemi a trasformarmi anche io in un pazzo omicida. Il finale poi, non l'ho trovato assolutamente all'altezza di un grande come Matheson.
Insomma in definitiva, si tratta di un romanzo che merita di essere letto oppure no?
Sulle prime mi verrebbe da dire "NI", però credo che se siete amanti dell'horror forse dovreste provare in quanto da più parti è stato definito un grandissimo caposaldo del genere, tanto da ispirare addirittura Stephen King che in Shining ha inserito qui e là più di un richiamo a La casa d'inferno.
Fate un tentativo quindi e magari alla fine riuscirete ad apprezzare meglio di me questo romanzo che potrebbe anche diventare uno dei vostri preferiti, alla faccia di quel saputello del recensore.

BF


Nella nostra libreria:
Richard Matheson
La casa d'inferno (Hell House)
ed. Fanucci Editore
294 pag.
traduzione di Matteo Diari








sabato 12 ottobre 2013

Io sono Helen Driscoll - Richard Matheson (1958)

"Fino a quel momento non avevo mai saputo cosa fosse il terrore che toglie il respiro, paralizza il corpo, impedisce qualsiasi movimento che non sia quello di sbarrare gli occhi."
Tom Wallace 

TRAMA
Tom Wallace vive un'esistenza tranquilla e felice insieme alla moglie Anne, che presto lo renderà padre per la seconda volta, ed al figlioletto Richard. Una sera durante una cena a casa dei vicini, viene convinto dal cognato Phil, che si diletta di occultismo, a lasciarsi ipnotizzare.
Tom accetta e quando si risveglia tra le risate degli amici, si rende conto che l'esperimento è riuscito e che Phil durante l'ipnosi è riuscito anche a fargli fare alcune cose buffe, facendogli interpretare molti divertenti siparietti.
Una volta a letto però, è vittima di una strana inquietudine e fatica a prendere sonno, quindi scende in soggiorno e lì ha una specie di visione: vede una ragazza vestita di nero, dall'espressione triste, che sembra volergli dire qualcosa.
Tom, paralizzato dal terrore, viene colto da un forte malessere fisico ed anche il giorno dopo raccontando la cosa alla moglie, si rende conto di non sentirsi molto bene. Le apparizioni si susseguono, notte dopo notte, lasciando Tom in uno stato di grande prostrazione e la moglie sempre più preoccupata.
Chi è la ragazza che vede ogni notte? Cosa vuole da lui? Si tratta di una visione, di uno spettro o di chissà cos'altro? A peggiorare ulteriormente le cose poi, ci si mette anche il fatto che Tom pare aver acquisito un potere molto particolare ed incontrollabile, in alcuni casi riesce infatti a captare i pensieri degli altri e si rende anche protagonista di episodi di chiaroveggenza.
La situazione però ormai è giunta al limite e bisogna fare assolutamente qualcosa per cercare di capire cosa è avvenuto quella sera durante l'ipnosi, anche perchè Anne è davvero molto provata dalla situazione ed inizia a pensare che il marito stia impazzendo.
A Tom non resta quindi che cercare di scoprire cosa gli stia succedendo e soprattutto capire chi è la ragazza che continua a vedere ogni notte, nello stesso punto della casa, e che pare rivolgergli una richiesta d'aiuto.

RECENSIONE
Storia intensa e colma di tensione, Io sono Helen Driscoll segue di qualche anno il romanzo più famoso di Matheson, quell' Io sono leggenda che lo ha fatto conoscere al grande pubblico,  grazie anche alla trasposizione cinematografica (per me indegna) realizzata nel 2007.
Prima di iniziare vorrei far presente una cosa: questo è un libro scritto alla fine degli anni cinquanta, quindi prima di accusare Matheson di scarsa originalità come ho sentito fare da più persone, bisognerebbe forse rendersi conto che egli è stato un PRECURSORE, quindi semmai l'accusa andrebbe rivolta verso chi ha attinto a piene mani, e sono molti, dalle idee e dall'immaginario dello scrittore californiano.
Questo romanzo che all'inizio potrebbe anche apparire un po' lento, in realtà prende ritmo mano a mano che si prosegue nella lettura, come una specie di timer innescato sapientemente dall'autore che gioca con una delle paure più classiche dell'uomo, quella dei fantasmi, ma che non si limita a spingersi in quell'unica direzione. 
Matheson infatti, ama scalfire poco alla volta la vita felice del protagonista, introducendo nella sua quotidianità elementi destabilizzanti in modo graduale, sempre di più, fino a farlo sprofondare in un incubo a tutti gli effetti.
Ma la cosa che mi ha lasciato davvero stupefatto è la capacità di Matheson di riuscire a far vivere in pieno al lettore la sensazione di ansia ed angoscia che precede ogni sua "crisi", con una narrazione in prima persona che mi ha fatto raggiungere picchi di empatia davvero straordinari.
Scritto in modo molto semplice e scorrevole Io sono Helen Driscoll è pertanto da considerarsi un romanzo che definire horror è un po' riduttivo, dal momento che mette insieme svariati generi, il tutto condito da un tocco di soprannaturale.
Un libro che reputo bellissimo e che non dovrebbe mai mancare in ogni libreria che si rispetti.
Signori, giù il cappello davanti a Richard Matheson.

BF


Nella nostra libreria:
Richard Matheson
Io sono Helen Driscoll (A Stir of Echoes)
ed. Classici Urania Mondadori
211 pag.
traduzione di Hilia Brinis