BW&BF

Visualizzazione post con etichetta trauma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trauma. Mostra tutti i post

sabato 25 gennaio 2014

Pet sematary - Stephen King (1983)

"Cara, è soltanto un cimitero di animali."
Louis Creed

TRAMA
In una bella giornata di fine estate la famiglia Creed, composta da Louis, sua moglie Rachel, i figli Ellie e Gage e dal gatto Church, si trasferisce da Chicago nella piccola cittadina di Ludlow nel Maine, in quanto Louis ha appena ottenuto il posto di responsabile del servizio medico presso la locale Università.
I Creed fanno da subito amicizia con una coppia di anziani vicini, Jud e Norma Crandall, i quali stravedono letteralmente per i due bambini mentre Louis, che è rimasto orfano di padre in tenerissima età, si affeziona tantissimo a Jud iniziando a vedere in lui una sorta di nuova figura paterna.
I problemi iniziano il giorno in cui Jud decide di portare la famiglia a fare una passeggiata nei boschi dietro casa. Il sentiero infatti conduce ad una radura nella quale sorge un piccolo cimitero dove i bambini del paese sono soliti seppellire da sempre i loro animaletti da compagnia e questa cosa non fa piacere a Rachel, che in seguito litiga aspramente per questo motivo col marito, dal momento che teme che la piccola Ellie possa essere rimasta in qualche modo impressionata. Va detto che Rachel non si è mai completamente ripresa dal trauma della morte della sorella Zelda, avvenuta diversi anni prima a causa di una meningite spinale.
Proprio quando tutto sembra essersi risolto, si verifica un altro evento sconvolgente del quale è vittima questa volta Louis. Victor Pascow, uno studente dell'Università, rimane coinvolto in un incidente stradale e poco prima di morire rivolge al giovane medico, pur non conoscendolo, le sue ultime parole. La notte seguente Louis ha un incubo vividissimo, nel quale lo stesso Victor gli mostra il noto "cimitero degli animali" e gli intima di non avvicinarsi ad esso per nessuna ragione.
Egli a questo punto si sveglia molto scosso, per poi calmarsi una volta resosi conto che si è trattato solo di un sogno, probabilmente causato dalla brutta esperienza vissuta il giorno prima.
Tutto a posto, se non fosse che poco dopo si accorge di avere i piedi sporchi di terriccio e di aghi di pino...

RECENSIONE
Prima di iniziare, permettetemi di dare un piccolo consiglio a chi non ha ancora letto quello che io considero uno dei migliori romanzi di Stephen King: occhio, perchè Pet sematary ci va giù davvero pesante. E fa realmente paura, come solo pochi altri libri sono in grado di fare.
Pet sematary infatti suscita forti sensazioni in grado di sconvolgere anche il lettore più scafato. Se pensate che io stia esagerando vi dico solo una cosa: premesso che penso di essere una persona emotivamente nella media (per intenderci non sono certo un "cuore di pietra" ma nemmeno uno facilmente impressionabile), l'unica volta che mi capitò di leggere questo libro, oltre a vivere momenti di grande paura ed inquietudine, mi ritrovai spesso con gli occhi pieni di lacrime in preda ad una tristezza intensa. Dopodichè lo riposi nello scaffale, e non lo toccai mai più. Anzi, qualche anno dopo lo regalai ad un mio amico dell'epoca. Successivamente lo ricomprai, ma solo per farlo leggere a BookWorm, io non ho ancora avuto il coraggio di riaffrontarlo un'altra volta.
Capisco che il tutto possa apparire un po' eccessivo, ma il grande potere destabilizzante di questo romanzo, oltre forse al fatto che lo lessi in un periodo particolarmente brutto della mia vita, ha contribuito a far sì che divenisse una specie di spauracchio.
Ciò non toglie che, a quanto pare, non sono proprio l'unico a pensarla così dal momento che quanti hanno avuto a che fare con Pet sematary affermano quasi tutti di aver avvertito le stesse violente emozioni.
Stephen King, solito grandissimo narratore, si cimenta qui in alcuni dei suoi temi prediletti come ad esempio la famiglia felice che poco a poco si ritrova con l'esistenza sconvolta, i traumi sepolti nel passato che tendono a riaffiorare, il suo strano rapporto di amore-odio con le macchine, gli incidenti stradali, il folklore e le leggende dei Nativi Americani.
Oscuro e devastante, Pet sematary è a tutti gli effetti un libro che, seppur rappresenti una delle migliori prove dello scrittore del Maine, risulta tra i suoi lavori più sottovalutati e, certamente, meno conosciuti. In Italia poi, credo che abbia riscosso addirittura più notorietà il film che ne è stato tratto (senza infamia e senza lode), intitolato Cimitero vivente, forse anche per merito della notevole colonna sonora realizzata dai Ramones, il gruppo preferito di King.
Una storia cupa e piena di spettri sulla quale aleggia costantemente la domanda: una volta perduta la felicità, cosa saresti disposto a fare pur di riottenerla?

BF

Nella nostra libreria:
Stephen King
Pet sematary (Pet Sematary)
ed. Sperling Paperback
417 pag.
traduzione di Hilia Brinis








giovedì 12 dicembre 2013

Il gioco di Gerald - Stephen King (1992)

"Gerald, smettila di fare lo stupido e respira, dannazione!"
Jessie Mahout

TRAMA
La vita matrimoniale tra Jessie Mahout e suo marito, il rinomato avvocato Gerald Burlingame, dopo quasi vent'anni si trova in una fase un po' stagnante, in particolar modo dal punto di vista sessuale.
E così, quando Gerald le propone di trascorrere un weekend fuori stagione nel loro cottage sulle rive del Lago Kashwakamak, nel Maine occidentale, seppur un po' riluttante, Jessie accetta. Il programma dell'intero fine settimana consiste nello sperimentare un gioco erotico proposto da Gerald, che prevede l'uso di due paia di manette (di quelle vere, da poliziotto, non quelle ridicole di plastica che si rompono subito) con le quali ammanettare la moglie alla testiera del massiccio letto matrimoniale.
Ma quando tutto sta per aver inizio, Jessie ha un ripensamento; non si sente a suo agio con questo tipo di eroticità, e cerca di far capire il proprio punto di vista al marito. Ma Gerald ci tiene davvero, si è persino preso un giorno di ferie dal lavoro per cercare di vivacizzare il rapporto di coppia, e non sembra affatto intenzionato a cedere, adesso che Jessie è lì, davanti a lui, nuda ed alla sua mercé.
Presa da rabbia e frustrazione, la donna fa l'unica cosa che le viene istintiva nella sua condizione: rifila una pedata ai testicoli del marito. Per quanto doloroso, non ci sarebbe nulla di male; se non fosse che questo causa a Gerald un malore che si rivela fatale.
E così Jessie si ritrova lontana da casa, nuda, ammanettata ad un letto, con le chiavi delle manette nei pantaloni del marito morto ed isolata da tutto e da tutti.
O no?

RECENSIONE
Consigliatomi e prestatomi anni fa da BarFly (all'epoca la "nostra libreria" non esisteva ancora), ho letto Il gioco di Gerald una notte d'estate in cui ero a casa da sola. Pessima idea. Non perchè non sia un romanzo ben scritto, au contraire!
Questo libro, infatti, si distingue dalla maggior parte delle opere di Stephen King perchè parte da una situazione assolutamente plausibile, e tutto sommato anche "normale". Non appena il marito di Jessie muore, non si può fare a meno di immedesimarsi in lei, arrivando persino a provare le sue stesse sensazioni, come i crampi, il bisogno di urinare, la fame, la sete e il terrore.
Anche in questo caso il Re del Brivido si dimostra capace di creare da una situazione "minima" un intero romanzo, perfettamente riuscito. Come un abile muratore, una volta gettate le fondamenta aggiunge pazientemente un mattone alla volta, ovvero un elemento narrativo (la consapevolezza che le chiavi sono lontane; il bicchiere d'acqua, ad appena pochi centimetri, ma comunque al di là della sua portata; la porta d'ingresso difettosa, che non si è chiusa bene e che adesso sbatte...), fino a costruire un'intero castello di puro terrore. 
Come in altre sue opere, l'autore del Maine affronta tra l'altro il tema dell'infanzia, e dei traumi ad essa legati che condizionano chi li prova per tutta la vita, arrivando anche a toccare argomenti molto spinosi.
Insomma, avete capito: Il gioco di Gerald è un libro che vi consiglio assolutamente di leggere. Fate solo attenzione a non ripetere il mio errore; e soprattutto assicuratevi di aver chiuso bene la porta.

BW

Nella nostra libreria:
Stephen King
Il gioco di Gerald (Gerald's Game)
ed. Sperling Paperback
368 pag.
traduzione di Tullio Dobner

venerdì 6 dicembre 2013

La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano (2008)

"I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi."
Paolo Giordano

TRAMA
Alice e Mattia sono due ragazzi accomunati dall'aver vissuto entrambi un'esperienza traumatica durante la loro infanzia che li ha segnati a vita nell'anima e, nel caso di Alice, anche nel corpo, rendendoli due emarginati dalla società.
Si conoscono per caso, di sfuggita a scuola e poi ad una festa, e da subito capiscono di essere legati da un rapporto speciale, che non condivideranno mai con nessun altro.
Come direbbe Mattia, che dopo il suo trauma si è gettato a capofitto negli studi, soprattutto matematici, essi sono come due numeri primi gemelli: speciali ed unici, vicinissimi ma con sempre un terzo numero tra di loro a dividerli e ad impedire loro di toccarsi (per la precisione, Mattia è il numero 2.760.889.966.649 e Alice il 2.760.889.966.651).
La solitudine dei numeri primi narra la storia dei due ragazzi negli anni, dal lontano 1983 al 2007, del loro rapporto speciale, della loro inquietudine e della loro incapacità, nonostante i tentativi, di riuscire a far parte della società da cui si sentono esclusi.

RECENSIONE
Opera prima del fisico teorico Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi ha valso al giovane autore torinese il Premio Strega ed il Premio Campiello Opera Prima. Da tempo ero curiosa di leggerlo, ma devo ringraziare un caro amico se mi sono convinta a farlo.
Lo stile è molto pulito e lineare, da vero scienziato, tanto che a volte ci si aspetterebbe di trovare, al termine del capitolo, una piccola sigla in basso a sinistra: c.v.d., la conclusione di ogni teorema che manda in estasi il protagonista maschile del romanzo. Ma nonostante vi siano numerosi riferimenti alla matematica (che per me è un ulteriore punto a favore per il libro) credo proprio che chiunque possa leggere questo libro senza difficoltà e trovarlo molto bello, come lo giudico io.
Pur narrando di vicende tragiche ed esistenze disperate, nemmeno una volta si cade nel patetico, anzi, personalmente sono rimasta un po' scossa dalla normalità della solitudine e dell'inquietudine di Alice e Mattia. Credo che la parte più riuscita sia quella dall'infanzia all'adolescenza: perché molti durante quel periodo della vita si sentono individui unici (non necessariamente nel senso positivo del termine), senza una collocazione precisa nel mondo, e soprattutto si sentono soli, per cui forse è ancora più facile riconoscersi in alcune situazioni descritte da Giordano.
La solitudine dei numeri primi è senza dubbio un libro che consiglio di leggere, e che mi ha fatto venir voglia di leggere il secondo libro dell'autore, Il corpo umano. Chissà che non ve ne parli prossimamente...

BW

Nella nostra libreria:
Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
ed. Oscar Mondadori
304 pag.