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sabato 19 luglio 2014

Io e te - Niccolò Ammaniti (2010)

"Lorenzo è un bambino normale."
Lorenzo Cuni

TRAMA
Lorenzo è un quattordicenne romano estremamente chiuso e complessato. I genitori, benestanti, lo affidano anche alle cure di uno psicologo, senza tuttavia riuscire a capire da dove nascano i problemi del ragazzo. 
E così un giorno Lorenzo, che praticamente non ha amici, per far in modo che i genitori smettano di preoccuparsi per lui racconta alla madre di essere stato invitato da alcuni compagni di classe a trascorrere una settimana bianca a Cortina.
In realtà ha già deciso di nascondersi nella cantina del suo palazzo dove tra videogiochi, scatolette e libri di Stephen King finalmente se ne potrà stare un po' con l'unica persona con la quale si trova davvero bene: se stesso.
Ma l'arrivo di Olivia, la sua sorellastra ventenne che vive a Milano, gli scombinerà decisamente i piani. Soprattutto perchè Olivia, bella e carismatica, dietro ad un'apparente maschera di sicurezza si rivela essere terribilmente fragile e vittima dei propri demoni.

RECENSIONE
Non è facile parlare di un libro così. Perchè si rischia in ogni momento di cadere nel banale, di inciampare nelle frasi fatte, di dire cose già sentite mille volte. Eppure con Io e te credo che sia un rischio che si debba correre. Perchè questo romanzo breve, che ci mostra un Ammaniti un po' insolito ma per nulla sgradevole, a me è piaciuto moltissimo. Intanto perchè trovo che sia stato scritto in modo semplice ed essenziale, senza nessuna pretesa di voler inventare chissà cosa, e poi perchè narra una storia che coinvolge, appassiona e che, alla fine, sa regalare anche qualche emozione particolare. 
Riconosco di non amare allo stesso modo tutta la produzione di Ammaniti, alcuni suoi lavori mi hanno lasciato piuttosto perplesso, però devo dire che quando lo scrittore romano è in forma ed è così ispirato, leggerlo diventa qualcosa di veramente piacevole e divertente.
Io e te, nello specifico, parla di tutta una serie di problemi legati al mondo giovanile e non solo che, come anticipato poco fa, sono stati già ampiamente trattati in tutte le salse, ma la grande forza di questo racconto, a mio parere, sta proprio nella sua linearità e schiettezza. Insomma la mia impressione è che Ammaniti abbia voluto solamente scrivere un racconto che definirei "semplicemente bello", ed io penso che ci sia riuscito in pieno.

BF

Nella nostra libreria:
Niccolò Ammaniti
Io e te
ed. Einaudi Stile Libero Big
116 pag.


sabato 26 aprile 2014

Come Dio comanda - Niccolò Ammaniti (2006)

"Non parlare di libertà. Tutti sono bravi a parlare di libertà. Libertà di qua, libertà di là. Ci si riempiono la bocca. Ma che diavolo te ne fai della libertà? Se non hai una lira, un lavoro, hai tutta la libertà del mondo ma non sai cosa fartene. Parti. E dove vai? E come ci vai? I barboni sono i più liberi del mondo e muoiono congelati sulle panchine dei parchi. La libertà è una parola che serve solo a fottere la gente. Sai quanti stronzi sono morti per la libertà e nemmeno sapevano che cos'era?"
Rino Zena


TRAMA
Ambientato a Varrano, immaginaria cittadina nel cuore del nord est più agiato ed industrializzato, Come Dio comanda racconta la storia di un padre vedovo, Rino Zena, disoccupato, alcolista, violento e dalle idee vagamente filo-naziste, ed il figlio tredicenne Cristiano, insicuro e alla ricerca dei primi, timidi approcci con l'altro sesso.
I loro unici amici sono altri due emarginati: Corrado Rumitz, detto "Quattro Formaggi" a causa della sua passione per quel tipo di pizza, è un docile ed innocuo ragazzone che soffre di disturbi psichici, mentre Danilo Aprea è un uomo divenuto schiavo dell'alcool in seguito ad una grave tragedia che lo ha colpito.
Insieme passano le loro giornate vagabondando qua e là alla ricerca di qualcosa da fare, per cercare di sfuggire alla noia che avvolge la vita di un piccolo centro di provincia. Ed è proprio per noia e per cercare di dare una svolta alle loro vite che, una sera, decidono di tentare una rapina ad uno sportello bancomat. Una cosa facile, sicura e senza far male a nessuno.
Almeno fino a che, con una serie di colpi di scena tragicamente beffardi, il destino (o chi per lui) non ci mette lo zampino.

RECENSIONE
Vincitore del Premio Strega 2007, Come Dio comanda ha ricevuto alterni giudizi dalla critica specializzata: chi lo ha esaltato e chi lo ha stroncato. A me, per quel che può valere, non è per nulla dispiaciuto.
Il libro narra innanzitutto del legame fortissimo tra un padre tutt'altro che esemplare, ed il figlio adolescente. Soprattutto parla della paura, fortissima, che qualcuno (o qualcosa) possa separarli. Tutto questo nonostante Rino sia un personaggio non proprio raccomandabile e che spesso tratti abbastanza duramente il ragazzo, costringendolo anche a compiere azioni stupide o pericolose, a suo modo di vedere per abituarlo alle asprezze della vita. E Cristiano, a dispetto di tutto questo, continua a voler bene a suo padre e a rispettarlo profondamente. 
Sullo sfondo, un piccolo comune dove regna il benessere, con le sue fabbriche, la sua tangenziale e l'immancabile centro commerciale, un posto come tanti altri nel Nord Italia, dove però la gente è sempre più lobotomizzata dalla televisione e dai suoi falsi miti e dove il rapporto umano ormai sta scomparendo quasi del tutto. Alla fine infatti, Ammaniti fa capire che probabilmente le uniche persone che abbiano qualche valore, seppur distorto, sono proprio gli sbandati del paese, coloro che da tutti vengono considerati i falliti.
I personaggi poi, a mio avviso, sono ben caratterizzati e presentano un alto livello di umanità, e specialmente quando lo scrittore romano racconta la sfortunata e penosa storia di Danilo, è difficile rimanere insensibili. Un altro personaggio minore ma tratteggiato molto bene è l'assistente sociale di Cristiano, Beppe Trecca, un individuo piuttosto squallido e perfettamente plausibile nella nostra società, una figura di adulto mai cresciuto completamente, pieno di complessi, sensi di colpa e insicurezze.
Su tutto ciò, aleggia inevitabilmente una forza superiore, una divinità quasi biblica nella sua spietatezza, e che in una notte di tempesta decide di cambiare per sempre l'esistenza di quasi tutti gli attori principali di questa storia, assegnando loro un copione del tutto inaspettato.
So che a molte persone Come Dio comanda non è piaciuto, e leggendo alcune critiche sono anche riuscito a immaginare come mai ciò sia potuto succedere. Questo è un libro che, pur non essendo un capolavoro assoluto, è destinato comunque a dividere nettamente in due i lettori. Probabilmente per i temi affrontati, per il modo in cui è scritto e forse, dico io, anche per qualche piccolo pregiudizio nei confronti dell'autore. Che magari non sarà Dickens, ma che in questo romanzo secondo me è riuscito a costruire una trama coinvolgente e molto credibile, che fila via liscia senza annoiare e che, cosa che non guasta mai, fa anche riflettere. 
Ognuno è giusto che abbia la propria opinione, e guai se non fosse così, però Come Dio comanda a me è piaciuto. Ed è più che sufficiente per parlarne bene.

BF

Nella nostra libreria:
Niccolò Ammaniti
Come Dio comanda
ed. Mondadori
425 pag.