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mercoledì 16 aprile 2014

I mastini della guerra - Frederick Forsyth (1974)

"Rapinare una banca o un furgone corazzato è semplicemente rozzo. Rapinare un'intera repubblica ha, direi, una certa eleganza."
Sir James Manson

TRAMA
Lo Zangaro è un piccolo ed arretrato staterello dell'Africa occidentale (che presenta numerose analogie con l'ex Repubblica del Biafra, vedremo in seguito perchè) retto dal dittatore fanatico Jean Kimba, visto come una semidivinità dal suo popolo in quanto egli afferma, tra le altre cose, di essere in grado di parlare con gli spiriti. 
Uno dei tanti stati africani poverissimi, governati tramite l'ignoranza, il terrore e la violenza e che, come purtroppo ancora oggi accade, non suscita nessun tipo di interesse nei confronti delle nazioni più ricche e potenti. 
Almeno fino a quando un anonimo ingegnere minerario non scopre che le Montagne di Cristallo, situate in una zona estremamente selvaggia nell'entroterra del paese, custodiscono in realtà enormi giacimenti di platino. La cosa arriva subito all'orecchio di James Manson, ricchissimo magnate senza scrupoli e proprietario della ManCon, multinazionale con sede nella City, al quale tutto quel platino fa ovviamente molta gola. 
L'avidità di Manson quindi fa sì che egli arrivi ad organizzare un colpo di stato per deporre Kimba, che rappresenta un interlocutore poco malleabile, ed insediare al suo posto un presidente-fantoccio che possa rilasciare alla ManCon la concessione dei diritti per l'estrazione del prezioso minerale. Per fare tutto questo Manson si rivolge ad un gruppo di esperti ed abilissimi mercenari guidati dall'irlandese "Cat" Shannon che, una volta messo a punto un dettagliatissimo piano di battaglia, dovrebbero recarsi nello Zangaro, impadronirsi del palazzo presidenziale ed eliminare Kimba. L'esercito zangarese per giunta è composto da pochi soldati, male armati e peggio addestrati e quindi, dopo aver sguinzagliato I mastini della guerra, Sir Manson inizia già a sentirsi il nuovo padrone della repubblica dello Zangaro, con tutte le sue ricchezze nascoste.

RECENSIONE
Libro ispirato all'esperienza diretta vissuta da Forsyth in Biafra, dove in qualità di reporter venne a stretto contatto con l'ambiente dei mercenari e con tutte le regole ad esso connesse, I mastini della guerra svela in modo approfondito e scrupoloso alcune verità ormai assodate, ma che è bene ribadire. Nello specifico il fatto che le guerre vengano combattute esclusivamente per determinare il profitto di qualcuno e che, come sempre, alla base di tutto stanno il denaro e la sete di potere. Il caso della piccola repubblica dello Zangaro (ma che potrebbe anche chiamarsi Kuwait, o Libia) descritto in questo romanzo ne è un esempio lampante. Staterello povero del terzo mondo ignorato da tutti, fino a che non si scopre quel che potrebbe veramente valere in termini di guadagno, ed improvvisamente ecco che tutti divengono ansiosi di rovesciare il crudele dittatore che da anni tiranneggia e brutalizza la popolazione. 
Grande opera dalla marcata impronta giornalistica, I mastini della guerra descrive fin nei minimi particolari tutto quello che sta dietro ad operazioni di questo tipo, specialmente nella preparazione maniacale del tutto. Preparazione che si svolge su due piani ben distinti: quello militare, con l'ingaggio dei mercenari, con l'acquisto delle armi e delle attrezzature necessarie, e quello economico e finanziario, dove sono non più i soldati ma i business men ed i direttori di banca ad essere protagonisti. In virtù di tutto questo, chi si aspetta un semplice e banale romanzo di guerra potrebbe anche restare deluso dal momento che i tre quarti abbondanti del libro sono riservati esclusivamente alla messa a punto del progetto, con "Cat" Shannon impegnato a viaggiare da una parte all'altra dell'Europa allo scopo di assicurarsi che i complessi preparativi vengano espletati alla perfezione, e, piccolo emulo di James Bond, trova pure il tempo di divertirsi con il gentil sesso. L'azione vera e propria è pertanto relegata nelle ultime sessanta pagine, ma vi assicuro che il modo in cui Forsyth descrive quella che, di fatto, è un'autentica blitzkrieg, non potrebbe essere più vera, convincente, e capace di mantenere il lettore in uno stato di suspence quasi insostenibile fino alla fine. 
Personaggi tratteggiati a dovere, trama complessa e ben curata ed una decisa dose di realismo sono a mio giudizio i punti forti del romanzo in questione, nonostante lo scenario socio-politico presentato, ricordiamo che si parla dei primi anni settanta, risulti piuttosto diverso da quello attuale (il blocco comunista, la Spagna franchista, ecc...) e rischia di far apparire il tutto un po' datato, specialmente per i lettori più giovani.
Ciò che invece è sempre più attuale è purtroppo il messaggio che sta alla base dell'opera, e cioè che non esistono guerre giuste o guerre sbagliate, ma solo guerre redditizie.

BF

Nella nostra libreria:
Frederick Forsyth
I mastini della guerra (The Dogs of War)
ed. Oscar Mondadori
428 pag.
traduzione di Bruno Oddera



giovedì 26 settembre 2013

L'Alchimista - Paulo Coelho (1988)

"<<Maktub,>> disse infine il Mercante.
<<Che cosa significa?>>
<<Dovresti essere nato arabo per capirlo,>> rispose lui.
<<Ma la traduzione sarebbe pressapoco 'come è scritto'.>>"
Il Mercante di Cristalli e Santiago

TRAMA
Santiago ha un sogno: vuole viaggiare. E così, giovanissimo, rinuncia ad una vita sicura ed agiata e decide di fare il pastore. La sua vita trascorre tranquilla lungo i vari paesi dell'Andalusia, finchè non gli capita di sognare, per due volte di seguito, un tesoro.
Incoraggiato da un misterioso vecchio che si presenta come il Re di Salem, sceglie di vendere le pecore per cercare di realizzare la sua Leggenda Personale. Il suo obiettivo è quello di raggiungere le Piramidi d'Egitto, ai cui piedi una zingara gli ha predetto che si trova il tesoro che lui ha sognato.
Si reca quindi in Africa, dove incontra saggi e sognatori, dove viene rapinato e trova un lavoro, dove rischia di morire e incontra l'Amore. E soprattutto, dove incontra l'Alchimista.

RECENSIONE
L'Alchimista è il primo romanzo di Coelho che io abbia mai letto. Non ne avevo mai sentito parlare, fin quando la professoressa di italiano delle superiori non ce lo diede da leggere. Non avevo quindi pregiudizi nè aspettative, e per questo è stata ancora maggiore e piacevole la mia sorpresa.
Questo libro è infatti uno dei miei preferiti in assoluto, uno di quelli che potrei rileggere migliaia di volte, e ad ognuna troverei comunque dei particolari che mi erano sfuggiti.
L'Alchimista è la storia di un viaggio, fisico ma soprattutto interiore, in cui Santiago più che scoprire e conoscere luoghi nuovi impara a conoscere sè stesso, i suoi desideri, il suo Cuore. Il suo è un viaggio iniziatico, che segna il suo passaggio da ragazzo a uomo, e il suo tentativo di realizzare la Leggenda Personale è ciò a cui anelano tutti gli uomini, ma in pochi riescono a fare.
Concludo con una precisazione, assolutamente non necessaria ma a cui tengo molto: la copia originale del libro che ho letto per la prima volta a quindici anni e dopo quella molte altre volte ancora, purtroppo è andata perduta. Da buona BookWorm ci tenevo molto a postare la copertina di un libro "vissuto", ma non è stato possibile, per cui dovrete accontentarvi di questa edizione più recente ed appena ricomprata.

BW 

Nella nostra libreria:
Paulo Coelho
L'Alchimista (O Alquimista)
ed. Bompiani
184 pag.
traduzione di Rita Desti