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lunedì 28 luglio 2014

Vita di una donna licenziosa - Ihara Saikaku (1686)

"Gli uomini con cui avevo stretto una relazione erano così numerosi da non poterli quasi ricordare, mentre esistevano donne che in tutta la loro vita conoscevano un unico uomo e che, se costui moriva, non cercavano un altro ma, colpite profondamente dal dolore della separazione dalla persona amata, lasciavano la loro casa per divenire monache."
La narratrice

TRAMA
Mentre si reca a Saga, l'autore si unisce a due uomini, entrambi tormentati dalle pene d'amore. I tre giungono ad una capanna nel bosco dove, solitaria come un'eremita, vive un'anziana donna.
Come una nipponica Shahrazād, la donna racconta ai tre le vicende della sua vita da cortigiana, dal suo massimo splendore, quando la sua sola compagnia fruttava denari, sete e doni preziosissimi, al suo declino.
Sesso, potere, arguzie, ma anche, e soprattutto, tanta psicologia: questi erano gli elementi necessari per vivere e sopravvivere come libertina nel Giappone feudale del periodo Edo.

RECENSIONE
È incredibile come un romanzo scritto nel XVII secolo possa risultare tanto moderno per certi aspetti: innanzitutto per i temi trattati, ovvero il sesso e l'erotismo, che nonostante la loro centralità vengono proposti quasi fuggevolmente, senza nulla dire ma lasciando intendere molto; ma la cosa che forse mi ha più colpita è la storia che si ripete sempre immutata, anche se i secoli passano e se ci si sposta di quasi diecimila chilometri: allora come oggi, in Giappone come in Italia, le donne con la fortuna di avere un aspetto gradevole potevano raggiungere posizioni di potere, oltre a guadagnare i beni più preziosi, grazie al loro corpo, non solo "giacendo con gli uomini", ma anche solo mostrandosi gentili con loro. Effettivamente non dovrebbe stupire così tanto, in fondo i quattro secoli appena che si separano dal mondo di Ihara Saikaku, paragonati alla storia dell'evoluzione dell'uomo, sono un tempo brevissimo; è dunque naturale l'istinto che ci spinge a comportarci in questo modo.
Darwinismo a parte, Storia di una donna licenziosa è un libro molto interessante dal punto di vista storico-culturale per tutti coloro che desiderino approfondire la loro conoscenza del Giappone feudale, grazie anche alle numerose note che integrano l'opera, anche se purtroppo sono tutte riportate in fondo ad essa, rendendo un po' meno scorrevole la lettura. Si può comunque ovviare a questo "problema" leggendo il romanzo per esteso e riprendendo le note solo alla fine, come ho fatto io.
Il volume è poi impreziosito ulteriormente dalle illustrazioni di Yoshida Hanbei, risalenti anch'esse al tardo XVII secolo.
Un'opera fuori dagli schemi, il cui fascino ha superato i secoli e le distanze, e che consiglio senza dubbio agli amanti del Paese del Sol Levante; ovviamente, purché si tratti di un pubblico adulto.

BW

Nella nostra libreria:
Ihara Saikaku
Vita di una donna licenziosa (好色一代女 - Kōshoku ichidai onna)
ed. ES
201 pag.
traduzione di Lydia Origlia

 

domenica 13 luglio 2014

Una rosa per Emily - William Faulkner (1997)

"Quando morì Miss Emily Grierson tutta la nostra città andò al funerale: gli uomini con una specie di rispettoso affetto per un monumento caduto, le donne soprattutto per la curiosità di vedere l'interno della sua casa, che da almeno dieci anni nessuno, tranne un vecchio domestico con mansioni di giardiniere e di cuoco, aveva più visto."
William Faulkner, da Una rosa per Emily

TRAMA (MISS ZILPHIA GANT)
Quando Mrs. Gant scopre che il marito se ne è andato di casa con un'altra donna e non ha intenzione di fare ritorno da lei e dalla loro bambina Zilphia, affida la figlioletta ad una vicina e regala ai due amanti l'opportunità di stare insieme per sempre.
Tornata a casa, inizia una nuova vita insieme a Zilphia, che per proteggere cercherà di tenere segregata in casa, lontana dagli uomini che potrebbero spezzarle il cuore, in una sorta di gabbia dorata (ma non troppo) che forse non è ciò che la ragazza vorrebbe.

TRAMA (UNA ROSA PER EMILY)
Una donna, Miss Emily Grierson, da sempre sotto lo sgurdo vigile di tutto il paese, che silenziosamente la giudica e per lei prova pena, compassione e pietà. Ma a Miss Emily tutto ciò non interessa, forse non ne è nemmeno consapevole; nei suoi pensieri c'è solo l'amore per un uomo con il quale solo alla morte del padre spera di coronare il proprio sogno.

TRAMA (ADOLESCENZA)
Juliet è una giovane ragazza che va a vivere con la nonna. Con la donna ha un bel rapporto, ma quando conosce Lee, il suo primo amico, il suo primo amore, si scontra con la mentalità bigotta ed ipocrita della sua generazione, e si vede costretta a rinunciare al suo rapporto con il ragazzo.

RECENSIONE
Approcciarsi per la prima volta ad un gigante della letteratura come William Faulkner, Premio Nobel per la Letteratura 1949, Premio Pulitzer 1954 ed al quale è intitolato l'omonimo premio letterario, può intimorire anche il più scafato dei lettori. Per questo cominciare con la raccolta di racconti Una rosa per Emily può essere una soluzione: le tre storie sono brevi, e fanno sparire quel timore reverenziale che si può provare verso l'autore di New Albany, ma allo stesso tempo possono dare un'idea del suo stile letterario.
Composta da tre dei suoi racconti, dà una panoramica della società del Profondo Sud Americano e della ristrettezza della sua mentalità e del suo approccio verso le donne. Donne forti, ma allo stesso tempo incatenate al proprio ruolo, anche dalle loro stesse famiglie, che si vedono negata la possibilità di vivere la propria vita liberamente.
Il primo racconto (mi perdonino gli esperti) mi è sembrato un racconto di Verga ambientato nel West: il modo in cui descrive Zilphia e la madre mi ha ricordato molto il racconto La lupa che lessi tanti anni fa, non tanto per il contenuto quanto per l'approccio, la pietà che si prova verso queste figure femminili, l'immagine che dà l'autore dietro la quale però si vede perfettamente quella reale della donna.
Il secondo invece, più famoso e che dà il titolo alla raccolta stessa, mi è sembrato come se Steinbeck e Poe avessero scritto a quattro mani una sceneggiatura per Alfred Hitchcock. Non posso dirvi il perché, non volendo spoilerare, ma sarei curiosa di sapere se anche a qualcun'altro questa storia ha dato la stessa impressione.
L'ultimo, infine, tratta di un argomento antichissimo e modernissimo allo stesso tempo, quella del divario generazionale. La nonna di Jule, nonostante con lei sia affettuosa e amorevole più di quanto non lo sia mai stato il suo stesso padre o la matrigna, è intrappolata nei rigidi schemi della società dell'epoca, e quando scopre che la ragazzina ha un amico non si rallegra per lei e per la sua felicità, ma si preoccupa perché "ha distrutto ogni possibilità di trovarle un marito ricco e rispettabile". Ma nella protagonista vediamo ugualmente quella scintilla che porterà le donne a lottare per la propria emancipazione.
Una rosa per Emily è dunque un libro sulle donne, privo però di ogni elemento che possa infastidire o renderlo noioso o, ancora peggio, patetico, un'opera che dimostra la grandezza di un autore come Faulkner. Umilmente ammetto che sicuramente non ho colto tutti gli elementi di questa raccolta e di questo autore, nuovo per me. Ma sicuramente l'impressione che ho avuto è stata ampiamente positiva, e in futuro mi riprometto di leggere altri romanzi.

BW

Nella nostra libreria:
William Faulkner
Una rosa per Emily (A Rose for Emily)
ed. Adelphi
99 pag.
traduzione di David Mezzacapa e Luciana Pansini Verga