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mercoledì 9 luglio 2014

Dirk Gently, agenzia investigativa olistica - Douglas Adams (1987)

"Svlad Cjelli. Noto come Dirk, anche se, pure qui, 'noto' non era proprio la parola giusta. Famigerato casomai; ricercato, eternamente chiacchierato, anche queste cose erano vere. Ma noto? Solo nel caso in cui poteva esserlo un grave incidente in autostrada: tutti rallentano per dare un'occhiata, ma nessuno vuole avvicinarsi troppo alle fiamme. Ignobile, gli si addiceva di più. Svlad Cjelli, ignobilmente noto come Dirk."
Douglas Nöel Adams

TRAMA
Richard MacDuff lavora come programmatore presso la WayForward Technologies, azienda leader in Gran Bretagna per quanto riguarda i software e di proprietà di Gordon Way, il quale sfortunatamente è anche il fratello di Susan, la fidanzata di Richard. Quest'ultimo da un po' di tempo è parecchio sotto pressione in quanto non riesce a rendere come dovrebbe sul lavoro, ed anche con Susan le cose non vanno molto meglio. Come se non bastasse, Gordon cerca di usare la sorella per spingere Richard ad essere più efficiente.
Così accade che una sera Gordon Way viene assassinato e Richard, principale sospettato, fa perdere le proprie tracce e chiede aiuto al vecchio compagno di college Svlad Cjelli, alias Dirk Gently, titolare dell'omonima agenzia investigativa olistica, specializzato nel ritrovare gatti scomparsi e risolvere casi di divorzi complicati.
Tra monaci elettrici, fantasmi, cavalli rinchiusi in stanze da bagno, professori universitari suonati e macchine del tempo, l'ineffabile Dirk Gently cercherà non solo di discolpare l'amico ma, tra una cosa e l'altra, dovrà anche salvare l'intero genere umano dall'estinzione.

RECENSIONE
"Sherlock Holmes una volta ha detto che, eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la risposta. A me, però, non piace eliminare l’impossibile."
Si presenta così Dirk Gently, il detective più improbabile e folle di tutti i tempi, partorito da quel geniaccio mai abbastanza rimpianto che risponde al nome di Douglas Adams, già noto per la strabiliante saga Guida galattica per gli autostoppisti.
Originario della Transilvania, rotondetto, occhialuto, vestito con un impermeabile logoro e perennemente al verde, Svlad Cjelli, questo il suo vero nome, rinnova la grande tradizione britannica in fatto di investigatori privati, ma al contrario però.
Infatti Dirk è un vero e proprio anti-detective con un metodo di investigazione del tutto particolare basato principalmente su astrusi calcoli matematici e bizzarri ragionamenti.
Il risultato non può che essere esilarante e chi ha già avuto modo di apprezzare l'umorismo bislacco e sagace di Adams troverà sicuramente modo di godersi al meglio anche Dirk Gently, agenzia investigativa olistica non solo in virtù delle numerose perle qui racchiuse (alcune davvero da applausi), ma anche grazie all'indubbio carisma di un nuovo eroe che è pressochè impossibile non amare fin da subito.
Romanzo complessivamente buono, anche se forse non al livello dei migliori episodi della Guida, l'unico difetto di quest'opera sta nell'essere eccessivamente lento e nella trama a volte un po' confusa. Poi, quando si arriva a circa un terzo del libro e fa la propria comparsa Dirk Gently, il ritmo si fa più sostenuto e l'intero romanzo ne benificia alla grande, raggiungendo livelli di divertimento e delirio tipicamente adamsiani.
Giocando amabilmente con il vecchio stereotipo del detective "maledetto" di tanti classici hard boiled degli anni quaranta-cinquanta, lo scrittore di Cambridge ne fa una sorta di riuscitissima parodia e ci dà così un'altra dimostrazione del proprio grande talento, anche se in questo modo non fa che aumentare ulteriormente il dispiacere per la sua prematura dipartita.


BF

Nella nostra libreria:
Douglas Adams
Dirk Gently, agenzia investigativa olistica (Dirk Gently's Holistic Detective Agency)
ed. Oscar Mondadori
293 pag.
traduzione di Andrea Buzzi

 

domenica 29 giugno 2014

Actarus. La vera storia di un pilota di robot - Claudio Morici (2007)

"<<Non l'ho fatto apposta, Dottore.>>
<<E ci mancherebbe!>>
<<Giuro, sono cose che capitano...>>
<<Alcor, a te capitano sempre! Hai disintegrato una scuola di ballo!>>
<<Ho anche distratto il mostro che aveva bloccato Goldrake con i raggi protonici, che ne sapevo che stavano facendo il saggio?!?>>
<<Alcor, guardami. Ti ricordi com'eri quando ci siamo conosciuti?>>
<<Certo che me lo ricordo.>>
<<Ti ricordi come mai ti chiamavano tutti Alcol?>>"
Alcor e il dottor Procton

TRAMA
Anno 2076. La Terra è da tempo in guerra contro Vega che continua ad attaccare il nostro pianeta con i suoi terribili mostri combattenti. Ma per fortuna c'è Goldrake, il gigantesco robot pilotato da Actarus, un ragazzo bello e coraggioso, che riesce ogni volta a respingere i feroci assalti degli extraterrestri.  Che seguono sempre lo stesso copione, come se fosse un qualcosa di già prestabilito. Anche tre o quattro volte alla settimana.
Il problema è che Actarus non ce la fa più, è stufo di questa routine fatta solo di lavoro tra combattimenti, esplosioni e briefing presso l'Istituto Spaziale. Non ne può più del dottor Procton e dei suoi interminabili discorsi-fiume sulla necessità di difendere la razza umana, sull'importanza di rimanere UNITI. E non ne può più nemmeno del maldestro Alcor che, da ex alcolizzato, tedia il povero Actarus con continue raccomandazioni sui pericoli delle dipendenze. E neppure di Venusia, ninfomane e dalla personalità inconsistente, o dei tecnici dell'Istituto Spaziale che ormai passano tutto il loro tempo a navigare su chat-line di appuntamenti. 
E così il nostro eroe per tirare avanti si imbottisce di Peroni e guarda programmi spazzatura alla tivù, chiedendosi se ne valga davvero la pena di continuare a fare questa vita. Vorrebbe tornare su Fleed, la sua stella natale, per staccare un po' la spina, rilassarsi e godersi un assaggio della tanto decantata spregiudicatezza sessuale delle ragazze del luogo, ma purtroppo al momento c'è troppo da fare e quelli dell'Istituto non possono permettersi di mandarlo in ferie.
Ed allora avanti sempre allo stesso modo, tra alabarde spaziali, magli perforanti e folli messaggi video dei ribelli di Vega che assumono sempre di più i deliranti toni dei comunicati delle organizzazioni terrostiche. Finchè un giorno Actarus si imbatte per caso in Roberta, anoressica attivista no global che si batte per le cause più disparate e della quale si innamora perdutamente.
Roberta così insinua nell'ingenuo Actarus il sospetto che le cose non siano sempre come sembrano, anzi... 
Ed è così che avviene l'inimmaginabile.

RECENSIONE
A volte può succedere che un libro ci colpisca e susciti il nostro interesse fin dalla copertina. Ebbene per me con Actarus - La vera storia di un pilota di robot è stato esattamente così. D'altronde non poteva essere altrimenti con un titolo del genere, capace di risvegliare in me (e sono certo anche in tanti altri) bellissimi e lontani ricordi di pomeriggi passati davanti alla televisione a seguire le avventure di Atlas UFO Robot e di tanti altri cartoni animati che un tempo andavano per la maggiore. Noi trentacinque-quarantenni, in particolare, siamo proprio la generazione che ha subito in pieno l'invasione dei cosiddetti "robottoni giapponesi", che per noi bambini di allora rappresentavano degli eroi in tutto e per tutto, tanto da ritrovarci ogni giorno in cortile, non solo per giocare, ma anche per commentare le puntate appena terminate, in un corrispettivo infantile di un qualsiasi "Bar Sport".
Ammetto che non conoscevo Claudio Morici quando ho acquistato questo romanzo, e non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma devo dire che lo scrittore romano si è rivelato un autore sorprendente, brillantissimo ed assolutamente folle, nel senso migliore del termine.
Morici prende uno dei più amati cartoni di culto dei tardi anni settanta e ne fa una parodia divertente ed acutissima, senza lasciarsi andare a forzature esagerate o stupide.
Ed è questo il lato geniale di Actarus; il fatto cioè che, pur essendo tutta la storia rivisitata in maniera grottesca ed ironica, ci sia anche la possibilità di cogliere diversi riferimenti ad alcune situazioni molto attuali e, pur senza volersi prendere troppo sul serio, Morici ne fa una critica piuttosto decisa.
E poi c'è tutta una serie di momenti estremamente esilaranti, dove si ride davvero alla grande, e che ci mostrano i nostri eroi alle prese con i piccoli problemi di tutti i giorni come la spesa, o le serate passate a chiacchierare nei bar alla moda senza combinare nulla, e che ce li rendono un po' più umani.
Oppure ci sono le piccole rivalità tra piloti di robot, come può avvenire in qualsiasi altra categoria. Ed ecco allora che veniamo a conoscenza di come, sotto sotto, Actarus non sopporti Jeeg Robot d'Acciao ("Possibile che continuino ancora a scambiarmi per lui?!") o lanci frecciatine velenose a Daitarn 3 ("Con quell'alettone sembra un turco dello spazio...") oppure venga sfottuto senza pietà da quel macho ottuso di Gundam ("Guarda che se ti piace il pisello non fa niente, resti sempre mio amico, basta che con me fai finta di nulla e non parli di queste cose, ok?").
Insomma se volete divertirvi vi consiglio caldamente questo strabiliante omaggio confezionato veramente col cuore, come solo un fan poteva fare, e se eravate patiti del cartone non potete in alcun modo esimervi dal leggerlo. Tuttavia, se appartenete invece alle generazioni successive e per voi Goldrake non è altro che qualcosa che odora di preistorico, potreste ugualmente farvi due sane risate con questo gioiellino e, chissà, trovarvi di colpo a cercarne i DVD o le vecchie VHS. Il tutto perchè magari anche in voi è scoccata la stessa scintilla che colpì noi, bambini dagli occhi sgranati all'inverosimile, mentre venivamo avvertiti dalle materne annunciatrici RAI a proposito delle scene di violenza presenti nel programma, come avveniva ogni giorno a partire da quel fatidico 4 aprile 1978.

BF

Nella nostra libreria:
Claudio Morici
Actarus. La vera storia di un pilota di robot
ed. Meridiano Zero
222 pag.







martedì 6 maggio 2014

Galassia che vai - Frank Russell (1962)

"Per quattro ore al giorno e per quattro giorni alla settimana, Blieder sedeva al tavolino in un ufficio. Il resto del tempo lo dedicava interamente, con grande sforzo di fantasia, all'hobby di cercare di far levitare una monetina."
Eric Frank Russell

TRAMA
In seguito alla fortuita scoperta della cosiddetta "Propulsione Blieder", che rende possibili i viaggi interstellari, l'umanità inizia ad abbandonare la sovrappopolata Terra per disperdersi nello spazio, fondando diverse civiltà su altri pianeti.
Dopo alcuni secoli, tuttavia, l'Impero Terrestre decide di riallacciare i rapporti con le sue colonie sparse nella galassia, a suo dire per proteggerle da eventuali invasori "alieni", pertanto invia una gigantesca astronave con a bordo politici, burocrati, un folto contingente militare e l'ambasciatore, al fine di visitare tre di questi pianeti. 
Come si saranno sviluppate queste comunità totalmente isolate da così tanto tempo dalla Madre Terra? E soprattutto, come verranno accolti gli "stranieri"?

RECENSIONE
Romanzo estremamente divertente e piacevole, Galassia che vai dell'inglese Eric Frank Russell, autore solitamente poco avvezzo al filone della fantascienza umoristica, ci regala un racconto che si segnala, oltre che per la grande scorrevolezza (si divora in pochissime ore), anche per alcune intuizioni assolutamente avveniristiche.
Lungi da me l'intenzione di rovinarvi a suon di spoiler il grande sollazzo che la lettura di questo volume, reso ancor più prezioso dalla prestigiosa edizione Urania da noi acquistata presso la libreria di un caro amico specializzato nel riportare alla luce questi gioiellini, ma sappiate solo che nell'opera in questione noterete sicuramente tantissimi elementi che potrete ritrovare in molti libri usciti negli anni successivi. 
Ad esempio credo di poter dire, senza timore d'essere smentito, che questa sia una di quelle letture che possano benissimo aver ispirato Douglas Adams per la creazione del suo noto capolavoro Guida galattica per gli autostoppisti. E se, come afferma qualcuno, la grandezza di un artista si misura soprattutto dall'influenza che egli ha esercitato sugli altri, allora con questo breve romanzo si va senz'altro a colpo sicuro.
Al di là di tutte queste considerazioni, comunque, trovo sia necessario ribadire che Galassia che vai rappresenti una vera gemma di umorismo e satira fatta in maniera più che intelligente, e per tutto ciò lo consiglio indistintamente a tutti coloro che vogliono leggere qualcosa di godibile e leggero, senza per questo rinunciare a riflessioni più profonde.

BF

Nella nostra libreria:
Frank Russell
Galassia che vai (The Great Explosion)
ed. Mondadori Urania
140 pag.
traduzione di Hilia Brinis 


 



domenica 27 aprile 2014

Praticamente innocuo - Douglas Adams (1992)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il quinto della Trilogia in cinque volumi. Se non avete letto il precedente, intitolato Addio, e grazie per tutto il pesce, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.
  

"Nel corso della vita Arthur Dent era stato in postacci infernali, ma non aveva mai visto uno spazioporto con un cartello che diceva: 'Meglio viaggiare abbattuti e depressi che arrivare qui'. Il terminal salutava i visitatori in arrivo con una fotografia del presidente EMo' colto in un attimo in cui sorrideva. Era l'unica foto che si potesse trovare di lui, ed era stata scattata poco dopo che si era sparato, per cui nell'immagine, pur ritoccata con una certa cura, il sorriso appariva abbastanza agghiacciante. Un lato della testa era stato ridisegnato a carboncino. Non si era potuta sostituire la foto perché non si era potuto sostituire il presidente. L'unica aspirazione che la gente avesse mai avuto su quel pianeta era quella di andarsene."
Douglas Noël Adams

TRAMA
L'ultimo libro si apre con un'assenza: Fenny, colei che aveva vissuto la storia d'amore con Arthur e sulla quale era incentrata gran parte di Addio, e grazie per tutto il pesce, non c'è più. Non si sa più nulla di lei, è semplicemente sparita. E questo fa pensare che forse Adams avesse in mente un ulteriore capitolo della Guida che, purtroppo, non ha fatto in tempo a sviluppare.
Arthur dal canto suo, perduto nella galassia, è alla ricerca di un mondo in cui vivere che possa ricordargli almeno un po' la cara, vecchia Terra. E pare averlo trovato su Lamuella, pianeta abbastanza simile al nostro sotto molti aspetti, a parte la totale assenza di tecnologia. Qui il nostro stoppista spaziale si cimenta nella nobile arte del Paninaio; prepara cioè panini, specialità del tutto sconosciuta agli abitanti di Lamuella, i quali iniziano a rispettarlo ed idolatrarlo cone se fosse il custode di chissà quali arcani segreti.
Ford Prefect invece è alle prese con una serie di grossi cambiamenti editoriali che stanno avvenendo nella sede della Guida. La proprietà è cambiata e così il nostro amico viene di colpo degradato alla sezione enogastronomica, col deprimente compito di limitarsi a recensire locali e ristoranti. Ma c'è qualcosa che non torna e vuole vederci chiaro, così si introduce furtivamente all'interno degli uffici del nuovo direttore per scoprire una verità sconvolgente.
Trillian infine si è sdoppiata. Già, perché è bene ricordare che queste avventure si svolgono anche in svariati universi paralleli, pertanto, in uno di questi, la brillante studentessa di astronomia Tricia McMillan non se ne è mai andata nel bel mezzo di una festa, circa diciassette anni prima, con l'alieno a due teste Zaphod Beeblebrox. Così facendo ha abbandonato la carriera accademica perché "non puoi essere un astrofisico serio se hai conosciuto qualcuno che viene da un altro pianeta", ed ha intrapreso la professione di giornalista televisiva, senza aver mai conosciuto Arthur Dent.
Trillian, al contrario, si ricorda eccome di Arthur, ed anzi lo sta cercando con urgenza in quanto ha una bella sorpresina per lui... Quale?

RECENSIONE
Delusione. Rammarico. Non vorrei, ma è così.
Purtroppo mi vedo costretto a dire che l'ultimo capitolo della Guida non è assolutamente all'altezza dei precedenti. Non so, forse era passato troppo tempo dall'ultimo episodio, forse Adams aveva perso un po' di freschezza, probabilmente non era più lo stesso scrittore (e la stessa persona, è comprensibile ed inevitabile) che aveva iniziato questa straordinaria e strampalatissima saga ben quattordici anni prima, però tutto ciò finisce col gravare tantissimo su tutta la trama.
Che stavolta risulta fiacca, dall'andamento incerto e macchinoso e con ben pochi sprazzi di quella meravigliosa genialità alla quale il buon vecchio Douglas ci aveva abituati.
Anche l'umorismo appare diverso, ed ha un qualcosa di stantìo, quasi di forzato. Insomma, a mio giudizio manca proprio la spontaneità, e quella fiammella del genio che era una costante di tutti i volumi precedenti pare proprio essersi affievolita.
Peccato davvero, chiudere così un ciclo che rappresenta una delle cose più brillanti, divertenti ed originali che io abbia mai letto.
È ormai assodato che Adams stesse cercando di rinnovare l'immaginario della Guida e che avesse in programma almeno un altro libro (non si spiegano altrimenti le numerose ed eccellenti assenze di alcuni personaggi centrali), magari un ulteriore capitolo ci avrebbe forse aiutati a vedere in modo diverso anche questo.
Anche perché lo scrittore inglese, e ne sono una prova i numerosi scritti incompiuti che ha lasciato, era ancora in grado di creare storie "alla Adams", e penso che sarebbe anche riuscito a farci dimenticare questo passo falso.
Purtroppo però possiamo solo limitarci alle ipotesi, perché non lo sapremo mai.
E questa è senza dubbio la cosa che, più di tutte, fa enormemente dispiacere.

BF

Nella nostra libreria:
Douglas Adams
Dalla raccolta "Guida galattica per gli autostoppisti - il ciclo completo"
Praticamente innocuo (Mostly Harmless)
ed. Oscar Mondadori
136 di 645 pag.
traduzione di Laura Serra


 

domenica 6 aprile 2014

Addio, e grazie per tutto il pesce - Douglas Adams (1984)


 ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il quarto della Trilogia in cinque volumi. Se non avete letto il precedente, intitolato La vita, l'Universo e tutto quanto, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.



 "<<Se ricevessi un dollaro altairiano ogni volta che sento un pezzo di Universo guardare un altro pezzo di Universo e dire 'É terribile', non starei qui seduto come un limone a cercare un po' di gin. Ma in nessuna di queste occasioni ricevo dollari altairiani, e quindi sono seduto qui a cercare un po' di gin. In ogni modo, come mai hai un'aria così placida e un'espressione così languida? Sei innamorato?>>
<<Sì>>, rispose placidamente Arthur.
<<Per caso di una ragazza che sa dov'è la bottiglia del gin? Posso conoscerla?>>"
Ford Prefect e Arthur Dent 


TRAMA
E così, gira e rigira per la galassia, autostop dopo autostop, accade che alla fine Arthur Dent si ritrova sulla cara, vecchia Terra.
Ma, un momento! La Terra non era stata distrutta dai Vogon nel primo episodio della Guida?
A quanto pare no, perchè Arthur ritrova anche la sua casa, disordinata fino all'inverosimile, ma ancora intera. Nell'appartamento poi, oltre ad un sacco di dépliant pubblicitari, Arthur nota anche una scatola argentata, la quale contiene una boccia di vetro per pesciolini rossi recante la scritta "Addio, e grazie per tutto il pesce".
In seguito egli scopre che, nonostante abbia passato gli ultimi otto anni a girovagare nell'Universo, sulla Terra invece sembrano essere trascorsi solo pochi mesi e, altra cosa strana, tutti i delfini sono improvvisamente spariti.
Il mistero si infittisce quando il suo telefono continua a squillare nelle ore più assurde e, per un motivo o per l'altro, Arthur non riesce mai a rispondere in tempo.
A questo punto, decide perciò di volerci vedere più chiaro e, dopo aver fatto la conoscenza di un uomo di nome Russell, apprende che la popolazione terrestre è convinta di aver avuto un'allucinazione collettiva durante le fasi di distruzione operate dai Vogon.
Russel però ha una sorella, la graziosa Fenchurch detta Fenny, della quale il nostro protagonista si innamora a prima vista, che dice di essere in possesso di una palla di vetro simile a quella di Arthur, con la stessa enigmatica frase.
Nel frattempo Ford Prefect, persosi nei peggiori bar della galassia, si accorge che la voce della Guida riguardante il pianeta Terra, cancellata dopo la sua disintegrazione, è misteriosamente riapparsa. Cosa significherà tutto ciò?

RECENSIONE
Quarto romanzo dell'ormai famosa "Trilogia in cinque volumi", questo è forse l'episodio più anomalo di tutti. 
Segnato pesantemente dai continui ritardi nella fase di stesura e dai contrasti di Adams con l'editore, che intervenne in maniera anche abbastanza frequente nel testo, Addio, e grazie per tutto il pesce si discosta in modo piuttosto netto dagli altri capitoli. 
Infatti l'avventura si svolge quasi interamente sulla Terra, e poi presenta per la prima volta una storia d'amore con tutti i crismi. Per carità, la naturale attitudine al cazzeggio di Adams è sempre presente, e per fortuna, però diciamo che, pur regalando diversi momenti esilaranti (magnifica in questo senso, la vicenda del pacchetto di biscotti al bar della stazione che, a quanto sembra, capitò sul serio all'autore inglese) il tono generale del racconto è un po' più "serio".
Adams si risentì parecchio per le intrusioni nel suo lavoro da parte dell'editore, ed alla fine arrivò a dichiararsi piuttosto deluso dal risultato finale.
Alla fine credo che questo quarto episodio, quasi del tutto incentrato sulla figura di Arthur Dent, non sia nemmeno da buttar via, anzi, trovo che sia un bel modo per preparare il lettore al gran finale, anche se probabilmente le intenzioni iniziali di Adams non erano proprio queste. 
Magari non sarà il libro migliore dello scrittore di Cambridge, ma sono certo che Addio, e grazie per tutto il pesce di sicuro non mancherà di soddisfare, molto più dei lavori precedenti, i fan della Guida dall'animo più romantico.
Insomma, come Arthur ci insegna, alla fin fine anche una buona tazza di tè degna di questo nome necessita di un pochino di zucchero.

BF

Nella nostra libreria:
Douglas Adams
Dalla raccolta 'Guida galattica per gli autostoppisti - il ciclo completo'
Addio, e grazie per tutto il pesce (So Long, and Thanks for All the Fish)
ed. Oscar Mondadori
106 di 645 pag.
traduzione di Laura Serra







domenica 16 marzo 2014

La vita, l'Universo e tutto quanto - Douglas Adams (1982)


ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il terzo della Trilogia in cinque volumi. Se non avete letto il precedente, intitolato Ristorante al termine dell'Universo, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.


 "<<Cos'è questa faccenda della bomba?>> chiese Zaphod a Marvin, allarmato.
<<La bomba supernova?>> disse Marvin. <<É una bomba molto piccola, minuscola direi.>>
<<E cosa può fare?>>
<<Distruggere completamente l'Universo. Una buona idea, secondo me. Ma non riusciranno a metterla in atto.>>
<<Perchè no, se è così buona come dici?>>
<<Certo, l'idea è buona, anzi brillante. Sono loro che non sono brillanti... Sono dei veri cretini, come tutte le altre forme di vita organica. Li odio.>>"
  Zaphod Beeblebrox e Marvin


TRAMA
Sono trascorsi circa cinque anni dal termine dell'ultima avventura della nostra fantastica combriccola di sgangheratissimi eroi spaziali e ritroviamo così Arthur Dent, solo e sull'orlo della pazzia definitiva, sulla Terra in piena Era Preistorica quando, dopo essersi riunito con l'amico Ford Prefect, avvista un elegantissimo divano Chesterfield che avanza a balzelloni.
I due si siedono così sul divano che si rivela però essere una macchina del tempo e che li catapulta (divano compreso) nel bel mezzo di una importante partita di cricket tra Inghilterra ed Australia, all'interno di uno stadio gremito di gente, esattamente due giorni prima che la Terra venga distrutta, così come narrato nel primo episodio.
A questo punto un esercito di robot assassini bianchi armati di mazze da cricket invade il terreno di gioco facendo una strage.
I nostri, salvati dal provvidenziale arrivo del saggio progettista di pianeti Slartibartfast, apprendono così che i robot sono stati inviati dagli abitanti del pianeta Krikkit alla ricerca di una particolare reliquia contenuta nel trofeo destinato alla nazione vincitrice che, unita ad altre quattro dello stesso tipo, formano un oggetto per loro di vitale importanza.
I Krikkit infatti sono un popolo cordiale e gentilissimo ma, dopo aver scoperto che non sono gli unici abitanti dell'Universo, hanno deciso di sterminare tutti gli altri.
Naturalmente i nostri eroi dovranno impedirlo, armati come sempre di una buona dose di irragionevolezza e della certezza che non vi è nulla di impossibile, ma al massimo esiste l'infinitamente improbabile.

RECENSIONE
Qualche anno fa chiesi ad un mio ex collega originario dello Sri Lanka di illustrarmi brevemente le regole, almeno quelle basilari, del cricket (che da loro, come in molti paesi del Commonwealth, è sport nazionale ed è seguitissimo). Dopo quasi mezzora di pazienti spiegazioni però, una mia domanda che dimostrava quanto poco avessi capito mi fu fatale; lui mi guardò come si guarda un povero ritardato e decise di gettare la spugna ed andarsene, lasciandomi solo con i miei mille interrogativi sul cricket. 
Ebbene, è stato quasi un sollievo quindi scoprire che, a quanto pare, anche per gli inglesi stessi questo sport presenta moltissimi punti oscuri, tanto da arrivare a ipotizzare che sia un gioco di origine extraterrestre, come fa il buon Adams in questo terzo capitolo della famigerata "Trilogia in cinque volumi". Forse dopotutto non sono proprio così scemo, ho pensato, o almeno lo spero.
Venendo al romanzo vero e proprio, credo che si debba dire innanzitutto che, rispetto ai primi due capitoli della saga, La vita, l'Universo e tutto quanto è forse un po' meno brillante e vivace ed, in generale, decisamente più contorto. 
Malgrado ciò il livello di follia non accenna minimamente a diminuire anzi, forse aumenta a livello esponenziale; soprattutto quando si arriva a parlare dell'astronave del vecchio Slartibartfast che funziona attraverso il principio della bistromatica, scienza che si basa su complesse analisi dei conti e delle ordinazioni che vengono fatte in un tipico ristorante italiano.
Un altro esempio della creatività visionaria alla Monthy Python dell'autore inglese si ha con la breve apparizione dell'ennesimo geniale e memorabile personaggio scaturito dalla sua fantasia irrefrenabile. Sto naturalmente parlando dell'alieno grigioverde che risponde al nome di Wowbagger l'Eterno Prolungato, il quale essendo diventato immortale per errore, si ritrova così con un sacco di tempo libero da impiegare e sceglie di trascorrerlo vagando da un pianeta all'altro per insultare tutti gli abitanti dell'Universo.
Insomma, questo è solo un piccolo assaggio di tutte le stranezze e dei personaggi assolutamente deliranti che potrete trovare in questo libro che, sono certo, non mancherà di divertire tutti coloro che hanno già letto ed apprezzato i primi due.
Ricapitolando dunque, definirei La vita, l'Universo e tutto quanto un libro-spartiacque, perchè mi sembra che da un certo punto in poi lo stile di Adams inizi a trasformarsi e, sotto certi aspetti, anche a perfezionarsi. Forse avremo meno ritmo, ma più attenzione ai particolari.
Ciò che non muta fortunatamente, è l'approccio scanzonato e spiritosissimo ad un genere, la fantascienza appunto, meraviglioso ma che a volte tende a prendersi un po' troppo sul serio, e lo dico da lettore ed appassionato di lunghissima data.
Per il resto, godetevi questo terzo capitolo senza porvi troppe domande. E se una notte dovreste trovarvi faccia a faccia con un essere altissimo dalla pelle grigioverde che, dopo avervi dato del deficiente senza speranza, sale sulla propria astronave e schizza via alla velocità della luce, non meravigliatevi. É tutto PERFETTAMENTE NORMALE.


BF


Nella nostra libreria:
Douglas Adams
Dalla raccolta "Guida galattica per gli autostoppisti - il ciclo completo"
La vita, l'Universo e tutto quanto (Life, the Universe and Everything)
ed. Oscar Mondadori
123 pag.
traduzione di Laura Serra



domenica 23 febbraio 2014

Ristorante al termine dell'Universo - Douglas Adams (1980)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il secondo della Trilogia in cinque volumi. Se non avete letto il precedente, intitolato Guida galattica per gli autostoppisti, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.



"Il Vortice di Prospettiva Totale elabora l'immagine dell'Universo intero basandosi sul principio dell'analisi della materia estrapolata. 
Infatti, dato che tutti i frammenti di materia dell'Universo hanno una precisa relazione con tutti gli altri frammenti di materia dell'Universo, in teoria è possibile estrapolare tutta la vastità del creato (i soli, i pianeti, le loro orbite, la loro composizione e la loro storia economica e sociale) da, diciamo, un pezzettino di torta di mele.
L'uomo che inventò il Vortice di Prospettiva Totale lo inventò soprattutto per fare un dispetto a sua moglie.
Trin Trugula, così si chiamava quest'uomo, era un sognatore, un pensatore, un esperto in filosofia teoretica, o, come lo definiva sua moglie, un idiota."
Dalla 'Guida galattica per gli autostoppisti' alla voce 'Vortice di Prospettiva Totale'


TRAMA
E così i nostri eroi Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian, Zaphod Beeblebrox e Marvin riescono a fuggire dal pianeta Magrathea e si apprestano ad andare a pranzo fuori, ma le brutte sorprese non sono ancora finite: infatti si accorgono di essere finiti sotto l'attacco di una nave vogon. In più, la Cuore d'oro non risponde più ai comandi in quanto Arthur ha appena chiesto al computer di bordo un'impresa davvero ostica, cioè preparare una tazza di buon tè, e questi di conseguenza si impalla.
Vistosi ormai spacciato, Zaphod evoca lo spirito di suo nonno, Zaphod Beeeblebrox IV che, dopo averlo rimproverato duramente per la propria irresponsabilità, decide di salvare la vita al nipote degenere ed ai suoi "amici dell'epoca moderna" facendo compiere a tutti un balzo nello spazio-tempo.
Accade così che Zaphod e Marvin vengano catapultati nella sede dell'Orsa Minore, casa editrice che stampa la Guida galattica, alla ricerca di tal Zarniwoop e, dopo una serie di avventure oltre l'incredibile, Zaphod si accorge di avere in tasca il modellino della Cuore d'oro.
Quindi, COME LOGICA VUOLE, riporta l'astronave alle sue dimensioni originarie, ritrovando i compari, che nel frattempo non si erano mai mossi da lì ed, affamatissimi, possono finalmente andare tutti insieme a cena al "Milliways", il celebre Ristorante al termine dell'Universo.
Tutto questo, proprio mentre sta per avere luogo lo gnaB giB, cioè il Big Bang al contrario, ovvero la distruzione dell'intero Universo, evento trasformato in un grandissimo show con tanto di presentatore e conto alla rovescia in stile Capodanno.
É dunque giunta la fine per i nostri amici?
Presto per dirlo, ma in ogni caso NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO!

RECENSIONE
E si continua a ridere senza ritegno! Se il precedente episodio era qualcosa di assolutamente spassoso e geniale, Ristorante al termine dell'Universo, se possibile, lo è ancora di più.
Infatti, il secondo capitolo della "Trilogia in cinque volumi" si spinge ancora di più sui binari dell'ironia, schizoide ed intelligentissima, e sulla caratterizzazione di un paio di nuovi personaggi strepitosi che vi costringeranno a sghignazzare come idioti anche alle due di notte (come è successo al sottoscritto)!
In questo capitolo, molto incentrato sulla figura di Zaphod che recita alla grande il ruolo dell'autentico mattatore, meritano di essere menzionati oltre al solito, fantastico Marvin, robot perennemente depresso, anche il Comandante (non posso dirvi di più) e Hotblack Desiato, leader del gruppo rock al plutonio La Zona del Disastro, il quale non avete idea di cosa arrivi a fare pur di sfuggire alle tasse.
Adams, dal canto suo, conferma tutto il proprio talento nel mettere in scena situazioni al limite dell'assurdo che appassionano e divertono il lettore, non lesinando però qualche frecciatina pungente all'indirizzo di alcune abitudini degli abitanti della Terra, curiose ed irrazionali, proprio così come potrebbero apparire ad un essere proveniente da un altro pianeta.
La fantascienza unita ad uno humour di tipico stampo britannico, surreale ed acutissimo, danno vita perciò ad un libro che si legge in pochissimo tempo e che termina giusto un attimo prima che lo scherzo possa rischiare di venire a noia, in modo così da tenere nel lettore sempre viva la sete di altre avventure. Credo proprio non ci sia altro da dire se non che, nel caso non si fosse capito, a me questo tipo di comicità brillante, leggera e priva di volgarità inutili fa letteralmente impazzire.
Insomma, si ride è vero, ma sempre tenendo il cervello ben acceso.

BF


Nella nostra libreria:
Douglas Adams
Dalla raccolta "Guida galattica per gli autostoppisti - il ciclo completo"
Ristorante al termine dell'Universo (The Restaurant at the End of the Universe) 
ed. Oscar Mondadori
130 di 645 pag.
traduzione di Laura Serra




domenica 2 febbraio 2014

Guida galattica per gli autostoppisti - Douglas Adams (1979)

"NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO."
 Dalla copertina della 'Guida galattica per gli autostoppisti'

TRAMA
Un tranquillo giovedì mattina come tanti, in una cittadina della provincia inglese, sta avvenendo qualcosa di decisamente fuori dall'ordinario.
Arthur Dent, disc-jockey presso una radio locale, è sdraiato in mezzo al fango davanti ad un bulldozer per cercare di impedire che una squadra di operai gli butti giù la casa. Purtroppo per lui però, i progetti riguardanti la costruzione della nuova tangenziale che dovrà passare proprio da lì sono esposti da più di nove mesi all'ufficio Viabilità e Traffico...
Mentre Arthur seguita caparbiamente a litigare con il caposquadra intanto, in quegli stessi istanti, le gigantesche astronavi Vogon dell'Ente Galattico Viabilità Iperspazio si apprestano all'opera di demolizione della Terra per far posto alla nuova autostrada iperspaziale. Così il prostetnico vogon Jeltz, responsabile dell'Ente, con un freddo comunicato avverte tutta la popolazione terrestre che il loro pianeta sarà disintegrato nel giro di qualche minuto. Ed ormai è inutile protestare, in fondo tutti i progetti riguardo alla demolizione erano esposti al pubblico da ben cinquant'anni all'interno del Dipartimento Viabilità di Alpha Centauri, pertanto nessuno è colpevole per la pigrizia dei terrestri! Alla fine Alpha Centauri dista solamente quattro anni luce dalla Terra, che ci voleva ad andare a fare un salto a controllare...
A questo punto però, interviene un caro amico di Dent, Ford Prefect, il quale dopo averlo preso in disparte gli spiega che egli in realtà è un alieno originario del pianeta Betelgeuse, e che si occupa di aggiornare periodicamente la famosissima Guida galattica per gli autostoppisti (una specie di enciclopedia eBook), indispensabile fonte di conoscenza per tutti i viaggiatori interstellari.
Così, dopo aver rivelato all'amico la sua vera identità, Ford riesce a convincerlo a prelevare da casa un asciugamano (!) ed a fuggire nello spazio, poco prima che il mondo venga completamente distrutto.
Ai due perciò, non resta che dedicarsi allo stoppismo spaziale sperando di essere caricati da qualche astronave di passaggio. 
Cosa che di fatto avviene, ma non è detto che sia necessariamente un bene, soprattutto se coloro che ti danno uno strappo non sembrano essere dei tipi molto raccomandabili. 
Tuttosommato i due un po' se la sono cercata... infatti quante volte la mamma ci ha intimato di non fare autostop perchè si potrebbe rischiare di fare brutti incontri?

RECENSIONE
L'8 marzo 1978 alle 22,30 fece il suo debutto su Radio4 della BBC una nuova serie radiofonica a puntate che, a dispetto dello scarsissimo battage, si guadagnò fin da subito un buon seguito e così, l'anno successivo venne dato alle stampe un breve romanzo ricavato dal testo dei primi episodi.
Il successo fu strepitoso, tanto da far arrivare l'opera, intitolata appunto Guida galattica per gli autostoppisti, ai primissimi posti delle classifiche inglesi dei bestsellers più venduti.
L'autore, l'allora ventisettenne Douglas Adams, visto il notevole consenso di pubblico, decise di realizzare una piccola saga e fu così che la Guida venne ampliata sempre più, fino a raccogliere un totale di cinque libri anche se Adams, di fatto, la definì "una trilogia in cinque volumi".
Guida galattica per gli autostoppisti è il primo romanzo della serie che porta il medesimo titolo ed è, almeno per il sottoscritto, una lettura semplicemente formidabile ed unica nel suo genere.
Pervasa da un umorismo folle e surreale, ricca di trovate eccezionali e tuttavia non priva di diversi spunti di riflessione, la Guida galattica per gli autostoppisti rappresentò all'epoca un vero e proprio caso editoriale ed è ancora oggi, a distanza di tanto tempo, un libro di culto in tutto il mondo.
Preferisco non parlare in questa sede del pur bellissimo film che ne è stato tratto qualche anno fa, in quanto la pellicola era un concentrato di tutti i cinque capitoli della Guida, mentre invece noi li analizzeremo uno per uno.
Fatto sta che questo breve romanzo dimostra ampiamente che anche con la fantascienza ci si può fare un bel po' di sane risate, e che si può benissimo far divertire la gente con una comicità sagace e bizzarra, senza per forza ricorrere a battutacce triviali che ormai risultano sorpassate anche al bar del mio quartiere o ad altre vaccate assortite.
Qualcuno lo spieghi anche ai "comici" di casa nostra.

BF
Nella nostra libreria: 
Douglas Adams
Dalla raccolta "Guida galattica per gli autostoppisti - il ciclo completo"
Guida galattica per gli autostoppisti (Hitchhiker's Guide to the Galaxy)
ed. Oscar Mondadori 
125 di 645 pag.
traduzione di Laura Serra