BW&BF

Visualizzazione post con etichetta 1953. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1953. Mostra tutti i post

martedì 22 luglio 2014

Fahrenheit 451 - Ray Bradbury (1953)

"<<Mildred, che cosa ne diresti, se... insomma, se, diciamo, io abbandonassi il mio lavoro per qualche tempo?>>
<<Vuoi rinunciare a ogni cosa? dopo tutti questi anni di lavoro, saresti disposto a rinunciare a ogni cosa, solo perché, una notte, una donna e i suoi libri...>>
<<Avresti dovuto vederla, Millie! [...] Tu non c'eri, stanotte, non l'hai veduta [...] Ci dev'essere qualcosa di speciale nei libri, delle cose che non possiamo immaginare, per convincere una donna a restare in una casa che brucia. È evidente!>>"
Guy e Mildred Montag

TRAMA
Guy Montag è un vigile del fuoco, come suo padre e suo nonno prima di lui, e adora il suo lavoro, considerato nella società uno dei più importanti. Nulla di strano, se non fosse, contrariamente a quanto verrebbe da pensare, che i vigili del fuoco non si occupano di spegnere incendi, ma al contrario di appiccarli, tanto da essere indicati anche come incendiari. Come può essere che la società ammiri queste figure, che le ritenga indispensabili per la pubblica sicurezza? Semplice: i libri sono proibiti, poiché creerebbero degli intellettuali, che si reputerebbero superiori alle altre persone. E questo è contro la democrazia e l'uguaglianza, perciò, onde evitare che strane idee si insinuino nella testa della gente, i vigili del fuoco hanno il compito di bruciare tutti i volumi trovati, ed imprigionare i loro possessori (il numero sui loro caschi, "451", indica la temperatura in gradi Fahrenheit alla quale brucia la carta).
Da dieci anni ormai Montag svolge con orgoglio il suo compito, quando una sera, tornando a casa, incontra una nuova vicina, Clarisse, una ragazza un po' strana, che parlandogli intacca la sua scorza di sicurezza e gli fa sorgere qualche dubbio sulla bontà del suo operato. Un'altra notte poi gli capita un incendio come mai prima nella sua carriera: una donna, piuttosto che separarsi dalla sua biblioteca, decide di bruciare viva insieme ad essa.
Questo avvenimento lo turba non poco, e decide di compiere un atto pericolossissimo: vuole provare a leggere un libro per capire cos'è e, soprattutto, se davvero è questa cosa malvagia che tutti credono.

RECENSIONE
Se dovessi immaginarmi l'inferno, probabilmente il mondo descritto da Bradbury nel 1953 sarebbe il peggiore tra tutti gli scenari che potrebbero attendermi. Successivo di pochi anni rispetto all'opera di Orwell, Fahrenheit 451 spesso viene paragonato, a ragione, a 1984. Le analogie tra i due romanzi sono evidenti: entrambi propongono dei futuri in cui l'uomo viene illuso di essere libero, e che gli opprimenti metodi di repressione esistono solamente per proteggere la sua libertà ed il suo benessere.
Ma mentre nel primo i libri erano indispensabili al fine di diffondere la conoscenza, per quanto costantemente modificata per aggiornarla alle esigenze del governo, nel secondo il controllo che si ha sulla popolazione parte dalla fonte, impedendole di conoscere. Come dice Beatty, il capo di Montag, "Non puoi costruire una casa senza chiodi e legname. Se vuoi che la casa non si costruisca, fà sparire chiodi e legname."
Se si pensa alla realtà di molti paesi dei giorni nostri, è palese quanto Bradbury sia stato lungimirante nel prevedere il potere della censura: la differenza è che, come è ovvio, essa non si limita ai libri ed alla televisione, come nel romanzo, ma anche al web e a tutto il suo contenuto. Purtroppo però, come spesso accade, c'è chi è riuscito a speculare su quest'opera indiscutibilmente fondamentale della letteratura mondiale, così come è avvenuto per il libro di Orwell: se quest'ultimo senz'ombra di dubbio si dev'essere rivoltato nella tomba nel vedere un reality show in cui la gente smaniava per farsi riprendere 24 ore su 24, Bradbury, che al contrario era ancora in vita, più volte chiese al regista canadese Michael Moore le sue scuse per aver utilizzato un chiaro riferimento alla sua opera per il documentario Fahrenheit: 9/11 senza mai aver chiesto il permesso, nonché la modifica del titolo del film, senza successo. Tralasciando il contenuto del documentario, dal momento che ognuno è libero di esprimere la propria opinione con i mezzi di cui dispone, trovo però l'atteggiamento del regista alquanto poco professionale ed irrispettoso verso chi davvero grazie alle proprie fatiche intellettuali è stato in grado di creare un'opera che trovo dovrebbe essere presente in qualsiasi libreria (intesa come scaffale, non come negozio di libri).
Tornando al romanzo, oltre ad essere importante per il suo significato è anche, fortunatamente, scritto in maniera avvincente, come lo era 1984, e proietta il lettore in questo mondo del futuro post-1960 (so che detta così fa un po' ridere, ma va sempre contestualizzato) in cui apparentemente l'uomo può vivere magnificamente, grazie anche alle tecnologie che gli semplificano la vita, se non fosse che in realtà è privo della conoscenza, della consapevolezza e del libero arbitrio che esse potrebbero dargli.
Un libro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita, soprattutto i cosiddetti "topi da biblioteca".


BW

Nella nostra libreria:
Ray Bradbury
Fahrenheit 451 (Fahrehneit 451)
ed. Oscar Mondadori
180 pag.
traduzione di Giorgio Monicelli

sabato 5 aprile 2014

Dopo le esequie - Agatha Christie (1953)

"<<Credo che sia stato giusto. Avete fatto bene... Voglio dire, a che serve rendere la cosa pubblica? Sono cose che è meglio tenere in famiglia.>>
<<Cora, credo di non capire...>>
<<Diamine, è stato ucciso, no?>>"
Cora Lansquenet e l'avv. Entwhistle

TRAMA
Nulla ha più successo come riunione di famiglia di un bel funerale in vecchio stile, con tanto di pranzo freddo a seguire. E infatti alla morte del ricco Richard Abernethie i fratelli e le cognate superstiti e i nipoti si trovano tutti, alcuni rivedendosi dopo diversi decenni. L'atmosfera, grazie alle squisitezze preparate dalla cuoca Marjory, è piuttosto distesa, anche se tutti sono curiosi di sapere come verrà distribuita la ricchezza del defunto. Ma ad un tratto Cora Lansquenet, la cinquantenne eccentrica, sciocca ed infantile sorella minore del morto, se ne esce con una frase che turba non poco gli altri presenti: asserisce che il fratello non sia morto di cause naturali, bensì assassinato.
Proprio perché Cora fin da bambina è stata sempre famosa per queste sue gaffes, in realtà nessuno dà peso alla sua ipotesi, peraltro subito smentita dalla stessa donna. Ma quando un paio di giorni dopo il funerale Mrs. Lansquenet viene trovata barbaramente uccisa a colpi d'accetta, tutti rimangono turbati e cominciano a ripensare alle sue parole.
Tutti, compreso l'avvocato Entwhistle, esecutore del testamento nonché amico di vecchia data della famiglia Abernethie, che senza indugio si rivolge al fidato investigatore Hercule Poirot per far luce sulla vicenda.

RECENSIONE
Un morto è un ottimo spunto per arrivare ad altri morti, e la regina del giallo non si è fatta sfuggire questo espediente per creare una delle sue innumeremoli opere.
Come molti dei romanzi della Christie, Dopo le esequie presenta alcune caratteristiche ricorrenti: lo stile British, la contrapposizione tra vecchie e nuove generazioni con una velata critica ad entrambe, un insieme di protagonisti tutti potenzialmente colpevoli, colpi di scena... Eppure ogni volta l'autrice riesce a colpire nel segno, a creare un libro completamente nuovo senza mai ripetersi né diventare noiosa, a farci sognare la campagna inglese, a farci battere il cuore e desiderare di proseguire con la lettura ("solo un'altra pagina, poi smetto...").
Non voglio rischiare di ripetermi elogiando nuovamente la Christie, per cui non aggiungo altro se non la solita domanda di sfida: riuscirete a capire chi è il colpevole prima che venga svelato?
Io, per quanto avessi avuto qualche sospetto, non ce l'ho fatta.

BW

Nella nostra libreria:
Agatha Christie
Dopo le esequie (After the Funeral)
ed. Oscar Mondadori
189 pag.
traduzione di Lia Volpatti