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domenica 20 luglio 2014

Lasciami entrare - John Ajvide Lindqvist (2004)

"<<Io... non uccido le persone.>>
<<No. Ma vorresti farlo. Se potessi. E lo faresti sicuramente in caso di necessità.>>
<<Perché li odio. C'è una bella...>>
<<Differenza? È questo che vuoi dire?>>
<<Sì...>>
<<Se potessi cavartela. Se succedesse e basta. Se tu potessi augurare a qualcuno di morire e quello morisse. Lo faresti allora?>>
<<Sì.>>
<<Sì. E lo faresti soltanto per il tuo piacere. Per vendetta. Io lo faccio perché devo. Non esiste un altro modo.>>
<<Ma è perché loro mi fanno male, mi prendono in giro, perché io voglio...>>
<<Perché tu vuoi vivere. Proprio come me.>>"
Oskar e Eli

TRAMA
Svezia, 1981. Oskar è un ragazzino timido, introverso ed un po' soffocato dall'eccessivo amore materno. Vive a Blackeberg, un sobborgo nella periferia di Stoccolma, ed è perennemente vittima di alcuni bulli a cui sogna segretamente di farla pagare.
Un giorno, mentre si trova in cortile, incontra Eli, una strana ragazzina circa della sua età che si è appena trasferita nell'appartamento accanto a quello dove vive il ragazzo insieme ad un signore, probabilmente il padre.
Oskar vorrebbe approfondire la conoscenza della nuova amica, ma tra i bulli che lo maltrattano in maniera sempre più violenta, un misterioso assassino che ha barbaramente ucciso un bambino nella foresta e lo sbarco di un sottomarino sovietico l'apprensione della madre è cresciuta in maniera esponenziale, e i suoi incontri con Eli diventano sempre più segreti.
Ma Eli sembra nascondere dei segreti: perché, prima di entrare, chiede sempre il permesso esplicito? E l'uomo che vive con lei è davvero suo padre? E soprattutto, come mai non esce mai di giorno?

RECENSIONE
Di Lasciami entrare avevo visto la versione cinematografica alcuni anni fa, e mi ricordavo che mi era piaciuto. Così, come a volte accade, dopo molto tempo mi sono messa all'improvviso a pensare che sarebbe stato bello leggere il romanzo da cui era stato tratto il film.
Devo dire che sinceramente non capisco la scelta editoriale di inserire questo meraviglioso libro horror all'interno della collana "i gialli". Al di là di questa piccolezza però, sono stracontenta della mia scelta.
Pur discostandosi infatti dalla classica storia sui vampiri, quelli di Lasciami entrare rispecchiano fedelmente l'immaginario classico di questa categoria di mostri letterari, tanto che il titolo, che nell'originale cita una canzone dell'ex cantante degli Smiths, Morrissey, fa riferimento alla credenza che essi debbano essere invitati ad entrare per poterlo fare (un po' come i lupi mannari che in Sicilia si dice siano incapaci di salire i gradini). Ma i mostri di cui parla questo libro, ed anche in questo sta la sua grandezza, non sono solo quelli con i canini: lo spettro della solitudine, l'alcolismo, il bullismo, la pedofilia, le droghe... Sono tutti argomenti trattati magnificamente, perché mai in maniera esplicita, in questo libro. Ma l'opera prima di Lindqvist parla anche di amicizia, di amore (attenzione, non quello sdolcinato e stucchevole stile Il diario del vampiro, ma quello tra due amici, tra figli e genitori, oltre che quello tra innamorati), di crescita di un bambino che, nonostante le avversità, riesce a sconfiggere i suoi demoni e le sue paure e ad avvicinarsi all'età adulta.
Un romanzo che consiglio caldamente agli appassionati del genere, che sicuramente non rimarranno delusi dalla penna dello scrittore di Blakeberg. Da parte mia, di certo non mi fermerò a questo suo primo romanzo.

BW

Nella nostra libreria:
John Ajvide Lindqvist
Lasciami entrare (Låt den rätte komma in)
ed. Marsilio
461 pag.
traduzione di Giorgio Puleo

  

venerdì 9 maggio 2014

Intervista col vampiro - Anne Rice (1976)

"Quanto nastro hai con te? [...] Ce n'è abbastanza per la storia di una vita?"
Louis al ragazzo

TRAMA
In un'intervista, Louis racconta ad un ragazzo la sua vita, resa particolarmente interessante dal fatto che egli è un vampiro.
Nella New Orleans della fine del XVIII secolo il venticinquenne Louis venne reso vampiro da Lestat, il quale apparentemente vuole solo impossessarsi della piantagione del ragazzo, garantendosi i benefici derivanti dalle sue ricchezze ed offrendo al vecchio padre, cieco ed umano (nel senso che, al contrario del figlio, non è un vampiro) una sistemazione dignitosa.
I due vissero così per anni, ed a Louis pesava molto la sua posizione subordinata e dipendente da Lestat: egli, sofferente per la sua condizione disumana, avrebbe voluto lasciarlo, allontanarsi dalla sua influenza malvagia, ma temeva di non essere in grado di "sopravvivere" senza i dettami del maestro.
Quando finalmente divenne determinato a prendere la propria strada, Lestat, terrorizzato dall'eventualità di rimanere solo, lo costrinse a compiere un atto per legarlo per sempre a sé: gli fece trasformare in vampira Claudia, un'orfanella di cinque anni. Claudia diventò così la "figlia" di Louis e Lestat, ed il duo che da anni infestava la Louisiana divenne un trio.
Col passare dei decenni però Claudia, pur rimanendo d'aspetto una bimba, crebbe interiormente, modificando le sue percezioni ed il suo rapporto con i due "padri"...

RECENSIONE
Pur non potendo affermare di aver amato questo libro, bisogna senza dubbio riconoscere che per certi aspetti Intervista col vampiro è, se non geniale, quantomeno molto innovativo e ben scritto.
Anne Rice è riuscita a rivisitare la figura del vampiro senza stravolgerlo completamente: per quanto non sia più l'essere demoniaco senza cuore che "vive" solamente per la brama di sangue del passato, il vampiro di questo romanzo ne conserva comunque i tratti fondamentali. Sì, è vero, Louis è tormentato dal suo essere vampiro, dalla sua necessità di bere sangue, e vuole ben distinguersi dagli strigoi, i vampiri mitteleuropei che incontrerà, vere e proprie bestie senza volontà che non esiterebbero ad assalire lui stesso, ma ciò non toglie che egli sia comunque un vampiro, con ciò che comporta. Il suo domandarsi se egli sia un figlio di Satana, o di Dio, è un tormento molto umano, molto simile alle domande esistenziali che da sempre affliggono l'uomo. Pure non sono tutti come lui: il suo maestro, Lestat, è al contrario senza scrupoli, crudele, persino col proprio padre, seppure lo ami a suo modo e sia incapace di fargli del male fisico, e si avvicina quindi molto di più ad un ideale Dracula (pur essendo a mio avviso molto più noioso e molto meno intelligente del vampiro per antonomasia).
Molto bella è anche l'ambientazione scelta, almeno per la prima parte del libro, dall'autrice: l'antica New Orleans, con le sue paludi, la sua società composta dai proprietari terrieri bianchi, con le loro tradizioni ancora fortemente europee (lo stesso Louis si considera francese ancor prima che americano), e dagli schiavi neri, al contrario ancora profondamente africani (non afroamericani), e che quindi hanno una forte influenza voodoo. Proprio gli schiavi, grazie a questa conoscenza dell'esoterismo, sono i primi e quasi gli unici a vedere i vampiri per ciò che effettivamente sono e ad esserne terrorizzati.
Affascinante, per quanto molto più breve, anche la parentesi mitteleuropea, sebbene ricordi talmente tanto il Nosferatu di Murnau da puzzare un po' di plagio...
Banalotta infine quella che credo invece dovesse essere nelle intenzioni della Rice il top di gamma delle scenografie del romanzo: Parigi. Non escludo tuttavia di averla trovata noiosa a causa dei suoi personaggi, inflazionati in quanto simili a quelli che ci vengono proposti dal cinema e dalla letteratura degli ultimi decenni; in tal caso non posso proprio farne una colpa all'autrice, dal momento in cui sono questi ultimi ad aver preso spunto da lei, e non il contrario.
Insomma, come ho detto Intervista col vampiro è un libro affascinante in quanto precursore di un nuovo concetto di vampiro, credo tuttavia che sia sopravvalutato e non ritengo che sia il capolavoro assoluto della letteratura horror.

BW

Nella nostra libreria:
Anne Rice
Intervista col vampiro (Interview with the Vampire)
ed. TEA
361 pag.
traduzione di Margherita Bignardi

venerdì 11 aprile 2014

La vampira snob - Noémi Szécsi (2002)

"<<Che mangi, cos'è questa roba abominevole?>>
<<Insalata.>>
<<Non è questo che ti darà l'eterna giovinezza. Quante volte te l'avrò detto ormai, Jerne, dai retta a tua nonna: quando hai voglia di qualcosa di sostanzioso, ordina un fattorino della pizza!>>"
La nonna e Jerne

TRAMA
Jerne Voltampère è una giovane vampira ungherese che vive con la nonna. Ancora non è morta, per cui in realtà non ha ancora cominciato a succhiare sangue, però, con l'aiuto della bicentenaria parente, sta "studiando" per prepararsi al suo futuro prossimo: innanzitutto occorre trovare un buon lavoro, che le permetta di guadagnare abbastanza da non rendere sospettoso il proprio stile di vita ma che nello stesso tempo le impedisca di finire sotto i riflettori. La ragazza però è combattuta tra quello che deve fare per sopravvivere e il suo sogno di diventare una scrittrice di favole per bambini.
Tra aspiranti rockstar, poetesse tormentate, ristoratori vegetariani e vampiri (come vuole la tradizione) maledetti, La vampira snob racconta i vari episodi che segnano la vita (e anche la morte) di Jerne, comprendendo anche riflessioni letterarie e sociologiche.

RECENSIONE
In un mondo dove nell'immaginario collettivo il vampiro è diventato non più un essere dannato ma dannatamente bello, con tanto di manicure e sopracciglia disegnate, trovare un romanzo che prometteva di essere alternativo e divertente mi ha spinta ad acquistarlo senza esitazioni (il fatto poi che l'autrice fosse una connazionale di Bela Lugosi aggiungeva punti al libro).
La vampira snob in effetti non è un brutto libro, anche se purtroppo ha un po' deluso le mie aspettative e sicuramente non lo definirei eccezionale. L'idea di base è carinissima, e aveva un enorme potenziale, ma a mio avviso la Szécsi si è dilungata troppo su alcuni aspetti, rendendo il ritmo un po' fiacco e i vari episodi piuttosto scollegati tra loro, senza una vera e propria trama.
Va anche detto che probabilmente con la traduzione il senso stesso del romanzo ha perso molto: tantissimi sono infatti i riferimenti alla lingua, alla cultura ed alla storia dell'Ungheria, e non faccio fatica ad immaginare che per un lettore che nulla (o quasi) conosce di quel paese molti dettagli risultino insignificanti quando un lettore avvezzo a questi argomenti al contrario probabilmente li apprezzerebbe. 
In ogni caso La vampira snob è un libro assolutamente leggibile, magari prendendolo in prestito dalla biblioteca, se è possibile. Molto apprezzato comunque, almeno da parte mia, il tentativo da parte dell'autrice di uscire dalla massa dei libri sui vampiri che in questi anni ha decisamente sovraffollato gli scaffali delle librerie.

BW

Nella nostra libreria:
Noémi Szécsi
La vampira snob (Finnugor Vámpír)
ed. Baldini&Castoldi
300 pag.
traduzione di Laura Sgarioto

  

domenica 9 febbraio 2014

Dracula. La vera storia di Vlad III l'Impalatore - Matei Cazacu (2004)

"Coloro che tornarono dalla battaglia insieme a lui, li esaminò personalmente. A chi era ferito sul davanti rese onore e lo fece cavaliere [viteaz]. Ma chi era stato ferito sulla schiena, chiaramente mentre fuggiva, diede ordine di impalarlo per il didietro dicendo: <<Tu non sei un uomo, sei una donna!>>"
Manoscritto di Teodoro Kuricyn, ambasciatore moscovita a Buda, 1482

RECENSIONE
Credo che tutti conoscano il Conte Dracula, se non altro tramite la miriade di film che nel corso degli anni hanno avuto per protagonista l'oscuro principe delle tenebre e che hanno fatto conoscere al mondo la figura del vampiro, inteso come vero e proprio "mostro" dell'immaginario horror. Dracula uguale vampiro quindi. Almeno così è sempre stato raccontato ai bambini della mia generazione.
Il personaggio del famosissimo romanzo di Bram Stoker, infatti, pare fosse ispirato ad un sovrano realmente esistito intorno al XV secolo in Valacchia e noto per la propria crudeltà: di lui si narra che amasse impalare i propri nemici per poi berne il sangue. 
Anni dopo, leggendo alcuni libri che riguardavano proprio Vlad Tepes scoprii invece che si trattava di una figura mitica per tutto il popolo rumeno, che ancora oggi lo considera un vero e proprio eroe nazionale. Qual'è dunque la verità? Dove finisce la realtà e dove inizia il mito e la fantasia?
Grazie a questo bellissimo e più che mai esauriente saggio di Matei Cazacu, importante storico rumeno e tra le altre cose anche docente di storia e civiltà bizantina e post-bizantina alla Sorbona, avremo modo di chiarirci le idee e renderci conto di chi fosse realmente Vlad III di Valacchia e del perchè siano sorte numerose leggende così macabre su quest'uomo.
Il volume, che è diviso in varie sezioni, inizia col tracciare una biografia assai dettagliata di Vlad, nella quale riveste un ruolo piuttosto rilevante la parte dedicata alla sua infanzia, tutt'altro che felice e spensierata. Poi, una volta cresciuto e diventato voivoda (principe) di Valacchia, assistiamo a tutte le campagne militari, in particolare contro l'Impero Ottomano, che egli guidò e nelle quali riportò brucianti sconfitte ma anche diverse vittorie contro un avversario nettamente superiore per numero e preparazione militare.
Cazacu poi, attraverso una incredibile documentazione storica comprendente stralci di cronache dell'epoca, lettere, pamphlet ed addirittura poesie e canti popolari, approfondisce la figura del Principe cercando il più possibile di delinearne il carattere e il modo di pensare, oltre a tentare di capire che cosa c'è di vero riguardo alle dicerie sulla sua indole sanguinaria, e da cosa esse furono originate. 
La terza ed ultima parte infine, dopo una breve retrospettiva inerente all'aspetto letterario e cinematografico di Dracula, si occupa di descrivere ed analizzare tutte le credenze popolari sui vampiri, in special modo quelle presenti nel folklore e nelle tradizioni delle zone più sperdute dei Balcani, dove continuano ad essere ben radicate anche ai giorni nostri. 
Un'opera che ho trovato estremamente interessante, scritta con grande chiarezza e competenza e che dà a tutti la possibilità di colmare le proprie eventuali lacune in materia.
Insomma, se siete appassionati di questa particolare figura storica, o se semplicemente avete il desiderio di saperne di più sull'argomento, io vi consiglio vivamente di leggere questo saggio auspicando che sia in grado di soddisfare tutta la vostra curiosità così come lo è stato per me.

BF

Nella nostra libreria:
Matei Cazacu
Dracula. La vera storia di Vlad III l'Impalatore (Dracula)
ed. Oscar Mondadori
356 pag.
traduzione di Marianna Basile