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giovedì 17 luglio 2014

La ragazza dagli occhi d'argento - Dashiell Hammett (1923)

"Quel tale che disse Divide et impera sapeva il fatto suo."
Samuel Dashiell Hammett

TRAMA
Un investigatore privato di San Francisco, mentre sta cercando un ragazzo scomparso, viene coinvolto suo malgrado in una vicenda ben più seria. Infatti, nel corso dell'indagine, si ritrova ad interrogare una coppia di pacifici anziani che lo invitano ad entrare in casa loro a prendere un tè. Qui viene aggredito ed immobilizzato da uno strano terzetto composto dal classico malvivente tutto muscoli e poco cervello, da un grasso ed elegante cinese con uno spiccato accento britannico e da una signorina dal grande fascino ma estrememente decisa ed astuta. Ma grazie ad un aiuto insperato il detective riesce a liberarsi ed ingaggia così una violenta colluttazione con gli uomini della banda, mentre la donna si dà alla fuga.
La ritroverà qualche mese dopo, nel bel mezzo di un'altra faccenda dai contorni assai poco chiari.

RECENSIONE
Pubblicato nel lontanissimo 1923, La ragazza dagli occhi d'argento è capace di condensare nel breve spazio di un centinaio di pagine l'esempio di come si debba scrivere un buon romanzo poliziesco, con tanto di sparatorie ed inseguimenti notturni in auto, e riuscire a farlo risultare attuale e piacevole dopo ben novant'anni.
Del resto non ci si deve stupire più di tanto, dal momento che l'autore di questo racconto noir dai toni vagamente onirici è nientepopodimenochè mr. Dashiell Hammett, cioè colui che viene riconosciuto universalmente come il padre dell'hard boiled. Lo stesso Raymond Chandler, uno che di narrativa gialla qualcosa ne sapeva, ebbe modo di affermare in più occasioni: "Hammett restituì l'assassinio alle persone che lo commettono per delle ragioni, non per fornire un cadavere, e con i mezzi a portata di mano di tutti, non con pistole intarsiate, curaro e veleni tropicali. E tutto questo avveniva sulla strada, non all'interno di lussuose magioni di campagna avvolte nella nebbia."
Insomma si può già intuire da queste parole l'importanza di uno scrittore simile, che all'estero (e specialmente nei paesi anglofoni) viene giustamente considerato alla stregua di un vero profeta, ma che in Italia purtroppo risulta ancora piuttosto sconosciuto. Io stesso ammetto di esser venuto in contatto con i lavori dell'autore di Baltimora solo in maniera abbastanza casuale e fortunosa, visto che mi sono imbattuto in un suo libro mentre stavo cercando tutt'altro. Detto questo, come faccio spesso, lessi l'incipit della storia che mi ero ritrovato fra le mani e, dovete credermi, venni letteralmente catapultato in una frazione di secondo sulle strade della San Francisco degli anni trenta, città in cui era ambientato il racconto in questione.
Questa è una sorta di magia potentissima che solamente gli scrittori di razza riescono a ricreare, e Dashiell Hammett fa senza alcun dubbio parte di questa cerchia.

BF

Nella nostra libreria:
Dashiell Hammett
La ragazza dagli occhi d'argento (The Girl With The Silver Eyes)
ed. Sellerio editore
100 pag.
traduzione di Simona Modica


domenica 3 novembre 2013

Dottor Futuro - Philip K. Dick (1959)

"È una follia! Non riesci a capire cosa accadrebbe se tutti venissero guariti? Tutti i malati e i feriti? I vecchi?" 
Al Stenog

TRAMA
San Francisco, anno 2012. Jim Parsons è un giovane medico già molto apprezzato e stimato che, dopo un incidente stradale, si trova inspiegabilmente catapultato nel futuro, per la precisione nel 2045. Insieme a lui, la sua inseparabile valigetta contenente i ferri del mestiere.
Mentre cerca di orientarsi tentando di capire cosa sia successo, Parsons si rende conto che la società in cui è finito è dominata dalla razza dei nativi americani e dove, essendo il numero della popolazione fisso, si può far nascere qualcuno (tramite un complesso sistema di selezione di zigoti conservati in un gigantesco magazzino) solamente nel caso che qualcun altro prima muoia. Di conseguenza, tutti i maschi vengono sterilizzati in giovanissima età, le cure mediche sono illegali e la vita media della popolazione è molto bassa.
Parsons però, non essendo ancora al corrente di tutto ciò, opera una ragazza in fin di vita e riesce a salvarla, ma viene scoperto da Stenog, un alto funzionario che dopo averlo sottoposto ad un processo-farsa, lo condanna all'esilio forzato su Marte.
Ma sul Pianeta Rosso Jim non ci arriverà mai, infatti durante il viaggio di trasferimento verso la colonia marziana, la sua nave viene attaccata da alcuni uomini che lo liberano e lo riportano sulla Terra grazie a quella che si rivela essere una macchina del tempo.
Qui Jim fa la conoscenza di un imponente pellerossa di nome Helmar e di sua sorella Loris, una donna affascinante e carismatica, che afferma di essere a capo di una loggia antigovernativa con un progetto assai ambizioso e rivoluzionario.
Ma per portare a compimento la loro missione hanno bisogno di un medico capace e fidato. Proprio uno come Jim Parsons, insomma.

RECENSIONE
Pubblicato nel lontano 1959, questo è un romanzo che presenta diversi aspetti. Innanzitutto si ha la visione di un futuro inquietante e pessimistico, come spesso accade nei libri di Dick. In secondo luogo assistiamo al vecchio cliché del viaggio nel tempo, che Dick riesce a stravolgere prendendo futuro e passato ed avvolgendoli insieme fino a farne una bobina pressochè inestricabile.
Lo stile è quello consueto dello scrittore di Chicago, visionario e sempre pronto a confondere il lettore, e ricco di trovate assolutamente geniali che hanno fatto scuola. Tuttavia, almeno a mio parere, trovo che Dottor Futuro sia sì un buon libro, ma non un capolavoro.
In alcuni punti in particolare ho avuto l'impressione che l'autore abbia esagerato con i numerosi sbalzi spaziotemporali e mi è sembrato che la situazione gli sia sfuggita un po' di mano, con il risultato che in certi momenti il romanzo diventa leggermente caotico e disorientante.
Naturalmente trattandosi di uno scrittore così imprevedibile, non si può nemmeno escludere che il tutto non sia stato voluto, ed allora mi limito a dire che il risultato finale poteva essere migliore.
D'altro canto, va anche detto che i lettori di Dick sono abituati decisamente bene, e che in ogni caso Dottor Futuro è senza dubbio una storia che si legge con grande piacere e che nel complesso si dimostra  più che valida.

BF


Nella nostra libreria:
Philip K. Dick
Dottor Futuro (Dr. Futurity)
ed. Fanucci Editore 
183 pag.
traduzione di Fabio Zucchella