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venerdì 14 febbraio 2014

Lolita - Vladimir Nabokov (1955)

"Tra i limiti d'età di nove e quattordici anni non mancano le vergini che a certi ammaliati viaggiatori, i quali hanno due volte o parecchie volte il loro numero di anni, rivelano la propria reale natura: una natura non umana, ma di ninfa (vale a dire, demoniaca). Orbene, io propongo di chiamre 'ninfette' queste creature eccezionali."
Prof. Humbert Humbert

TRAMA
America, anni cinquanta. Il professor Humbert Humbert è in attesa di giudizio per omicidio; ma dalle memorie che scrive in carcere traspare un aspetto ancora più scabroso.
Humbert infatti, fin dall'adolescenza, nutre una passione morbosa per quelle che lui chiama "ninfette", ragazzine cioè molto spigliate e spavalde che lo eccitano molto. Questa passione però è sempre rimasta ben nascosta, tanto che l'uomo è riuscito a sposarsi e a diventare professore di letteratura francese.
Il suo rapporto coniugale però è gia finito da un pezzo, e così Humbert si ritrova solo e divorziato finchè non incontra Charlotte, un'insipida vedova con un enorme pregio: la figlia dodicenne (ed ovviamente ninfetta) Dolores, detta Lolita.
Il professore inizia così una relazione con la donna, arrivando persino a sposarla pur di restare vicino alla sua Lolita; finchè un giorno d'estate, mentre la bambina è in campeggio, la madre legge il diario del marito, ed in preda a rabbia, disgusto e vergogna promette di denunciarlo alle autorità. Ma quando, ancora sotto shock, esce di casa per farlo, viene investita da un auto e muore.
Tra l'adulto e la ninfetta non vi è ora più ostacolo, e nelle sue memorie l'uomo descrive la loro vita insieme.

RECENSIONE
Soprattutto in considerazione dell'anno in cui fu pubblicato, Lolita è un romanzo assolutamente sovversivo: innanzitutto parla di un "segreto di Pulcinella", un problema che purtroppo è sempre esistito ed esiste tuttora, ovvero la pedofilia. Non solo, ma il pedofilo non è sempre un mostro che viene da lontano, ma al contrario può essere tanto vicino alla sua vittima da far parte della sua famiglia.
Nonostante siano palesi fin dall'inizio le pulsioni e le perversioni di Humbert, mai o quasi mai il lettore è portato a pensare a lui come ad un maniaco o ad un criminale, poichè l'uomo è gentile, intelligente e beneducato, insomma il vicino che tutti vorremmo avere. Non è inoltre il mero impulso sessuale a far desiderare al professore la vicinanza della figliastra, ma un vero e proprio amore, per quanto malato.
Nabokov poi è stato ancora più grande riuscendo a scrivere un romanzo così spinoso utilizzando uno stile molto elegante e mai scabroso o volgare. E a dimostrazione della sua bravura sta proprio il fatto che il titolo del libro è diventato in tutto il mondo un termine per indicare quelle ragazzine un po' troppo spregiudicate e maliziose.
Un capolavoro sicuramente non per tutti, proprio alla luce dei temi trattati, ma comunque (purtroppo) attualissimo e che dovrebbe spingerci a riflettere profondamente sulla società odierna e su tutte le sfaccettature, comprese quelle morbose, della parola "amore".

BW

Nella nostra libreria:
Vladimir Nabokov 
Lolita (Lolita)
ed. La biblioteca di Repubblica
219 pag.
traduzione di Giulia Arborio Mella


domenica 22 dicembre 2013

Lotteria dello spazio - Philip K. Dick (1955)

"Il sistema dell'Urna è stato realizzato per proteggerci; eleva socialmente e declassa a caso, sceglie degli individui a caso e a intervalli casuali. Nessuno può raggiungere il potere e tenerlo; nessuno conosce quale sarà il proprio status la settimana prossima o l'anno venturo. Nessuno può progettare di diventare un dittatore; tutto accade e procede in accordo con la casualità. La Sfida ci protegge dal resto. Ci protegge dagli sciocchi, dagli incompetenti e dai pazzi. Noi siamo al sicuro: non avremo mai al potere nè despoti nè gente stramba."
Herb Moore


TRAMA
Nell'anno 2203 l'uomo è riuscito ormai ad arrivare ad insediarsi nell'intero Sistema Solare. L'umanità ha raggiunto livelli di progresso elevatissimi, cionostante è fortemente divisa in caste molto chiuse. Infatti nel gradino più basso della società vi sono i cosiddetti unk, i Non Classificati, cioè coloro che svolgono le mansioni più umili e considerati a tutti gli effetti esseri inferiori; poi vi sono i Classificati, che ricoprono vari ruoli all'interno delle numerose multinazionali ed alle quali spesso si legano con un giuramento a vita. Infine al vertice della piramide abbiamo il Quizmaster, colui che governa l'intero universo con l'aiuto dei telep, una squadra di individui dalle grandi capacità telepatiche.
Il Quizmaster viene scelto periodicamente in base ad una complessa estrazione del tutto casuale che segue il metodo minimax, ed in teoria, tutti i cittadini hanno le stesse probabilità di poter governare il Sistema Solare. 
Per cercare di limitare l'enorme potere in mano al Quizmaster viene istituito un omicidio legalizzato. Il nome di chi dovrà attentare alla vita della persona più importante dell'Universo viene estratto durante la Convenzione della Sfida, una sorta di grottesco reality show che si svolge subito dopo l'elezione del Quizmaster, e che tiene incollati agli schermi televisivi miliardi di persone.
Tutto ha inizio quando con un movimento a sorpresa dell'Urna il Quizmaster Reese Verrick, uomo cinico e privo di scrupoli ed in carica ormai da dieci anni, viene improvvisamente destituito ed il suo posto viene preso da Leon Cartwright, un anziano e modesto unk seguace della bizzarra religione prestonita.
Così Cartwright si insedia a Batavia (l'ex Giacarta), capitale del Direttorato della Federazione dei Nove Pianeti del Sistema Solare, dove potrà essere difeso in maniera più efficace dal killer che dovrà cercare di ucciderlo. Ruolo questo che viene affidato a Keith Pellig, persona fredda ed enigmatica che pare avere tutti i requisiti necessari per togliere di mezzo in breve tempo lo sprovveduto  Cartwright. Tutti sono d'accordo sul fatto che il nuovo Quizmaster rimarrà in carica per pochissimo tempo, anche perchè Pellig in realtà non è esattamente un uomo qualsiasi, ma in un mondo in cui gli esseri umani sono estremamente superstiziosi e dove tutto è determinato dal caso c'è ancora spazio per certezze di questo tipo?

RECENSIONE
Primo romanzo dell'allora ventisettenne Philip K. Dick, Lotteria dello spazio (già edito in Italia col titolo Il disco di fiamma) presenta fin da subito alcune delle tematiche a lui più care e che egli svilupperà ulteriormente nel corso degli anni come ad esempio le forti critiche al sistema politico, una società estremamente fredda ed appiattita ed il lavoro visto quasi sempre come una forma di schiavitù vera e propria. 
Questo romanzo ci mostra un Dick distaccato osservatore della realtà che lo circonda, quella americana degli anni '50, e arriva a farne oggetto di satira crudele. Basti pensare al personaggio di Ted Benteley, che ricalca l'immaginario del "ribelle senza causa" alla James Dean, oppure il sistema per scegliere chi dovrà governare il mondo che sembra essere veramente un obiettivo alla portata di tutti, dal più potente al più umile (ma sarà veramente così?) e nel quale è difficile non vedere una parodia del celeberrimo "American Dream".
Lotteria dello spazio è l'esordio folgorante di un autore che nel corso della propria carriera ci regalerà autentici capolavori e che contribuirà notevolmente ad elevare la fantascienza da "lettura per ragazzi" a genere letterario con tutti i crismi.
Un libro che ho letteralmente divorato e che ho terminato in poche ore, il che significa che a livello personale ho trovato Lotteria dello spazio bellissimo ed anche scorrevole, caratteristica questa che non sempre si potrà ritrovare in alcuni successivi lavori dello scrittore di Chicago.
Da parte mia consigliatissimo, se poi avete già avuto modo di conoscere ed apprezzare altre opere facenti parte della vasta produzione dickiana, beh allora non dovete per nessun motivo farvi scappare questo gioiellino.

BF


Nella nostra libreria:
Philip K. Dick
Lotteria dello spazio (Solar Lottery)
ed. Fanucci Editore
203 pag.
traduzione di Domenico Gallo





sabato 7 dicembre 2013

È già buio, dolcezza - Jim Thompson (1955)

"<<Stavo andando a sud con questo amico mio, Jack Billingsley - scommetto che li conosce, i Billingsley, grande famiglia nel settore immobiliare - e il motore della macchina si è spento. Sono tornato a piedi a un'officina per chiedere aiuto. Sicchè torno con il carro attrezzi, e che io sia dannato se quel pazzo di Jack non se n'è andato. Dev'essere successo che...>>
<<...Jack ha fatto partire la macchina da solo>> concluse lei. <<Ecco cos'è successo. Ha cominciato a cercarla e in qualche modo vi siete superati a vicenda sulla statale. Ora lui non sa dov'è lei e lei non sa dove si trova lui...>>"
William Collins e Fay Anderson

TRAMA
William "Kid" Collins è un bel ragazzone biondo dal temperamento mite e gentile. Ma è anche appena evaso da un ospedale psichiatrico perchè in effetti in lui c'è qualcosa che non va. A volte viene colto da esplosioni di collera irrefrenabili ed in questi casi è meglio allontanarsi perchè può diventare davvero molto pericoloso. Come quella volta, quando era ancora un pugile dal brillante avvenire, in cui ammazzò a furia di cazzotti il proprio avversario sul ring.
Un giorno in un bar fa la conoscenza di Fay, una bella donna con dei trascorsi da dimenticare e finita nel tunnel dell'alcolismo. Fay decide di ospitarlo a casa sua, dove gli presenta un signore di mezza età dai modi solo in apparenza cortesi ed affabili, che si fa chiamare Zio Bud.
Insieme stanno progettando un rapimento ai danni di un bambino di sette anni, Charles Vanderventer III, giovanissimo rampollo di una famiglia di facoltosi industriali e decidono di coinvolgere nel piano anche il buon Kid.
Il rapimento, per quanto realizzato maldestramente, ha successo, ed ora l'improvvisata banda non deve far altro che mettersi in contatto con i genitori per il riscatto dietro pagamento di un bel gruzzolo, naturalmente lasciando fuori dalla faccenda la polizia altrimenti il ragazzo potrebbe patirne le conseguenze...
Fin dall'inizio però, i caratteri totalmente differenti dei tre entrano fortemente in conflitto, anche perchè nessuno si fida dell'altro: Fay è una graziosa signorina che quando inizia a bere diventa intrattabile e del tutto inaffidabile mentre Zio Bud è un truffatore da strapazzo privo di tempra, che però ama atteggiarsi da leader. 
E poi c'è il nostro Kid che è buono ed educato, ma anche estremamente imprevedibile. E con un terzetto del genere, è praticamente impossibile che le cose vadano per il verso giusto.

RECENSIONE
Niente da dire, il vecchio Jim non sbaglia un colpo. È gia buio, dolcezza infatti, è un altro centro clamoroso.
Un intreccio noir carico di angoscia e di paranoia, una storia che cattura, dei personaggi tra i più derelitti che si possano immaginare. Nessuno è in realtà ciò che può apparire ad una prima occhiata quindi attenzione a giudicare troppo in fretta le persone, questo è un tema piuttosto ricorrente nei romanzi di Thompson, e nemmeno È già buio, dolcezza fa eccezione.
Ma qui viene anche introdotto un elemento nuovo dato dalla grande e a tratti spiazzante sensibilità di Kid Collins che in certi frangenti emerge in maniera del tutto inaspettata.
E qui sta la notevole bravura di Thompson: riuscire ad inserire dei momenti di grande tenerezza in una vicenda che parla di persone miserabili, avide e disgraziate, senza per questo scadere nello zuccheroso o, peggio ancora, nel buonismo da quattro soldi.
Riguardo al finale poi, pur stando attento a non anticipare nulla, vi posso solo dire che è quasi commovente. E non è poco, per uno come Thompson che ha sempre avuto la fama di "duro".
Per Natale, se siete state buoni, fatevi un bel regalo: comprate questo libro. Vedrete che ne varrà la pena.

BF


Nella nostra libreria:
Jim Thompson
È già buio, dolcezza (After Dark, My Sweet)
ed. Fanucci Editore
196 pag.
traduzione di Anna Martini