BW&BF

venerdì 22 novembre 2013

Unghia - Laura Hird (1997)

"Claire ascoltò la risata dell'amica echeggiare sotto il ponte sul canale. Era completamente attonita, non riusciva a capire cosa ci fosse di così divertente questa volta. Ma piano piano si lasciò contagiare anche lei. Rise finchè non le fece male. Rise perchè aveva paura di non farlo. Rise fino a quando fu sicura di non smettere più."
Laura Hird


RECENSIONE
Davvero niente male questi dieci racconti di Laura Hird, storie che parlano soprattutto di solitudine e di come la gente a volte sia disposta a fare e a subire veramente di tutto pur di sentirsi amata o accettata.
Dieci racconti nel complesso buoni con un paio di eccellenze ed alcuni episodi che forse ricalcano un po' troppo lo stile del connazionale Irvine Welsh, ma che alla fine si leggono tranquillamente.
I temi trattati sono vari, ma sempre permeati da sensazioni quali la malinconia, l'emarginazione ed il ribrezzo nei confronti di un'umanità che a volte tocca apici incredibili di squallore.
In Unghia, racconto che dà il titolo alla raccolta e che apre il volume, si narra di una ragazza in carriera e decisamente snob, che si ritrova a lottare con quella che sembra una strana malattia della pelle e che la porta sull'orlo della follia. Poi seguono a ruota Amici immaginari, che tratta lo spinosissimo tema della pedofilia visto con gli occhi di una bambina trascurata dai genitori, e L'ultima cena, dove un tipo del tutto insignificante si prende la rivincita sui suoi perfidi e disonesti padroni di casa.
La vendetta è al centro anche di Donne e gatti, dove ci viene raccontato di una donna di mezza età che si rende protagonista di episodi di stalking nei confronti dell'ex marito che l'ha lasciata per una ragazza più giovane, e delle malvagità che arriverà a compiere.
Il bravo venditore è forse l'episodio meno riuscito, del quale non sono proprio riuscito a capirne il senso. Poco male perchè poi segue quello che, a mio giudizio, è la storia migliore del lotto.
Infatti in Itinerari la Hird narra di un ragazzino che vive con una madre ed un patrigno del tutto assenti e disinteressati a lui che nel giorno del proprio dodicesimo compleanno decide di girare per la città di notte a bordo degli autobus, passando dai quartieri più eleganti alle periferie più degradate e degli insoliti incontri che farà.
Anche L'iniziazione ha per protagonisti due teenager, ma questa volta di sesso femminile, che si prendono crudelmente gioco di un loro coetaneo mentalmente ritardato fino alle estreme conseguenze.
Chiudono l'antologia tre racconti carini ma nulla più, intitolati nell'ordine Discreti passatempi, Miglior vita e C'era un soldato... che parlano rispettivamente di perversioni sessuali di coppie sposate, di amore oltre la morte e di un serial killer con forti pulsioni necrofile.
Un insieme di cronache che descrivono senza pietà tutte le peggiori bassezze di cui sono capaci gli esseri umani e in cui si avverte una decisa misantropia. Un'opera che seppur non si possa di sicuro  definire gradevole, credo comunque che meriti una certa attenzione se non altro per lo stile sciolto e vivace di Laura Hird.

BF


Nella nostra libreria:
Laura Hird
Unghia (Nail)
ed. Einaudi
190 pag.
traduzione di Norman Gobetti




giovedì 21 novembre 2013

Il giorno dello sciacallo - Frederick Forsyth (1971)

"Sono il migliore, e quindi il più caro. Quando assumete il migliore, lo dovete anche pagare. Il prezzo è mezzo milione di dollari. E se consideriamo che avete intenzione di impadronirvi della Francia, lo valutate davvero poco, questo vostro Paese."
Lo Sciacallo

TRAMA
Francia, 1963. L'OAS (Organisation Armée Secrète), un'organizzazione clandestina di stampo paramilitare, decide di assassinare il presidente francese Charles de Gaulle, colpevole di aver concesso l'indipendenza all'Algeria. All'interno dell'organizzazione, che in precedenza ha già cercato di attentare con scarso successo alla vita di de Gaulle, si sono infiltrati numerosi agenti dei servizi segreti francesi pertanto Marc Rodin, il capo dell'OAS, si ritira in gran segreto in un albergo di Roma assieme ad André Casson e René Montclair, i suoi più fidati collaboratori, ed alla sua guardia del corpo, un gigantesco polacco di nome Kowalski. All'interno dell'hotel, blindatissimo e sorvegliato ventiquattro ore su ventiquattro, Rodin cerca di trovare un sistema per riuscire ad eliminare definitivamente il Generale de Gaulle e consultandosi con Casson e Montclair alla fine concorda che il modo più sicuro per raggiungere il loro obiettivo è quello di rivolgersi ad un killer professionista.
Dopo aver valutato attentamente diversi candidati, che dovranno assolutamente essere stranieri in quanto del tutto sconosciuti alle forze di polizia locali, alla fine la scelta cade su di un giovane inglese dall'aspetto gradevole e dai modi raffinati che si fa chiamare "Lo Sciacallo". Questi, dopo essere stato contattato, chiede un compenso record di mezzo milione di dollari per portare a termine l'assassinio di de Gaulle. I membri dell'OAS, non disponendo di tale somma, iniziano una serie di rapine in tutto il paese atte a reperire il denaro necessario.
A questo punto entra in gioco lo Sciacallo che, con l'aiuto di numerosi passaporti falsi ed essendo un autentico mago dei travestimenti, inizia con grande pazienza ed astuzia a mettere in pratica il proprio piano fin nei minimi dettagli.
Ma i servizi segreti riescono a scoprire ugualmente che l'OAS sta preparando per l'ennesima volta un attentato al Presidente, pertanto il governo convoca il commissario Claude Lebel, ovvero il più brillante agente investigativo di tutta la Francia e, dopo averlo investito di poteri straordinari, lo incarica di mettersi immediatamente sulle tracce del killer.
Da qui partirà un'incredibile caccia all'uomo attraverso mezza Europa, con lo Sciacallo che, nonostante sia costantemente braccato da Lebel, è più che mai determinato a portare a termine la missione che gli è stata affidata.

RECENSIONE
Eccezionale romanzo pieno di pathos e vincitore dell'Edgar Allan Poe Award 1972, Il giorno dello sciacallo è una spy story tra le migliori, anzi forse la migliore, che io abbia mai letto.
Forsyth, mago indiscusso del genere, è bravissimo a mantenere altissima la tensione praticamente fino all'ultima riga ed è altrettanto bravo nella fase di preparazione a quella che poi sarà la fase topica del racconto.
Un libro che lascia davvero col fiato sospeso, un'ambientazione eccezionale ed una serie di personaggi caratterizzati in modo magistrale. Ma il vero protagonista della vicenda, colui che rimane maggiormente nella memoria del lettore, è senza dubbio lo Sciacallo. Tratteggiata da Forsyth in maniera a dir poco impeccabile, la figura di questo killer senza scrupoli è una delle più affascinanti che sia mai uscita dalla penna di un autore di questo specifico genere.
Verrete trascinati in una serie di pazzeschi inseguimenti dove il sagace ed estremamente competente Lebel, con l'aiuto della polizia britannica, sguinzaglierà i suoi segugi alla ricerca disperata di un criminale che appare terribilmente scaltro ed inafferrabile.
Naturalmente non intendo rivelare nulla di più, ma sappiate solo che questo libro vi terrà incollati fino alla fine e che staccarsi da esso sarà un'impresa davvero dura e magari vi ritroverete anche, come è successo a me, a parteggiare per i "cattivi". 
Se tutto ciò dovesse accadere, non allarmatevi, fa tutto parte del fascino dello Sciacallo.

BF


Nella nostra libreria:
Frederick Forsyth
Il giorno dello sciacallo (The Day of the Jackal)
ed. Oscar Mondadori
457 pag.
traduzione di Marco Tropea


 



mercoledì 20 novembre 2013

Breve storia della scienza - Eirik Newth (1996)

"Amicus Plato, amicus Aristoteles, sed magis amica veritas.
(Platone è mio amico, Aristotele è mio amico ma più amica di loro è la verità.)"
Sir Isaac Newton

RECENSIONE
Se vi è piaciuto Il mondo di Sofia, sicuramente apprezzerete quest'opera dell'astrofisico e giornalista norvegese Eirik Newth, per la quale ha vinto il Premio Brage, un prestigiosissimo riconoscimento letterario nazionale.
Newth conduce il lettore, quasi prendendolo per mano, attraverso la storia della scienza, che spesso però ha incrociato altre materie, quali la filosofia, la politica e la religione.
Lo stesso Gaarder, autore del romanzo sopracitato, parlando di questo libro ha affermato "Un viaggio appassionante attraverso la storia della scienza per curiosi di tutte le età". Effettivamente la casa editrice dalla quale è pubblicato si occupa principalmente di letteratura per ragazzi; ma vi assicuro che in questi giorni, mentre lo rileggevo per rinfrescare la memoria, sono rimasta piacevomente sorpresa dallo stile pulito, comprensibile ma allo stesso tempo rigorosamente scientifico dell'autore, che non si è limitato ad elencare una serie di avvenimenti fondamentali per la scienza ed in generale per l'umanità; al contrario, ci spiega anche perchè tali eventi sono accaduti esattamente in quelle determinate circostanze. Inoltre ci fornisce numerosissimi spunti per riflettere a nostra volta e capire come funziona l'universo, dagli atomi all'evoluzione delle specie, dal metodo scientifico alla fisica quantistica.
Oltre all'opera vera e propria, nella parte alta di ogni pagina si trova una sorta di "calendario" con l'indicazione temporale dei fatti rilevanti per la storia della scienza, dai primi esseri simili all'uomo che hanno fatto la loro comparsa in Africa intorno al 5.000.000 a.C. al ritrovamento di tracce interpretate come dovute ad organismi unicellulari su una meteorite proveniente da Marte nel 1996, anno di pubblicazione di questo libro.
Un libro che consiglio ad adulti e bambini, scienziati o non, poichè ritengo sia fondamentale comprendere come ha fatto il mondo che conosciamo a diventare tale, ed a quale prezzo, per poterlo appezzare e migliorare ancora di più.

BW

Nella nostra libreria:
Eirik Newth
Breve storia della scienza. La ricerca della verità (Jakten på sannheten)
ed. Salani Editore
343 pag.
traduzione di Laura Cangemi
illustrazioni di Fabian Negrin

     

martedì 19 novembre 2013

Il vizio dell'agnello - Andrea G. Pinketts (1994)

"È il vizio dell'agnello. Ha in mente il proverbio 'Il lupo perde il pelo ma non il vizio'? Ecco, è il contrario. Mi spiego: in genere è facile accostare ai lupi vizi e cattiverie, ma forse è solo fame. Invece il vizio dell'agnello è più subdolo perchè nascosto, inimmaginabile per la mansuetudine dell'animale, per l'innocenza del bambino colpevole. Ecco, la cattiveria dei bambini è il vizio dell'agnello."
Dottor Totem, specialista in tabù


TRAMA
Lazzaro Santandrea, non avendo ancora deciso cosa fare "da grande", ammazza il tempo giocando a fare lo psicologo sotto lo pseudonimo di Dottor Totem e ricevendo i pazienti in uno studio ricavato nell'appartamento milanese della nonna.
Qui si presenta un giorno una coppia di coniugi novantenni che chiedono un aiuto all'esimio Dottor Totem specialista in tabù. La loro figlia Branka infatti, insignita un tempo del prestigioso premio "Angiolotta di bontà" come bambina più buona dell'anno, ora sta cominciando a comportarsi in modo preoccupante. E' maleducata, fa dispetti alle altre bambine, insulta i genitori e di recente ha iniziato anche ad avvelenare i piccioni in Piazza del Duomo. Lazzaro decide dunque di incontrare Branka e quello che gli si presenta davanti è uno spettacolo che va oltre il grottesco: Branka ha circa sessant'anni, ma si veste e si atteggia come una bambina delle elementari ed effettivamente, come si scoprirà in seguito, il premio di bontà vinto come bambina modello risale al lontano 1939!
Parlando con lei Lazzaro scopre che ora Branka sta cominciando a stancarsi di avvelenare i piccioni e sta pensando seriamente di passare agli esseri umani, diventando a tutti gli effetti una serial killer. Branka va quindi assolutamente fermata prima che accada l'irreparabile. Ma non sarà affatto facile e con il prezioso aiuto di Duilio Pogliaghi, alias Pogo il Dritto, taxista dalle geniali intuizioni il cui motto è: "Non diciamo cazzate" ed Antonello Caroli, attore fallito e perennemente depresso, Lazzaro si dedicherà a questo caso inquietante con la consueta dose di incoscienza e di sprezzo del pericolo.

RECENSIONE
Scritto con il solito stile di Pinketts funambolico e divertentissimo, Il vizio dell'agnello rappresenta la seconda fatica letteraria dell'estroso autore milanese, ed è un altro libro grandioso.
Sullo sfondo di una Milano visionaria della fine degli anni ottanta, si svolge questa storia che assume ben presto i contorni dell'assurdo più che del giallo. Personaggi splendidi, vicende surreali e una trama scarna ed essenziale contribuiscono a rendere davvero irresistibile questo romanzo. E poi c'è la nota abilità di Pinketts nel trastullarsi con la lingua italiana, con le sue parole ed i suoi modi di dire, buttati in una centrifuga impazzita e rimescolati a seconda delle proprie necessità.
Un libro che forse è un po' riduttivo definire noir, per quanto in effetti siano presenti alcuni elementi tipici di questo genere, ma che tende soprattutto a raccontare le mirabolanti scorribande di Lazzaro e della sua improbabile ciurma in una città che, in quegli anni, è stata veramente per un po' al centro del mondo, prima di una rovinosa caduta.
Probabilmente un gradino sotto all'esaltante Lazzaro, vieni fuori, trovo che Il vizio dell'agnello sia in ogni caso un buonissimo romanzo estremamente coinvolgente e senza dubbio consigliatissimo. Assolutamente da leggere, anzi, da divorare.

BF

Nella nostra libreria:
Andrea G. Pinketts
Il vizio dell'agnello
ed. Universale Economica Feltrinelli
235 pag.


 





lunedì 18 novembre 2013

I love shopping - Sophie Kinsella (2000)

"Okay. Niente panico. Niente panico. È solo un estratto conto della Visa. È solo un pezzo di carta con qualche numero scritto sopra. Che paura può farmi?"
Becky Bloomwood

TRAMA
Becky Bloomwood è una ragazza che vive a Londra, dove lavora per la rivista economica "Far fortuna risparmiando". Paradossalmente, ha un "piccolo" problema: è una shopaholic, ovvero sente un'irrefrenabile ossessione per lo shopping, che la porta a spendere più di quanto guadagni.
Ma Becky non è la cosiddetta "oca". Sì è vero, ha questo problemino che la spinge ad acquistare ed acquistare. Ma in fondo comprare qualcosa al 50% di sconto significa risparmiare, non spendere.
Un po' come la meravigliosa sciarpa di Danny and George. È lì, davanti a lei, e deve comprarla. Ma purtroppo per arrivare alle 120 £ che le servono per comprarla ne mancano 20. Così la fa mettere da parte alla commessa (è l'ultima rimasta!) e comincia la disperata ricerca dei soldi mancanti.
A prestarglieli è Luke Brandon, "il grande capo della Brandon Communications", con cui Becky si sente sempre un po' a disagio e in soggezione. Ma non abbastanza da non accettare il prestito, che ufficialmente serve per fare un regalo alla povera zia Ermintrude che si trova in ospedale.
Riuscirà la povera Becky a sdebitarsi con Luke, oltre che con la banca che da mesi la perseguita per il suo conto in rosso?

RECENSIONE
Primo libro dell'omonima serie, composta (almeno al momento) di altri cinque romanzi, I love shopping è un frizzante e divertentissimo esempio della chick-lit della Kinsella.
Pur essendo Becky la causa di tutti i suoi problemi, non riusciamo a fare a meno di preoccuparci e tifare per lei; le donne, perché spesso si immedesimano in lei; gli uomini, perché comunque è talmente euforica e spumeggiante da strappare un sorriso.
I love shopping ha tutti gli elementi in regola per essere un ottimo romanzo: la giusta combinazione di romanticismo, british humour e situazioni al limite del surreale, che lo rende piacevolissimo alla lettura.
Un consiglio: se per caso avete visto l'omonimo film con Isla Fisher, dimenticatelo. Il libro è molto più divertente, la storia non è la stessa (il film è un miscuglio malriuscito dei primi due romanzi della serie) e soprattutto Becky è diversa da come l'ha interpretata l'attrice britannica, molto meno "oca", per l'appunto.
Il libro ideale da leggere durante il weekend o le vacanze, perché per le 3-4 ore massimo che occorrono per leggerlo ci farà rilassare e dimenticare i pensieri di tutti i giorni. Magari quello di come saldare il conto della Visa.

BW

Nella nostra libreria:
Sophie Kinsella
I love shopping (The Secret Dreamworld of a Shopaholic)
ed. Oscar Mondadori
298 pag.
traduzione di Annamaria Raffo

 

domenica 17 novembre 2013

L'unico figlio - Anne Holt (1995)

"Ricordati questo, Olav: se succede qualcosa che ti sembra difficile e brutto e tutti gli altri sono cattivi con te, vieni da me. Io ti aiuterò sempre."
Maren Kalsvik

TRAMA
Alla casa-famiglia "Sole di primavera" di Oslo, dove trovano rifugio bambini con alle spalle situazioni famigliari difficili, arriva un giorno il dodicenne Olav. Enormemente grasso, forzuto e dal carattere irrequieto e spigoloso, è stato momentaneamente tolto ad una madre vedova ed a sua volta piena di problemi ed affidato alle cure del personale della struttura.
Qui il ragazzo incontra notevoli difficoltà ad ambientarsi: è maleducato, litiga con gli altri bambini, non socializza con gli operatori ad eccezione della graziosa Maren, l'unica che sembra essere in grado di capirlo e di riuscire a calmarlo quando viene colto dalle sue "crisi".
Ma un giorno Olav litiga violentemente con la direttrice Agnes e la insulta, per tutta risposta viene messo in punizione e nei successivi due fine settimana non gli sarà permesso di vedere la madre, incontro al quale il ragazzino teneva molto.
La sera stessa Agnes viene trovata uccisa nel suo studio, con un coltello da cucina conficcato all'altezza del cuore e Olav risulta misteriosamente scomparso. Eirik, il ragazzo che fungeva da sorvegliante durante il turno di notte, dice di non aver notato nulla di strano e nessuno ha sentito niente.
Così la polizia, nelle persone dell'ispettore capo Hanne Wilhelmsen e del suo fido aiutante Billy T., inizia ad indagare su di un crimine che presenta risvolti sociali abbastanza complessi e delicati.

RECENSIONE
Anne Holt, ex Procuratore ed addirittura ex Ministro della Giustizia norvegese, confeziona un romanzo che rientra nei più classici parametri di quello che viene definito "poliziesco nordico" e che ormai vanta numerosissimi esponenti, dei quali la Holt è sicuramente uno dei più rappresentativi.
Un tipo di narrativa che riproduce molto bene la società scandinava attuale e la sua mentalità, meritevole di essere presa ad esempio per molte cose, ma anche terribilmente gelida sotto altri punti di vista. Mi rendo conto che può apparire l'ennesimo luogo comune ma la cosa che mi ha sempre colpito di più di questi racconti è l'incredibile freddezza del tutto, dai rapporti umani in cui la gente fa una fatica tremenda ad aprirsi e nasconde spesso una doppia vita al grande senso di solitudine che il più delle volte trasuda dai personaggi.
Sono romanzi molto utili questi che aiutano noi italiani, che viviamo in un paese allo sbando sotto moltissimi aspetti, a capire che forse anche nell'efficientissimo modello scandinavo ogni tanto qualche crepa c'è. Insomma i loro problemi, seppur diversi e di minore entità, li hanno anche loro. Certo che fa un po' sorridere sentire l'autrice che, nel descrivere una delle zone più malfamate di Oslo, parla di "casermoni grigi con alle finestre appese squallide tendine", "muri coperti dai graffiti" o "cestini della spazzatura storti ed inclinati dai quali fuoriescono cartacce". Praticamente il ritratto di un comunissimo quartiere dormitorio di una qualsiasi città italiana con più di trentamila abitanti.
Concludo dicendo che il romanzo a mio personale parere è ben scritto ma che in molti punti ho faticato parecchio per via della mancanza quasi totale di azione che lo rende spesso un po' noiosetto. Se riuscite a resistere però, sappiate che verrete premiati da un finale davvero stupefacente ed ingegnoso che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso e mi ha fatto realizzare che, dopo tutto, ne è valsa proprio la pena di leggere questo libro.

BF

Nella nostra libreria:
Anne Holt
L'unico figlio (Demonens død)
ed. Einaudi Stile Libero Big
283 pag.
traduzione di Margherita Podestà Heir



 





sabato 16 novembre 2013

I figli di Dune - Frank P. Herbert (1976)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il terzo del Ciclo di Dune. Se non avete letto il precedente, intitolato Messia di Dune, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.

"Nelle faccende umane niente è duraturo, eterno, tutte le faccende umane si muovono lungo una spirale, girando intorno e spostandosi verso l'esterno."
Massima Bene Gesserit

TRAMA 
Sono passati nove anni dalla fine della Jihad, quando Paul Muad'Dib ha lasciato i Fremen ed il suo ruolo di Imperatore della Galassia per recarsi, ormai completamente cieco, nel deserto, seguendo la tradizione Fremen.
I suoi figli gemelli, Leto II e Ghanima, sono entrambi dei prenati, poichè Chani, la loro madre e concubina di Paul, ha dovuto nutrirsi con abbondanti dosi di cibo di spezia per riuscire a portare a termine la gravidanza. La conseguenza è che essi, al pari della zia Alia, conservano dentro di sè i ricordi e di pensieri di tutti i loro avi, oltre al loro stesso patrimonio genetico. Ma questo potere eccezionale comporta un grave pericolo per i tre Atreides superstiti: rischiano di venir sopraffatti dalla volontà di una di queste menti che albergano all'interno di essi, tramutandosi così in ciò che le Bene Gesserit definiscono un'abominazione.
Come se non bastasse, un'altra seria minaccia incombe sui due fanciulli. Wensicia Corrino, sorella minore della Principessa Irulan, la sposa "politica" di Muad'Dib, nonchè figlia dell'ex Imperatore Shaddam IV, deposto proprio da Paul, vuole ucciderli eliminando per sempre la stirpe degli Atreides. In questo modo il figlio, Farad'n, diverrebbe il legittimo Imperatore, riportando così al potere la casa dei Corrino.
Elabora a tal scopo un piano diabolico: senza farsi scrupoli nel sacrificare numerosi bambini, addestra due tigri Laza ad attaccare una coppia di ragazzini vestiti con degli abiti particolari e distintivi, e contemporaneamente dona a Leto II e Ghanima gli stessi capi d'abbigliamento.
Ma su Dune nemmeno gli adulti possono dormire sonni tranquilli. Da una parte la vita su Arrakis viene turbata dall'arrivo di un Predicatore cieco, che molti credono essere lo stesso Paul, senza però averne la certezza. Dall'altra Alia per riuscire a zittire le innumerevoli voci dentro di sè cede ad un pericolosissimo antenato, il famigerato Barone Harkonnen, abbandonandosi alla sua volontà.
Atreides e Fremen dovranno quindi combattere con tutte le loro forze e la loro arguzia per evitare che venga distrutto il pianeta deserto, che ormai deserto più non è, e di soccombere insieme ad esso.

RECENSIONE
Il grande Frank P. Herbert non ha avuto semplicemente la capacità di ideare un mondo e di costruire intorno ad esso un ciclo, ma è riuscito nell'impresa di partire da alcuni personaggi all'inizio della saga e di evolverli sapientemente fino a crearne i diretti discendenti, facendo al contempo appassionare il lettore tanto a questi ultimi quanto ai loro avi.
Le figure di Alia e Leto II spiccano indubbiamente in questo terzo libro, ma anche i personaggi "secondari" come Ghanima, Jessica, Duncan Idaho e il Barone Harkonnen sono dei degni co-protagonisti, caratterizzati talmente bene da permetterci quasi di vederli davanti ai nostri occhi.
Come in tutto il Ciclo, politica e religione la fanno da padrone. La trama è avvincente, quanto e forse più di Dune, anche se, al pari dei romanzi precedenti, lo stile può risultare un po' ostico e decisamente lento se paragonato a quello dei libri odierni.
Non di meno I figli di Dune è, a mio parere, un must have per qualunque appassionato di fantascienza.

BW

Nella nostra libreria:
Frank P. Herbert
I figli di Dune (Children of Dune)
ed. Fanucci Editore
539 pag.
traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli