BW&BF

venerdì 4 ottobre 2013

Una stagione selvaggia - Joe R. Lansdale (1990)

"<<A quanto pare il tuo amico non ci trova molto simpatici...>>
<<È vero, negli anni Sessanta non ha partecipato a nessun movimento tranne quello per schivare le pallottole, mentre cercava di evitare che gli sparassero nel culo in Vietnam>>"
Howard e Hap


TRAMA
Hap Collins negli anni sessanta è uno studente che, come tanti altri in quel periodo, vuole cambiare il mondo dedicandosi a varie forme di attivismo politico. Poi un giorno conosce Trudy Fawst, compagna d'università bellissima ed impegnata anch'essa nel movimento studentesco, i due si innamorano follemente e si sposano.
Poco dopo ad Hap arriva la fatidica chiamata di arruolamento per il Vietnam ed egli decide di rifiutarsi di partire, facendosi così arrestare.
Durante i diciotto mesi della sua detenzione però, accade che Trudy lo lascia per un altro, questo per Hap rappresenta il crollo definitivo di quegli ideali in cui aveva tanto creduto in modo forse un po' ingenuo ma sicuramente sincero. 
Hap volta così pagina ed incontra un nero di nome Leonard Pine, uno che in Vietnam c'è stato, ed è pure tornato a casa con un paio di medaglie al merito. Leonard ha un carattere un po' spigoloso ed è meglio non farlo arrabbiare, vista la sua capacità di gonfiare di botte energumeni grossi il doppio di lui.
Ah, poi c'è un'altra cosa: Leonard è omosessuale. Non è per nulla effeminato, anzi si può dire che è un vero macho, grande appassionato di armi e di arti marziali. Insomma è lontano anni luce dallo squallido e stucchevole stereotipo del gay tutto urletti e mossettine e quei pochi che hanno la pessima idea di infastidirlo o di insultarlo per via delle sue preferenze sessuali solitamente vincono un giro al pronto soccorso più vicino.
Hap e Leonard, pur essendo molto diversi sotto tanti aspetti, diventano inseparabili. Anzi, praticamente fratelli.
Passano così molti anni ed un pomeriggio mentre i due compagnoni si divertono a sparare al piattello chi è che si rifà viva? Trudy, ovviamente! È un po' invecchiata certo, ma non ha perso un briciolo del suo fascino tant'è che Hap, nonostante gli avvertimenti più o meno educati dell'amico, si ritrova vittima di una passione che credeva di essersi lasciato alle spalle.
Trudy però, che nel frattempo si è risposata con un certo Howard, approfitta dei sentimenti di Hap nei suoi confronti per chiedergli un grosso favore: ci sarebbe da recuperare il bottino di una rapina avvenuta diversi anni prima,  un milione di dollari nascosti in una barca affondata nello stesso fiume melmoso dove Hap andava a giocare da ragazzo, e che lui conosce alla perfezione.
La banda è formata oltre che da Trudy ed Howard, da altri due ex hippy; vale a dire un tizio un po' strambo di nome Chub e da Paco, un uomo enigmatico dal volto orribilmente sfigurato. Leonard intanto, coinvolto suo malgrado nell'affare in nome dell'amicizia fraterna, non è molto entusiasta della piega che ha preso la faccenda e non fa nulla per nasconderlo.
Prende il via in questo modo la caccia al tesoro più bislacca di tutti i tempi, messa in piedi da una banda che definire improvvisata è poco.
I patti sono chiari: una volta recuperato il malloppo, si divide il tutto in parti uguali e con quei soldi  ognuno è libero di fare ciò che preferisce. 
Non fa una grinza, se non fosse che forse ci potrebbe essere qualcuno più ingordo degli altri che non si accontenta della propria fetta, ed allora in quel caso potrebbero sorgere grossi problemi...

RECENSIONE
Una premessa: Joe R. Lansdale è uno dei miei autori preferiti di tutti i tempi quindi, se nel recensire un qualunque suo lavoro vi potrò sembrare fazioso o poco obiettivo non preoccupatevi, è proprio così. E adesso parliamo di questo romanzo.
Iniziano con questo primo episodio le mirabolanti avventure di Hap e Leonard, la più incredibile coppia di detective dilettanti che memoria d'uomo ricordi. 
Costantemente senza soldi, con lavori precari e situazioni sentimentali spesso complicate, ma legati da un sentimento di amicizia e rispetto reciproco formidabili, i due giovanotti (che per la cronaca al momento del loro debutto sono già entrati da un po' negli "anta") hanno fin dall'inizio tutte le caratteristiche di "magnifici perdenti" ai quali è pressochè impossibile non affezionarsi. Dei veri e propri antieroi che difficilmente ne combinano una giusta, ma che in un modo o nell'altro, riescono sempre a cavarsela.
Una stagione selvaggia è da molti considerato come l'episodio meno riuscito di tutto il ciclo di Hap e Leonard e in un certo senso devo ammettere che c'è del vero in questo giudizio.
Capiamoci meglio: il racconto non è affatto brutto ed anzi è di gran lunga superiore a moltissimi altri libri di genere, però diciamo che qui Lansdale sta ancora prendendo le misure, si sta scaldando in vista dei folgoranti capitoli successivi della coppia.
Il ritmo non manca, i dialoghi sono come al solito da incorniciare e lo spettacolo di Leonard che si diverte a "massacrare" gli ideali hippy a suon di battutacce al vetriolo è semplicemente impagabile.
Non mancano tuttavia nemmeno i consueti colpi di scena in stile Lansdale e la caratterizzazione dei personaggi è, neanche a dirlo, impeccabile.
L'unica magagna sta forse nella trama, non proprio originalissima, ma a questa mancanza l'autore riesce a sopperire con molto mestiere.
Se non avete mai letto nulla dello scrittore texano quindi, preparatevi ad essere spazzati via da un tornado di emozioni e di avventure che vi lascerà senza parole, i racconti del ciclo Hap e Leonard sono tutti così.
E pensate che il meglio deve ancora venire.

BF

Nella nostra libreria:
Joe R. Lansdale
Una stagione selvaggia (Savage Season)
ed. Einaudi Stile Libero Noir
192 pag.
traduzione di Costanza Prinetti