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martedì 1 ottobre 2013

Kitchen - Banana Yoshimoto (1988)

"Perché amo tanto quanto ha a che fare con la cucina fino a questo punto? È strano. Per me è come ritrovare un'aspirazione lontana, incisa nella memoria dello spirito. Stando in piedi al centro di una cucina tutto ricomincia da capo e qualcosa ritorna."
Mikage Sakurai

TRAMA (KITCHEN)
Mikage è orfana fin da piccola, e quando muore anche la nonna con cui viveva si ritrova all'improvviso ad essere sola, in una casa che presto dovrà lasciare, perché troppo grande per lei sola. Ma quando, rassegnata, ha appena cominciato a guardare le inserzioni immobiliari su un giornale specializzato, suonano alla sua porta.
Si tratta di Yūichi Tanabe, un ragazzo, praticamente sconosciuto, uno studente universitario che lavora part-time dal fioraio dove si recava spesso la nonna. Yūichi, senza tanti giri di parole, invita Mikage a vivere nell'appartamento che divide con la madre, e sorprendendo sé stessa lei accetta di buon grado.
Una volta giunta a casa dei due, Mikage conosce la bellissima Eriko, e scopre che in realtà non è la madre di Yūichi, bensì il padre, che dopo aver perso la moglie ha deciso di operarsi e diventare donna, "tanto ormai non si sarebbe più potuta innamorare".
I tre cominciano così questa strana convivenza, che sembra giovare a tutti loro, e soprattutto tra i due ragazzi nasce un rapporto speciale, una sorta di amicizia/amore fraterno/amore platonico.

TRAMA (PLENILUNIO - KITCHEN 2)
Sono passati alcuni mesi da quando Mikage è andata a vivere con i Tanabe, e da poco tempo è tornata a vivere da sola, dopo aver lasciato definitivamente l'università ed essere stata assunta come assistente di una maestra di cucina. Una sera, all'improvviso, squilla il telefono: è Yūichi, che disperato le comunica che Eriko è stata uccisa e che il funerale è già stato celebrato. Il ragazzo, oltre che per il lutto, è angosciato anche per paura che Mikage si arrabbi per aver saputo solo dopo quasi un mese della morte della madre/padre, ma ciò non avviene.
I due sono rimasti entrambi orfani, e sentono contemporaneamente il bisogno di cercarsi e tornare a vivere insieme e quello di fuggire per prendersi un po' di tempo per pensare al loro futuro.

TRAMA (MOONLIGHT SHADOW)
Il ragazzo di Satsuki, Hitoshi, ha un incidente stradale mentre accompagna a casa Yumiko, la ragazza del fratello Hiiragi. Entrambi i giovani muoiono, lasciando Satsuki e Hiiragi dilaniati dal dolore.
Entrambi cercano, invano, un modo per superare il dolore e riuscire ad andare avanti con la propria vita. Satsuki prova a distrarsi e sfogarsi facendo jogging al mattino. Un giorno si ferma sul ponte che attraversa il fiume che divide in due la città, dove spesso si incontrava con Hitoshi, e lì incontra una strana ragazza, Urara, che le svela che tra qualche giorno, proprio in quel punto, accadrà un avvenimento che avviene una volta ogni cento anni, senza però rivelarle altro.
Quando, alcuni giorni dopo, Urara telefona a Satsuki la convince a presentarsi nuovamente sul ponte, dove cercheranno insieme di superare i propri lutti.

RECENSIONE
Era da un po' di tempo che mi era venuta la curiosità di leggere qualcosa di Banana Yoshimoto, e così mi sono decisa e sono partita dal suo primo libro, quello che l'ha resa famosa a livello mondiale.
Kitchen è un insieme di due racconti, anzi tre, poiché il primo si divide in due parti, che ho voluto appositamente tenere ben separate.
Parlandone come due storie (Kitchen e Moonlight Shadow), non si può fare a meno di notare molte analogie: innanzitutto in entrambe il tema principale è il legame tra morte e amore. Entrambe le protagoniste, di fronte alla morte improvvisa di un loro caro, si ritrovano sole e costrette a cambiare radicalmente la loro vita, e ad appoggiarsi ad altre figure che, come loro, stanno vivendo un lutto, nel tentativo non solo di superarlo, ma anche di crearsi una nuova vita, dando un taglio netto al passato, pur tenendolo sempre vivo nei ricordi.
Lo stile di Banana è abbastanza scorrevole, anche se personalmente non trovo che sia questo fenomeno di cui sentivo tanto parlare. Certo, il mio giudizio si basa solo su un libro, e non escludo affatto di leggerne altri suoi in futuro. Sarò ben contenta di cambiare la mia opinione, e anzi spero che con l'esperienza maturata riesca a farmi affezionare ai suoi libri.
Staremo a vedere.

BW

Nella nostra libreria:
Banana Yoshimoto
Kitchen (キッチン - Kitchin)
ed. Universale Economica Feltrinelli
148 pag.
traduzione di Giorgio Amitrano