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giovedì 5 giugno 2014

Il Palio delle contrade morte - Fruttero & Lucentini (1983)

"Le contrade sulla piazza sono ora 17, dall'Onda che ha aperto il corteo al Drago che lo chiude. Tutte in scena, dunque: sia quelle che correranno, sia quelle escluse per questa volta dalla corsa. Ma laggiù alla sua destra, nella scura via Casato, l'avvocato intravede un altro gruppo di cavalieri in attesa di entrare. [...]
Ah, sono loro.
Sei cavalli con lunghe gualdrappe che salgono a ricoprire tutta la testa. Due fori per le orecchie, due per gli occhi (enormi, cattivi). Li montano sei cavalieri corrazzati, con le celate degli elmi abbassate. E sugli elmi svettano i sei simboli: Vipera, Gallo, Quercia, Spadaforte, Orso, Leone.
Sì, sono loro, sorride l'avvocato Maggioni fiero di sapere, fiero di riconoscerle: le Contrade Morte."
Carlo Fruttero e Franco Lucentini


TRAMA
L'avvocato Lorenzo Maggioni e la moglie Valeria sono due coniugi milanesi di mezza età che sono diretti nelle colline intorno a Siena per passare qualche giorno di vacanza nell'agriturismo che Paolino, il fratello di lei, ha messo in piedi con successo insieme ad un gruppo di amici desiderosi di fuggire dai ritmi soffocanti della metropoli.
Lorenzo e Valeria, sposati da tempo e genitori di due figli, stanno attraversando però un periodo di crisi. Soprattutto Valeria che, stanca della tranquilla e monotona vita che conduce, vorrebbe che il marito fosse un po' meno "prevedibile" e che ogni tanto si lasciasse andare a qualche slancio avventuroso in più, anche dal punto di vista sessuale.
E così è già sera quando, ormai giunti a destinazione, vengono sorpresi da una violenta grandinata e, nel buio della campagna, imboccano una strada sbagliata che li porta ad un'antica villa nobiliare dove gli occupanti si offrono di ospitarli prima a cena e poi, vedendo che il tempo non accenna a migliorare, anche per la notte. Ed accade che, in un'atmosfera piuttosto inquietante Valeria, dopo essere stata molestata da uno strano personaggio che si dilegua immediatamente, subisca fortemente il fascino di Guidobaldo, un nobiluomo di aspetto piacente e dai modi raffinati e che non perde occasione per sedurla, mentre Lorenzo, da par suo, si sente fortemente attratto da Ginevra, giovane e bellissima ospite della villa. 
I padroni di casa, tutti senesi doc, ne approfittano per parlare ai Maggioni del Palio che si correrà tre giorni dopo, ed annunciano che stanno aspettando un grande fantino, il più conteso dalle contrade. Dopo una lunga attesa, l'ospite tanto desiderato finalmente arriva e, sorpresa delle sorprese, si rivela essere proprio lo strano individuo che ha aggredito poc'anzi Valeria. Che senso ha tutto ciò, e perchè egli viene servito e riverito come fosse un'importantissima personalità? E soprattutto cos'è il terribile grido che Valeria, prima di addormentarsi, sente provenire dal bosco vicino?

RECENSIONE
Storia da sempre affascinante, quella del Palio di Siena; il quale costituisce davvero un mondo a parte, con i suoi bizzarri regolamenti, il suo gergo particolare ed i suoi riti propiziatori che mischiano il sacro con il profano, creando un evento veramente unico al mondo. 
La premiata ditta Fruttero & Lucentini, cogliendo in pieno le suggestioni di quella che è, di fatto, una guerra travestita da corsa ippica, e sfruttando le secolari dispute e rivalità che stanno alla base del Palio, scrivono questo romanzo che non è propriamente esatto definire giallo. Infatti la storia si dipana su due piani narrativi ben distinti; il primo racconta il pomeriggio del 16 agosto (data in cui si corre il Palio dell'Assunta), mentre il secondo ci presenta in una serie di flashback tutto quello che avviene nei giorni immediatamente precedenti. Pertanto lo sviluppo della trama, dapprima narrata in modo abbastanza convenzionale, subisce, specialmente da un certo momento in poi, anche alcune contaminazioni fantastiche.
Il libro, che a mio parere costituisce una sorta di esperimento nel quale vollero cimentarsi i due autori, è gradevole e si legge abbastanza in fretta, ma nonostante questo devo dire che non mi ha del tutto convinto.
Effettivamente è scritto molto bene (ma da questo punto di vista si sa che F & L sono una garanzia), ed è ricco di aneddoti e di curiosità sul Palio che probabilmente molti non-senesi ignorano, tra cui il punto focale è rappresentato dall'ammaliante storia delle contrade soppresse. Assolutamente magistrale poi è la descrizione della corsa vera e propria, narrata in un modo che dire coinvolgente è poco, tanto che sembra quasi di assistervi in prima fila. Quello però che io ho trovato assai poco stuzzicante è la trama poliziesca che mi è sembrata un po' fiacca e poco avvincente. Malgrado sia ricca di atmosfera ed ambientata all'interno di una villa antica, proprio come spesso avviene nei famosi mystery di Agatha Christie, la storia non fornisce quegli elementi che rendono un giallo interessante e che catturano l'attenzione del lettore fino alla fine. Il tocco di soprannaturale, infine, è solo leggermente accennato, un po' come se i due scrittori torinesi non avessero avuto la voglia (o la convinzione, o che so io) di perseguire quella via fino in fondo. 
Riassumendo: Il Palio delle contrade morte è un romanzo estremamente curato e stimolante per quanto riguarda la parte storica e tutto quanto concerne il Palio, lo è meno invece se dobbiamo giudicare esclusivamente la parte narrativa. 
Giudizio che è ovviamente preceduto da un grandissimo "Secondo me".

BF

Nella nostra libreria:
Fruttero & Lucentini
Il Palio delle contrade morte
ed. Mondadori
165 pag.