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martedì 3 giugno 2014

Il vendicatore - Thomas de Quincey (1838)

"La notte fonda del misterioso sgomento piombò sull'animo di ciascuno."
Thomas de Quincey

TRAMA
In una cittadina universitaria tedesca, nell'anno 1815, arriva improvvisamente un giovane di bellissimo aspetto e dai modi eleganti. Il narratore, professore presso la locale università, ha ricevuto in precedenza alcune lettere di raccomandazioni da parte di un nobiluomo vicino alla diplomazia russa, nelle quali gli viene chiesto di insegnare al ragazzo il greco.  
Il giovane è un militare di nome Maximilian Wyndham ed è di nobili natali e, pur avendo solo ventidue anni, si è già distinto su diversi campi di battaglia, tra i quali quello di Waterloo. Nonostante egli sia inglese, ha combattuto con onore anche sotto le insegne dell'Impero Russo, ragion per cui viene tenuto in grande considerazione addirittura dallo zar in persona.
Con un passato così avventuroso e grazie alla notevole bellezza che la natura gli ha donato, Maximilian suscita inevitabilmente l'interesse di tutte le ragazze di buona famiglia del luogo. Una di queste, Margaret Liebenheim si innamora, ricambiata, di lui in maniera profonda e sincera.
Ma tutto ciò fa soffrire terribilmente il povero Ferdinand von Harrelstein, da tempo invaghito follemente di Margaret e che, per fuggire al dolore, inizia a rifugiarsi sempre più spesso nella vicina foresta, trascorrendovi intere settimane.
A questo punto, però, fa la sua comparsa in città un misterioso e sanguinario assassino che massacra orribilmente due interi nuclei famigliari tra i più rispettati ed abbienti dell'intera comunità.
Le vittime vengono ritrovate uccise in casa propria ma, dal momento che il denaro ed i gioielli non vengono toccati, inizia a farsi largo nei poliziotti e nei magistrati l'idea che il movente dei delitti possa essere esclusivamente la vendetta.
Ma chi è il feroce macellaio che, avvolto in un pesante mantello, compie questi orrendi misfatti scomparendo nel nulla un istante dopo? 

RECENSIONE
Con una scrupolisità ed un rigore degne del più consumato cronista, Thomas de Quincey confeziona questo racconto che, seppur sia uno tra i meno noti della sua vasta produzione, impressiona per la maestria col la quale egli riesce a mescolare una storia cruenta e piena di fatti di sangue, quasi horror, con una tenera vicenda che ha per protagonisti due giovani innamorati.
Autore eccezionale ed eclettico, de Quincey si cimenta in questo caso in un genere, che troverà poi in Poe e nel suo Auguste Dupin uno dei principali esponenti, e che in seguito potrà contare su innumerevoli imitatori, non sempre all'altezza.
Il vendicatore è, come si evince dal titolo, una atroce storia di vendetta che lo scrittore inglese riesce a rendere interessante ed avvincente fino alla fine, dove il resoconto degli eventi lascia spazio ad un finale straziante e doloroso. Un racconto per il quale non è errato utilizzare l'abusato agettivo "gotico", se non altro per lo scenario da brividi: i delitti avvengono infatti a tarda notte e nel pieno di un rigidissimo inverno, all'interno di grandi case buie, circondate da una tetra foresta.
Sebbene de Quincey sia conosciuto principalmente per essere uno dei maggiori rappresentanti del decadentismo britannico, come dimostra una delle sue più celebri opere, l'illustre Confessioni di un oppiomane, mi sento tuttavia di suggerire questo volumetto che si legge in pochissimo tempo all'attenzione di tutti coloro che amano farsi trasportare dalle storie funeree e ricche di elementi angoscianti. 

BF

Nella nostra libreria:
Thomas de Quincey
Il vendicatore (The Avenger: A narrative)
ed. Passigli Editori
84 pag.
traduzione di Alessandro Ceni