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martedì 10 giugno 2014

Le tombe di Atuan - Ursula K. Le Guin (1970)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il secondo del Ciclo di Earthsea. Se non avete letto il precedente, intitolato Il mago di Earthsea, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.
 

"Oh, i Senza Nome posino gli occhi sulla fanciulla loro offerta, che in verità è nata senza nome. Accettino la sua vita e gli anni della sua vita fino al momento della sua morte, che appartiene ugualmente a loro. Possano trovarla accettabile! Che sia divorata!"
Le sacerdotesse durante il rituale della Divorata

TRAMA
Sull'isola di Atuan, presso il popolo Karg, si professa l'oscuro culto dei Senza Nome, divinità o esseri ancestrali a cui si dedica in primis la Divorata, la Senza Nome, la Sacerdotessa Eternamente Rinata. Ella ha il nome di Arha, e nei secoli si succedono le sue varie "reincarnazioni". Quando muore una Sacerdotessa delle Tombe, comincia la ricerca di una bambina nata lo stesso giorno della sua morte, ed al compimento del quinto anno di età viene portata via dai genitori e condotta nel Luogo delle Tombe.
Più volte Tenar, una ragazzina che è l'attuale Arha, ha sentito raccontare questa storia, e di come la portarono via dalla madre. Da quando arrivò in quel luogo mistico la sua istruzione è stata continua, e dalla Somma Sacerdotessa del Tempio Thar e dalla Somma Sacerdotessa del re-dio Kossil ha appreso come muoversi in quel terrificante luogo, dove solo lei, le sacerdotesse ed i loro servitori eunuchi possono addentrarsi senza essere uccisi. Le Tombe sono tenebrose, al loro interno la luce è vietata poiché farebbe adirare i suoi oscuri Signori, e per muoversi occorre utilizzare il tatto e, soprattutto, la propria memoria per ricordare il percorso.
Arha è attratta però da un posto in particolare all'interno delle Tombe: il Labirinto, dentro il quale lei sola può recarsi. Rammentando gli insegnamenti di Thar, che a sua volta li ha appresi dalla precedente Arha, esplora ogni giorno sempre più in profondità quel luogo, conscia che un piccolo errore di valutazione la porterebbe a morte certa, ma anche sollevata dall'impossibilità da parte della malvagia Kossil di seguirla sin lì.
Ma un giorno, mentre si trova nelle Tombe, accade un fatto incredibile: un'improvvisa, seppur fioca, luce rischiara le tenebre; e dietro la luce Arha vede un uomo.

RECENSIONE
Nel 1970, fresca di Premio Nebula per La mano sinistra delle Tenebre, Ursula K. Le Guin pubblica il secondo romanzo del Ciclo di Earthsea. Come avrete notato dalla trama però i riferimenti al romanzo precedente sono pochi: la protagonista è infatti diversa, non è più il Mago Ged ma la Sacerdotessa Tenar/Arha. L'ambiente in cui vive, una sorta di sorellanza al cui interno solamente gli eunuchi sono ammessi, ricorda tanto, almeno a me, l'Ordine del Bene Gesserit, creato da Herbert cinque anni prima nel suo capolavoro della fantascienza Dune.
Rispetto a Il mago questo seguito è diverso anche nella forma, non solo nel protagonista: mentre nel primo romanzo il ritmo era infatti più sostenuto, pur proponendo diverse parti di riflessione ed introspezione, i primi due terzi abbondanti de Le tombe di Atuan sono piuttosto lenti, senza azione, monotoni ed un po' noiosi. Bella l'idea della sacerdotessa-bambina votata al culto dei Senza Nome fin dalla nascita, ma il personaggio si rivela purtroppo più insipido delle aspettative, tanto che nell'ultimo terzo, quando subentra l'uomo misterioso, ne è quasi scalzato dal ruolo di protagonista.
Molto bella ed interessante invece, sempre a mio modestissimo parere, l'ambientazione: credo che il buio e il labirinto (o ciò che rappresenta, ovvero il pericolo di smarrirsi) siano due delle paure ancestrali dell'uomo. Racchiusi nello stesso luogo e creati sapientemente dalla penna della Le Guin lasciano anche al lettore un senso di inquietudine, aumentato dalla presenza invisibile ma certa delle creature a cui è dedicato questo tempio dell'oscurità, e che ci ricordano un altro essere terribile già incontrato in questo Ciclo.
Le tombre di Atuan è quindi un bel romanzo, ma penalizzato dall'aspettativa creatasi dal suo precedente: sono sicura infatti che, se lo si prendesse come opera indipendente, risulterebbe migliore. Non ci resta che attendere il prossimo capitolo delle avventure ambientate ad Earthsea per scoprire come l'autrice farà evolvere i suoi personaggi, o se ne creerà ancora di nuovi.

BW

Nella nostra libreria:
Ursula K. Le Guin
Dalla raccolta "La leggenda di Earthsea"
Le tombe di Atuan (The Tombs of Atuan)
ed. Nord
126 di 832 pag.
traduzione di Roberta Rambelli