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domenica 1 giugno 2014

Capitani coraggiosi - Rudyard Kipling (1897)

"Io sono americano in tutto e per tutto, in ogni momento. E lo farò vedere a chiunque, in Europa. Uff, mi si è spenta la sigaretta e non posso fumare quella merce scadente che vende il cameriere di bordo. Nessuno, signori, avrebbe da offrirmi una sigaretta turca?"
Harvey Cheyne

TRAMA
Il quindicenne Harvey Cheyne è il viziatissimo rampollo ed erede dell'impero del padre, un multimilionario che possiede miniere d'oro, navi e ferrovie. Il ragazzo sta viaggiando insieme alla madre, da sempre incline ad assecondare ogni capriccio del figlio, su di un piroscafo diretto in Europa quando, sentendosi male a causa della bonaccia, esce sul ponte e cade inavvertitamente in mare. 
Sembra finita per lui ma per sua fortuna viene tratto in salvo da Manuel, un pescatore portoghese che lavora sulla We're Here, una goletta da pesca di proprietà del rude, ma generoso, capitano Disko Troop.
Una volta ripresosi, Harvey si fa subito conoscere per l'insopportabile figlio di papà che è ed, abituato ad avere sempre tutti ai propri ordini, pretende in maniera assai poco educata di essere immediatamente riportato a New York.
Ciò però non è proprio possibile, la We're Here infatti ha appena raggiunto i pescosissimi banchi di merluzzi al largo dell'isola di Terranova ed invertire la rotta comporterebbe una fortissima perdita economica per Disko e per tutti i suoi uomini, pertanto Harvey dovrà rassegnarsi ad attendere il termine della stagione di pesca, nel frattempo però potrebbe dare una mano a bordo come aiuto mozzo, naturalmente sotto adeguato compenso.
A queste parole il giovane sbotta, sentendosi profondamente offeso dal fatto che uno straccione di capitano voglia farlo lavorare su di una lurida nave, perdipiù pagandolo una miseria, ed arriva persino ad accusare Disko di avergli rubato i centotrentaquattro dollari (non male se tenete presente che siamo alla fine dell'ottocento), che fanno parte del suo mensile "per le piccole spese personali" che teneva in tasca. Il buon Disko di conseguenza perde le staffe e colpisce il cocco di mamma con un pugno e dicendogli, tra le altre cose, che è un ingrato e che dovrebbe avere più rispetto per le persone e che, comunque, di tornare indietro non se ne parla neanche, quindi il giovanotto dovrà restare con loro fino a settembre (e siamo solo a maggio). In virtù di questo, che la smetta di frignare ed inizi a darsi da fare per guadagnarsi il pane come fanno tutti, lì a bordo. Suo malgrado, quindi, Harvey è costretto ad ubbidire e viene messo ad aiutare il suo coetaneo Dan, figlio del capitano, col quale legherà subito, ed il resto dell'equipaggio, composto oltre che da Manuel, dall'ex militare Tom Platt, dal gigantesco irlandese Long Jack, dal minuto e timido Pennsylvania, da zio Salters, fratello di Disko, e dal cuoco di bordo, un nero enorme che, chissà per quale misteriosa ragione, si fa chiamare Macdonald ed impreca sempre in gaelico, proprio come farebbe un vero highlander.
Ma non tutto il male viene per nuocere, ed Harvey vivrà un'esperienza unica, che mai avrebbe pensato di fare e che lo formerà tantissimo trasformandolo dall'arrogante ragazzino capriccioso che è, in un vero uomo.

RECENSIONE
Sono passati esattamente ventotto anni da quando, a scuola, lessi Capitani coraggiosi. Dovendo recensirlo, l'ho riletto in questi giorni e, devo dire, è stato piacevole e splendido quasi come la prima volta.
Certo, questo è uno di quei romanzi detti "di formazione", che assumono maggior valore se vengono letti durante l'infanzia, proprio perchè altamente educativi, ma anche a distanza di tanto tempo devo ammettere che è stato davvero molto bello rivivere avventure e vicende che mi erano rimaste indelebilmente impresse nella memoria.
Capitani coraggiosi racconta la storia di un giovane che, sebbene sia da sempre abituato ad avere tutto ciò che desidera, non conosce minimamente il valore delle cose, in quanto non ha mai dovuto guadagnarsele. Così, anzichè ringraziare i marinai che gli hanno salvato la vita, non trova nulla di meglio da fare che accusarli di averlo rapinato scatenando così, com'è prevedibile e comprensibile, le ire del capitano. Ma interverrà subito in suo aiuto Dan, il figlio di Disko, il quale, ben felice di aver finalmente a bordo qualcuno della sua età, gli insegnerà cosa significa la vita di mare: un'esistenza di fatica e sacrificio dove tutti sono, è proprio il caso di dirlo, sulla stessa barca, condividendo i medesimi sforzi per il raggiungimento di un obiettivo comune. 
Sarà una lezione di vita importantissima per il bizzoso ragazzo cresciuto nella bambagia il quale, totalmente a digiuno di lavori manuali, si ritroverà ben presto a doversi guadagnare il vitto ed il rispetto degli altri, partendo proprio dalla mansione più umile che ci sia su una nave: l'aiuto mozzo.
Kipling narra la storia in modo semplice e lineare, ma quello che salta immediatamente all'occhio e che, secondo me, è da sottolineare è la grandissima ricchezza di valori che il romanzo trasmette a quelli che, si presume, siano lettori dall'età media piuttosto bassa.
Verissimo, ma permettemi di dire che io sono dell'idea che libri del genere dovrebbero essere letti ed imparati a memoria anche da persone con qualche anno in più. Soprattutto in un'epoca nella quale, ahimè, chi crede ancora in certi ideali nobili quali il lavoro, il rispetto e la lealtà, a volte rischia di sentirsi, sempre più spesso, un pesce fuor d'acqua.

BF

Nella nostra libreria:
Rudyard Kipling
Capitani coraggiosi (Captains Courageous)
ed. Grandi Tascabili Economici Newton
183 pag.
traduzione di Anna Maria Speckel