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lunedì 16 giugno 2014

Il pianeta dei superstiti - Damon Knight (1961)

"Laggiù [...] gli uomini vivono come animali. Chicago, dove io vivevo, non è altro che una giungla di pietra, con pochi scimmioni mezzo nudi che  ci girano intorno. Se la sporcizia e le malattie non vi distruggono prima, qualche brigante vi spaccherà la testa o andrete a sbattere contro un lupo o un orso. Se non vi succede nessuna di queste cose, potete aspettarvi di vivere fino all'eccezionale età di quarant'anni, e poi sarete lieto di morire."
Flynn

TRAMA
Il pianeta Terra, in preda a epidemie e carestie, è stato abbandonato da anni da gran parte della popolazione, che si è insediata in vari pianeti della Galassia dove vive in quartieri-ghetto, senza bene integrarsi con le varie razze aliene indigene dei pianeti stessi.
Ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non è l'aspetto a costituire la differenza maggiore tra gli umani e gli extraterrestri: questi ultimi infatti sono privi di quel germe canceroso che è il male. Non concepiscono i disordini dei profughi, e nemmeno eventuali gesti più estremi.
Quando però Rack, piccolo criminale del Ghetto del pianeta Palu, decide che è giunto il momento che gli uomini tornino ad essere gli esseri supremi ed incontrastati, non tutti condividono le sue aspirazioni, né i suoi metodi. Non resta che scoprire chi avrà la meglio, in questa lotta interplanetaria tra il Bene e il Male.

RECENSIONE
Nel pieno della Guerra Fredda che tanto terrorizzava il mondo intero, moltissimi scrittori di fantascienza si sono sbizzarriti nel trasportare nello spazio i loro timori e le loro speranze terrene; ma ciò che forse contraddistingue il romanzo Il pianeta dei superstiti è il fatto che, al contrario di quanto accadeva normalmente, gli unici "cattivi" sono proprio gli uomini. Sono infatti gli esseri umani, e non gli alieni, a voler invadere e sterminare la Galassia, e verrebbe da pensare (almeno io, nel mio piccolo, l'ho interpretata così) che Knight volesse con questo invitare a riflettere sul concetto "America buona, Unione Sovietica cattiva" che era praticamente un dogma in quel periodo nel suo paese (e non solo). O forse aveva una visione ancora più pessimista del futuro: tutti gli uomini sono malvagi, quindi per il futuro della Terra non vi è alcuna speranza.
Uno dei personaggi principali del romanzo, Laszlo Cudyk, è uno scrittore (come Knight), e ad un certo punto racconta che, in passato, aveva cominciato a scrivere un romanzo che avrebbe dovuto terminare in questo modo: "La sola via d'uscita per l'umanità...". Cudyk si era interrotto, perché si era reso conto che per l'umanità non esisteva alcuna via d'uscita.
Un vero classico della fantascienza insomma, che si può trovare un filo noioso e lento all'inizio, ma che, una volta ingranato, si rivela piacevole alla lettura ed abbastanza intrigante. Il suo punto debole maggiore sono forse i personaggi, che almeno io non ho trovato molto ben caratterizzati. Non vi è un vero e proprio protagonista, ed alcuni nomi sono piuttosto complicati da ricordare. Va comunque ricordato che si tratta di un romanzo scritto nel 1961, quando lo stile di scrittura non era così frenetico e pieno di azione come quelli a cui siamo abituati oggi.

BW

Nella nostra libreria:
Damon Knight
Il pianeta dei superstiti (The Sun Saboteurs)
ed. Mondadori Urania
102 pag.
traduzione di Lella Cucchi