BW&BF

venerdì 13 giugno 2014

Norwegian Wood - Haruki Murakami (1987)

"<<Watanabe?>> [...]
<<Sì?>>
<<Vorresti fare l'amore con me?>>
<<Naturalmente>> [...]
<<Ma puoi aspettare?>>
<<Naturalmente posso aspettare>>
<<Prima vorrei cercare di mettere un po' di ordine dentro di me. E se riesco in questo, forse riuscirò a diventare una compagna più adatta per te. Puoi aspettare fino ad allora?>>
<<Naturalmente.>>
<<Adesso ce l'hai duro?>>
<<Cosa? Il callo sotto il piede?>>
<<Scemo.>>"
Naoko e Watanabe Tōru

TRAMA
Mentre si trova su un aereo che sta per atterrare ad Amburgo, il trentasettenne Watanabe Tōru sente per caso, dopo tanto tempo, Norwegian Wood dei Beatles. É così che, inaspettatamente, comincia il lungo flashback che durerà per tutto il romanzo: Watanabe torna al 1969, l'anno in cui compì vent'anni, e ricorda la sua crescita, fisica e mentale, che lo ha portato dalla fanciullezza all'età adulta. Il giovane studente trascorre quell'anno, segnato in tutto il mondo dai movimenti studenteschi e tumulti rivoluzionari, tra i propri tumulti personali dovuti allo stano rapporto con alcune figure: la dolce e fragile Naoko, ex fidanzata del suo defunto amico Kizuki, con cui egli stesso si fidanza; la stravagante e sensuale Midori, con la quale allaccia un rapporto che pare un po' più di una semplice amicizia; la matura ed affascinante Reiko, che lo aiuta con Naoko; ed infine lo spregiudicato e sicuro di sé Nagasawa, astro nascente della diplomazia nipponica, e la sua paziente ragazza Hatsumi.

RECENSIONE
Forse finora Murakami è, tra gli autori giapponesi che ho letto, quello che più ha rispecchiato i miei gusti letterari. Ve detto che Norwegian Wood è stato scritto lontano dalla sua patria, metà in Grecia e metà in Italia, e, come ha ammesso egli stesso, forse ciò ne ha influenzato la stesura. Fatto sta che, pur mantenendo tutti gli elementi della scrittura giapponese che mi affascinano, è piuttosto "occidentale". Paragonandolo, ad esempio, ai romanzi della Yoshimoto, l'ho trovato molto più plausibile e veritiero, anche in quei passaggi dove gli avvenimenti erano esagerati.
Come nelle opere della sua connazionale, Amore e Morte sono due elementi che spesso si intrecciano, quasi fossero inscindibili, tanto che, almeno secondo me, il titolo della prima edizione italiana a cura della Feltrinelli, che è diventato poi il sottotitolo di quella dell'Einaudi, ovvero Tokyo Blues, è molto appropriato. Come un blues infatti lascia un senso di malinconia, che traspare anche nei momenti felici, ma allo stesso tempo non si può negare che sia bellissimo.
Murakami è un coetaneo di Watanabe, entrambi sono nati nel 1949, e forse il ragazzo protagonista di questo suo romanzo potrebbe essere la sua rappresentazione; ma se anche così non fosse, i tumulti che a volte interrompono l'abitudinaria vita nell'Università che frequenta Watanabe anche l'autore li ha vissuti, e si nota da diversi commenti, spesso al vetriolo, ad esempio detti da Midori. Ma anche queste prese di posizione, da parte di Murakami o dei personaggi da lui creati, sono ben lontane dagli estremismi radicali di Mishima.
Norwegian Wood è insomma un romanzo che ho amato molto, per la sua capacità di descrivere un'epoca, sia storica che della vita del protagonista, ormai passata, di parlare di sentimenti profondi e difficili, di intrecciare alla trama musica e letteratura, stimolando la curiosità per i brani o i romanzi che non conosco e facendomi rammentare con un sorriso quelli a cui invece non sono estranea.

BW

Nella nostra libreria:
Haruki Murakami
Norwegian Wood. Tokyo Blues (ノルウェイの森 - Noruwei no mori)
ed. Einaudi Super ET
379 pag.
traduzione di Giorgio Amitrano