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giovedì 3 ottobre 2013

Manuale per sopravvivere agli zombi - Max Brooks (2003)

"E se accadesse l'inimmaginabile? Se le orde di zombi si moltiplicassero fino a dominare l'intero pianeta?"
Max Brooks

RECENSIONE
Se vivete in un posto un po' isolato, magari vicino ad un cimitero, proprio come i vostri affezionatissimi, questo Manuale per sopravvivere agli zombi è proprio il libro che fa per voi.
Opera prima di Max Brooks, figlio del celeberrimo Mel, come dice il titolo stesso è un vero e proprio manuale di sopravvivenza.
Tutto si basa sulla teoria che gli zombi esistano davvero, e la spiegazione che viene data è tutt'altro che campata per aria. Ciò che permetterebbe ai morti di risorgere e che li spingerebbe a vagare alla ricerca di cibo sarebbe infatti un virus, il Solanum. Spiegata la sintomatologia ed il decorso dell'infezione, Brooks descrive e spiega dettagliatamente tutto quelllo che bisogna e non bisogna fare se si vuole sopravvivere ad un attacco zombi, dal morto-vivente isolato alla più catastrofica delle ipotesi, ovvero quella in cui essi dominano l'intero pianeta.
Il manuale è diviso in sette capitoli, a loro volta suddivisi in sezioni. I capitoli sono, nell'ordine: 
I - I non-morti: miti e realtà
II - Armi e tecniche di combattimento
III - In difesa
IV - In fuga
V - All'attacco
VI - Vivere nel mondo dei non-morti
VII - Attacchi documentati
Pur non essendo un romanzo, il libro si rivela appassionante e divertente, tanto da finirlo in breve tempo. E poi non si può mai escludere che un giorno non torni utile davvero...
Voglio accennare solo brevemente al seguito di Manuale per sopravvivere agli zombi, intitolato World War Z. Come probabilmente saprete, da esso è stato tratto l'omonimo film. Personalmente non l'ho visto, ma una mia amica ha dichiarato: "L'unico motivo che può giustificare l'aver visto quel film è Brad Pitt". Ora, se anche a voi il film non è piaciuto, non demoralizzatevi: anche se non c'è Brad Pitt, il libro vi piacerà.
Concludo infine con una critica sull'edizione italiana del libro: com'è abitudine fare nel nostro paese, si sente l'inspiegabile necessità di far scrivere postfazioni a scrittori e personaggi famosi, convinti che questo renda migliore il libro in questione. Nel caso del manuale, la nota finale (come riportato con grande orgoglio anche in copertina) è stata scritta da Niccolò Ammaniti.
Ora, tralasciamo il fatto che se un libro è buono lo è indipendentemente dal fatto che un'altra persona oltre all'autore lo concluda con le sue considerazioni (stesso discorso se un libro è pessimo, una postfazione non lo renderà certamente meno brutto). Ma almeno la nota conclusiva dovrebbe essere scritta da qualcuno che abbia effettivamente letto il libro di cui sta parlando. Non posso dirvi a cosa mi riferisco, perché come ho detto più volte non voglio spoilerarvi nulla. Ma fidatevi nel credere che, se finirete il libro e leggerete la conclusione di Ammaniti, non potrete fare a meno di notare immediatamente l'errore grossolano in cui è incappato lo scrittore romano.

BW

Nella nostra libreria:
Max Brooks
Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide)
ed. Einaudi Stile Libero Extra
323 pag.
traduzione di Stefano Suigo
illustrazioni di Max Werner