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venerdì 20 dicembre 2013

Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi (1994)

"La filosofia sembra che si occupi solo delle verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità"
Il dottor Pereira, citando suo zio

TRAMA
Il dottor Pereira è un uomo di mezza età, di origini ebraiche (come si evince dal nome) nonostante sia un fervente cattolico, vedovo ormai da tempo, che dopo trent'anni da cronista è appena stato incaricato di dirigere la pagina culturale del Lisbona, un neonato quotidiano del pomeriggio, apolitico e dalla chiara impronta cattolica.
Ma come può Pereira dirigere una pagina, se è l'unico ad occuparsene? Decide così di contattare un giovane neolaureato, Francesco Monteiro Rossi, di cui ha letto uno stralcio della tesi di laurea su di una rivista.
Fin da subito però Pereira scopre che in realtà Monteiro Rossi non è quel brillante filosofo che credeva, non solo: ha anche ammesso di aver copiato gran parte della tesi.
Pereira però inspiegabilmente decide di dare una chance al ragazzo che potrebbe essere il figlio che non ha mai avuto e del quale conosce anche la fidanzata, Marta, un'attivista politica di opposizione al regime di Salazar.
Da quel momento la vita di Pereira cambia rapidamente, comincia a porsi domande su cosa stia effettivamente accadendo nel mondo e a percepire che quel tranquillo lavoro da redattore in un paese come il Portogallo dell'agosto 1938 gli stia effettivamente molto stretto, al limite del soffocante.

RECENSIONE
Confesso che quando ho iniziato a leggere Sostiene Pereira non solo ero un po' prevenuta (mi immaginavo che fosse un vero e proprio mattone), ma non ero nemmeno assolutamente informata sui contenuti del romanzo.
È stata così una piacevolissima sorpresa scoprire che invece si tratta di un libro molto scorrevole, grazie soprattutto all'abile uso che Tabucchi fa della ripetizione continua del nome del protagonista, spesso anticipata da verbi come "disse" o, appunto, "sostiene". Questo uso della narrazione in cui chi racconta la storia non è il classico narratore in terza persona, ma qualcuno che riporta a sua volta la testimonianza di Pereira, può far pensare (o almeno, io non ho potuto evitare di farlo) che si tratti di un poliziotto che sta rileggendo la confessione rilasciata dal giornalista al commissariato. Ma a me è venuta in mente anche una seconda ipotesi: che il narratore non sia il frutto di una situazione negativa, bensì la moglie (o il ritratto di essa); perchè Pereira è un uomo solo, con nessuno con cui parlare, e così ha l'abitudine di raccontare tutti i suoi pensieri alla fotografia della defunta consorte.
Sostiene Pereira è un libro sulla letteratura, sulla storia, sulla politica, sulla religione e sulla filosofia. In appena 186 pagine (191 se considerate la postfazione dell'autore, in cui spiega la genesi di Pereira) Tabucchi esplora tutti questi argomenti, senza mai arrivare ad annoiarci, anzi, da parte mia ho sentito solleticata la mia curiosità nell'approfondire alcuni di questi aspetti.
Un libro recente che è però già un classico della letteratura contemporanea, vincitore del Premio Campiello, che sicuramente si è aggiudicato a pieno titolo un posto nella nostra libreria.

BW

Nella nostra libreria:
Antonio Tabucchi
Sostiene Pereira. Una testimonianza
ed. La Biblioteca di Repubblica
191 pag.