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mercoledì 18 dicembre 2013

Il bosco delle volpi - Arto Paasilinna (1983)

"Sono cinque anni che non assaggio più il 'kalakukko', mi credi Oiva? A volte mi viene una maledetta voglia di polpettine di carne, tale da farmi bruciare lo stomaco. Tu li hai provati, no, i loro hamburger?"
Il direttore Jabala

TRAMA
Cosa hanno in comune un malvivente dedito alla bella vita, un maggiore dell'esercito alcolizzato e la skolt più vecchia del mondo? Apparentemente nulla, ma quando la sorte (o la penna di Paasilinna) ci mette lo zampino, tutto è possibile.
La storia inizia da un antefatto di cinque anni prima, quando il gangster di professione Oiva Juntunen ruba tre lingotti di oro purissimo alla Norvegia, insieme a due complici, di cui uno è un feroce assassino. Il loro piano prevede la cattura dei due compari e la custodia del bottino da parte di Juntunen sino alla scarcerazione. Ma la cupidigia, ahimè!, ha la meglio sulla parola data, e così il nostro Arsenio Lupin finnico fugge con l'intera refurtiva e diviene latitante prima in Florida, poi in Lapponia.
Lì incontra Sulo Remes, maggiore dell'esercito che, alcolizzato e stanco della fiacca vita di un ufficiale in tempo di pace, ha deciso di prendersi un anno di aspettativa non retribuita. Non sa nemmeno lui cosa vuole fare, all'inizio pensa di laurearsi, ma è attratto anche dalla ricerca dell'oro lappone.
Dopo un inizio piuttosto burrascoso, i due scendono a patti e decidono di collaborare, si stabiliscono in una capanna che rendono col tempo una reggia fornita di ogni comfort ed arrivano ad adottare un cucciolo di volpe, che chiamano Cinquecentino.
Una sera poi alla strana coppia si aggiunge la fuggiasca skolt novantenne Naska Moniskoff, che è scappata insieme al vecchio gatto Jermakki perchè non vuole essere ricoverata in maniera coatta in un ospizio per anziani, ed infine due ragazze squillo scandinave, Agneta e Cristine.
L'allegra brigata sembra trascorrere la più felice delle esistenze; ma non dimentichiamo che un feroce assassino ricorda sempre i torti subiti.

RECENSIONE
Il bosco delle volpi è indubbiamente il mio romanzo di Paasilinna preferito, un po' per la sua atmosfera romantica, e un po' per quel sapiente miscuglio di situazioni creato dall'autore finlandese che lo rende spassoso ed accattivante. Una chicca tra tutte: la cronaca della conquista del porto di Oslo da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale.
I personaggi sono ottimamente caratterizzati; non solo gli esseri umani, ma anche gli animali e lo stesso ambiente. Esso è clemente con chi ci vive, ma spietato con chi non ne fa parte. Ad esempio le trappole per volpi piazzate dai due uomini funzionano tutte nel corso degli anni, ma non uccidono nemmeno un animale; in compenso un sacco di sprovveduti turisti tedeschi ci lasciano le penne a causa della loro ingordigia (le esche utilizzate sono delle succulente salsicce), ma in fondo, come dice Naska: "C'è un mucchio di gente da loro, in Germania. Se anche ne impiccate un po', non mi sembra così grave". Il popolo tedesco naturalmente ringrazia...
Scherzi a parte, se avete amato gli scenari incantati e le tematiche de L'anno della lepre, sicuramente apprezzerete questo piccolo capolavoro della letteratura nordica, e probabilmente vi verrà voglia di visitare queste meravigliose terre selvagge, dove ancora la mano dell'uomo non le ha contaminate eccessivamente ed è ancora la Natura a dettare legge. Ma mi raccomando, fate attenzione: se vedete una salsiccia sulla neve, farete meglio a lasciarla dov'è.


BW

Nella nostra libreria:
Arto Paasilinna
Il bosco delle volpi (Hirtettyjen kettujen metsä)
ed. Iperborea
267 pag.
traduzione di Ernesto Boella