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venerdì 6 dicembre 2013

La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano (2008)

"I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi."
Paolo Giordano

TRAMA
Alice e Mattia sono due ragazzi accomunati dall'aver vissuto entrambi un'esperienza traumatica durante la loro infanzia che li ha segnati a vita nell'anima e, nel caso di Alice, anche nel corpo, rendendoli due emarginati dalla società.
Si conoscono per caso, di sfuggita a scuola e poi ad una festa, e da subito capiscono di essere legati da un rapporto speciale, che non condivideranno mai con nessun altro.
Come direbbe Mattia, che dopo il suo trauma si è gettato a capofitto negli studi, soprattutto matematici, essi sono come due numeri primi gemelli: speciali ed unici, vicinissimi ma con sempre un terzo numero tra di loro a dividerli e ad impedire loro di toccarsi (per la precisione, Mattia è il numero 2.760.889.966.649 e Alice il 2.760.889.966.651).
La solitudine dei numeri primi narra la storia dei due ragazzi negli anni, dal lontano 1983 al 2007, del loro rapporto speciale, della loro inquietudine e della loro incapacità, nonostante i tentativi, di riuscire a far parte della società da cui si sentono esclusi.

RECENSIONE
Opera prima del fisico teorico Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi ha valso al giovane autore torinese il Premio Strega ed il Premio Campiello Opera Prima. Da tempo ero curiosa di leggerlo, ma devo ringraziare un caro amico se mi sono convinta a farlo.
Lo stile è molto pulito e lineare, da vero scienziato, tanto che a volte ci si aspetterebbe di trovare, al termine del capitolo, una piccola sigla in basso a sinistra: c.v.d., la conclusione di ogni teorema che manda in estasi il protagonista maschile del romanzo. Ma nonostante vi siano numerosi riferimenti alla matematica (che per me è un ulteriore punto a favore per il libro) credo proprio che chiunque possa leggere questo libro senza difficoltà e trovarlo molto bello, come lo giudico io.
Pur narrando di vicende tragiche ed esistenze disperate, nemmeno una volta si cade nel patetico, anzi, personalmente sono rimasta un po' scossa dalla normalità della solitudine e dell'inquietudine di Alice e Mattia. Credo che la parte più riuscita sia quella dall'infanzia all'adolescenza: perché molti durante quel periodo della vita si sentono individui unici (non necessariamente nel senso positivo del termine), senza una collocazione precisa nel mondo, e soprattutto si sentono soli, per cui forse è ancora più facile riconoscersi in alcune situazioni descritte da Giordano.
La solitudine dei numeri primi è senza dubbio un libro che consiglio di leggere, e che mi ha fatto venir voglia di leggere il secondo libro dell'autore, Il corpo umano. Chissà che non ve ne parli prossimamente...

BW

Nella nostra libreria:
Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
ed. Oscar Mondadori
304 pag.