BW&BF

giovedì 12 dicembre 2013

Il gioco di Gerald - Stephen King (1992)

"Gerald, smettila di fare lo stupido e respira, dannazione!"
Jessie Mahout

TRAMA
La vita matrimoniale tra Jessie Mahout e suo marito, il rinomato avvocato Gerald Burlingame, dopo quasi vent'anni si trova in una fase un po' stagnante, in particolar modo dal punto di vista sessuale.
E così, quando Gerald le propone di trascorrere un weekend fuori stagione nel loro cottage sulle rive del Lago Kashwakamak, nel Maine occidentale, seppur un po' riluttante, Jessie accetta. Il programma dell'intero fine settimana consiste nello sperimentare un gioco erotico proposto da Gerald, che prevede l'uso di due paia di manette (di quelle vere, da poliziotto, non quelle ridicole di plastica che si rompono subito) con le quali ammanettare la moglie alla testiera del massiccio letto matrimoniale.
Ma quando tutto sta per aver inizio, Jessie ha un ripensamento; non si sente a suo agio con questo tipo di eroticità, e cerca di far capire il proprio punto di vista al marito. Ma Gerald ci tiene davvero, si è persino preso un giorno di ferie dal lavoro per cercare di vivacizzare il rapporto di coppia, e non sembra affatto intenzionato a cedere, adesso che Jessie è lì, davanti a lui, nuda ed alla sua mercé.
Presa da rabbia e frustrazione, la donna fa l'unica cosa che le viene istintiva nella sua condizione: rifila una pedata ai testicoli del marito. Per quanto doloroso, non ci sarebbe nulla di male; se non fosse che questo causa a Gerald un malore che si rivela fatale.
E così Jessie si ritrova lontana da casa, nuda, ammanettata ad un letto, con le chiavi delle manette nei pantaloni del marito morto ed isolata da tutto e da tutti.
O no?

RECENSIONE
Consigliatomi e prestatomi anni fa da BarFly (all'epoca la "nostra libreria" non esisteva ancora), ho letto Il gioco di Gerald una notte d'estate in cui ero a casa da sola. Pessima idea. Non perchè non sia un romanzo ben scritto, au contraire!
Questo libro, infatti, si distingue dalla maggior parte delle opere di Stephen King perchè parte da una situazione assolutamente plausibile, e tutto sommato anche "normale". Non appena il marito di Jessie muore, non si può fare a meno di immedesimarsi in lei, arrivando persino a provare le sue stesse sensazioni, come i crampi, il bisogno di urinare, la fame, la sete e il terrore.
Anche in questo caso il Re del Brivido si dimostra capace di creare da una situazione "minima" un intero romanzo, perfettamente riuscito. Come un abile muratore, una volta gettate le fondamenta aggiunge pazientemente un mattone alla volta, ovvero un elemento narrativo (la consapevolezza che le chiavi sono lontane; il bicchiere d'acqua, ad appena pochi centimetri, ma comunque al di là della sua portata; la porta d'ingresso difettosa, che non si è chiusa bene e che adesso sbatte...), fino a costruire un'intero castello di puro terrore. 
Come in altre sue opere, l'autore del Maine affronta tra l'altro il tema dell'infanzia, e dei traumi ad essa legati che condizionano chi li prova per tutta la vita, arrivando anche a toccare argomenti molto spinosi.
Insomma, avete capito: Il gioco di Gerald è un libro che vi consiglio assolutamente di leggere. Fate solo attenzione a non ripetere il mio errore; e soprattutto assicuratevi di aver chiuso bene la porta.

BW

Nella nostra libreria:
Stephen King
Il gioco di Gerald (Gerald's Game)
ed. Sperling Paperback
368 pag.
traduzione di Tullio Dobner