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giovedì 20 marzo 2014

Traditori di tutti - Giorgio Scerbanenco (1966)

ATTENZIONE!!! Il libro di cui stiamo per parlare è il secondo della Quadrilogia di Duca Lamberti. Se non avete letto il precedente, intitolato Venere privata, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura del post.


 "...anche con un bocciuol di rosa si può soffocare una persona, se glielo si spinge abbastanza in fondo alla gola."
Giorgio Scerbanenco

TRAMA
É uno strano individuo quello che si presenta nello studio di Duca Lamberti, ex medico radiato dall'Ordine e che sta pensando di seguire le orme paterne entrando in Polizia. Silvano Solvere, questo è il suo nome, si rivolge a lui su consiglio dell'avvocato Turiddu Sompani, che Duca aveva conosciuto in carcere e che reputava "repellente", per una questione piuttosto insolita.
Duca infatti dovrà, dietro lauto compenso, ricostruire l'imene ad una ragazza che deve sposarsi e far credere al futuro marito, un ricco commerciante di carni della zona, di essere ancora illibata. L'ex medico, anche se non molto convinto, alla fine accetta in quanto estremamente bisognoso di denaro.
La ragazza che deve sottoporsi all'intervento, Giovanna Marelli, si reca quindi da Duca portando con sè una valigetta e chiedendo di poterla lasciare lì, spiegando che sarebbe passato a ritirarla Silvano il giorno dopo. Il dottor Lamberti, che sente puzza di bruciato, acconsente ma fa sorvegliare i movimenti della giovane da Mascaranti, uomo fidato del commissario Carrua. 
Così si viene a sapere che l'avvocato Sompani, a quanto pare, è annegato qualche sera prima insieme ad un'amica dentro ad una Fiat 1300 finita in un canale nella campagna pavese, e che la famosa valigetta si trova ancora a casa di Duca perchè Silvano non è venuto a prenderla. E non verrà mai, dal momento che qualcuno ha riempito di piombo l'auto sulla quale viaggiavano lui e Giovanna, ammazzandoli entrambi. Una miriade di inquietanti interrogativi affollano ora la mente di Duca Lamberti.
Perchè Silvano ha affermato di essere grande amico dell'avvocato Sompani, senza minimamente accennare al fatto che quest'ultimo fosse morto già da qualche giorno? C'è qualche legame tra la strana operazione che ha dovuto eseguire e la tragica morte della ragazza? E soprattutto, cosa contiene quella misteriosa valigetta custodita nel suo studio e che nessuno è riuscito a ritirare?

RECENSIONE
Uno scrittore è grande quando riesce ad anticipare i tempi, quando coglie cioè prima degli altri l'aria che tira; ed in questo (ma non solo) Giorgio Scerbanenco era senza dubbio uno scrittore vero. Traditori di tutti venne pubblicato nel 1966, in un'epoca in cui l'Italia non aveva ancora perso la propria innocenza, cosa che avverrà qualche anno più tardi (per la precisione circa un mese e mezzo dopo la prematura scomparsa dell'autore italo-ucraino) con la strage di Piazza Fontana, che diede il via ai tristemente famosi "anni di piombo" e che fece precipitare il Paese in una spirale di violenza inaudita e terrificante. Scerbanenco, con i suoi romanzi (specie quelli del ciclo di Duca Lamberti) aveva probabilmente capito che la società italiana stava cambiando e che in breve si sarebbe passati dagli episodi di malavita della quale erano protagonisti pochi ed isolati "sbandati" ad un'esplosione di ferocia e di criminalità incontrollata, come effettivamente poi avvenne. La stessa Milano dei suoi racconti non è più, come qualcuno insisteva a dipingerla, la città laboriosa che ospita al massimo qualche elemento folkloristico della vecchia ligera, ma è divenuta ormai un ritrovo di pericolosissimi delinquenti di ogni tipo, come è anche facile immaginare che accada in una metropoli di quasi due milioni di abitanti.
Traditori di tutti ci racconta questa fase di passaggio, col solito stile sobrio ed essenziale del suo autore, con una caratterizzazione dei personaggi ancora più profonda e riuscita rispetto a Venere privata e, sempre rispetto a quest'ultimo, ci offre una storia che trasuda molta più brutalità e violenza, e che si spinge oltre fino all'utilizzo di effetti grandguignoleschi. La trama poi, in apparenza intricata, si snoda in un finale nitido e che funge quasi da colpo di scena, pur non essendo tale. Mi rendo conto che ciò che ho appena scritto non è che sia molto chiaro, ma non posso proprio dire di più o rischierei di rovinarvi il piacere di scoprire da voi i retroscena di questa torbidissima vicenda.
Questo, tra le altre cose, è anche un libro nel quale si percepisce la rabbia, la frustrazione e l'indignazione di chi è tenuto a far rispettare la legge, ma che spesso viene messo in una condizione di impotenza. Traditori di tutti, che in Francia vinse anche il prestigiosissimo Grand prix de littérature policière narra in modo molto crudo, e a volte anche con un briciolo di retorica (comprensibile visti i tempi in cui venne dato alle stampe), una storia dura di gente spietata e di quelli che danno loro la caccia, i poliziotti cioè, uomini risoluti e che non disdegnano di fare ricorso alle maniere forti; insomma dei veri e propri antieroi in tutto e per tutto.
Per appassionati e cultori del genere, un libro semplicemente imprescindibile.

BF


Nella nostra libreria:
Giorgio Scerbanenco
Traditori di tutti
ed. Garzanti
224 pag.