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martedì 25 marzo 2014

Musica per organi caldi - Charles Bukowski (1983)

"Le uniche persone che conoscono la pietà sono quelle che ne hanno bisogno"
Henry Charles Bukowski 


RECENSIONE
Bukowski, ancora lui. Il pazzo, l'ubriacone, il piantagrane. Ma anche il profondo, il viscerale, il sensibile. Sempre lui, sempre quello stupefacente folle genialoide di Bukowski. 
Che dire ormai di lui che non sia già stato detto, anche meglio, da tanti altri?
Poco, se non che questo Musica per organi caldi, uscito nel lontano 1983, è un'ulteriore ed energica conferma che lo scrittore di San Pedro, in quanto a comprensione ed analisi dell'animo umano, non è proprio secondo a nessuno. 
Trentasei racconti che pongono al centro dell'attenzione quelli che normalmente non vengono mai considerati da nessuno, gli ultimi, i poveri di denaro ma anche di valori, tutti quelli che la vita ha spesso preso ha sberle, ma che in molti casi se le sono anche andate a cercare per bene, le sberle.
E il vecchio zio Buk ci fa un po' da Caronte in questi piccoli inferni quotidiani, a partire da Meno fragile della locusta, racconto che apre la raccolta, fino a Imbrogliare Marie, quello conclusivo. 
Nel mezzo tutto un campionario di storie irresistibilmente surreali e grottesche che, se da un lato divertono fino a far ridere sguaiatamente, dall'altro lasciano un senso di cupo disagio e di marcato ribrezzo nei confronti della razza umana tutta. 
Ma Bukowski, lo sappiamo ormai, è così: prendere o lasciare. Ed allora tuffiamoci in avventure paradossali, repellenti, tragicomiche, illogiche, e chi più ne ha più ne metta. 
Tra tutte a mio giudizio sicuramente meritano un plauso particolare: Declino e caduta, Una mattina del cazzo, L'uomo che amava gli ascensori, 400 chili, Una birra al bar dell'angolo, Come farsi pubblicare, Fatto finito chiuso. Standing ovation del tutto personale poi per Dolore di scarto, per il modo meraviglioso e tutto da ridere col quale viene fatto letteralmente a pezzi il prototipo del poeta pretenzioso ed intellettualoide il quale, avendo in realtà ben poco da dire, si nasconde dietro ai paroloni ed a metafore astratte del tutto incomprensibili.
Un viaggio che ci conduce in una sorta di mondo nascosto, all'interno del quale si muovono assassini, prostitute, alcolizzati, feticisti, psicopatici e maniaci di ogni tipo. Un mondo che potrà anche schifare o scandalizzare il lettore meno avvezzo a rapportarsi con certe tematiche, ma che Bukowski conosce assai bene e che, indubbiamente, sa raccontare in maniera magistrale.
Un libro che consiglio senza indugio a tutti coloro che già hanno apprezzato altre opere dello scrittore americano ma non solo, infatti mi permetto di suggerire la lettura di Musica per organi caldi anche a chi ritiene di essere una persona curiosa, che non si lascia impressionare tanto facilmente e che non ha paura di mettersi in gioco.
Sono convinto che anche Bukowski sarebbe felicissimo, di avere lettori così.

BF

Nella nostra libreria: 
Charles Bukowski
Musica per organi caldi (Hot Water Music)
ed. Universale Economica Feltrinelli
191 pag.
traduzione di Maria Giulia Castagnone