BW&BF

venerdì 21 marzo 2014

Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald (1925)

"Quando ti viene voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu."
Il padre di Nick Carraway

TRAMA
Nick Carraway, giovane broker di Wall Street, è il vicino di casa, a Long Island, di Jay Gatsby, ricco uomo d'affari (non sempre leciti) con l'abitudine di tenere ogni fine settimana enormi feste a cui partecipano innumerevoli persone.
Una sera anche Nick viene invitato a partecipare al party del vicino, e da lì i due uomini stringono un legame di profonda amicizia. Approfondendo la sua conoscenza, Carraway scopre che Gatsby ha un solo desiderio: riconquistare il suo amore di sempre, Daisy.
Ma Daisy è sposata con Tom, con il quale ha avuto anche una bambina. Certo, il marito la tradisce con Myrtle, la moglie del meccanico; ma basterà questo a Gatsby per riconquistare la donna, dopo cinque anni che non si vedono?

RECENSIONE
Peccato. Peccato davvero, perché molto mi aspettavo da questo romanzo. In fin dei conti, Il grande Gatsby è forse stato il film del 2013, tanto reclamizzato e con un enorme successo al botteghino; e così, pur non avendo (apposta) visto la versione su pellicola, quando ho visto la ghiotta offerta della Newton Compton (grandissima idea, la collana di libri a 99 cent!) non ho resistito e mi sono tuffata a capofitto tra le pagine di questo libro, aspettandomi una trama ed uno stile degni della sua fama.
E invece temo di aver puntato troppo in alto, perché il promesso capolavoro si è rivelato ai miei occhi un romanzo noioso e banale, con una trama che sembra uscita dagli sceneggiatori della già citata Tempesta d'Amore.
Credo che proprio la trama sia il punto debole de Il grande Gatsby, perché lo stile di Fitzgerald di per sé non sarebbe malvagio; naturalmente non ci si può aspettare che sia incalzante come se fosse stato scritto di recente: si tratta di un libro che ha pur sempre 89 anni, e sarebbe stupido e ridicolo non tenerne conto.
Sono piuttosto i suoi personaggi, a partire proprio da Jay Gatsby e Daisy, a non essere convincenti. Immagino che nelle intenzioni dell'autore il protagonista dovesse avere il ruolo di enfant terrible, come la sua amata quello di femme fatale. Ma mentre lui risulta semplicemente sbruffone e un po' patetico, lei interpreta perfettamente il ruolo della "bella stupidina" che tanto ambisce per la propria figlioletta. E d'altro canto nemmeno i loro "antagonisti", Tom e Myrtle, se la cavano meglio.
Torno a ribadire il concetto che si tratta esclusivamente di un'opinione personale, fatta da una persona che non ha studiato letteratura americana e che quindi si è approcciata a questo libro con la semplice fame di lettura che attanaglia un BookWorm come me. Ma ciò non toglie che, con mio grande rammarico, Il grande Gatsby non sia riuscito a conquistare il mio cuore, ma solamente un posticino nella nostra libreria.

BW

Nella nostra libreria:
Francis Scott Fitzgerald
Il grande Gatsby (The Great Gatsby)
ed. Newton Compton
125 pag.
traduzione di Bruno Armando