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domenica 23 marzo 2014

Giallo su giallo - Gianni Mura (2007)

"<<E ringrazi i suoi, giù a Roma. Si sono mossi subito.>>
<<Ci credo, non succede spesso che un inviato sia accusato di omicidio proprio alla vigilia di un Tour che può vincere un italiano.>>
<<Non me ne intendo, io seguo solo il rugby. Per me il ciclismo è uno sport da pazzi furiosi.>>"
L'avvocato Rigaud e Gianni Mura


TRAMA
Gianni Mura, firma di prim'ordine ed inviato di "la Repubblica" al Tour de France, viene coinvolto il giorno prima dell'inizio della corsa in un brutto fattaccio. 
Una giovane prostituta che un paio d'ore prima aveva tentato di abbordarlo, viene ritrovata strangolata fuori dalla porta della sua stanza d'albergo.
Inizialmente sospettato, viene scagionato quasi subito, giusto in tempo per poter seguire la tappa inaugurale ed inviare alla redazione il primo di una lunga serie di fantastici articoli (che ci vengono tutti proposti) scritti col suo stile inconfondibile.
Ma, quando qualche sera dopo viene ucciso un giornalista molto popolare che seguiva anch'egli la manifestazione, allora fa capolino lo spettro del "Serial killer del Tour" ed entra in gioco il distinto ed acuto commissario Magrite. Una via di mezzo tra il famoso pittore surrealista Magritte, e uno dei detective più celebri della narrativa poliziesca, Maigret, il commissario indaga con un metodo piuttosto anomalo ma efficace su queste morti misteriose che stanno insanguinando la gara ciclistica più prestigiosa del mondo.
Scandito dai commenti alla tappa dell'autorevole inviato, Giallo su giallo usa nomi fittizi dietro ai quali si celano le star del ciclismo mondiale, ma per chi ne mastica un po' di due ruote non sarà difficile realizzare che, tanto per fare alcuni esempi, lo strafavorito Bill Sheldon altri non è che Lance Armstrong, mentre il nostro Mirko Valli in realtà è Ivan Basso, Tommy Borkamp è Tom Boonen e Kapetanov è Vinokurov.
Giallo è il colore della competizione francese, come la maglia che viene indossata dal leader della classifica, ma in questo caso il giallo ha anche un altro e più oscuro significato; proprio come i post-it numerati (gialli naturalmente) che l'assassino lascia accanto ai cadaveri delle vittime.


RECENSIONE
Cresciuto alla scuola di un altro grande Gianni del giornalismo sportivo mondiale, sto parlando ovviamente di Brera, Gianni Mura credo che sia l'unico rimasto in Italia ad appartenere a quella vecchia scuola che comprendeva anche, oltre al già citato Brera anche l'indimenticato e grandissimo Beppe Viola, che parlava di sport con vasta competenza, ma senza mai alzare i toni e la voce (come al contrario avviene sempre più spesso al giorno d'oggi), raccontando gli avvenimenti con un garbo ed un'eleganza ormai quasi scomparse; il tutto condito da un'ironia sagace e genuina.
In questo libro, che è un vero e proprio atto d'amore non solo verso il Tour, ma anche nei confronti di un certo modo di viverlo e di raccontarlo, Mura inserisce una buona trama poliziesca, non certo un capolavoro massimo del genere, ma accattivante quel tanto che basta per coinvolgere il lettore fino all'ultima pagina. 
Un giallo che però in verità è un piccolo pretesto per narrare delle tantissime leggende ed imprese eroiche che costellano questa celeberrima corsa: dalle miriadi di personaggi, anche improbabili, che hanno affollato (ed affollano) le sale stampa, agli splendidi ed evocativi paesaggi delle Alpi Provenzali o della campagna bretone, fino alle abbuffate a base di specialità locali e vini pregiati nelle quali gli addetti ai lavori si scambiano opinioni e segreti, spesso facendo le ore piccole.
Mura ha seguito questa kermesse per la prima volta nel 1967, l'anno della tragedia di Tommy Simpson al Mont Ventoux (rievocata dall'autore in modo splendido, pur nella sua drammaticità) e, da autorevole cronista, snocciola tutta una serie di aneddoti, alcuni divertenti, altri meno, a proposito di quel villaggio o di quella particolare salita.
Emerge anche una forte nostalgia per un tempo che non c'è più, quando Il Tour de France era una carovana che, come un grande circo, percorreva il Paese e che si svolgeva in mezzo alla gente, costituendo un'occasione di festa. Come afferma infatti egli stesso: "A Luchon ho visto Merckx e gli altri dormire su brande allineate nei corridoi del liceo, far la coda per le docce dopo un tappone pirenaico. Quello era il Tour-caserma di Goddet e Lévitan, indossavano una sahariana che era quasi un'uniforme. Adesso è un'altra cosa. Quel Tour si fa rimpiangere, questo è difficile amarlo."
Primo romanzo del giornalista milanese, che nel 2007 si è aggiudicato il Premio Grinzane-Cesare Pavese per la narrativa, Giallo su giallo è senza dubbio una lettura assolutamente rilassante e piacevole, anche se magari non siete ciclofili accaniti.

Il giorno scelto per questo post non è casuale, infatti oggi si corre la Milano-Sanremo, ovvero la grande classica che tradizionalmente dà il via alla stagione ciclistica. Intendo così portare un mio piccolissimo omaggio ad uno sport che, come il calcio o l'automobilismo, è tra quelli che più hanno acceso la fantasia popolare e che, purtroppo, sono anche gli stessi che oggi rischiano di essere rovinati definitivamente dai troppi interessi in ballo, piuttosto che da violenze, imbecillità assortite, regolamenti assurdi o, nel caso appunto del ciclismo, dalla piaga del doping.
Augurandomi che questo magnifico sport riesca a ritrovare quel minimo di credibilità necessario a far sì che torni di nuovo ad accendere la passione della gente, segnalo questo godibilissimo libro all'attenzione non solo degli sportivi (che sono sicuro, se lo berranno in un fiato) ma anche a chi, in generale, ama la buona scrittura.

P.S. Invito caldamente mio fratello, ex ciclista dilettante ed amante dei buoni libri, quando ne avrà il tempo (ed io so bene che ora come ora purtroppo ne ha poco) a leggere Giallo su giallo in quanto, e su questo sono pronto a mettere tutte e due le mani sul fuoco, arriverà ad amarlo alla follia.
Sono persino disposto a prestarglielo, pensa un po' te cosa non si farebbe per un fratello!

BF


Nella nostra libreria:
Gianni Mura
Giallo su giallo
ed. Universale Economica Feltrinelli
227 pag.