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martedì 11 marzo 2014

Pericle il Nero - Giuseppe Ferrandino (1993)

"Non ho un gran pesce e non faccio mai molto male. D'altronde non devo fare male, io devo solo svergognare. Quando la persona è svergognata capisce e riga diritto."
Pericle Scalzone


TRAMA
Pericle Scalzone è un trentottenne napoletano cronicamente disoccupato che vive in casa dello zio. Ex attore porno di infimo livello, è grasso e rozzo, ma possiede una dote molto particolare: riesce ad avere un'erezione quando vuole e in qualsiasi momento, praticamente a comando.
Questo gli torna molto utile nell'attività che gli consente di sbarcare il lunario: Pericle infatti di mestiere "fa il culo alla gente", per conto di Don Luigino Pizza, boss di Forcella.
Don Luigino controlla il racket delle pizzerie, da qui il suo nomignolo, e capita che talvolta entri in contrasto con qualcuno, per questioni di affari o altro, ed allora chiama il nostro Pericle che va subito a trovare il malcapitato e, senza battere ciglio, prima lo stordisce, poi lo lega ed infine tira fuori "il pesce" e lo violenta.
Un giorno però, durante una spedizione punitiva nei confronti di un prete che durante la messa domenicale ha inveito pesantemente contro il boss, si ritrova in una circostanza che non aveva previsto, la situazione gli sfugge di mano e combina un grosso guaio, pestando così i piedi ad una famiglia rivale.
A questo punto, nonostante le rassicurazioni di Don Luigino, Pericle si vede costretto a fuggire perchè è sicuro di esser stato condannato a morte e a Napoli non si sente più sicuro. Inizia quindi una fuga per tutta l'Italia centro-meridionale cercando disperatamente di far perdere le proprie tracce. 
Ci riuscirà?

RECENSIONE
Giuseppe Ferrandino, classe 1958, nativo di Ischia ed ex sceneggiatore di celebri fumetti tra i quali Dylan Dog e Topolino, pubblica inizialmente Pericle il Nero, suo esordio assoluto nelle vesti di romanziere, sotto lo pseudonimo Nicola Calata nel lontano 1993. Il libro però passa pressochè inosservato fino a che non suscita l'interesse della casa editrice francese Gallimard, il quale ne acquista i diritti e due anni dopo lo ristampa oltralpe, ottenendo un successo clamoroso e creando un vero caso editoriale. Ancora una volta è un gran peccato dover constatare che gli scrittori di talento esistono anche da noi, ma spesso ce ne accorgiamo solo quando sono gli stranieri a farcelo notare, intravedendo potenzialità che sovente noi non riusciamo a cogliere.
Detto ciò, Pericle il Nero è un altro bell'esempio di noir italiano ben fatto e credibile, ambientato in una Napoli raffigurata in modo del tutto inusuale, vale a dire estremamente cinica, fredda e molto malinconica, lontana dai noiosi stereotipi "pizza-golfo-mandolino" e che a me ha ricordato  addirittura in certi frangenti la San Francisco degli anni Settanta immortalata nella celebre serie televisiva Le strade di San Francisco.
Ferrandino si dimostra un autore di tutto rispetto, confezionando una storia nella quale i personaggi sono caratterizzati benissimo, su tutti Don Luigino, che viene descritto in maniera così minuziosa ed accurata che, quando leggevo le sue battute, le sentivo pronunciare nella mia testa con uno spiccato accento partenopeo. 
Altra nota di merito, il particolare slang usato dall'autore per raccontare tutta la storia, che viene narrata in prima persona dallo stesso Pericle, e che consiste in un italiano fortemente impreziosito da termini dialettali che rendono il tutto realistico (dubito infatti che i camorristi tra di loro si esprimano  in linguaggio aulico), ma che tuttavia riesce a risultare chiaro e comprensibile a tutti.
Un romanzo abbastanza breve e coinvolgente, che parla di vicende quasi grottesche, e nel quale è sempre presente un'ironia di fondo dai toni piuttosto amari. Gran bel libro che si legge tutto in un fiato anche perchè una volta iniziato, diventa veramente difficile separarsene fino a che non si è arrivati alla sua conclusione.

BF


Nella nostra libreria:
Giuseppe Ferrandino
Pericle il Nero
ed. Adelphi
144 pag.