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sabato 29 marzo 2014

Non buttiamoci giù - Nick Hornby (2005)

"Se posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo? Certo che posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo. Cavolo, non sono mica deficiente."
Martin Sharp

TRAMA
È risaputo che sotto le feste di Natale il numero di suicidi (tentati o riusciti) aumenta rispetto al resto dell'anno, ed in particolar modo la notte di capodanno sembra attirare coloro che non vogliono più vivere.
Forse Martin, conduttore televisivo ormai noto più per uno scandalo sessuale che per la sua trasmissione (scandalo a causa del quale è stato in prigione e ha perso moglie, figlie e lavoro), avrebbe dovuto pensarci, quando ha scelto proprio la notte di San Silvestro per recarsi in cima alla Casa dei Suicidi con l'intenzione di gettarsi dal cornicione. Sì perché la stessa idea l'ha avuta anche Maureen, cinquantunenne tutta casa (di cura del figlio) e chiesa, che trascorre tutta la vita in funzione di Matty, il figlio ritardato che non sa parlare né camminare e probabilmente nemmeno chi sia sua madre. La cosa è piuttosto imbarazzante: il suicidio dovrebbe essere un atto solitario, e così i due cominciano a discutere su chi e come debba gettarsi per primo.
Ma mentre stanno disquisendo dei dettagli, una terza figura si avvicina correndo e tentando di approfittare della scaletta di Martin per gettarsi, e solo un placcaggio dell'uomo riesce a fermarla: si tratta di Jess, la diciottenne, sboccatissima e apparentemente pazza furiosa Jess. I due adulti proprio non possono accettare che una ragazzina così giovane si suicidi, ha tutta una vita davanti da poter vivere e troppa poca vita alle spalle per aver fatto qualcosa di irrimediabile. I toni quindi passano dalla discussione ad un vero e proprio litigio, quand'ecco che...
Quand'ecco che arriva JJ, fattorino delle pizze (con tanto di vegetariana e salamino piccante) che arriva per completare il poker di aspiranti tuffatori.
Quattro persone sono decisamente troppe. Smorzati un po' i toni e senza nulla da perdere, la combriccola decide di scendere dalla Casa dei Suicidi (per le scale), posticipando l'appuntamento con la morte.

RECENSIONE
Primo: non smetterò mai di gridare al mondo il mio amore (professionale, s'intende) per Massimo Bocchiola (sì, lo so, non a tutti interessa il lavoro di un traduttore, ma non posso farci niente, è il mio pallino fisso)! Se nei romanzi di Welsh, come ho già scritto in passato, dimostra tutta la sua bravura traducendo in un linguaggio colloquiale ma mai dialettale lo slang dei personaggi, qui ha superato sè stesso. Un conduttore televisivo, una cinquantenne (sospetto irlandese), una ragazzina sboccatissima e un americano parlano quattro lingue diverse, e Bocchiola ha saputo riportare questi linguaggi in maniera a dir poco magistrale.
Secondo: ho appena scoperto un nuovo amore, quello per Nick Hornby. È stato un vero e proprio colpo di fulmine, ed è per questo motivo che ho scelto proprio l'inizio del libro che mi ha fatta innamorare di lui come citazione. In quelle poche righe infatti è racchiuso il sunto del romanzo intero, tema, linguaggio e registro.
Non buttiamoci giù è infatti un'idea semplice ma geniale, e quando, finita la prima parte, il pathos scema e l'attenzione potrebbe calare, BAM!, ecco che Hornby comincia la seconda parte con delle trovate inaspettate e mai scontate e ci accompagna per mano per tutto il percorso del Club dei Suicidi, con continui cambi di registro (grazie al fatto che il tutto è narrato in maniera alternata dai quattro protagonisti) che impediscono di stagnarsi su una precisa situazione o un preciso punto di vista.
Un libro estremamente comico, ma allo stesso tempo profondamente riflessivo sul tema dell'amore per la vita che, quando risulta troppo diversa da come vorremmo che fosse, ci induce a desiderare la morte.
Solamente pochi giorni fa (lo so, sono un po' fuori dal Mondo!) ho scoperto che è appena uscita al cinema la trasposizione su pellicola di questo romanzo, ma non l'ho visto, per cui non so dirvi se sia fedele al libro o no. Posso solamente dirvi che il romanzo è strepitoso, uno dei più belli che abbia letto negli ultimi tempi. 
E se vi trovate in un periodo della vostra vita in cui non tutto fila proprio come vorreste (ve lo dico per esperienza personale), Non buttiamoci giù non potrà che strapparvi un sorriso. La vostra vita sicuramente non cambierà, ma la vedrete un po' meno grigia di prima.

BW

Nella nostra libreria:
Nick Hornby
Non buttiamoci giù (A Long Way Down)
ed. Guanda Le Fenici
293 pag.
traduzione di Massimo Bocchiola