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lunedì 31 marzo 2014

Diavoli di donne - Jim Thompson (1954)

"Aveva il culo poggiato sopra a un malloppo da centomila, e faceva battere la nipote per un piatto di fagioli. 
Sì, funzionava.
Mi garbava che fosse così, quindi decisi che così era."
Frank "Dolly" Dillon


TRAMA
Questa è la storia di Frank "Dolly" Dillon, un uomo al quale tutti hanno sempre reso la vita impossibile.
Lui non è che un poveraccio che ha sempre lavorato duro per cercare di emergere, ma c'è sempre stato qualcuno che gliel'ha impedito. E quel qualcuno sono le donne (o come le chiama lui, "baldracche") che ha incontrato sulla propria strada che, avendo capito che razza di persona per bene lui fosse, prima l'hanno sfruttato e poi se ne sono andate prendendosi tutto senza dare nulla in cambio.
Naturalmente questa è la sua versione dei fatti, e non è che le cose siano sempre andate così, anzi. Ma Dolly è fatto un po' in questo modo: paranoico, un po' vittimista e leggermente misogino.
Fatto sta che ora, non più giovanissimo, è finito a fare il venditore porta a porta in una scialba cittadina del Midwest per conto della Pay Easy, una dubbia società di prodotti di largo consumo.
Continuamente punzecchiato dal suo superiore, il viscido ma furbo Staples, a causa del suo rendimento non esaltante, Dolly un giorno suona alla porta di una vecchia signora che gli propone di pagare un servizio di posate in natura, offrendogli il corpo della giovane nipote Mona.
Il venditore ambulante così, rimasto solo con la ragazza, capisce subito che la zia è solita farla prostituire al fine di ottenere piccoli favori e, attratto ed anche impietosito, decide di aiutarla.
Dolly è sposato con Joyce, un'altra di quelle che non hanno mai fatto altro che tormentarlo, che però al termine di un litigio particolarmente violento, se ne va di casa.
A questo punto Dolly, che nel frattempo è venuto a sapere dall'ingenua e timida Mona che la zia custodisce segretamente in cantina un bel po' di soldi, organizza un piano veramente perfetto per impadronirsi del denaro e fuggire con la giovane.
L'occasione è davvero ghiotta ma, come spesso accade, per quanto un piano sia studiato nei minimi dettagli (e questo non lo è affatto), alla fine c'è sempre qualcosa di imprevisto che rischia di mandare all'aria tutto quanto.

RECENSIONE
É ufficiale: io adoro Jim Thompson. 
Che ci volete fare, mi piace tantissimo il suo stile, il modo di raccontare le sue storie che pullulano di uomini sconfitti, di donne smaliziate e dozzinali e, più in generale, di un'umanità fatta di perdenti e di disperati. Come un altro grandissimo della letteratura americana, Bukowski, Thompson riesce a rendere al meglio quando dà vita a vicende corrotte, con personaggi squallidi e miserabili. Personaggi che però rimangono ben impressi nella mente del lettore grazie alle straordinarie caratterizzazioni realizzate dallo scrittore dell'Oklahoma.
E così anche Dolly Dillon entra a far parte della leggendaria galleria dei protagonisti creati da Thompson per le sue opere, dal cinico e scaltro Joe Wilmot di Nulla più di un omicidio, al docile psicolabile Kid Collins di É già buio, dolcezza: tutta gente allo sbando alla quale il destino offre un'ultima opportunità per cercare di dare una svolta alla propria sciagurata esistenza. 
Diavoli di donne è un romanzo che parte da una trama semplice, quasi banale, ma che arriva ai vertici assoluti per quanto riguarda un genere, il noir, che Thompson è riuscito a nobilitare, grazie anche alla recente riscoperta di molti suoi lavori che al tempo vennero accantonati un po' troppo frettolosamente. Da segnalare a questo proposito il finale di questo libro, assolutamente sorprendente ed anche sperimentale, soprattutto se pensiamo a quando è stato scritto.
Un'ulteriore nota di merito (dovuta) va al traduttore Luca Briasco, per il non facile lavoro di "attualizzazione" del linguaggio thompsoniano, senza tuttavia snaturarlo.
Agguerrita ed iperproduttiva macchina da guerra letteraria, al pari forse solo di Dick e del nostro Scerbanenco, l'autore di Anadarko concepì centinaia tra racconti e romanzi nel corso della propria vita, smentendo clamorosamente chi afferma che quantità non è mai sinonimo di qualità.
Le due cose raramente possono coesistere, è vero, ma se si possiedono la genialità visionaria e l'enorme talento di Jim Thompson, è proprio il caso di dire che nulla è impossibile.

BF

Nella nostra libreria:
Jim Thompson
Diavoli di donne (A Hell of a Woman)
ed. Fanucci Editore 
197 pag.
traduzione di Luca Briasco