BW&BF

lunedì 3 marzo 2014

Nero. - Tiziano Sclavi (1991)

"Nella notte... fredda e scura...
chi ha paura? chi ha paura?
Ha paura... l'assassino 
d'incontare il suo... destino"
Federico Zardo?


RECENSIONE
Tiziano Sclavi è universalmente conosciuto presso il grande pubblico principalmente per essere il padre di Dylan Dog, vale a dire uno dei fumetti italiani più venduti di tutti i tempi e che con le sue atmosfere tipicamente horror (ma non solo) continua a vantare tuttora un vastissimo seguito di appassionati.
All'epoca in cui da giovane lettore del fumetto in questione comprai questo libro non erano invece in molti a sapere che Sclavi era anche un talentuoso scrittore di romanzi.
Scritto inizialmente nel lontano 1984, "Nero." doveva essere nell'idea originaria dell'autore, una semplice sceneggiatura per un fumetto che però non vide mai la luce. E difatti, questo è essenzialmente: uno script che, con uno stile che unisce thriller e noir, descrive un macabro girotondo nel quale una male assortita coppia di amanti, insicuro e nevrotico lui, apparentemente svanita (in realtà cinica e decisa) lei, si danno da fare per cercare di seppellire una valigia contenente un cadavere che, incredibilmente, continua a sparire.
Nella storia, che si svolge in una Milano particolarmente tetra e dark, ad un certo punto entrano, tra gli altri, anche un sordido investigatore privato che ricatta l'uomo (che forse si chiama Zardo) e persino un boss della malavita.
Direi che la caratteristica peculiare del romanzo, oltrechè un tema da sempre caro a Sclavi, è il continuo ribaltamento di ruoli e personaggi che arriva volutamente a confondere il lettore e a fargli perdere ogni tipo di punto di riferimento riguardo a chi possa essere il vero protagonista del racconto.
Ricordo che acquistai il libro molto incuriosito dalla grande campagna promozionale che venne fatta all'epoca su Dylan Dog e su altri albi della Bonelli, ma che lo comprai praticamente a scatola chiusa, non sapendo bene cosa aspettarmi. Invece Nero. mi piacque, e molto, soprattutto perchè mi dava la possibilità di ritrovare lo Sclavi che amavo di più: quello più legato allo splatter, alla paura che si serve anche di elementi appartenenti al mondo dell'infanzia (non a caso l'autore lombardo ha realizzato nella sua lunga carriera, anche diversi racconti per bambini), al grottesco, ed il tutto condito dalla sua tipica vena ironico-surreale. Scritto con una tecnica a dir poco scarna ed essenziale, rappresenta perfettamente per me il sunto di tutto ciò che deve essere un buon giallo: ovvero tensione, coinvolgimento e la presenza costante di un forte senso di angoscia.
Forse l'unica cosa che non mi ha mai convinto e che mi ha sempre lasciato un po' deluso, sono le ultime pagine. Non tanto per il finale che, in effetti non è un vero finale, ma per alcune situazioni un po' avulse dal contesto che non aggiungono nulla alla trama, anzi la complicano ulteriormente.
E Nero. è già di suo abbastanza complesso e contorto.
In appendice poi, una piccola chicca. Un breve racconto intitolato Film, che il fumettista scrisse giovanissimo facendogli anche vincere il Premio Scanno, e che rappresenta un interessante tentativo, forse non completamente riuscito, di fondere l'horror con il surreale e strutturato secondo una rapida sequenza di immagini, proprio come una serie di istantanee. Già allora, però, era possibile notare la presenza di alcuni elementi, come la ripetività sistematica di certi eventi o il suo peculiare umorismo black, che in futuro contribuiranno a fare le fortune di Dylan Dog.
Sebbene non sia il più accessibile e facile dei racconti, io comunque direi a tutti di provare a fare un tentativo con questo breve romanzo soprattutto a tutti coloro (e credo siano rimasti veramente pochi) non abbiano mai avuto occasione di sfogliare gli albi del celebre "Indagatore dell'incubo", anche perchè sono piuttosto convinto del fatto che i suoi fan più sfegatati già lo custodiscano gelosamente nelle proprie librerie.

BF


Nella nostra libreria:
Tiziano Sclavi
Nero.
ed. Camunia
140 pag. (Nero.) + 78 pag. (Film)