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mercoledì 2 aprile 2014

Tre uomini a zonzo - Jerome K. Jerome (1900)

"Non vi sarà nessuna informazione utile in questo libro. Chiunque credesse di poter fare un giro attraverso la Germania e la Foresta Nera, con l'aiuto di questo volume, si perderebbe, probabilmente, ancor prima di arrivare all'estuario del Tamigi. In complesso, questa sarebbe ancora la miglior cosa che gli potesse capitare."
Jerome Klapka Jerome


TRAMA
Ritornano George, Harris e Jerome, i tre strampalati e divertenti protagonisti del meraviglioso Tre uomini in barca, alle prese con un'altra avventura delle loro, ambientata questa volta "in continente".
É trascorso qualche annetto ed alcune cose sono un po' cambiate: tanto per cominciare Jerome ed Harris sono diventati padri di famiglia, George al contrario continua a rimanere scapolo convinto, mentre purtroppo il simpaticissimo Montmorency non c'è più.
Ed è soprattutto dall'esigenza di Jerome ed Harris di "staccare" un po' dal nucleo famigliare che nasce l'idea di fare una gita insieme, come ai vecchi tempi.
Naturalmente nessuno se la sente di dire alle rispettive mogli la verità, pertanto i tre studiano un'itenerario particolarmente inadatto a donne e bambini, ad esempio attraversare la Foresta Nera in bicicletta, in modo da far sì che le consorti declinino l'invito fin dall'inizio, lasciando andare da soli i tre amici.
Ed è così che accade infatti, anche perchè questa volta il diabolico trio ce l'ha messa proprio tutta per organizzare una vacanza da veri uomini, che loro mica han tempo da perdere appresso ai capricci delle donnette!
Sarà un'avventura da uomini duri, durissimi. Forse anche troppo...


RECENSIONE
Ideale seguito del già citato  Tre uomini in barca, questo romanzo costituisce un altro esempio del formidabile talento umoristico di Jerome. Certo, i tre protagonisti sono un po' invecchiati, ed in alcune pagine si respira un po' di nostalgia per "i bei tempi", ma nel complesso Tre uomini a zonzo è un'opera piacevole che, pur non raggiungendo a mio giudizio i vertici di divertimento toccati nel volume precedente, resta in ogni caso una lettura estremamente godibile.
Già solo nelle battute iniziali, quando i nostri devono avvertire le mogli della loro decisione di allontanarsi un po' dalla vita di famiglia, vedrete che vi risulterà alquanto difficoltoso non lasciarvi andare ad una sana risata. I due sposati infatti, convinti di essere assolutamente indispensabili alle rispettive donne, cercano di scaricare la colpa su George, l'unico ancora libero da vincoli e che li ha quasi obbligati ad accettare.
Sorprendentemente invece, le mogli informano i mariti che non c'è alcun problema, vadano pure e si divertano, in quanto anche a loro non par vero di liberarsi per qualche tempo della loro ingombrante presenza.
Ed è così che inizia un pellegrinaggio che parte da Amburgo e che dovrebbe condurre il terzetto nel cuore della Foresta Nera ma che, ad un certo punto, fa una "piccola" deviazione e porta Jerome, George ed Harris a visitare anche Hannover, Dresda e Praga.
Quel che ne esce è uno spassoso trattato di sociologia sulle diverse abitudini dei tedeschi, considerati precisi, ordinati e maniacali fino all'eccesso.
Sono davvero tutte da ridere le bonarie prese in giro che vengono fatte ai danni dei sudditi del Kaiser; spiritose osservazioni che però non risultano mai offensive. Anzi, ce n'è pure per il cittadino inglese medio, descritto da Jerome come: "Incapace di imparare una sola parola d'una lingua che non sia la propria, o ben deciso a non impararla, viaggia col portafoglio in mano da un capo all'altro del continente".
Verso la fine, complice anche un tono un po' più "serio" che viene dato alla descrizione di alcune esibizioni caratteristiche ma decisamente violente come la Mensur, si tende a sorridere meno, soprattutto quando il buon Jerome si lancia in un paio di considerazioni sul popolo tedesco (che per tante cose definisce: "il migliore al mondo") che, a noi che sappiamo quello che sarebbe accaduto di lì a qualche decennio, suonano terribilmente sinistre e premonitrici.

"Si può dire che il tedesco sia un individuo sempre disposto ad andare dovunque e a fare qualunque cosa gli venga ordinata. Il concetto tedesco parrebbe il seguente: 'Cieca obbedienza di fronte ad ogni divisa'.
Fino ad ora il tedesco ha avuto la somma fortuna di essere ben governato; se continua così, per lui le cose andranno a gonfie vele. I guai cominceranno, però, quando per un caso qualunque, si guasterà qualche ingranaggio della macchina del governo." 

Naturalmente Jerome parlava solamente di impressioni ed il suo giudizio sui tedeschi è nel complesso molto positivo, anzi, in più di un'occasione afferma convinto che i britannici avrebbero un bel po' da imparare da loro.
I grandi scrittori però, dicevamo tempo fa, si riconoscono anche nel modo in cui riescono a cogliere i cambiamenti prima che essi avvengano.  
In questo senso si può tranquillamente dire che Jerome K. Jerome fosse uno di questi.

BF 


Nella nostra libreria:
Jerome K. Jerome
Tre uomini a zonzo (Three Men of the Bummel)
ed. BUR ragazzi
309 pag.
traduzione di Alberto Tedeschi