BW&BF

martedì 15 aprile 2014

La vergine azzurra - Tracy Chevalier (1997)

"Saint Vierge, aide-moi."
Isabelle du Moulin

TRAMA
Ella Turner è una ragazza americana che per seguire il marito si trasferisce in Francia, nella Linguadoca, che casualmente scopre essere la regione d'origine della sua famiglia. Incuriosita comincia a fare ricerche sui suoi antenati, e contemporaneamente ha degli incubi ricorrenti in cui è sempre presente una bellissima ed allo stesso tempo inquietante tonalità di azzurro.
Parallelamente viene narrata la storia di Isabelle, una ragazza (ed in seguito donna) della Francia ugonotta del XVI secolo con la segreta e proibita devozione verso la Madonna, raffigurata con i capelli rossi proprio come lei. E con un manto azzurro.

RECENSIONE
Opera prima dell'autrice del famosissimo La ragazza con l'orecchino di perla, La vergine azzurra anticipa peculiarità riproposte anche successivamente, come ad esempio l'ambientazione (l'Europa protestante di alcuni secoli fa) e le protagoniste (ragazze di cui assistiamo al passaggio dalla fanciullezza all'età adulta).
La Chevalier però è stata brava a caratterizzare in maniera differente i tre personaggi femminili sui quali sono incentrate le vicende. Tralasciando Griet, di cui abbiamo già trattato nel relativo post, analizziamo brevemente Ella ed Isabelle. Per quanto si intuisca fin dal principio che le due sono in qualche modo collegate, è impensabile che un'americana ventottenne dei giorni nostri possa essere identica ad un'adolescente francese del '500; il contrario sarebbe apparso alquanto grottesco. L'autrice ha quindi centrato in pieno il realismo delle due donne, riuscendo ugualmente a rendere tramite i sogni, certi pensieri e due colori (il rosso ramato dei capelli e l'azzurro lapislazzuli della stoffa) il legame psichico oltre che genealogico tra esse.
Meno bene e sinceramente un po' forzata invece a mio parere la rappresentazione degli altri personaggi di entrambe le epoche, soprattutto quella moderna; insipidini e nel contempo esagerati, purtroppo anzichè rinforzare la struttura del romanzo talvolta rischiano di appesantirlo e rallentarne il ritmo.
La vergine azzurra comunque, considerando che si tratta pur sempre di un romanzo d'esordio, rimane un libro gradevole che piacerà sicuramente a chi già conosce la scrittrice di Washington; a chi però non ha mai letto una sua opera, personalmente sconsiglierei di partire proprio da questa, perchè rischierebbe di non far apprezzare al meglio un'autrice che invece merita.
La vergine azzurra è infine un ottimo spunto per fare un ripassino di storia nonchè un approfondimento di geografia.

 BW

Nella nostra libreria:
Tracy Chevalier
La vergine azzurra (The Virgin Blue)
ed. BEAT
303 pag.
traduzione di Massimo Ortelio