BW&BF

mercoledì 9 aprile 2014

Battle Royale - Koushun Takami (1999)

"Lasciate che vi spieghi la situazione. La ragione per cui voi tutti oggi siete qui è [...] per ammazzarvi a vicenda"
Kinpatsu Sakamochi

TRAMA
Nello stato totalitario della Repubblica della Grande Asia dell'Est, la classe terza B della scuola media dell'istituto Shiroiwa, quarantadue tra ragazzi e ragazze più il prof. Masao Hayashida, si trova su un autobus, destinazione: la gita di classe sull'isola di Kyusyu. O almeno così tutti credono, finché non accade qualcosa di strano: pian piano tutti sull'autobus si addormentano. Al risveglio, un'amara sorpresa. I ventuno ragazzi e le ventuno ragazze fanno parte di una delle cinquanta classi di terza media che ogni anno vengono estratte per partecipare alla Battle Royale, un'"Esperimento di Battaglia" che impone ad ognuno degli alunni delle classi selezionate di sterminarsi a vicenda, finché non rimangono solamente cinquanta sopravvissuti, uno per ogni classe.
Come se non bastasse, la terza B fa un'altra macabra scoperta: il prof. Hayashida, che aveva provato ad opporsi, è stato ucciso senza alcuno scrupolo. Due ragazzi provano allora a protestare: immediatamente vengono messi a tacere dai soldati. Per sempre.
40 studenti rimasti.

RECENSIONE
Sì, lo so, ho probabilmente scoperto l'acqua calda. Sì, lo sapevo già che la saga degli Hunger Games da qualche parte doveva aver preso ispirazione. Ma non credevo che potesse esistere un romanzo così tanto simile come idea di base da rasentare il plagio (ciò non toglie che si tratti di una bellissima trilogia, sia ben chiaro!).
In realtà ci sono svariate differenze tra questo romanzo e i tre della Collins, a partire dai protagonisti: se nella saga infatti abbiamo Katniss Everdeen che è protagonista e narratrice stessa della storia, in Battle Royale ogni capitolo può variare il o i ragazzi su cui è incentrato, e molti studenti acquistano con l'evolversi del racconto uguale importanza tra loro.
Se da una parte ricorda appunto la trilogia dell'autrice americana, dall'altra questo romanzo non può non far pensare ad un altro grande classico incentrato su una società di ragazzi di cui abbiamo già parlato: Il Signore delle Mosche. Ragazzini su un'isola, sopravvivenza, formazione di gruppi, strategia... sono tutte parole chiave che accomunano i due libri, pur avendo allo stesso tempo profonde differenze di fondo, a partire dalla trama.
Però adesso basta paragonare Battle Royale ad altre opere letterarie, altrimenti rischierei solamente di sminuirlo. Credo che sia infatti uno dei romanzi più belli ed avvincenti che abbia letto ultimamente, le sue quasi settecento pagine mi sono sembrate appena settanta, e la cosa che più di tutte mi è dispiaciuta è l'aver scoperto che purtroppo, almeno ad oggi, l'autore non ha scritto altri libri. Il suo stile è pazzesco (scusate, ma non mi viene una definizione migliore). Pazzesco per quanto è pulita e lineare la struttura narrativa, come un affilato rasoio. Pazzesco per la freddezza con cui vengono descritte scene splatter degne di Lucio Fulci o Sam Raimi. Pazzesco per la veridicità, per quanto surreale, delle scene, dei meccanismi sociali e psicologici. Pazzesco infine per la sua capacità di far immergere il lettore nella storia, come se davvero fosse lì presente, insieme alla terza B. Ad un certo punto sull'isola dove si trovano comincia a piovere, una pioggerellina sottile che sembra quasi nebbia. Ebbene, vi assicuro che mi sembrava si sentire lo scroscio dell'acqua, il tamburellare delle gocce sulle foglie degli alberi, la pioggia nebulizzata sul viso.
Una cosa invece che non sono riuscita a focalizzare bene (ma è decisamente un limite mio, e non una colpa di Takami) sono i ragazzi, nel senso che, pur essendo descritti in maniera piuttosto precisa, non riuscivo ad immaginarmi i loro volti, le loro diverse corporature. Unica eccezione: una ragazza di nome Mitsuko Souma (femmina numero 11). Avete presente Kill Bill, il film in due volumi di Quentin Tarantino? Sì? Vi ricordate di Gogo Yubari, la guardia del corpo personale di O-Ren Ishii? Ecco, io me la immaginavo esattamente uguale. Il bello è che poi ho scoperto che l'attrice che interpretava Gogo ha recitato anche nel film Battle Royale, tratto proprio da questo romanzo, ma interpretando un'altra ragazza! Che beffa...
Voglio concludere commentando un elemento narrativo che si è rivelato un'arma a doppio taglio. Come avete potuto vedere da come ho concluso la trama, al termine di ogni capitolo viene indicato il numero di studenti rimasti. Anche in questo caso la mia immersione nella lettura era talmente profonda da sentire quasi un gong, o un rintocco, nel momento in cui leggevo quest'ultima riga. Ma purtroppo, per quanto fosse d'effetto, diverse volte, mentre giravo la pagina, mi cadeva l'occhio proprio su quel numero: un clamoroso caso di auto-spoiler.
Scusate se mi sono dilungata così tanto, ma ci tenevo moltissimo a spiegare almeno una piccola parte dei motivi per cui ritengo che Battle Royale sia un romanzo assolutamente da non perdere; spero che almeno uno di essi vi abbia incuriositi sufficientemente da spingervi a leggerlo. Sono sicura che non ve ne pentirete.


BW

Nella nostra libreria:
Koushun Takami
Battle Royale (バトル・ロワイアル - Batoru Rowaiaru)
ed. Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
663 pag.
traduzione di Tito Faraci