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lunedì 28 aprile 2014

Il diario del vampiro: Il risveglio - Lisa Jane Smith (1991)

"5 settembre (in realtà prime ore del 6 settembre, verso l'una di notte)

Caro diario,
dovrei tornare subito a letto. Solo pochi minuti fa mi sono svegliata pensando che qualcuno stesse gridando, ma ora la casa è silenziosa. Stanotte sono successe così tante cose strane che mi sembra di avere i nervi a pezzi."
Dal diario di Elena Gilbert

TRAMA
Elena Gilbert è la ragazza più bella e amata del liceo: i ragazzi vorrebbero averla, le ragazze vorrebbero essere lei.
Il primo giorno di scuola, il primo giorno dell'ultimo anno, scopre che è arrivato un nuovo, misteriosissimo e bellissimo ragazzo. Si chiama Stefan Salvatore, è italiano, e incredibilmente sembra non voler legare con nessuno, nemmeno con lei!
Aiutata dalle fidate amiche del cuore, Meredith e Bonnie, ma anche dall'ex ragazzo nonché migliore amico Matt, forse l'unico che è riuscito a legare almeno un po' con Stefan, deve a tutti i costi trovare un modo per farsi notare dal bel tenebroso. 
Ma quale sarà mai il motivo di tutto questo mistero?

RECENSIONE
Lui, lei e l'altro. Ma anche l'altra. E l'altro ancora.
Eh sì, quando Dawson (pardon, Stefan) arriva al liceo Robert E. Lee avviene improvvisamente una sequenza di fatti impensabile ed originale, come la bellissima reginetta che si innamora di lui, ma lui la respinge, e di lei è innamorato anche il suo migliore amico, ma lei non pensa più a lui...
Davvero, se siete alla ricerca di una trama del genere vi consiglio piuttosto un Harmony, probabilmente sarebbe più interessante. In questi anni decine e decine di libri sono stati scritti sfruttando questo filone chiamato urban fantasy (che a mio avviso di fantasy non ha nulla, ma proprio nulla, così come non è nemmeno narrativa horror). Eppure hanno successo. Personalmente non me lo spiego.
A parte la pateticità della trama, praticamente inesistente, e delle ovvietà in essa contenute, andiamo ad analizzare i personaggi. La cosa che più mi disturba è la visione del vampiro, come ho già scritto in passato, "che non è più un essere dannato, ma dannatamente bello". E buono. Sì, perché succhiare il sangue agli esseri umani è una cosa che non si fa, è sbagliata, quindi bisogna nutrirsi di animali, o tutt'al più succhiare appena appena, senza uccidere. E la luce del sole? Come fa una creatura della notte a sopravvivere di giorno, tanto da giustificare la sua presenza all'high school? Semplice: basta un banalissimo anello, un po' come mettere le galosce quando piove per non bagnarsi i piedi.
Inoltre ho trovato piuttosto offensivi certi cliché cuciti addosso a Stefan, come il suo parlare mezzo in italiano, "Signora, signora!"... Finché c'era avrebbe potuto anche esclamare "Mamma mia!", "Ciao bella" o "Baciamo le mani!", il tutto mentre mangiava gli spaghetti (rigorosamente alla salsa marinara con le polpette) e ascoltava il mandolino.
Vogliamo poi parlare della totale ignoranza riguardo la storia? O sono scema del tutto io, o nella Firenze del tardo XV secolo non giocavano né a football (al massimo al calcio fiorentino, ma è un'altra cosa) né tantomeno a cricket.
Insomma, ho voluto leggere questo libro perché sono convinta che non si possano avere pregiudizi di fronte a nessun genere e nessun autore. Ora che l'ho letto però il mio parere l'ho dato, e sicuramente non affronterò nessun altro libro della Smith.
Non voglio essere però solo distruttiva, perciò voglio concludere elencando tre aspetti positivi de Il diario del vampiro: Il risveglio. Il primo è che comunque si legge in fretta, bastano appena un paio d'ore. Il secondo è il prezzo dell'edizione della nostra libreria, appena 99 centesimi, per cui non ci si strappa i capelli per aver speso una follia per un libro così brutto. Il terzo è una breve citazione della poesia di un grandissimo scrittore, uno che davvero ha prodotto veri libri del terrore e dell'orrore: si tratta dei primi versi di "A Elena" ("To Helen") di Edgar Allan Poe.

BW

Nella nostra libreria:
Lisa Jane Smith
Il diario del vampiro: Il risveglio (The Vampire Diaries: The Awakening)
ed. Newton Compton Editori
127 pag.
traduzione di Valeria Gorla